Renzi e le riforme a tutti i costi

Ritornare al Parlamento. Una strada “tortuosa”. Che porta alla riforma dello Stato da farsi con “improbabili” compagni di cammino. Con Berlusconi, “che ora fa la voce grossa e poi, come sempre, passerà all’incasso”. Sulla “legislatura costituente” che Matteo Renzi metterà al centro del suo impegno di governo, arriva il commento di Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia. Con un invito: restituire al Parlamento la sua centralità. E non approdare a una Terza Repubblica dove tutto si decide fuori dall’Aula.

Ecco “Fondata sull’Infedeltà“, il commento di Libertà e Giustizia

Matteo Renzi chiede al Partito Democratico di avere coraggio: passare dal governo di servizio e di larghe intese a un governo fino al 2018, guidato da lui, trasformando la legislatura in “legislatura costituente”.E’ questo l’unico progetto, un progetto immenso per rifare lo Stato. Tutto lo Stato. Tutta la seconda parte della Costituzione. Magari anche senza parlamentarizzare la crisi. Così Renzi si schiera nettamente con coloro che addebitano alla Costituzione, alla forma del nostro Stato, la grandissima questione del distacco dei cittadini dalla politica. Renzi non dice delle responsabilità della classe politica. Non dice nulla della corruzione. Per andare avanti con la rottamazione del Senato ecc. ecc. Renzi avrà bisogno del sostegno di Berlusconi. Che per ora fa la voce grossa e poi, come sempre, passerà all’incasso. Il Pd sceglie ancora, per una via tortuosa, di rimettersi a improbabili padri costituenti. Quanto ai cittadini italiani, non solo non possono sperare in elezioni che Napolitano bolla come “sciocchezze”, ma devono accettare una riforma su cui non sono mai stati chiamati ad esprimersi. L’ultima volta lo fecero nel 2006 su qualcosa che assomigliava alla riforma di oggi, e la bocciarono solennemente. Non capisco perché Renzi insista solo sulle riforme e non sulla drammaticità della disoccupazione e della corruzione. Un dibattito in Parlamento, come chiedono le opposizioni, è il minimo che ci si possa aspettare: per chiarire ciò che è ancora oscuro attorno a questa crisi che non convince il cittadino comune. Non può nascere una nuova Italia da un groviglio buio come questo.

P.S. Ci sono alcuni osservatori che ormai da tempo si sono specializzati nell’arte di stabilire a quale Repubblica siamo giunti: che la prima sia finita è storia, che la seconda sia iniziata dopo mani Pulite, anche. Ma ora dove siamo arrivati? In quale Repubblica stiamo vivendo oggi? Non è purtroppo solo una questione di numero romano, è una Repubblica che offende il Parlamento decidendo tutto fuori dall’Aula. Una Repubblica che taglia i ponti fra i cittadini e le istituzioni, in nome del Potere. Che rimane oscuro come lo è sempre stato in questo Paese. Come diceva Bobbio se una Repubblica finisce male e senza mea culpa, quella che segue sarà un disastro. Non ho sentito mea culpa in questi giorni, solo un gran rumore di gente che si accalca a salire sul carro del vincitore, senza un po’ di dignità. Si sono tolti dall’occhiello una medaglietta e senza batter ciglio ne hanno indossata un’altra. Lo streaming della direzione del Pd rimane nella storia politica italiana sotto questo segno. Comunque, una Repubblica fondata sull’Infedeltà.

twitter: @carminesaviano

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