Scrivere di ecologia e di politiche energetiche nella giornata mondiale dell’ambiente potrebbe sembrare un controsenso ma in realtà gli argomenti sono fortemente connessi.
Tra le buone novelle c’è sicuramente la forte spinta appena arrivata dall’Europa che concede al nostro paese maggiore flessibilità di spesa circoscritta proprio a interventi finalizzati a rafforzare la transizione energetica, con forte sostegno ai progetti di riduzione della componente energetica fossile in favore delle energie rinnovabili (solare, eolico, ecc.).
Se il governo italiano dovesse attivare la clausola di flessibilità concessa dalla Commissione europea, come tutti ci auguriamo, prenderebbero il via importanti progetti di riduzione delle fonti fossili con benefici non sono ambientali ma anche economici sia per le imprese che per le famiglie, che vedrebbero calare sensibilmente il conto salato delle bollette energetiche.
Tra le tante cose, la Giornata mondiale dell’ambiente ci ricorda lo stretto legame tra la protezione dell’ambiente e la tutela dei diritti umani, atteso che gli effetti del cambiamento climatico, anche agli occhi degli osservatori meno attenti, incidono sul godimento di diritti fondamentali, tra i quali il diritto alla salute, all’acqua, a un’alimentazione adeguata, oltre che sulle tasche delle famiglie, che ne pagano il prezzo più alto.
All’ultima assemblea di Confindustria sono state le stesse imprese a sollecitare il governo a sbloccare i numerosi progetti in attesa di pareri e autorizzazioni, evidenziando come sia sotto gli occhi di tutti il legame tra politiche energetiche, politiche industriali e politiche sociali.
Tra gli esempi virtuosi più spesso citati c’è il modello spagnolo, che negli ultimi cinque anni ha dato una forte spinta alle rinnovabili riuscendo ad ottenere, oltre a evidenti vantaggi ambientali, consistenti vantaggi economici, considerato che nel paese iberico il costo dell’energia è in media più basso del 30-40%, stante la minore influenza delle fonti fossili, in particolare del gas, soggette a importanti fluttuazioni periodiche di prezzo in ragione anche delle crisi geopolitiche sempre più frequenti, a cui le fonti rinnovabili sono invece immuni.
Tra i tanti vantaggi e risparmi si libererebbero certamente risorse per rafforzare politiche sociali mirate, di cui mai come oggi si sente maggiormente il bisogno.
La speranza è che la nostra classe dirigente non perda anche questo treno e che agli interessi politici anteponga gli interessi del paese e delle future generazioni piuttosto che quelli delle prossime elezioni.
Buona Giornata mondiale dell’ambiente!
Patrizio Leopardo
Circolo Libertà e Giustizia Civitavecchia

