Grillo e Casaleggio con Rodotà: “No a svolte autoritarie”

ZagrebelskkyRodotà“Fermare la svolta autoritaria” è il titolo di un durissimo appello contro le riforme costituzionali in discussione lanciato da un gruppo di intellettuali e costituzionalisti legati all’associazione “Libertà e Giustizia”. I firmatari, che sono in gran parte gli stessi che lanciarono l’anno scorso la grande manifestazione a Roma in difesa della Costituzione – tra i quali Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, Lorenza Carlassare, Alessandro Pace, Nadia Urbinati, Salvatore Settis ai quali si sono aggiunti Barbara Spinelli, protabandiera della lista Tsipras, e Maurizio Landini, segretario della Fiom – sostengono che l’Italicum e più in generale le riforme istituzionali non siano altro che un progetto semi-presidenzialista, tendenzialmente plebiscitario e autoritario – quello – di “creare un sistema autoritario che dà al presidente del Consiglio poteri padronali” -, di fatto un sostanziale stravolgimento dell’impianto costituzionale repubblicano. E affermano che questo progetto, per come da loro delineato, deve essere fermato a tutti i costi, “con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava”.
Scrivono”: Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti)  a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto”.
L’appello – al quale seguiranno iniziative ancora da definire – è stato lanciato venerdì pomeriggio. Ieri è arrivato il sostegno di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Ma è anche arrivata la presa di posizione del presidente del Senato Pietro Grasso che sembra dare alle critiche degli intellettuali una sponda istituzionale, almeno per quanto riguarda la riforma del Senato. E’ così, almeno, che le parole di Grasso vengono interpretate dalla giornalista Sandra Bonsanti, che di “Libertà e Giustizia” è la presidente. “Lungi da noi voler tirare per la giacca il presidente del Senato, certamente le sue parole ci incoraggiano, ci fanno sentire meno soli”. Nell’appello, ammette l’ex direttrice del Tirreno, “è vero che abbiamo dovuto alzare un po’ i toni, perché altrimenti le nostre preoccupazioni sarebbero passate del tutto sotto silenzio, annullate in una sorta di pensiero unico per cui chi critica o pone problemi su modifiche di principi basilari della nostra democrazia viene tacciato di lesa maestà, incolpato di sabotare un teno in corsa”.
Le proposte di Grasso sul Senato incontrano il favore dei sottoscrittori, in particolare l’idea di trasformare il Senato in vera e propria Camera alta di garanzia e di supervisione. “Sbaglia Ernesto Galli della Loggia a tacciarci di essere intellettuali del no – dice ancora Bonsanti: Galli li ha accusati difendere i loro “feticci ideologici” -, al contrario anche noi pensiamo che il bicameralismo perfetto vada superato. Solo, pensiamo che non si possa fare con l’accetta, né con la fretta o personalizzando il tema” così come fa Renzi quando dice che “se il Senato non va a casa, vado a casa io”. Il Senato, anche per loro, dovrebbe assumere un ruolo diverso da quello, più legato al governo, della Camera – “ad esempio potrebbe occuparsi delle nomine degli enti pubblici, adesso ne arriverà un’imponente mandata, e sarebbe bello che il Senato, come negli Usa, servisse per far le pulci a queste nomine” – e dovrebbe essere più snello, con un ridotto numero di senatori. Però anche per gli intellettuali e i costituzionalisti non può essere solo una logica contabile a determinare le scelte sul taglio degli eletti.
Quanto all’appoggio di Grillo e Casaleggio, “è sicuramente importante anche se non è stato cercato”. Sandra Bonsanti lo ha accolto “con sorpresa e sinceramente vorrei capire cosa vuol dire”.
A titolo personale dice: “Avrei preferito che ad accogliere il nostro messaggio fosse stato il Pd, il partito più grosso”. E aggiunge:” Trovo insopportabile la risposta di Serracchiani a Grasso, credo che la neo vicesegretaria del Pd prima di ribattere alla seconda carica dello Stato avrebbe fatto meglio ad attendere e fare una riflessione più attenta”.

6 commenti

  • La Sig.ra Bonsanti ha accolto “con sorpresa e sinceramente vorrei capire cosa vuol dire” e, magari, non conoscendo il Movimento, anche lei avrà avuto da dire o ridire sullo stesso.
    Io mi chiedo, ma la Sig.ra Bonsanti, quando i parlamentari del M5S facevano le battaglie per ridare centralità al Parlamento, dov’era?
    Come mai non ha abbracciato la giusta causa del Movimento a difesa del Parlamento?
    Il “durussimo appello” contro le riforme costituzionali, la Sig.ra Bonsanti è al corrente che il Movimento l’ha preceduta su questo terreno già da tanto tempo? E come mai non è intervenuta ad appoggiare quest’impegno pentastellato?

  • Né oligarchismo, né plebiscitarismo: i senatori – che tali, a mio avviso, seppur ridotti di numero, devono rimanere – vanno democraticamente scelti dal corpo elettorale o in collegi uninominali con doppio turno eventuale o, visto che il “nuovo” Senato non darebbe la fiducia la Governo, con metodo proporzionale su base regionale o (perché no?) considerando l’intero territorio nazionale un unico collegio elettorale.

    Quanto ai “costi della politica” (su cui l’Untodalleprimarie fa… il “grillino”), basterebbe ridurre drasticamente il numero dei parlamentari, cosicché, ad esempio, la Camera dei Deputati e il Senato potrebbero essere composti, rispettivamente, da 400 e da 200 membri.

    P.S. Segnàlo:

    http://www.aldogiannuli.it/2014/03/scontro-sul-senato/

  • Ma Sandra Bonsanti scherza???!!! Dove era quando i 5stelle da soli contro tutti hanno difeso la Costituzione in Parlamento?! Ma li sente parlare i 5Stelle? Le pare che parlino come matteo renzi?! Lei non capisce cosa Grillo vuole eppure lui lo ha detto chiaro: vuole che questo Parlamento di nominati tenga giù le zampe dalla legge elettorale e soprattutto dalla Costituzione. Bonsanti avrebbe voluto l’adesione del PD: magari quella di renzi in persona!!! Pur avendo assistito alla ridicola presa di posizione di una serracchiani che richiama il Presidente del Senato alla disciplina di partito! Come se la seconda carica dello stato non dovesse essere super partes ma agli ordini di matteo renzi! E dopo questa rivelazione del segreto di pulcinella, ossia del fascio e dello sfascioin casa PD, Bonsanti continua a prendersela con grillo? Che rappresenta oltretutto la maggioranza relativa degli italiani, ossia é un partito più grande (in tutti i sensi!) del PD, il quale senza SEL e senza voto estero, avrebbe preso meno do grillo.

  • Che Grillo e Casaleggio abbiano sottoscritto l’appello è una bellissima cosa. Sono di sinistra, quella laica, socialista e marxista e apprezzo l’impegno e l’entusiasmo con cui i cinquestelle stanno cercando di combattere la vecchia e corrotta classe politica. Casta che per difendersi non esita a condurre il Paese sulla strada di una svolta autoritaria.
    Quando Renzi parla di “ultima sponda” non si riferisce alle sorti Paese ma a un sistema che vede la crescita dei cinquestelle come l’unica vera minaccia. Con lui Napolitano, Scalfari e molti altri pensano che la democrazia si fa con loro o non si fa. In ciò vedo un’arroganza che, chi come me si sente ancora di sinistra, deve combattere almeno per onestà intellettuale.

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