Parlare di un sito web a un’assemblea di soci significa, prima di tutto, scegliere quali numeri contano davvero e perché. I dati che seguono non sono un report tecnico: sono una fotografia di come Libertà e Giustizia è presente online, di chi ci legge, di come ci trova e di che cosa cerca.
Il contesto che nessuno può ignorare
Prima di leggere i numeri del nostro sito, vale la pena capire il mercato dentro cui si muovono. Il 2025 è stato l’anno in cui l’intelligenza artificiale ha cominciato a rispondere direttamente alle domande degli utenti, senza più rimandare ai siti di informazione. Il risultato è visibile nei dati: secondo l’analisi della società Chartbeat su oltre 2.500 siti di notizie, il traffico proveniente da Google è calato del 33% tra novembre 2024 e novembre 2025. I venti maggiori editori italiani hanno perso in media il 6% dei propri lettori, con le pagine lette in calo del 14% solo nel mese di dicembre. Le previsioni per i prossimi tre anni parlano di un ulteriore calo del 43%.
Parallelamente, il traffico generato dai social media si è contratto in modo significativo: Facebook ha perso il 43% del traffico che inviava ai siti di notizie negli ultimi tre anni, X (già Twitter) il 46%.
Questo è il terreno su cui ci muoviamo. Non lo diciamo per giustificare i numeri, ma per leggerli con la proporzione giusta.
Come è andato il 2025
Nel 2024 il sito di Libertà e Giustizia ha raggiunto 107.000 persone, con 128.600 visite totali. Nel 2025 le persone raggiunte sono state 103.500, le visite 133.400.
In superficie sembra una lieve flessione. In realtà, nel contesto di un mercato che perde il doppio, tenere con un calo del 3% è un risultato solido. Le visite totali sono persino cresciute del 4%.
Il dato più significativo, però, è un altro. I lettori abituali, ovvero le persone che tornano sul sito in modo ricorrente, sono passati da 5.800 nel 2024 a 8.500 nel 2025: quasi il 50% in più. Non abbiamo perso lettori fedeli. Ne abbiamo guadagnati.
Anche la qualità della lettura è cambiata in modo misurabile. Il tempo medio di lettura per visita è cresciuto e le sessioni in cui le persone hanno interagito attivamente con i contenuti sono cresciute del 23%.
Meno dispersione, più profondità. È la tendenza che ci interessa di più.
Come ci trovano
La composizione del traffico racconta qualcosa di importante sul tipo di pubblico che frequenta il sito. Nel 2025, il 48% degli accessi è arrivato in modo diretto: persone che conoscono già Libertà e Giustizia, che cercano il sito senza passare da Google o dai social. Il 41% è arrivato dalla ricerca organica su Google. Solo il 6% dai social media, il 5% da altri siti.
Questa struttura ci ha protetti dalla crisi che ha colpito gli editori dipendenti dalle piattaforme social. Il 90% del nostro traffico viene da fonti solide: lettori intenzionali, non visitatori casuali.
Tre momenti in cui il sito è diventato un punto di riferimento
Tre episodi del periodo 2025–2026 raccontano meglio di qualsiasi media il ruolo che il sito ha saputo svolgere nel dibattito pubblico.
A settembre 2025, quando il governo degli Stati Uniti sanzionava la relatrice speciale dell’ONU per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese, molte persone cercavano spiegazioni in italiano: cosa significavano quelle sanzioni, chi era davvero Albanese, perché la vicenda era rilevante. Il sito di LeG aveva già pubblicato un’analisi. In cinque giorni, quasi 2.000 persone al giorno arrivavano dal motore di ricerca. Il picco ha toccato 1.915 clic in un solo giorno.
A gennaio 2026, con l’insediamento di Trump e le prime notizie sugli agenti ICE e sulle operazioni di controllo dell’immigrazione, la stessa dinamica si è ripetuta. L’articolo «ICE: chi sono i miliziani di Trump» ha attirato 1.802 clic in un singolo giorno, con migliaia di persone che cercavano su Google una spiegazione in italiano a ciò che stava accadendo negli Stati Uniti.
Il momento più significativo è stato però marzo 2026, in corrispondenza del referendum sulla riforma della giustizia. Le query più cercate erano «perché votare no al referendum sulla giustizia» e «referendum giustizia 2026 spiegazione semplice». Libertà e Giustizia compariva tra i primi risultati. Il 22 marzo il sito ha ricevuto 3.443 clic da Google. Il 23 marzo 4.567, in un solo giorno. In quei due giorni il traffico è stato superiore a quello di un intero mese ordinario. Per quegli articoli, eravamo tra le fonti più consultate d’Italia su quel tema.
La newsletter
Dal 23 maggio 2024 pubblichiamo una newsletter settimanale. Oggi la ricevono 9.434 iscritti confermati. Un terzo di loro la apre ogni settimana: il 33,7%, contro una media di settore che si attesta intorno al 24%.
La newsletter dedicata ai dieci motivi per votare no alla riforma Nordio, inviata il 28 febbraio 2026, ha raggiunto il 39,3% di aperture: quasi quattro iscritti su dieci.
Da novembre 2024, quando abbiamo avviato la serie sistematica sul referendum, si sono iscritte alla newsletter 1.207 nuove persone. Una stima interna ipotizzava circa 400 nuovi iscritti: il dato reale è quasi tre volte superiore.
Cosa leggono
I contenuti più visitati nel periodo gennaio 2025–maggio 2026 raccontano chiaramente le priorità editoriali che il pubblico ha premiato.
Due articoli dedicati alla riforma della giustizia e al referendum hanno raggiunto rispettivamente 30.400 – «Libertà e Giustizia. Dieci ragioni per votare No al referendum sulla riforma Nordio», pubblicato il 27 febbraio 2026 – e 24.400 lettori – «Riforma Giustizia: perché no in parole semplici», pubblicato il 7 novembre 2025. Seguono la homepage con 14.200 visite, l’articolo sugli agenti ICE con quasi 7.000 e, al quinto posto, la pagina «Dona o associati» con 4.300 visitatori.
Quest’ultimo dato merita attenzione: chi arriva sul sito attraverso un articolo cerca spesso, subito dopo, come sostenere l’associazione. Il sito non è solo uno strumento di informazione: è un punto d’ingresso verso la comunità di LeG.
Dove siamo su Google
Negli ultimi 12 mesi il sito di Libertà e Giustizia è apparso 3.500.000 volte nei risultati di ricerca di Google, generando 117.000 clic verso le nostre pagine. Chi cerca direttamente «libertà e giustizia» trova il sito tra i primissimi risultati e, in 7 casi su 10, ci clicca sopra.
In un anno in cui la visibilità su Google si riduce strutturalmente per tutti gli editori, mantenere queste posizioni sui temi che ci appartengono è un segnale concreto di riconoscibilità.
Il sito è lo specchio del lavoro dell’associazione. I numeri raccontano che Libertà e Giustizia è presente, è cercata, è letta. Grazie a chi, in questi mesi, ha condiviso i nostri articoli, si è iscritto alla newsletter, ha segnalato un contenuto a chi non ci conosceva ancora.

