Quando nel pomeriggio inoltrato di sabato 16 maggio Bernie Sanders ha fatto il suo ingresso sul palco dell’Auditorium del Salone del Libro di Torino, sembrava quasi di essere ad un evento americano per quanto calorosa ed entusiasta è stata l’accoglienza riservatagli dalle quasi 2000 persone riuscite ad entrare nel teatro. L’unica cosa che mancava erano quei cori infiniti di «Bernie, Bernie, Bernie…», con la classica pronuncia americana, che da oltre dieci anni accolgono il senatore ed esplodono a intermittenza durante i suoi interventi pubblici statunitensi.
Sanders è stato probabilmente l’ospite più atteso dell’annuale manifestazione torinese, dove è intervenuto per la presentazione del suo ultimo libro Fighting Oligarchy, edito in italiano per Chiarelettere col titolo Contro l’oligarchia, e dove ha conversato con Francesco Costa, direttore responsabile de il Post e podcaster di Da Costa a Costa, dedicato agli Stati Uniti.
Gli oligarchi che governano il mondo
Il libro deriva direttamente dal tour nazionale che Bernie Sanders ha intrapreso con Alexandria Ocasio-Cortez poco dopo l’inizio del secondo mandato di Donald Trump nel 2025, toccando tanto grandi città democratiche come Los Angeles e Denver, quanto territori profondamente conservatori e vicini all’universo Maga, dove migliaia di persone sono comunque accorse ad ascoltarli. Obiettivo del tour, e del libro, è riportare al centro del dibattito pubblico temi come la disuguaglianza economica, il potere incontrollato delle grandi corporation e la progressiva concentrazione della ricchezza e dell’influenza politica nelle mani di una ristretta oligarchia. Un tema, quello dell’oligarchia, che pur essendo un caposaldo del pensiero di Sanders fin dalla sua comparsa sulla scena politica nazionale nel 2015, è diventato sempre più pressante, dato che quel ristretto gruppo di ultra-miliardari ha costantemente aumentato la sua devastante incidenza sui destini del mondo. Nel 2023 Bernie aveva già scritto un libro, It’s OK to Be Angry with Capitalism, non tradotto in italiano, in cui esprimeva tutta la sua furia contro gli oligarchi che hanno reso l’attuale tipo di capitalismo ancora più sfrontato ed esagerato persino di quello della Gilded Age. E con la seconda presidenza Trump si è andati ancora oltre.
«Oggi, una manciata di gigantesche corporation domina settore dopo settore – agricoltura, trasporti, energia, servizi finanziari e così via – imponendoci prezzi scandalosamente alti per i prodotti che acquistiamo. Incredibilmente, quattro società di Wall Street – BlackRock, Vanguard, Fidelity e State Street – sono complessivamente i principali azionisti in oltre il 95% delle nostre corporation», ha detto Bernie Sanders dal podio del palco torinese. Un discorso che ha ricalcato sia quelli del Fighting Oligarchy Tour, sia quelli degli interventi di supporto ai tanti candidati progressisti, spesso indipendenti, che il senatore sta sostenendo nelle primarie democratiche contro politici in carica e/o nuovi concorrenti dell’establishment del partito, massicciamente finanziati da quegli stessi soggetti portatori di forti interessi che il Partito Democratico dovrebbe combattere.
La concentrazione della proprietà riguarda anche i media degli Usa, dove «sei grandi conglomerati mediatici controllano circa il 90% di ciò che il popolo americano vede, ascolta e legge. E questi conglomerati sono posseduti dai super ricchi. Elon Musk possiede Twitter. Jeff Bezos possiede il Washington Post e Twitch. Mark Zuckerberg possiede Meta, che comprende Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger e Threads. Rupert Murdoch possiede Fox News, il Wall Street Journal e il New York Post. Larry Ellison possiede CBS, TikTok, Paramount Pictures, Skydance, MTV ed è sulla strada per acquisire CNN e Warner Brothers».
Imperativo categorico: abolire Citizen United
La necessità di abolire Citizen United è un altro tema che Sanders cavalca inascoltato fin dalla sua prima campagna presidenziale. La sentenza della Corte Suprema “Citizen United vs. Federal Election Commission” del 2010 ha infatti portato una rivoluzione nella possibilità di finanziamento illimitato dei politici, permettendo in sostanza ai ricchi di comprare le elezioni. Applicando a qualsiasi tipo di società, azienda e organizzazione il principio del 1976 secondo cui la spesa politica è una forma di libertà di parola espressa dal primo emendamento della Costituzione Usa, tali gruppi hanno potuto beneficiare di illimitate somme di denaro che i donatori interessati riversavano, come avviene tuttora, negli allora neo-creati Super-Pac di finanziamento ai politici, con un enorme incremento di ogni forma di corruzione possibile e immaginabile.
Parlando di super-ricchi Bernie Sanders ha aperto anche una parentesi italiana: «Questa tendenza, per cui i super ricchi diventano sempre più ricchi e potenti mentre la gente comune fatica a sopravvivere, non sta avvenendo soltanto negli Stati Uniti. Sta avvenendo anche in Italia. Negli ultimi 16 anni, il 91% di tutta la nuova ricchezza creata in Italia è andato al 5% più ricco. Mentre i salari reali del lavoratore medio italiano oggi sono inferiori rispetto a prima della pandemia, i 79 miliardari italiani sono diventati più ricchi di quasi 64 miliardi di dollari solo nell’ultimo anno. È un fenomeno globale».
Lo spregiudicato uso dell’Intelligenza Artificiale
Durante l’intervista con Francesco Costa Sanders era un fiume in piena. Solo piccole pause per indicare al traduttore – con un suo tipico cenno della mano sbrigativo buttato lì mentre continuava a guardare dritto davanti a sé – di procedere con l’italiano, per poi riprendere l’inarrestabile flusso del ragionamento. Soprattutto sul tema dell’intelligenza artificiale e della sofferenza che sta già arrecando, in quanto usata in modo spregiudicato dagli oligarchi che ne hanno il controllo. Strumento ambivalente, dai potenziali positivi enormi per i progressi che può apportare in molti campi, inclusa la possibilità di ridurre lavori usuranti, Sanders ha sottolineato come i benefici debbano essere redistribuiti, alleggerendo il lavoro per tutti. E non ha neppure trascurato il problema terribile della dipendenza psicologica che piattaforme come ChatGPT hanno già creato su persone emotivamente fragili e su adolescenti non preparati, citando il caso del sedicenne americano Adam Raine, suicidatosi dopo aver sviluppato una relazione psicologicamente malata con il suo chatbot.
La corruzione del Partito Democratico
La critica sempre più dichiarata ed esplicita al Partito Democratico di aver progressivamente abbandonato la working class, per rappresentare sempre più gli interessi delle élite economiche e dei grandi finanziatori, non è mancata a Torino e nemmeno nell’unica presenza televisiva, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa.
Tema costantemente affrontato nei suoi comizi, la corruzione del Partito Democratico è anche il motivo per il quale Sanders ha intensificato esponenzialmente gli endorsement a candidati progressisti nelle primarie democratiche, diventate sempre più il vero campo di battaglia elettorale. Nelle ultime elezioni lo hanno dimostrato i milioni di dollari senza precedenti spesi da Aipac (American Israel Public Affairs Committee) e corporation per espellere dal Congresso deputati scomodi, operazione riuscita ad esempio con Jamaal Bowman (New York) e Cori Bush, che ora è di nuovo in corsa nelle primarie per le elezioni di midterm nel Missouri.
Nonostante le dure critiche nei confronti del partito democratico, negli anni della presidenza Biden Bernie Sanders ha evitato di entrare a gamba tesa in quella guerra civile che da oltre dieci anni vede contrapposti l’establishment e i suoi media mainstream di riferimento da una parte e molti esponenti del mondo progressista e del giornalismo indipendente di sinistra dall’altra. Oggi che il senatore è completamente libero dal vincolo di posizioni tattiche, gli attacchi alla corruzione interna del Partito Democratico e il sostegno ai progressisti nelle primarie possono esprimersi liberamente in ogni contesto. L’auspicio è che si ripeta il risultato di Zohran Mamdani, che Bernie Sanders ha sostenuto con passione ed entusiasmo. Nella speranza che a tutti i livelli amministrativi si possano eleggere altre figure come quella del sindaco di New York per la prosecuzione politica e generazionale di un movimento cui Sanders ha dato vita più di dieci anni fa.


Annalisa Cuzzocrea