L’Italia dice sì alla Tobin Tax

L’Italia ha detto sì alla Tobin Tax.
Cioè ad una tassa sulla speculazione finanziaria.
Non era semplice far partire questa iniziativa, neanche con la formula della “Cooperazione rafforzata”, che nell’UE consente ad un minimo di 9 stati di “avviarsi” verso un’innovazione, in attesa che altri si uniscano in un secondo tempo.
Libertà e Giustizia ha fatto la sua parte.
Infatti, ha aderito alla “Campagna 005″ insieme a oltre 50 associazioni e sindacati, creando una pressione civile enorme.
E ora?
Ora i problemi si spostano sulle contromosse che potrebbero attivare gli speculatori, ma soprattutto sulla destinazione delle risorse che la tassa sulle transazioni finanziarie genererà.
Parliamo infatti di 20-30 miliardi  iniziali su scala europea, che possono arrivare a regime a superare i 50.
La “Campagna 005″ – insieme alla rete internazionale con cui ha lavorato – ha fin dall’inizio detto che i fondi raccolti dovranno essere utilizzati per una metà per politiche sociali interne ad ogni singolo Stato; mentre per l’altra metà dovranno andare in parti uguali alla cooperazione, nonché a misure volte ad intervenire sulla mutazione del clima.
Quindi non sarà affatto facile portare avanti questo progetto di redistribuzione fiscale, ma la spinta che è venuta da cittadini e associazioni ha fatto quello che i vertici dell’Europa consideravano impossibile.
Forse anche così costruiremo l’Europa politica.
Partendo da cittadini europei impegnati – insieme – in battaglie politiche europee.

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