Le “riforme” e la mobilitazione necessaria per la democrazia

30 Aprile 2024

Daniela Padoan Presidente Libertà e Giustizia, Scrittrice

Questo contenuto fa parte di uno speciale Riforme

È il momento di tornare, tutti e tutte, a conservare e far vivere i diritti, la Costituzione, la democrazia; a far sentire la voce della parte migliore del Paese, che chiede piena attuazione di questo nostro manifesto politico, scritto nel ’48 da padri e madri costituenti.

Intervento di apertura del convegno nazionale di Libertà e Giustizia, Milano 12 marzo 2024

Buongiorno, benvenuti.

È una gioia essere qui oggi, nel ventennale della nascita di Libertà e Giustizia, con chi ha fondato l’associazione, 22 anni fa, con chi le ha dato nuova vita nel tempo, con i compagni di strada di sempre.

Abbiamo promosso questo convegno per rispettare una ricorrenza, ricordando le figure che hanno impresso una fisionomia al nostro progetto di cultura politica, e per ripercorrere le mobilitazioni e le campagne referendarie che hanno saputo coinvolgere migliaia di persone, imponendo importanti svolte politiche al Paese.

Ma questo incontro non vuole essere una celebrazione. 

Abbiamo molto da fare.

È il momento di tornare, tutti e tutte, a conservare e far vivere i diritti, la Costituzione, la democrazia

Daniela Padoan

Siamo qui oggi perché il disegno di manomissione della Costituzione del ’48, al quale ci siamo opposti negli anni, si ripresenta in modo ancora più pericoloso, con quella che l’esecutivo ha chiamato la “madre di tutte le riforme”: il premierato, ovvero la volontà di imporre una democrazia decidente affidata a una persona sola al comando o, per meglio dire, un’autocrazia elettiva, libera da pesi e contrappesi, sgravata dal necessario bilanciamento degli organi di controllo e dall’“ingombro” istituzionale della figura cardine prevista dalla nostra Costituzione, il Presidente della Repubblica. 

Vogliamo, insieme, guardare alle le radici dell’attuale affondo sulle riforme: alle implicazioni autoritarie del cosiddetto premierato, alle false retoriche di governabilità e stabilità su cui esso poggia, alle crescenti limitazioni poste alla partecipazione, alla libertà di stampa e di espressione, alle crescenti intimidazioni nei confronti di chi si oppone.

Vogliamo dare il nostro contributo per promuovere un’ampia mobilitazione che abbia al centro tanto la difesa quanto la piena attuazione della nostra Costituzione repubblicana e antifascista, ancora oggi per molti versi disapplicata. 

Riprendiamo il cammino con i compagni di strada di sempre, che oggi sono con noi, a cominciare da Cgil, Arci e Anpi.

Con loro, e con quasi 200 associazioni, abbiamo dato vita alla piattaforma nazionale chiamata “La via maestra”, un nome che riprende lo storico manifesto promosso da Gustavo Zagrebelsky, Luigi Ciotti, Lorenza Carlassare, Maurizio Landini, Stefano Rodotà, che seppe dar vita a una grande mobilitazione popolare.

Nel 1955, Piero Calamandrei scriveva: “Oggi, di fronte alla Costituzione, i conservatori sono i veri sovversivi”. Si riferiva alla maggioranza, che lasciava sostanzialmente inattuata la Costituzione dopo sette anni dalla sua entrata in vigore. 

C’è una Via Maestra che non è stata presa, che questo Paese non ha saputo prendere negli anni, ed è quella della Costituzione, della sua difesa, della sua attuazione, della sua conservazione.

Per questo ci troviamo, oggi, con l’ennesimo governo che tenta di svuotarla.

Da forza esclusa dall’intesa costituzionale di coloro che avevano ripudiato il fascismo, la destra radicale oggi al governo si fa forza costituente di un nuovo ordine rimanendo esattamente se stessa, legata integralmente alla propria storia, pronta a riscrivere le regole e a pretendere per sé sempre maggiori spazi di potere, erodendo quelli dell’opposizione e delle minoranze. 

È il momento di tornare, tutti e tutte, a conservare e far vivere i diritti, la Costituzione, la democrazia; a far sentire la voce della parte migliore del Paese, che chiede piena attuazione di questo nostro manifesto politico, scritto nel ’48 da padri e madri costituenti.

Ringrazio tutte le persone che sono qui. I relatori, il pubblico, i circoli di Libertà e Giustizia, venuti da diverse città d’Italia; il Comune di Milano, nella persona del consigliere Carlo Monguzzi, per averci ospitato nella prestigiosa sede di Palazzo Reale; Massimo Giannini per aver accettato di essere la presenza in dialogo con le molte e rilevanti voci riunite qui, oggi, nella comunanza di una prospettiva di difesa delle istituzioni repubblicane e di un rinnovato coraggio democratico.

Scrittrice, saggista, si occupa da anni di razzismo e dei totalitarismi del Novecento, con particolare attenzione alla testimonianza delle dittature e alle pratiche di resistenza femminile ai regimi.

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