In settimana il Senato inizia a esaminare la nuova legge sulla caccia firmata dal centrodestra che recepisce le richieste dei cacciatori:per LIPU, e tutte le associazioni ambientaliste, è un testo grave peggiorato da un iter parlamentare confuso. E lanciano un appello ai senatori.

Ci siamo. Maggioranza e Governo portano la riforma della caccia in aula del Senato il prossimo 17 giugno.

Lo fanno nonostante le dure contestazioni della Commissione europea, che ha sottolineato le violazioni della Direttiva Uccelli, e nonostante il fatto che alcuni temi della riforma siano stati già oggetto di condanna (non di semplice infrazione ma di condanna) da parte della Corte di Giustizia europea.

I contenuti della riforma sono pessimi. Prevedono, tra le altre cose, il rilancio di una delle pratiche più aberranti che possano esistere nel campo della fauna selvatica: la cattura e la detenzione dei piccoli uccelli migratori come richiami vivi per la caccia. Uccelli destinati a una vita infernale (buio, gabbie minuscole, zero igiene) per essere usati come richiami-trappola al fine di sparare ad altri uccelli.

La bellezza del canto trasformata in tradimento.

La riforma prevede anche la rimozione dei limiti temporali della caccia agli uccelli e la scomparsa del parere vincolante di Ispra per la caccia a febbraio. Significa che le regioni si daranno il parere da sole e autorizzeranno l’abbattimento dei piccoli uccelli migratori in pieno periodo di migrazione preriproduttiva, vietatissimo dalla direttiva.

Risultato: un danno biologico grave, una pesante infrazione della direttiva e un caos amministrativo e gestionale. Ogni regione, con il favore della legge e sotto la pressione venatoria (ancora ben integrata negli uffici regionali), darà il peggio di sé.

L’irresponsabilità di questa operazione è totale e lo è nel merito e nella forma. Lo è per i trucchi e le menzogne che la accompagnano (vedi quelle della “gestione della fauna”, con cui la riforma c’entra zero), per l’opacità che la avvolge, per la spinta degli armieri, per le ferite che reca ai processi democratici, al senso di buon governo, alla Costituzione.

Il tutto allo scopo di favorire una minoranza sociale esigua ma invadente, un mondo ridotto al lumicino che già oggi produce danni ambientali e problemi alle persone e che domani ne produrrà il doppio.

Da oltre trent’anni il mondo venatorio italiano, tranne piccole eccezioni, sogna questa riforma e ha provato a realizzarla. Li abbiamo sempre fermati. E ora?

Vuole, questo Parlamento, passare alla storia come il Parlamento che capitolò? Vuole rendersi complice di tutto questo?

I senatori e le senatrici della maggioranza, vogliono contribuire ad armare i fucili e montare le reti per la vergogna dei richiami vivi?

Senatrici e onorevoli Stefania Craxi, Michaela Biancofiore, Rita Dalla Chiesa, Walter Rizzetto, Simona Loizzo eccetera: sappiamo bene degli imbarazzi e delle contrarietà che tra di voi esistono. Prendete coraggio e uscite allo scoperto. Pronunciatevi, opponetevi.

Quanto all’opposizione, non è giunto il momento di alzare il livello dello scontro democratico, di chiedere il ripristino delle regole e del buon senso,
di protestare sonoramente, di occupare l’aula del Senato?

Serve una mobilitazione parlamentare bicamerale. Non solo i senatori e le senatrici ma tutti i parlamentari. Per questo il nostro appello va a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Sergio Costa, Luana Zanella, Francesco Emilio Borrelli, Elisabetta Piccolotti, Filiberto Zaratti, Francesco Boccia, Riccardo Magi, Luigi Marattin, Stefano Patuanelli, Ettore Licheri, Vittoria Baldino, Francesco Silvestri, Eleonora Evi, Annalisa Corrado, Michele Fina, Nicola Irto, Simona Bonafè, Marco Furfaro, Patrizia Prestipino, Lia Quartapelle, Arturo Scotto, Ilaria Cucchi, Sabrina Licheri, Dolores Bevilacqua, Gabriella Di Girolamo, Alessandra Maiorino, Barbara Floridia, Gisella Naturale, Elena Sironi, Peppe De Cristofaro, Alessandro Caramiello eccetera eccetera.

Si convochi subito un vertice ai massimi livelli e si decidano azioni forti per fermare, finalmente, questo scempio. La Costituzione, articolo 9, non può essere trattata come carta straccia, né la natura italiana come un possedimento privato, da catturare, avvelenare, uccidere, umiliare, distruggere.

Non più.

Diffondiamo, condividiamo, scriviamo ai parlamentari, ai gruppi politici, alla stampa. Tutti insieme, fermiamoli.

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