Il pifferaio magico

Matteo_RenziSiamo consapevoli che, se passano le “riforme” di Renzi, l’Italia avrà un uomo solo al comando, cioè lui? Abbiamo capito bene che, con la trasformazione del Senato in un ente inutile (lunedì in Consiglio dei ministri), le leggi saranno approvate esclusivamente dalla Camera, senza più la garanzia di una seconda lettura che spesso, nella storia repubblicana, ha evitato pericolosi colpi di mano di questo o quel governo?
È chiaro a tutti che, con la nuova legge elettorale (il cosiddetto Italicum) frutto dell’inciucio tra l’ex sindaco e l’ex Caimano, il partito che vince anche per un solo voto avrà un premio di maggioranza da dittatura parlamentare? Stando a tutti i sondaggi, quella supermaggioranza sarà appannaggio del PR, il Partito di Renzi che avrà nel frattempo trasformato il Pd nel proprio scendiletto (già qualcosa si è visto nel voto bulgaro della Direzione di ieri). Il turbopremier, a quel punto, potrà far votare dalla Camera qualsiasi cosa desideri: dallo stravolgimento della Costituzione alla “creazione di un sistema autoritario che dà al presidente del Consiglio poteri padronali”. Parole contenute nel documento di Libertà e Giustizia sottoscritto da un gruppo di giuristi e intellettuali tra i più autorevoli e indipendenti (da Zagrebelsky a Urbinati, da Rodotà a Carlassare, Pace, Azzariti, Settis, De Monticelli, Bonsanti) che ha trovato spazio solo sulla prima pagina del nostro giornale. Un silenzio che non può certo sorprendere. Con furbizia fiorentina Renzi sta infatti propinando agli italiani la favola di un taglio netto alla casta dei politici inetti e forchettoni, come se sacrificando gli emolumenti di 315 senatori (mantenendo però le monumentali spese dei relativi uffici) qualcosa potesse cambiare nella voragine dei conti pubblici. Ma gli italiani, ormai troppo esasperati dalla mala politica, preferiscono credere al pifferaio magico, indifferenti o rassegnati. È difficile andare contro vento e purtuttavia bisogna provarci, perché sono in gioco i fondamenti della nostra democrazia. Possibile che nel Pd e nella sinistra abbiano tutti portato il cervello all’ammasso? Come disse il presidente Scalfaro nel 2006 guidando il fronte del No al referendum che cancellò la controriforma di Berlusconi: “Meglio perdere in piedi che vincere in ginocchio”.

6 commenti

  • La Costituzione ha in se gli strumenti di autodifesa e attacco: ma è necessario che la Cittadinanza la estragga dalla bacheca e la brandisca per difendere la Qualità della Democrazia.

    Don Ciotti nei giorni vicini all’incontro col Papa:

    “…non si può rimanere prigionieri di parole e riti scontati e retorici senza mai trovare il momento dell’agire!”

    “…non si può continuare a commuoverci ogni tanto e muoverci mai!”

    (io)
    Sono lustri e decenni che si passa da un dibattito ad un convegno, da una “lectio magistralis” ad una conferenza, da un “dialogo” dell’Espresso ad una manifestazione di Libera, da Report a Presa Diretta a Servizio Pubblico, da una denuncia ad un ultimo allarme…

    E siamo ancora qui, in attesa del prossimo evento, per parlare ancora, per l’ennesima volta di qualsiasi aspetto della malapolitica…

    Ma quando si passerà a progettare una “Via d’Uscita”?

    Siamo saturi di denunce, non abbiamo più spazio nelle nostre memorie per archiviarne ancora! E l’indignazione è massima da lungo tempo!

    Quando un passo avanti? La Costituzione ci offre strumenti di efficacia assoluta: la Sovranità Popolare (non a caso art. UNO), la Democrazia Diretta Propositiva (artt. 50-71) e il Diritto di sciopero (art. 40). La storia ci ricorda il “Conclave”. Perchè’ NO?

    PERCHE’ NO???

    Paolo B

  • È agghiacciante! Ho i brividi. Un parlamento delegittimato, vorrebbe mettere mano, e non solo, addirittura stravolgere la NOSTRA costituzione. Ci ha provato tante volte Berlusconi e adesso è arrivato berlusconino 2.0, che di sinistra non ha assolutamente nulla. E dopo aver distrutto il partito con quel po di sinistra che ancora c’era dentro, e vuole fare la stessa identica cosa. Dovrà passare sul cadavere di molti!!!!

  • Solo un “uomo di destra” inserito con tracotante successo in un “partito senza qualità ma con identità pseudodemocratica e di sinistra” avrebbe avuto la possibilità di fare ciò che non riuscì all’ “uomo di destra in un partito di destra”.

    Complimenti ai genuflessi “pidini”, uno per uno responsabili, eccetto i pochissimi contrari. Gli astenuti, invece, contano come “l’anime triste di coloro / che visser sanza infamia e sanza lodo.” [Inferno, III, 35-36].

  • Non so quante firme sono state raccolte sull’appello, ma si tratta certamente di personalità autorevoli. Bisogna insistere e fare pressione su Napolitano. Ha le sue responsabilità per la nomina di questi governi, ma si deve far leva sul suo senso della democrazia, sperando che non si sia appannato.

  • Quante volte, in seconda lettura alla camera od al senato una legge è stata stravolta per far rientrare codicilli a favore di questo o quello? SONO FAVOREVOLE ad eliminare il senato.

  • Dobbiamo rispondere, con le idee e la forza dei cittadini democratici, perché’ sia innanzitutto chiaro che la Costituzione non si tocca se non per attuarne finalmente i principi e applicarne i valori. Non è stata una banda di eversori a demolirne i fondamenti nel 2006, non sara’ certo un gruppo di avventurieri/e diretti dal sig. Matteo Renzi che pensano di stravolgerne la natura come già’ stanno facendo con il PD. Silvia Manderino – Mestre

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