Calderoli ritira firma emendamenti, tensione con governo

Senato - Commissione Affari CostituzionaliLa tensione si mostra plasticamente  con il continuo uscire ed entrare di senatori dalla Commissione.  Secondo quanto hanno riferito alcuni senatori, Calderoli  contesta l’emendamento che assegna allo Stato una riserva di legge sui criteri generali riguardanti gli Enti di area vasta,  che l’esponente del Carroccio vorrebbe lasciare in esclusiva  alla competenza delle Regioni.  L’altro punto riguarda le norme transitorie applicative del  principio della proporzionalità con cui i senatori sono scelti  dai consigli regionali in base alla consistenza dei gruppi.  Avvicinato dal cronista, Calderoli non si è voluto  pronunciare, dicendo semplicemente mentre rientrava in commissione “io la firma non la metto”. Calderoli ha a lungo parlato con lo staff del ministro Maria Elena Boschi, che si è  poi allontanata dalla Commissione con il proprio ufficio  legislativo.
Parlando con i cronisti, Calderoli ha spiegato che sia lui che diversi senatori della maggioranza contestano la formulazione dell’emendamento sull’elezione dei senatori da parte dei consigli regionali. L’emendamento era stato scritto dopo un incontro tra il governo e il capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani.
“L’emendamento – ha spiegato Calderoli – da una parte prevede l’elezione su base proporzionale dei senatori da parte dei consigli regionali, ma dall’altro aggiunge che questa deve avvenire ‘tenuto conto della consistenza dei gruppi consiliari’. Questo significa che si sa già in partenza quanti senatori spettano a ciascun gruppo, e che quindi il voto dei consiglieri regionali perde di peso”.
“Se aggiungiamo – ha detto ancora l’esponente del Carroccio – che la norma transitoria stabilisce che i senatori verranno eletti dai consigli regionali sulla base di listini bloccati, capiamo che i futuri senatori li sceglieranno i capigruppo e non verranno eletti dai consiglieri regionali”.
Calderoli ha affermato che l’obiezione non viene sollevata solo da lui: “questo testo in Commissione non ha la maggioranza e non passa. Per questo dico che si andrà in Aula e lì si scioglieranno i nodi”.

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