Una riforma della Giustizia che non risolve i veri problemi della Giustizia

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Il 22 e 23 marzo 2026 siamo chiamati a esprimerci su una legge costituzionale che mira a colpire l’indipendenza della magistratura, senza affrontare nessuno dei problemi del “sistema giustizia” che gravano sui cittadini.

“Cambiare il bicameralismo”

07 Aprile 2014

«Bisogna andare oltre il bicameralismo perfetto». In una nota di Libertà e Giustizia, si sottolinea che sia Gustavo Zagrebelsky, sia Stefano Rodotà si sono espressi a favore di una revisione dell’attuale sistema in cui le due Camere hanno i medesimi poteri. L’occasione è il dibattito sulla riforma del Senato e l’editoriale di ieri su Repubblica di Eugenio Scalfari in cui si fa riferimento alle posizioni proprio di Zagrebelski e Rodotà. Nello stesso comunicato si ricorda che l’ex presidente della Consulta si è già pronunciato per il superamento del bicameralismo perfetto: «Bisogna andare oltre ». Rodotà ha invece delineato un sistema che abbandoni il bicameralismo perfetto, configurando un Senato di garanzia, privo del potere di votare la fiducia al governo e di approvare la legge di bilancio. Secondo Zagrebelsky «la democrazia rappresentativa ha un difetto: divora risorse, materiali e spirituali. I Senati dovrebbero servire ai tempi lunghi, dato che la democrazia rappresentativa pensa ai tempi brevi».

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