Pensare prima di tutto ai lettori. E al messaggio, che sia il più chiaro possibile. Sono i pilastri della comunicazione di Libertà e Giustizia, che riflette e riverbera le battaglie e gli obiettivi dell’associazione.


Per imbastire una riflessione a partire dai dati positivi, elaborati dall’agenzia 5A, che riguardano il sito e la newsletter di Libertà e Giustizia, ho chiesto a Google di definire il profilo dell’informazione e della comunicazione oggi. La prima risposta è stata la sintesi generata dall’Intelligenza artificiale, una sintesi estrema di miliardi di pagine che consente a chi si muove su intenet di non fare nemmeno lo sforzo di cliccare su un link – dicono i dati che il 60% delle ricerche non genera click in uscita – ma di avere tutto qui e ora, in poche righe, già elaborato della forma e nei contenuti. La risposta risultata è succinta quanto precisa:  «La comunicazione oggi è istantanea, digitale e pervasiva, dominata dall’uso di smartphone, social media e intelligenza artificiale». Firmato, ovviamente, Intelligenza Artificiale. 

Chiarezza e fiducia

Il nostro sito e la nostra newsletter, sin dal suo primo numero del 23 maggio 2023, sono proprio l’esatto contrario di questa definizione. Non siamo istantanei ma ci diamo il tempo della riflessione, a volte del confronto allargato, della verifica e della correzione; non siamo pervasivi perché non spingiamo su sponsorizzazioni né su banner sul nostro o su altri siti; non siamo dominati dalle tecnologie, non dai social media (che non a caso, come si legge nella relazione di Federico Parrella di 5A, hanno rappresentato per i siti di informazione più un freno che un volano) né tantomeno dall’AI, che usiamo per costruire immagini a tema, quando non abbiamo foto specifiche, non certo che verificare fatti o per scrivere i testi. Siamo ostinatamente cerebrali e manuali. 

Sempre i dati di 5A ci dicono che siamo però credibili, una qualità sempre meno rilevata nel pubblico: solo il 34% degli italiani dichiara di fidarsi dei principali media tradizionali, quasi il 60% non li considera fonte di aggiornamento sui fatti. Dati Censis 2025. «L’informazione è vista come “condizionata” dal 31,5% degli intervistati, “inattendibile” dal 21,7%, “polarizzata” dal 17,5% e troppo ideologica dal 16,8%», riporta l’Ordine dei Giornalisti

Il sito e la newsletter di Libertà e Giustizia non sono testate giornalistiche improntate sulle news ma osservano i fatti e ospitano sguardi e letture, strumenti di stimolo e di comprensione; sono luoghi di confronto di una comunità sempre più ampia e sempre più aperta a contributi che sollevino domande, innanzitutto. Con la consapevolezza che, come Primo Levi invitava agli scrittori a fare, «Dobbiamo rispondere di quanto scriviamo, parola per parola, e far sì che ogni parola vada a segno». Levi invitava alla chiarezza come dovere etico, definendo l’oscurità verbale, e la cattiva comunicazione, un «artificio repressivo». [«Dello scrivere oscuro», La Stampa 11 dicembre 1976, poi nella raccolta L’altrui mestiere, Einaudi 1985]

Come dice il dice il rapporto Future Newsrooms Study 20261 «Vince chi costruisce fiducia nel tempo, chi crea reti di lettori attorno a temi precisi, chi è riconoscibile come persona prima che come testata».

In una fase di contrazione dei siti di informazione, i nostri lettori sono aumentati e si sono consolidati. Il coinvolgimento del pubblico è la priorità numero uno per tre quarti delle redazioni giornalistiche del mondo, dice sempre quello studio, «ma solo il 21% di uelle redazioni parte da un bisogno reale del proprio lettore per scegliere cosa raccontare, mentre tutti gli altri partono dalla destinazione del contenuto – il sito, il giornale, la TV, prima il canale poi forse il lettore», spiega Gigio Rancilio, giornalista esperto di comunicazione digitale.  I dati ci dicono che questo dialogo con i nostri lettori è vivo e solido. 

La newsletter

Oltre ai lettori abituali, sono cresciuti anche gli iscritti alla newsletter, con quella cifra rilevante di poco più di 1.200 persone che si sono registrate con i propri account da novembre 2025, quando cioè abbiamo iniziato a dare uno spazio definito e fisso, ogni settimana, al referendum sulla giustizia e alle ragioni del nostro No. Una presa di posizione netta e chiara, approfondita e argomentata da tutti i punti di vista di settimana in settimana. Uno spazio che ha raccolto anzitempo i dubbi e le domande dei cittadini\elettori, l’interesse palpabile tra le persone, prima ancora che partisse la campagna referendaria ufficiale e tutta la macchina mediatica roboante.  Anche mentre i talk show e i giornali dedicavano molto spazio allo scontro tra parti, aumentava in modo significativo il numero delle persone che consultavano le nostre pagine: i primi articoli per volume di lettori sono stati due testi dedicati alla riforma della giustizia e al referendum che hanno raggiunto rispettivamente 30.400 – «Libertà e Giustizia. Dieci ragioni per votare No al referendum sulla riforma Nordio», pubblicato il 27 febbraio 2026 – e 24.400 lettori – «Riforma Giustizia: perché no in parole semplici», pubblicato il 7 novembre 2025. 

Per il rapporto Censis, 7 italiani su 10 si informano con video brevi e invece i tempi di lettura registrati sui nostri articoli sono aumentati. 

Dopo un paio di sperimentazioni in altri giorni della settimana, abbiamo stabilito l’invio della newsletter nella prima mattina di ogni sabato, favorendo uno spazio alla lettura nel week end. Ma sempre di più il sito viene aggiornato con nuovi contributi anche durante la settimana, creando così un circolo virtuoso tra sito e newsletter che si rafforzano a vicenda. Abbiamo introdotto alcune nuove etichette (o hashtag) per marcare l’attenzione su temi specifici – come America Watch, un osservatorio sulle elezioni di metà mandato che si terranno negli Stati Uniti il 3 novembre 2026 – o per indicare i contributi di sguardi giovani, under 30. Non solo i lettori, gli accessi, gli iscritti sono aumentati, ma anche il numero di collaboratori, di produttori di contenuti, marcando sempre più un altro elemento portante del lavoro editoriale impostato in questi due anni: il lavoro corale. Come ha scritto Federico Parrella nell’ultima slide della sua presentazione, «il sito e la newsletter sono lo specchio digitale del lavoro dell’associazione. I numeri raccontano che Libertà e Giustizia è presente, è cercata, è letta». Dunque grazie. 


  1. realizzato da FT Strategies (la società di consulenza del gruppo Financial Times) con WAN-IFRA (l’associazione mondiale degli editori di notizie) e Arc XP (piattaforma dedicata alla gestione dei contenuti digitali) ↩︎

Lorella Beretta è giornalista freelance e scrittrice. È responsabile della comunicazione di Libertà e Giustizia.
Dal 1994 al 2012 è stata redattrice e conduttrice a Radio Popolare.

È autrice del libro “La luna al suo comando, storia di Felice Magliano Internato Militare Italiano”, (2025, Castelvecchi editore, collana Papaveri Rossi) con prefazione di Liliana Segre e nota introduttiva di Gianfranco Pagliarulo.

Nel 2022 ha scritto il capitolo «Politiche razziali dell’acqua, dal Sudafrica a New York» che è parte del libro collettivo Gli Stati Generali dell’Apartheid edito da Castelvecchi editore, collana Lupicattivi.
Nel 2020 ha preso parte con un capitolo sulla rappresentazione degli immigrati e dell’immigrazione sui media italiani nel libro “Ero straniero. Seminare accoglienza, raccogliere futuro” di Don Virginio Colmegna e Simona Sambati per Derive e Approdi editore

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