SOLO FORTE PRESSIONE PUBBLICA PUO’ FARE USCIRE DA PARALISI LA LEGGE ELETTORALE

14 Set 2017

“Senza una forte pressione dell’opinione pubblica dalla Camera non verrà una nuova legge elettorale, nonostante l’impegno e la competenza del presidente della Commissione Affari Costituzionali, on. Manziotti”. Ha dichiarato Felice Besostri, a capo del Coordinamento degli Avvocati Antitalikum e dei 22 ricorsi contro la legge elettorale Italicum che lo scorso 25 gennaio la Consulta ha dichiarato anticostituzionale.

“I cittadini italiani hanno diritto a votare con una legge elettorale che dia garanzie reali di rappresentanza democratica. Dopo l’empasse sul Tedeschellum, con la bocciatura delle norme speciali e incostituzionali per il Trentino Alto Adige, si è profilata la paralisi anche per semplici norme di armonizzazione delle due leggi elettorali sopravvissute alle amputazioni della Corte” prosegue Besostri, e spiega “L’armonizzazione si impone perché  lo chiede il buon senso,  lo auspica il Presidente della Repubblica, ma soprattutto è richiesto dalla stessa sentenza n. 35/2017 di annullamento parziale della legge n. 52/2015(Italicum), ottenuto dal gruppo degli avvocati antitalikum”.

 Nei 22 ricorsi presentati in altrettanti tribunali italiani la discrepanza delle soglie di accesso era uno dei motivi di incostituzionalità. Soltanto 5 ricorsi sono approdati al vaglio della Corte, gli altri sono ancora in primo grado o in appello. Da qui a fine novembre teoricamente il tempo utile per inviare nuovi ricorsi in Corte Costituzionale, e perché siano esaminati e decisi prima delle elezioni del 2018. 

“La Corte Costituzionale ha fatto il suo dovere nell’ambito delle ordinanze dei tribunali. La mancata armonizzazione delle leggi di Camera e Senato non è di sua responsabilità, ma di un Parlamento che ha approvato una legge per la sola Camera dei Deputati con un premio di maggioranza non previsto al Senato, senza coalizioni di liste e con una soglia di accesso del 3%, inferiore a quella del Porcellum” e ha concluso “La legge elettorale era incostituzionale”.

Sono 8 i Tribunali pronti in tal senso: Lecce 21 settembre, Messina e Venezia 29 settembre, Genova 10 ottobre, Perugia 17 ottobre, Trieste 15 novembre. Catania e Bologna il 29 novembre. Altri possono essere fissati tra i quali il 23° ricorso quasi tutto incentrato sul rischio di incostituzionalità di un voto con le due leggi vigenti di Camera e Senato. Al Senato una sola preferenza quindi in violazione del riequilibrio della rappresentanza di genere (art. 51 Cost.) e 3 soglie regionali di accesso 8% per liste singole, 3% liste in coalizione e 20% coalizioni, a fronte di un’unica soglia nazionale del 3% per la Camera, dove non sono permesse le coalizioni.

 Per gli elettori di 25 anni e oltre il voto non è più uguale e i candidati nelle due Camere non sono in condizioni di eguaglianza con violazione degli artt. 48 e 51 Cost. Dai vecchi ricorsi e dal nuovo, se i giudici ordinari vorranno dare un seguito alle sollecitazioni della Consulta del Presidente della Repubblica verrà data occasione alla Corte Costituzionale di provvedere direttamente all’armonizzazione delle leggi elettorali.

NOTA

I ricorsi di Lecce, Venezia, Genova, Perugia, Trieste e Bologna li discute l’Avv. Besostri con il collega locale rispettivamente: Ligori (LE), Versace (VE), Paolillo (GE) Ricciardi (PG), Campanotto e Sbisà (TS) e Sentimenti (BO)

Il ricorso di Messina l’Avv. Palumbo del Coordinamento Gruppo avvocati Antitalikum. Il ricorso di Catania  l’Avv. Longhitano

Roma, 14 settembre 2017

 

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