Costruire la rivoluzione

Come al finire di un giorno quando cala la sera c’è un attimo in cui si rivede tutto e tutto appare in una logica complessiva che prelude al riposo e a una calma lettura degli avvenimenti, così in queste ore cerchiamo di capire i vent’anni alle nostre spalle:  davvero è finita una storia? Davvero ora si apre un tempo nuovo? E, ancora, sapremo  viverli in maniera dignitosa, i giorni che ci attendono, o abbiamo perso per strada, in questi anni di delusioni, di preoccupazioni, di impegno lacerante, anche la capacità di essere generosi, produttivi, ispiratori di cose buone per tutti? Capaci di giudizi giusti, non vendicativi ma nemmeno assolutori?

Oggi tutti dicono che c’è da ricostruire; che molte sono le macerie, così tante che è inutile elencarle.

Vorrei invece avere la fantasia e la possibilità di non rifare ciò che avevamo e che come si vede ogni giorno in Italia non muore mai, come il malaffare e l’antistato e la cattiva politica. A me piacerebbe che sapessimo indicare per noi e il nostro Paese strade nuove. Del tutto diverse da quelle che abbiamo già percorso con scarso successo e orizzonti limitati.

Mi piacerebbe avere la fantasia, la passione e la competenza per dire: da oggi in avanti sarà tutto diverso, da questi vent’anni e anche da quelli di prima. Vorrei un Paese che pur sapendo quanto è fragile ogni democrazia non dovesse ogni istante vigilare perché già si intravedono ombre minacciose e dunque ogni energia, giovane e vecchia, potesse esser dedicata alla cura del bene comune inteso in ogni senso. Un Paese dove i deboli si sentissero sicuri e i forti insicuri.

Un Paese dove i giovani fossero amati e non invidiati e oppressi e gli anziani compresi e aiutati, le donne rispettate e i bambini crescessero bambini. Un Paese che studiasse la storia per evitare gli errori compiuti.

Insomma, non c’è tempo, secondo me, per attardarci a chiederci se Berlusconi sia davvero al tramonto. La sua vicenda politica è comunque al tramonto e con essa la politica devastante della maggioranza e quella troppo pavida dell’opposizione.

I cittadini che hanno votato i referendum esigono una nuova politica: e di non esser chiamati soltanto all’ultimo minuto, prima delle elezioni, a certifacare le scelte prese nei vertici o nei “caminetti”,  col solito vezzo di cei proclama: o prendere o lasciare, tanto non avete scelta…

Questo vorrebbe dire più che ricostruire, costruire qualcosa di nuovo e diverso da come è sempre stato.

La delusione altrimenti potrebbe essere tremenda, come ha detto Zagrebelsky, e questa volta staremmo molto peggio di come siamo stati prima. Il che appare impossibile, forse. Ma sappiamo bene che non lo è.

Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie.

Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta.

47 commenti

  • Cara Sandra, nei miei interventi ho sepre posto l’accento su questo bisogno di “rivoluzione”. Non nel modo chiaro e pulito del tuo scritto.
    Pertanto, prendo in prestito il tuo articolo, lo faccio mio e lo faccio rimbalzare nella mia mailing list.
    Il tuo scritto deve essere la base di partenza della nuova discussione che deve animarci, l’inzio della “rivoluzione” con l’obiettivo primario di evitare e prevenire nuove delusioni.
    Su questi temi anche LeG, forse, ha bisogno di una “registrata”. Forse è opportuno, dopo questa primavera, un incontro plenario degli iscritti, anticipato rispetto alla cadenza storica. LeG è uno strumento, nel panorame della società civile, forse sottovalutato.
    Grazie, Bartolomeo Camiscioni

  • Bellissime riflessioni, Sandra. Sono orgogliosa di stare in questa associazione.
    Aggiungerei che per cambiare questa nostra Italia malata occorre iniettarle anticorpi sani, tanti quanti basteranno a neutralizzare, a rendere innocui (perchè ci dobbiamo rassegnare al fatto che ci saranno sempre) i batteri e i virus “infetti”. E occorre che ci mettiamo in gioco tutti, ma soprattutto i più giovani.
    E FACCIAMOLA QUESTA RIVOLUZIONE DELLE PERSONE PERBENE!
    Tina Palmisano

  • Presidente mio Presidente! colga l’attimo! Non lasci decadere la rete dei comitati e delle associazioni pro referendum e lanci subito la RIVOLUZIONE DELLA SOCIETA’ CIVILE CON L’USO ESTREMO DELL’ARTICOLO 71, CONTRO LA CATTIVA POLITICA, PER LE RIFORME!
    Se il 58% è andato ai referendum contro le leggi della maggioranza, l’80% firmerà cntro la casta, per una rivoluzione ” profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta”.
    Colga l’attimo Presidente!

  • In ogni momento della storia c’è un passaggio che sembra decisivo, certo mai come in questo scorcio di tempo ci sembra che la storia abbia già deciso quale sarà il corso delle vicende e l’esito finale.
    E’ mortificante, però, che, in attesa che questo passaggio si avveri o inveri, si debba, intanto stare alla finestra e sperare nel gesto coraggioso e di rottura di una forza politica che definire razzista e xenofoba non è altro che certificarne la sua ragione sociale ovvero il suo dna.
    Purtroppo, in questo momento, se non si vuole attendere lo stillicidio di un governo/sgoverno che ha dalla sua la possibilità di fare ancora sfracelli e ignominie per altri due anni, dobbiamo giocoforza affidarci anche agli xenofobi, senza però rimanere, come dice bene bonsanti, con le mani in tasca, ma proporre e costruire per avere, quando sarà il momento, non solo un pezzo d’argilla tra le mani, bensì un qualcosa che abbia quantomeno una forma politica; per questo ben vengano altri referendum, quali quello sull’abrogazione del porcellum, perché quando si avverte che vi è un sentimento di popolo, non si può stare fermi in attesa che la politica riformi sé stessa o che ne perpetui il simulacro di ciò che è diventata.
    Alcuni, anticipando molti passaggi, ragionano già in un’ottica che vede oltre berlusconi, oltre il tramonto o crepuscolo di quest’uomo estraneo alla democrazia e che è stato sconfitto da un sentimento di rivolta e distrutto dalla sua incapacità di rinnovare ciò che rinnovare non si può, perché marcio alla radice (la cultura del berlusconismo).
    B. non è più una minaccia né il berlusconismo in sé può continuare a renderci pavidi, ma al più può smarrirci il berlusconismo in me (come diceva gaber?) e che si annida nelle viscere e nelle coscienze delle persone; solo questo sentimento di aridità politica può renderci assenti nell’agire, in quanto la cultura del berlusconismo, salvo rare eccezioni, ha sempre caratterizzato l’agire degli gli italiani (vedi la vulgata sull’inutilità di governare gli italiani o gli italiani che salgono sul carro dei vincitori, la cultura tipicamente italiana dell’aiutino); spazziamo via una volta per sempre questa funesta cultura del familismo amorale e questa brutta etichetta appiccicata agli italiani, anche se poi è solo una parte minoritaria che se ne serve.
    Sì dunque alla rivoluzione propugnata da bonsanti; e anche se questo termine è stato spesso utilizzato a sproposito, oso sperare che stavolta rivoluzione sia parola che quegli italiani che hanno vergato quattro sì, abbiano definitivamente interiorizzato e sapranno coniugare con un agire quotidiano più attivo del soporifero ed inconcludente dissenso manifestato negli ultimi diciassette anni di regime berlusconiano.
    Spazziamo via anche questa escrescenza della democrazia italiana che è “la porcata”, possiamo farcela, basta volerlo e la politica (con la p minuscola) verrà anche stavolta sconfitta.

  • Magari con i Casini,con i Letta,con lo IOR e con … qualche ricco editore.

    Perchè se è vero che tutti salmi finiscono in gloria,è vero pure,cara Bonsanti,che ogni rivoluzione che si rispetti si fonda sull’invocazione popolare di un nuovo ordine sociale e politico,sulla richesta di un mutamento più o meno radicale,la quale per sua natura non esclude il ricorso alla violenza.
    A meno che non si voglia finalmente porre mano alla piena attuazione della Costituzione,come non è avvenuto dalla sua entrata in vigore ad oggi,soprattutto in materia di rispetto del legislatore delle decisioni assunte dal popolo con la sua partecipazione diretta alla vita politica (eclatante la vergogna dell’aggiramento della decisione referendaria sul finanziamento pubblico dei partiti e la conseguente estorsione di denaro dalle tasche dei contribuenti,per citare un esempio tra i tanti,compresa l’esistenza di ministri della Repubblica incompatibili con l’attuale assetto costituzionale dello Stato). Ma in questo caso si tratta di dare sostanza alla traduzione in atto costitutivo di una RIVOLUZIONE,quella sì, AVVENUTA IN ITALIA OLTRE SESSANT’ANNI ADDIETRO.
    Meglio tardi che mai si direbbe !.

  • La “svolta rivoluzionaria”, se ci sarà, non avrà bisogno di utopie (almeno in Italia), ma di alcune cose fattibili che, se ben gestite, potrebbero essere più profique dei fatui fuochi degli “indignados” spagnoli (cha hanno dato una buona mano a far cadere Zapatero). La prima cosa: dare agli elettori la possibilità di “scandagliare”, quasi ecografare, un parlamentare per poter distinguere “meglio” quello di destra da quello di centro o da quello di sinistra! Lei, cara Sandra, è in grado di capire il perché i parlamentari italiani siano i più pagati, i più beneficiati d’Europa (è la domanda che faccio spesso anche agli onorevolini della Regione Abruzzo…fra i più pagati d’Italia): riesce a distinguerli quando in modo bipartisan “concordano” tutti sui loro privilegi? Oppure: vogliamo lasciare a Berlusconi l’arma micidiale relativa alla riduzione del numero dei parlamentari? oppure quella dell’abolizione delle vetustissime Province (dovevano smammare quando si realizzarono le Istituzioni regionali, primi anni ’70…). Ecco, Sandra, cominciamo dalla cima della piramide, facciamo capire agli elettori che è finita l’epoca della casta infame, che c’è un Partito diverso dagli altri. ALtrimenti, come per la grande vittoria dei referendum, qualcuno dovrà spiegarmi quale partito, secondo lui ha coscientemente vinto (a parte l’IdV promotore). Cordiali saluti a te ed agli amici L.e G.

  • non si tratta credo di essere incontentabili. ma di avere lucida la provenienza della politica berlusconiana da quella precedente, compromessi più o meno alti compresi. E dunque di pretendere molto di più di quello che abbiamo conosciuto, una democrazia costituzionale forte e alla luce del sole. Aria pulita, come l’acqua di tutti e la giustizia per tutti. Un’Italia senza Bisignani e Gelli e Letta…sandra

  • Dobbiamo esigere un esercizio estremo di democrazia alla nostra parte politica, dovremo esigere di essere ascoltati e rappresentati, dovremo chiedere di partecipare alle assemblee e essere eletti. dobbiamo investire sulla grande unica bellezza di questo paese, dobbiamo sicuramente esporci ed essere pronti al confronto, rischiare di essere criticati…. ma sono certa che le vittorie ottenute dalla rete di cittadini e dall’onda del dissenso questa volta siano talmente indiscutibili che il coraggio non ci mancherebbe e la NOVITA’ abbia un peso schiacciante. La sinistra non è più un partito, è un lavoro in corso, dove una parte si arrabatta a mettere mattoni e l’altra sta lì a decidere quale mattone sia meglio mettere. I mattoni son tutti uguali, e il progetto è già disegnato, come dice Sandra. C’è tanta di quella gente intelligente colta esperta dalla nostra parte politica che non c’è problema a mettere su un vero progetto per l’Italia. La rivoluzione è che tutti quanti si impegnassero nello stesso modo con la stessa fatica e la stessa idea. Sarebbe bellissimo!

  • Presidente, mio Presidente! si può fare con l’USO ESTREMO DELL’ARTICL 71! Diverse “teste pensanti” hanno espresso approvazine e interesse. L’ultima è di ieri sera: il prof. Ugo Mattei dell’Università di Torino, che tanto si è impegnato sull’acqua pubblica, così mi ha risposto ” >Ho letto il suo programma. Ambizioso e utile ma non mi stupisco non sia ancora successo. Sono tutti temi in cui le sensibilità sono molto diverse, c’e’ rischio di scorciatoie e giustiuzialismo. Bisogna arrivare a piccoli passi ad una nuova rotta che prima di tutto passi per una ripresa di prestigio del settore pubblico. Ma apriamo un dibattito!
    >UM
    I temi: possono essere scelti quelli sinergici; scorciataoie e giustizialismo: non saranno estremisti quelli che scriveranno le leggi!
    Carpe diem, Presidente ! Colga l’attimo! Non lasciamo decadere la rete pro referendum!

  • L’individuazione del nemico rende sempre ben compatti. E’ ricostruire che poi fa crollare i sentimenti, le idealità.
    E’ accaduto anche nel dopoguerra: chi aveva creduto nella potenza innovatrice della resistenza si arrese davanti all’inossodabilità degli apparati burocratici, che sono sopravvissuti (sia nelle persone che nelle mentalità) a tutti i cambiamenti.
    Riuscire a imprimere un moto di cambiamento, riscoprire la politica dopo l’antipolitica berlusconiana è una scommessa che non si deve perdere. Io credo che una delle azioni più importanti è riattivare il Pensiero, uscire dal pensiero banale o banalizzante. Se B. ha sempre vinto con quelle quattro scemenze che diceva (e tuttora dice) è perchè ha trovato “gente” (non cittadini) che non pensava. La banalità, la banalizzazione è una rinuncia, una cessione di sovranità intellettuale.
    Occore ricominciare a pensare: se ci riusciremo, non potranno esservi problemi che non si possono affrontare e su cui non si potrà trovare una dignitosa mediazione.
    Saluti.
    Silvana

  • è bellissimo, ma da dove cominciare,sarà che io sono anziana,ma mi sembra tutto cosi’ difficile spero tanto nei giovani aiutati da persona come voi! c’è tanto da fare ,da ricostruire,e credo che non si possa prescindere dalla cultura, dall’educazione e da tanto coraggio

  • Appropriarci della democrazia; questo il Cittadino deve fare.
    Come fare? Il Maestro Monicelli in una delle sue ultime interviste rilasciate ai media sosteneva che in Italia era impossibile perché per disarcionare “cavalli e cavalieri”, necessitava di una rivoluzione che nel nostro paese non poteva avvenire mai. Dobbiamo smentirlo; come abbiamo sfiduciato il Dux e la classe digerente col Referendum appena votato. Ci dobbiamo riattivare, dobbiamo riattivare la Cittadinanza tutta, per richiedere un Referendum Propositivo Vincolante per il parlamento e senza Quorum, toglierlo anche a quello Abrogativo.
    Dovrebbe Lei Costituzionalista dr. Zagrebelski e professori di pari lignaggio, accomunati dal bene comune per questa meschina nazione, e che tanti di noi comuni cittadini vogliamo veder tornare ai primi posti, in una democrazia legale e compiuta.
    Dovreste essere Voi a preparare una bozza per quanto sopra approcciato, e l’approvazione per la richiesta d’una legge; credo occorrano 500 000 firme, presso media, popolo viola e tutto il web, sicuramente la seguiremo ad occhi chiusi.
    Credo che, avendo un simile strumento a disposizione dei cittadini, non ci saranno più nel parlamento e Istituzioni, mafiosi predoni aggiogati alla PIOVRA, tantomeno vedremo una delle ultime aziende di Stato, la RAI, svuotata dai “fratelli” e svenduta al tentacolare cefalopode della: (P1 P2 P3 P4 P5 ecc. ecc.), come le scatole vuote del principe della truffa del ricatto e corruzione, o quelle “scatole” più consistenti della massoneria.

  • Sara’ per il pelo bianco, ovvero l eta’, ma non ho paura del mio stato, sono pensionato e vivo decentemente, neppure per mio figlio, che è sposato e se la cava abbastanza bene, ma è per la mia adorata nipotina. Quando mi rivolgo la domanda ” che mondo gli lascio?”, mi tremano le gambe.
    E questo mondo ho contribuito anche io a costruirlo. C’e’ di che vergognarsi.
    Ciao Sandra, e scusa……

  • mi conforta che saviano nella sua intervista di oggi, parlando di “un popolo in cammico” dica :”Tutto questo ha un sapore rivoluzionario. Sa di rivoluzione liberale così come la intendeva Gobetti”.
    Insomma, la parola “rivoluzione”, mite e pacifica ma intransigente, si fa largo.
    A Pietro: il partito dei nonni si imporrà, dia retta a me, noi abbiamo meno tempo da perdere! sandra

  • Spero non sia troppo tardi per pensare ai giovani e non solo a noi. Sono un pensionato amareggiato perchè una generazione di giovani stà invecchiando nell’inedia. Coraggio Sandra, siamo con voi.

  • Aggiungo che vorrei un paese dove la Televisione di Stato (di quella di cui paghiamo il canone!)fosse liberata dalla gestione partitica, dalle solite facce bollite e urlanti di talk show dove vediamo sempre gli stessi, le stesse recite più o meno urlate, con giornalisti pavidi e incapaci di obiezione su i fatti, e dove MAI compaiono i cittadini, la polis: vera protagonista delle amministrative e dei referendum.
    Vorrei anche che qualche illustre rappresentante delle inclite segreterie della cosiddetta opposizione (pavida, come scrivete, o collusa?) prendesse nota e riconoscessero apertamente che
    a) non certo a loro si devono i cambiamenti di vento in atto (salvo IDV su i Referendum!)
    b) che non si illudessero, sedendosi sui risultati: il messaggio che arriva forte e chiaro dal Paese è che sappiamo benissimo organizzarci senza di loro e aldilà di loro, e non siamo nè stupidi nè passivi
    c)che ci aspettiamo una immediata riforma della legge elettorale, un programma chiaro, sintetico e vincolante per il futuro prossimo. Senza i D’Alema e i Veltroni, potendo: abbiamo già dato e anche troppo!

  • E’ umano, è giusto respirare, perfino esaltarsi quando da una finestra che si apre entra finalmente un po’ di aria nuova, ma…la rivoluzione…ci sarà pure un motivo se la rivoluzione liberale come la intendeva Gobetti in Italia non c’è mai stata e neppure quella del suo amico Gramsci… se da noi le rivoluzioni durano come la spuma in un bicchiere di champagne…costruire richiede pazienza e una determinazione, un investimento di energie, un impegno di lunga durata che siano in grado di competere con quelle che vengono agli altri dall’ambizione e dall’interesse particolare immediato. Se convincere fosse facile come corrompere, se comunicare idee fosse rapido ed efficace come pagare una tangente o promettere un posto di lavoro,allora…ma ogni vera rivoluzione richiede una lunga marcia, invece non c’è stata ancora data l’occasione per vincere e già cominciamo a dividerci sulla riforma elettorale, il fuoco lento ci vuole, pazienza e determinazione unitaria..

  • Berlusconi durerà sino a fine legislatura. Solo la Lega può mandarlo a casa subito.
    Comunque l’Uomo e finito. Per il dopo, rimarrà la “cultura del berlusconismo” e ci vorranno anni per “rieducare” civilmente e moralmente un terzo degli italiani

  • Nando, ma noi sono anni che ci stiamo preparando, e tu lo sai molto bene. non partiamo ora da zero, ci siamo fatti le ossa : tenendo svegli e mobilitati i cittadini con i nostri appelli che potevano apparire allarmistici ma erano solo realistici, con l’azione capillare sul territorio, e tutto il resto. Mai abbastanza, sicuramente. Dico soltanto che ora siamo pronti per pretendere che ci sia consentito di partecipare a rivoluzionare il nostro Paese, nessuno di noi può accontentarsi di tornare indietro anche se indietro ci sono state singole personalità capaci veramente di lavorare per il bene comune. Dobbiamo lavorare per qualcosa di totalmente nuovo, come avrebbero detto e fatto padre Balducci, o don Milani. basta mediocirità e ignoranza.

  • Dobbiamo renderci conto che in nessun Paese dell’Occidente c’è tanta corruzione, barbarismo, aggressività, arroganza e malaffare di tutti i generi.
    Il Paese è agli stremi e non basta più indignarsi, ma bisogna attivizzarsi per salvarlo. Come? Fate delle proposte concrete, in senso democratico ma energico. Quali proposte?

  • Bisogna ripartire dallla costituzione e chi non si riconosce nella costituone se ne vada dall’Italia.
    Bisogna fare qualcosa perchè non si ripeta più un’altra dittatura.
    Ne abbiamo avuto due. Bastano e avanzano.
    Bisogna agire sui cervelli e coscenze delle persone e sopratutto sulla cultura.
    Bisogna imparare ad utilizzare il rispetto, l’ altruismo che fanno crescere la persona. Valori umani veri, non l’affermazione dei ricchi e potenti a discapito degli altri

  • Sono molto pessimista non perchè non creda in un futuro che possa essere migliore dell’ieri o non veda come negli ultimi mesi i cambiamenti siano evidenti. Lo sono perchè non credo nelle rivoluzioni, non credo nell’onda emotiva, nell’euforia. Il vivere di una società civile si fa ogni giorno nel rispetto dell’altro e delle regole della convivenza e purtroppo vedo troppo menefreghismo, e calcolo solo dell’interesse personale intorno a me. Abitando in una città come Firenze, meravigliosa e tutt’altro che culla di degrado mi stupisco sempre più nel vedere il traffico dominato dalla legge del più forte, il parcheggio dalla logica ci sono io e gli altri non esistono, l’atteggiamento diffuso “apres moi le deluge”.
    Io invito a cominciare a ricostruire o costruire l’Italia partendo dai comportamenti minimi , per riportare rispetto reciproco, dignità al lavoro e all’impegno, per smettere di diffondere l’impressione che la vita sia uno show di attricette e cantantucoli.per arrivare all’inderogabile legge elettorale, che ci renda la scelta degli eletti, per arrivare ad una società che stigmatizzi l’idea che si governa per arricchirsi, per sistemare amici e parenti e che si basi sul merito. Invito tutti a farsi modello di comportamento che si impone e che affermandosi faccia da esempio.

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    I CITTADINI CHE HANNO VOTATO I REFERENDUM ESIGONO UNA NUOVA POLITICA…..
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    Signora Sandra Bonsanti,

    gli eventi di massa – non diversamente dagli oroscopi – possono essere “interpretati” in mille diverse maniere. A limite, in tante maniere quante sono le persone che si cimentano nella loro lettura.

    É un dato di fatto – al di sopra di ogni interpretazione – che i Cittadini che hanno votato i referendum hanno detto NO a tre pronunciamenti del Governo in carica. Ma che questi stessi Cittadini “esigono una nuova politica” é largamente aperto a contestazione. Per due ragioni.

    Prima: questi 28 milioni di Cittadini hanno avuto a loro disposizione quasi un ventennio di tempo per “esigere una nuova politica”. NON l’hanno mai fatto. Strano davvero che l’abbiano fatto proprio adesso che siamo in un contesto di stringente crisi economica. Mi si pone spontanea la domanda se questi nostri Concittadini – più che ‘esigere una nuova politica’ – non stiano piuttosto esigendo il ritorno dei tempi delle vacche grasse.

    Seconda: una “nuova” politica – appunto perché ‘nuova’ – é allo stato, per cosi’ dire, “concepitivo” e – com’é naturale che avvenga – implica l’esistenza di una COSCIENZA che la configuri, prima, in tutti i suoi lineamenti e l’accolga, dopo, nel suo grembo dove nutrirla e sostenerla nel suo realizzarsi.

    Possediamo noi Italiani questa COSCIENZA CIVICA con cui ‘concepire’ una ‘nuova politica’, una ‘nuova Italia’?

    NO!, Signora Bonsanti. Noi Italiani NON possediamo questa COSCIENZA CIVICA. Non l’abbiamo mai posseduta. E senza di essa i nostri sogni di un’Italia migliore equivalgono solo a vaneggiamento puro.

    Possiamo pero’ acquisirla. Un impegno arduo e lungo nel tempo. Ma la sola strada che ci porterà ad una Italia diversa e migliore. Su questa strada dovremmo incamminarci SUBITO, perché la Storia ci sta lasciando vistosamente indietro. Quasi abbandonando.

    Con stima e simpatia,

    jb Mirabile-caruso.

  • bisogna impegnarsi a costruire una nuova classe politica fatta di giovani che intendano la politica tanto servizio e pochi privilegi perchè dai tanti privilegi alla corruzione il passo è breve.

  • E’ il momento di dire NO anche ai superprivilegi dei poliitici,
    Facciamo un referendum per dire
    NO AI VITALIZI E ALLE PENSIONI DEI POLITICI!!!!!!!!!!

    Io non voglio pagare a vita personaggi come Brunetta e compagnia bella!!!!!!
    Più che essere orientate al “Bene comune” sono una banda di delinquenti orientati ai beni personali…
    BASTA IL CRIMINE AL GOVERNO!!!!!!!

  • Cara Bonsanti,apprezzo il tuo spirito rivoluzionario. Personalmente preferirei poggiare i piedi per terra e seguire il saggio invito alla prudenza del nostro Presidente Zagrebelsky,il quale altresì ci avverte che,non sapendo noi “niente del ciclo nuovo che ci attende … la delusione,se ci fosse…” potrebbe essere “terribile”.

    Giannelli, con la sua eloquente vignetta apparsa sul Corriere di ieri,17/6, ci ricorda d’altronde l’etica pubblica sottesa alla drammatica realtà umana e politica con la quale dobbiamo fare i conti chissà ancora per quanto tempo,nella quale com’è noto ha buon gioco la concentrazione di poteri essenziali in pochissime mani tra le quali si distinguono per il loro carico di privilegi finanziari e politici che gravano sulle spalle di tutti contribuenti di questa Repubblica,quelle politiche,imprenditoriali commerciali e dell’istruzione a vari livelli della chiesa cattolica.

  • Mi piace l’appello della signora Bonsanti e condivido la non estremizzazione del termine “rivoluzione “che e’ impegnativo e genera ( what a mess ) confusio.ne. Il ricordo delle insufficienze di tutti ,non solo del ventennio ( dove peraltro hanno governato per ben sette anni uomini della sinistra, ) ma anche prima. Allora ci si metta a scri

    ere un programma ,si cerchino convrgenze e idee che esistono da tutte le parti ( anche a destra ,ohibo! ),la si smetta di scrivere e parlare con la presunzione di essere i migliori sempre,
    si confinino i saccenti ( vecchi e giovani! )e si propongano cose serie ,fattibili non campate in aria e i tromboni ,via! vale per tutti pero’non solo per i cosidetti nemici storici che ” devono essere abbattuti ” . Una composta rivoluzione ,ed allora ci sta anche Renata Franchi cordialita’ a tutti

  • Condivido in tutto e per tutto l’articolo di Sandra Bonsanti e la ringrazio per aver scritto ciò che in cuor mio da tempo penso e non so se sarei stata capace di esprimerlo così bene. Grazie e coraggio a tutti quelli di buona volontà per andare avanti in questo arduo percorso… ce la faremo!

  • Dall’attuale ginepraio non riusciamo a emergere (e sarebbe una sconfitta cento volte più disastrosa delle precedenti) se non proclamiamo subito un piano alternativo all’andazzo di oggi: un documento molto sintetico, che enunci una diecina di punti qualificanti sui tempi nevralgici del momento, senza esitazioni e senza tema di perdere i famosi “consensi al centro”: quelli si sono già dispersi mille volte, e non è il caso di ripetersi…

  • Cinque minuti dopo la certezza di una bella serie di vittorie, culminata il 12-13 giugno, mi chiedevo già come affrontare il dopo. Condivido dunque le vostre preoccupazioni e cautele: non facciamoci del male!

  • cara bonsanti ho letto e riletto le tue parole che condivido in pieno ma quello chemispaventa è da dove cominciare?mi sembra che siamo finiti in un baratro cosi’ grande di indifferenza egoismo, che non intravedo una luce,ma forse è perchè io sono anziana e mi pare di non poterefareniente.spero tanto in persone come te e il ns presidentee nei giovanisono con voi pronta a fare del mio meglio.intanto credo che bisogna cominciare a risponedere alle volgarità al malffare con cristallina mitezza onestà e buona educazione.io ho sempre tentato di farlo in tutti questi anni ma sentendomi sola e isolata grazie

  • Premesso che non ci sono più gli eroi di una volta, altrimenti già da anni ci saremmo liberati di molti politici e prima ancora di sb, c’è solo un modo per poter uscire da questo pantano e cioè:”Chiedere la verifica del livello culturale di chiunque si occupi della cosa pubblica di questo paese e per primi a questi politicanti”. Tutti!
    Chiunque si occupi o si voglia occupare di politica deve sapere che prima di ottenere qualsiasi incarico o posizione (Comune, Provincia, Regione, Scuola, Asilo, ASL …) deve avere superato un test di verifica del livello culturale (un’attestato). Ovviamente il test deve essere strutturato in modo da coprire tutti i campi necessari (Matematica, Economia, Lettere, Diritto …). Già solo questo manderebbe a casa il 90% dei politici e amministratori pubblici attuali.
    E’ l’unico modo. Io per primo verrei escluso. Ma se vogliamo affrontare il futuro dobbiamo essere pronti e preparati. Tutto il paese deve cercare di migliorare culturalmente. E’ ovvio che occorre partire da Scuola e Ricerca. Se non saremo governati da leaders preparati, la globalizzazione ci spazzerà via.
    La Germania che ha rilanciato a livello tecnologico sta recuperando. La Cina, è evidente, ha una strategia a livello politico/nazionale tale per cui molto presto sarà in grado di determinare molti orientamenti e scelte economiche.
    Noi abbiamo sb.
    E’ ora di chiedere conto a tutti questi politici e di farsi da parte perchè NON sono preparati per affrontare ne il presente e ancor meno il futuro.
    I migliori devono governare servendo il paese 24/7. Pancia a terra.
    Se vuoi una rivoluzione senza una guerra civile devi guardare negl’occhi questi politici e chiedere se si sento preparati, visto che hanno fallito per 20/30 anni, a gestire tutti i cambiamenti in atto. Chidere conto del loro fallimento.
    I migliori, i più preparati devono servire il paese governandolo con Giustizia e Libertà.
    Bisogna alzare il livello di confronto e ridicolizzare (spiace) chi non è preparato. Si deve iniziare ridicolizzando tutti i politici non preparati. Bisogna snidarli e costringerli a lasciare.
    L’alternativa è il fallimento totale di questo paese. Una guerra civile.
    Stefano

  • Sarebbe bella la rivoluzione, ma…
    La lega con il 10% dei voti nazionali condiziona il governo e tutta l’Italia…questo è un fatto. Alla barbarie dei loschi berlusconidi s’aggiungono a supporto le scemenze e rutti dei leghisti.. e questo è un fatto . Le opposizioni sono divise e inconcludenti e questo è un altro fatto. Il duo bossi-berlu a forza di questi fatti l’Italia se lo terrà per anni ancora…che deve succedere perchè i fatti cambino ?

  • Vogliamo provare a dare qualche indicazione sulle cose da fare con priorità da quanti assumeranno incarico governativo dopo l’uscita di scena della devastante coppia lombarda al potere diretto o mediatico del Belpaese in questi vent’anni ?, noi modesti orecchianti della politica che abbiamo partecipato col nostro voto alla codificazione delle regole di libertà e di vita civile dello stato laico repubblicano e democratico,quale atto conclusivo della rivoluzione antimonarchicofascista o siamo cresciuti nel clima di libertà bene o male instaurato in questi sessant’anni in Italia.?.
    Ecco l’elenco:
    a) rientro urgente del mostruoso debito pubblico prodotto in questi trent’anni da sprechi,malversazioni,abusi e privilegi di una smisurata e in parte parassitaria e corrotta classe politica e sindacale, nazionale,regionale,provinciale,comunale,rionale e interna ai luoghi di lavoro pubblici e privati. Debito publico che per i motivi di fondo anzidetti non può continuare a gravare sul lavoro dipendente,sulle pensioni e … sul futuro dei nostri figli,nipoti e pronipoti compromettendone la crescita e l’occupazione ;
    b) divieto certo e inequivocabile dell’accesso a incarichi legislativi e governativi dei concessionari di beni dello Stato od a partecipazione statale;
    c) abolizione della legislazione liberticida e antidemocratica vigente in materia di gestione dei mezzi pubblici di informazione;
    d) regolazione della procedura dell’esecutivo e del parlamento di attuazione delle decisioni popolari,referendarie o legislaivo propositive,stabilendo un termine certo per la discussione in aula e per l’approvazione,pena lo scioglimento della camera.

    Ci sarebbe ancora dell’altro,ma tanto basta per capire di quale menù è fatto il coperto di chi tra gli sfidanti di quest’estate riempie con le chiacchiere borghi e piazze.

  • Cara Bonsanti,
    un decennio è stato buttato via da questo paese di cialtroni.
    Da li, dalla situazione di dieci anni fa bisogna ripartire soprattutto sotto l’aspetto economico, perchè i peggiori danni del tremontismo-berlusconismo-leghismo li vediamo nella parte economica del paese ormai quasi completamente bloccata.
    Esistono delle ovvie priorità di tipo istiuzionale : su questi temi L&G sa benissimo cosa fare : elenco solo i tioli :
    - riforma elettorale (evitando pasticci all’italiana : semplicemente scegliere tra maggioritario uninominale inglese oppure maggioritario con ballottaggio oppure, se ci vogliamo tenere un sistema fondamentalmente parlamentare , allora proporzionale alla tedesca con sbarramento).
    - regolamentazione del possesso di televisioni e giornali;
    - incandidabilità/ineleggibilità per concessionari pubblici (i proprietari, non i managers)
    - riforma della giustizia in una logica di maggiore efficienza/efficacia.
    Fatto questo, bisogna tornare all’economia : la cattiva notizia è che dopo 10 anni ignominiosi toccherà di nuovo alla sinistra tentare di mettere i conti a posto, cosa che significa gestire il bilancio in una logica di rigore: quella di ciampi, prodi, padoaschioppa e visco…sperando che la sinistra radicale abbia la pazienza di aspettare i frutti di questo lavoro – cinque anni…- e non tenti dopo un paio di anni di fare il solito sgambetto (vedi esperienza dalema bertinotti) o l’ultima ridicola gestione con ferrero, mastella e altri a sparare tutti i giorni sul governo….
    Parliamo di economia e bilancio.
    Dal debito pubblico non si rientra mai : il segreto è avere una velocita di sviluppo dell’economia (che si misura purtroppo con il pil) che sia maggiore della crescita del debito (è questa la grande truffa di tremonti : ha bloccato la crescita, ma nonostante i cosiddetti tagli il debito è cresciuto costantemente).
    Per ricondurre la gestione del debito pubblico entro canali di sopportabilità economica bisogna ridurre la spesa pubblica e attivare politiche di sviluppo, di forte crescita del pil (che è fermo al livello di 10 anni fa);
    Per incentivare la crescita bisogna modulare un intervento di revisione fiscale che riduca la imposizione sui produttori di reddito (aziende e lavoratori), che colpisca l’evasione fiscale, che incrementi l’imposizione sui percettori di rendite.Considerando l’elevata imposizione sui consumi (non progressiva e ingiusta per le classi meno abbienti) le azioni sono semplici : copertura della riduzione delle aliquote sui produttori con incremento delle aliquote sulle rendite; contemporanea deducibilità dal reddito di tutte le tasse sui consumi (iva) pagate durante l’anno : in questo modo il grosso dell’evasione fiscale si recupera perchè tutti pretenderemo ricevute,fatture e scontrini da parte di quei produttori/venditori di beni e servizi che possono facilmente evadere ed eludere.
    Ovviamente non basta perchè la spesa pubblica deve essere ridotta nel suo ammontare assoluto, cosa che si può ottenere solo con una razionalizzazione e ristrutturazione della pubblica amministrazione.
    Deve essere chiaro che il cosidetto federalismo non otterrà questo obbiettivo.Per ridurre il costo della pubblica amministrazione bisogna eliminare uno dei quattro livelli di gestione (comune-provincia-regione-stato) e ognuno di loro razionalizzato.Molto semplice :
    - a livello comunale : azzeramento circoscrizioni, comunità montane, etc; fusione obbligatoria dei piccoli comuni in comuni di almeno 15.000 abitanti;
    - province : abolizione delle province delle grandi città e costituzione città metropolitane.
    - abolizione regioni a statuto ordinario e speciale.
    - abolizione del senato.
    Le regioni sono la struttura più inefficace, incontrollata, produttrice di debito, di dipendenti pubblici inutili, di governatori e parlamentini inutili, costosi e corrotti.
    Deve essere ben chiaro che chi voglia tentare di far ripartire il paese deve buttare tutto quello che ha cercato di fare il centro destra, a partire dal ridicolo federalismo senza un progetto e azzerare tutto.Si deve riportare la pubblica amministrazione ad una dimensione che si sarebbe potuta ottenere con una robusta informatizzazione, quindi fortemente ridotta e senza il livello amministrativo regionale.So che molti preferirebbero un abolizione delle province : è un alternativa forse accettabile, ma io sono fortemente convinto che le province siano meno dannose delle regioni.Da uno che si vuol far chiamare governatore diffiderei comunque, a prescindere.
    Ultima ma molto impostante: chi vuol far ripartire il paese sulla base di una serie di riforme vere efficaci e serie lo deve fare nei primi 100 giorni di governo, con una cura da cavallo e con il massimo impatto possibile, quindi i progetti si fanno prima e dal primo giorno si governa con approvazioni di legge a tambur battente senza inutili discussioni: il momento di progettare è questo; una volta vinto si cambia il paese senza tentennamenti.
    Certo a patto di avere una forte e seria maggioranza.
    Visto li risultati penosi del berlusconismo, avere una forte maggioranza potrà essere anche possibile : che sia fatta da gente seria, competente e decisa…è tutto da vedere.

  • aiuto! quante idee, quanti pensieri, quante proposte. voglio studiare bene ma intanto ringrazio tutti per essere intervenuti. è segno di tanta vitalità e passione. E’ segno di un profondo amore per il bene comune, disinteresse personale, cultura civile. andiamo avanti con questa discussione e poi tiriamo le somme. sandra

  • Anche Tremonti,responsabile anch’egli dell’aggravio della voragine aperta nei conti pubblici in questi diciassette anni, si è fatta una commissione di indagine su misura sua e dei suoi amici,politici,banchieri e finanzieri di ogni risma,operanti a varie latitudini,per rendere giustificato e digeribile lo smantellamento definitivo delle conquiste morali,sociali e giuridiche scaturite dalla nascita e dall’essenza stessa dei principi fondanti dello Stato moderno,costate ai padri dei suoi attuali cittadini lacrime e sangue.
    Ed è ancora lì insieme all’avventurosa coppia dei suoi corregionali al governo,con le chiavi della cassa dello Stato ben strette in mano, a far pagare agli ignari contribuenti,agli onesti imprenditori e alle giovani generazioni in cerca di occupazione,i costi di tale devastante operazione di colmatura del pozzo del debito pubblico che loro stessi hanno ampliato.

  • Fantasia, Passione, Responsabilita’ ed Entusiasmo nel partecipare a questo cambiamento! a questa Rivoluzione!

  • Il sig Salvo ha dato la sua ricetta per uscire dalla crisi e vivere finalmente in libertà ( e ricchezza per tutti , non solo i ricchi ) .
    Mi è sembrata riduttiva , mi scuso , e un po’ fuorviante come se oggi qui da noi in Italia NON ci sia libertà , si viva in un Regime, anche un poco di dittatura !!! Personalmente trovo eccessiva la sua diagnosi e i pochi rimedi , ma è la mia modesta, modestissima opinione.
    Un piccolo particolare : ieri sera a Ballarò il sondaggista della trasmissione tra le varie domanda ha chiesto il 60 % ( sessanta per cento ) ha risposto NO . Vorra dire poco ma ahimè per me vuol dire molto : sbagliato ?&sostituire qi

  • Benjamin Fulford: c’è una guerra lunga secolare dietro le quinte per il controllo del processo diella creazione dei dollari, il processo di creazione di denaro è qualcosa di molto importante e segreto, un gruppo di aristocratici europei e gli oligarchi americani hanno sequestrato illegalmente il diritto di creare denaro da parte dei detentori tradizionali di questi valori per 2000 anni e queste sarebbero le antiche famiglie reali, titolari della Federal Reserve, per cui è stato perpetrato l’assassinio di Kennedy, ecc … Benjamin Fulford ex capo della rivista Forbes e autore ora portavoce asian Secret Society si oppone al crimine satanico dei globalisti e al sindacato Illuminati / Bilderberg / Rothschild & Rockefeller

  • Disse un vecchio politico,(non politicante), le rivoluzioni non si fanno a stomaco pieno, per questo finchè ognuno di noi ritornando a casa, troverà un piatto di minestra sul tavolo, mai e poi mai avrà voglia di scendere in piazza a fare la “rivoluzione”, e da quel che succede nel mondo, vedi tutto il nordafrica, le rivoluzioni si fanno agendo e non solamente parlando.

  • mi chiamo monica vorrei cambiare questa società vorrei intraprendere una rivoluzione civile contro il governo se volete cambiare le cose chiamatemi al 3405303157

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