La democrazia scomposta che piace al Cavaliere

Uno show assurdo, scomposto e vociante. E’ impossibile, con Berlusconi, la normalità democratica. E questo suo intervento all’assemblea dei commercianti, che si è tenuta a Roma, ne dà una deplorevole conferma. Premessa d’obbligo, per giustificare la legge eversiva anti-intercettazioni: “Siamo tutti spiati, non c’è vera democrazia”. Da qui, attacchi a tutti. Attacchi diretti, come quelli alla “piccola lobby di magistrati e giornalisti”, che si oppone al provvedimento. O da leggere tra le righe, come quelli a Fini (“vogliono mettere in calendario la legge per settembre”) e allo stesso capo dello Stato (“bisognerà vedere poi se firmerà”). Parole usate senza remore perché sa che la partita, per lui, sarà assai difficile se la Camera, attraverso la posizione del suo presidente, pretenderà il rispetto delle prerogative che la riguardano. E che, dunque, rivelano un’obiettiva condizione di debolezza. Il Cavaliere vuole che il timbro sulla legge sia messo subito, senza fare troppe storie. Ma non è facile imporre il voto definitivo, in agosto, a una maggioranza in piena fibrillazione. Nella quale si incrociano resistenze di varia natura. In primo luogo la contrarietà ai sacrifici imposti dalla manovra economica.

Il punto è che i problemi si sono aggrovigliati, venendo a scadenza tutti insieme. Qui sta la debolezza del governo. Ma Berlusconi non può fermarsi. Quando reclama l’approvazione, senza indugi, della legge-bavaglio, non combatte solo una battaglia di principio per salvaguardare la sua leadership, come alcuni fingono di credere. Risponde piuttosto a interessi assai concreti. Anzitutto, mettere il gruppo dirigente al riparo da controlli imbarazzanti, coprire specifiche persone rispetto a specifiche responsabilità, vista la piega presa dalle indagini sulla “cricca”. E nulla risponde meglio allo scopo di questa legge che colpisce nello stesso tempo i giudici e l’informazione. In secondo luogo, gettare le basi per la spallata definitiva agli argini opposti dalla Costituzione al suo potere. Non per niente la mossa successiva, che è stata già annunciata, è il progetto di riforma della giustizia. Un progetto che, a questo punto, stravolgerebbe l’assetto istituzionale, indebolendo l’ordine giudiziario e, soprattutto, l’indipendenza degli uffici del pubblico ministero, che rischierebbero di essere sottoposti al pieno condizionamento del governo.

E’ questo il punto d’arrivo della strategia berlusconiana. Il discorso che proviene dal Cavaliere è sempre più apertamente anticostituzionale. Ha cominciato logorando la Costituzione con le sue continue diffamazioni, di cui anche l’intervento alla Confcommercio offre la consueta antologia. Ora, intende passare al suo radicale mutamento. Facendo dell’esecutivo un potere senza limiti, ricevuto dall’investitura popolare con le elezioni e confermato dai sondaggi. Un potere che considera le regole soltanto pastoie che frenano l’agire dei governanti. Ma questo progetto, a lungo coltivato, è diventato un canovaccio prevedibile. E ora può infrangersi contro ostacoli che non erano stati calcolati, come rivela una reazione dell’opinione pubblica che sconvolge lo schema delle tradizionali appartenenze partitiche. Basta un granello perché il motore si ingrippi. Basta una battuta d’arresto sulle intercettazioni. Che aprirebbe un conflitto politico di portata generale.

A questo punto, farà bene il centrosinistra a valutare con realismo i mezzi di cui dispone. Appartiene alla normale dialettica parlamentare che l’opposizione cerchi di fare esplodere le contraddizioni della coalizione di governo, cercando anche una sponda nella maggioranza. Ma bisogna tenersi lontani dalla tentazione dei vecchi tatticismi. Bisogna anzitutto saper parlare al cuore del Paese, risvegliare speranze per troppo tempo trascurate.. La battaglia in atto riguarda la difesa dello Stato di diritto contro il tentativo di scardinarne i capisaldi. E per fermare l’offensiva berlusconiana ci vuole un movimento di massa. Consapevole e ben guidato.

2 commenti

  • Amo la persona scritta nella luce che è il GOYA- il sonno della ragione genera mostri,non è solo causato dai mostri causa i quali il paese ha perso di decennio in decennio e oltre ,fino all’ultimo ventennio,di essere cioè quella comunità vitale che doveva essere.

    Finchè non metteremo in relazione perche hanno vinto,anche facendo autocritica, saremmo sempre nell’eterna agonia che vuole quel tipo di mostri, aumentata progressivamente nel suo tasso criminale antiuomo-

    Sto pensando da giorni e giorni,mesi e anche anni.”filo ” dei cavi delle intercettazioni mi fa apparire il filo “spinato” dentro il quale siamo vieppiù rimasti perimetrati a un paese allo sbando.
    Devo andare al nucleo, all’atomo , anzi al subatomo della spina per poterla capire meglio(il dolore nel fianco a ogni punto cardinale della bussola che ha perso il paese,da sud a nord da est a ovest)

    Cosa ha distrutto di più il paese,che lo collega in un unico “filo” dentro il quale siamo stati tutti rinchiusi?
    “filo”, filo sempre più d’acciaio,a patto rigido e indistruttibile, come rigidi e da farsa sono stati tutti gli interventi di proposte legislative precedute(vedi es.legge mastella),come questa finale sul ddl intercettazione, meglio fissata, come il bombardamento nucleare e quotidiano sull’opinione pubblica da sventrare e manipolare ogni giorno perchè nn dimentichi( paradossale) che “la sovranità non è del popolo. Io non ho poteri, la sovranità è dei pm”

    premesse le varie cazzate combinate dai giornali per vendere di più,acquisendo senza deontologia rigorosa dai venditori soliti /fonti dentro i tribunali , e farli quindi imbufalire ( quelli del Potere) di più e di più, premesse le mancate strategie sul piano della comunicazione ai grandi numeri,per opporsi veramente e non come al solito con le solite autocelebrazioni a incensamento delle varie nicchie,che già sanno dei mali di questo paese, premesso tutto quello che potremmo premettere ,che domanda va ovviamente per me di più al nucleo?
    cosa in realtà emerge di anno in anno complessivamente?
    che il tumore deve rimanere tale quindi si protegge, “chiudendosi” blindato nelle sue forze fortezze, e quali sono?
    l’essere fatto a doppia cerniera e immagine somiglianza delle società illegali in quelle legali.
    da quale essenza e modalità di relazione fra le cellule di base e al vertice e ritorno?
    dal metodo società segreta che appunto in ogni forma,segrete devono rimanere,anzi di più e di più ..
    E devono fortificarsi nel metodo segreto che quale è?
    un modo di fare sistema paese,affari danaro,di ogni tipo senza che nessuno( delle varie fasce della popolazione che ne sono ignare) possa sospettare che tutto ciò che gli appartiene, un lavoro del caxxo o meno del caxxo, un aperitivo o un sacrificio,una macchina,una casa o un tozzo di pane,un farmaco o un grammo di coca,una visita medica o le arance di rosarno,eccetera eccetera, siano generati da quella “multiculturalesocietà” parallela, fatta di tante società segrete, in relazione fra loro,che agli occhi di questi popo’ di ignari cittadini consumatori , è rifatta bella sotto il naso come quelli che tirano la coca,”appare” , appare senza misteri “alla luce del sole”,anzi fra loro legati ,adepti e ignari,dalle stesse debolezze(che in effetti sono solo volgarità condivise, come condivise vogliono le riforme)..
    la società parallela “evade” l’interesse pubblico ( di cui poi ogni forma di evasione fra cui quella fiscale), evade in segreta connessione per magnare meglio,lanciando tozzi di pane “ai sudditi” che non hanno più le risorse per contrapporre progetti di merito!!!( come la politica economica per la svolta che non abbiamo mai fatto, che poi produce tutte le solite termini imerese o pomigliano) che li portino( i sudditi) a riappropriarsi di quell’anima( persone- soci-cittadini) che gli altri, quelle che lanciano i tozzi dall’alto delle loro segrete,gli hanno definitivamente corrotto e rubato( gia eravamo ridotti un po’ maluccio nel saper fare gli italiani, ed è gravissimo)
    non ho ancora letto massimo fini ed il suo paese senz’anima, ma questo è a mio avviso il motivo principale____un paese fondato sulle società segrete e le forze ( anche in tutte le sue deviazioni) che vi si contrappongono ” in nome del popolo italiano” che sono i tribunali(se riuscissero a rispondere solo a leggi e non, a volte, ad altre forme di contropotere), è un paese che nessuno più deve permettersi di intercettare..che nessuno per ora dall’altra parte è riuscito a disattivare con ogni forma di società non segrete,basate su un “progetto” zeppo di “idee”, con denominatori comuni rigorosi,forti,lucidi sulla storia(orrenda) da raccontare,saperne gestire l’angoscia,per ripartire senza più manco un segreto,una lega,una cupola, di tutte quelle sacre e profane,anche quelle più ufficiliazzate,da cl ai rotary e tutte, intese per fare paese,che c’hanno sepolto vivi dentro lo stesso recinto.è per questo che siamo sempre al punto di partenza. l’italia, dalle mafie a cl, dalla p2 alle cricche , è un paese basato su modelli di società segrete a cui nessuno( quindi nemmeno i vari spatuzza) deve permettersi di “parlare” o di dire che sono segrete, guai poi intercettare come si reggono i loro affari, da quelle piu illegali a quelle più legali, fanno e devono continuare a fare l’economia e la cultura delle batterie di polli ( da destra a sinistra)della fattoria degli animali in cui vivono e ci danno pure da vivere( chi più, chi meno consapevole che è come l’agonia di eluana…perciò guai a chi stacca la spina, cosi torno alla partenza de lfilo e del filo spinato)

  • “…bisogna parlare al cuore del paese, risvegliare speranze esangui. E per fermare l’offensiva berlusconiana ci vuole un movimento di massa (meglio di Società Civile), consapevole e ben guidato”.

    Società Civile ben guidata dalla propria elite che finalmente eserciti la democrazia diretta attraverso l’uso estremo dell’articolo 71 della Costituzione. Per fermare il degrado, per avviare la rinascita, per fare riforme attese da decenni, per abbattere i privilegi della “casta” in tempi non biblici.
    Paolo Barbieri

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