Una riforma della Giustizia che non risolve i veri problemi della Giustizia

Vota NO al referendum sulla riforma Nordio

Il 22 e 23 marzo 2026 siamo chiamati a esprimerci su una legge costituzionale che mira a colpire l’indipendenza della magistratura, senza affrontare nessuno dei problemi del “sistema giustizia” che gravano sui cittadini.

Grazie a tutta Libertà e Giustizia

25 Marzo 2026

Daniela Padoan Presidente Libertà e Giustizia, Scrittrice

Questo contenuto fa parte dello speciale Referendum Giustizia dell’osservatorio Autoritarismo

L'incontro per il NO in Sala dei Notari, Perugia.

Di fronte a un pericolo grave – una corsa verso una modifica della Carta che mirava ad alterare in profondità l’equilibrio e il bilanciamento dei poteri – i cittadini e le cittadine hanno scelto la difesa della democrazia costituzionale.

Care amiche, cari amici di Libertà e Giustizia,

ci siamo svegliati in un paese dove ancora tutto è in gioco, e noi di Libertà e Giustizia possiamo essere orgogliosi di aver fatto la nostra parte; nelle città, nei territori, con i nostri circoli, che hanno lavorato gomito a gomito con le altre associazioni nei Comitati della società civile, dei magistrati, degli avvocati.       

È stato di fronte a un pericolo grave – una corsa verso una modifica della Carta che mirava ad alterare in profondità l’equilibrio e il bilanciamento dei poteri – che i cittadini e le cittadine hanno scelto la difesa della democrazia costituzionale.

Voglio ringraziarvi prendendo a prestito le parole di nostri iscritti, sui social, al telefono, per mail, nelle chat dei circoli:

Cristina: «Allora tutto quello che abbiamo fatto, i banchetti, le parole, parlare nei posti frequentati, al supermercato è servito, in qualche modo. Raccontare ai figli, ai genitori, gli eventi, sembra sia stato utile. Sono molto contenta di essere qui, molto materiale per le mie “chiacchierate civiche” le ho prese dal sito di LeG e da qui, grazie veramente a voi tutti».


Giuseppina: «Uniti si vince ma aprirsi è ancora meglio. Parlare, discutere, spiegare senza presunzione e senza quella protervia che, a mio parere, ha affossato il Sì».

Filippo: «Vince Libertà e Giustizia, la società civile, quei cittadini cui l’associazione si rivolge e che, abituati a pensare e riflettere, seppur oggi probabilmente non si riconoscano in un partito, scattano come anticorpi se percepiscono un attacco alla Costituzione. Queste persone esistono ancora, sono tante e mi riconosco tra esse».

Cecilia: «È stata una grande esperienza di felicità, avevo le lacrime agli occhi davanti ai risultati, ha vinto la nostra democrazia».

La comunità di Libertà e Giustizia ha contribuito con la propria esperienza ventennale ad alimentare il fiume carsico d’un tratto venuto alla luce, fatto di giovani, di donne, di lavoratori, di studenti, di persone a volte anche molto anziane, o malate, che – armate della propria tessera elettorale – sono andate al seggio per dire No.

È a tutte queste persone, a tutte e tutti voi che vi siete fatti in quattro, animando incontri, parlando con chiunque, e che avete letto e studiato una materia non semplice facendo in modo che si tornasse a parlare di Costituzione nelle case, nelle piazze, nelle scuole, sui luoghi di lavoro, che va il grazie di tutta Libertà e Giustizia.

Daniela Padoan
presidente di Libertà e Giustizia

Scrittrice, saggista e presidente di Libertà e Giustizia. Si occupa da anni di razzismo e dei totalitarismi del Novecento, con particolare attenzione alla testimonianza delle dittature e alle pratiche di resistenza femminile ai regimi.

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