L’aria che tira

NCDCantano a squarciagola i giovani del Nuovo centro destra di Angelino Alfano. Cantano Fratelli d’Italia e fanno il saluto fascista, braccio destro teso, risate di sfida, pochi giorni orsono, a Pesaro.
Una bravata. Indignarsi?
Qualcuno spedisce teste di maiale agli ebrei di Roma: chi è stato? La polizia ferma un paio di estremisti, mentre stanno imbrattando con scritte xenofobe nei pressi della circonvallazione Clodia armati di bombolette di vernice nera il muro di uno stabile. Appartengono alla struttura “Militia” . Forse sono gli stessi delle teste di maiale, ma ancora non si sa. Nella macchina hanno un maialetto di gomma e una maglia con scritte antisemite.
Chissà se il ministro Alfano ce la sta mettendo tutta per scoprire gli autori delle azioni che ci fanno arrossire di vergogna. Intanto i due romani sono denunciati per istigazione all’odio razziale.
A Genova di notte parte la caccia ai senzatetto: aggredirli è un gioco. Alle volte vengono anche accoltellati.
Quando è che si decide che non è il momento di scherzare, a che punto deve arrivare la provocazione, l’intimidazione perché si dica “basta”?
Non mi piace l’aria che tira. Non mi piace la sottovalutazione politica di questa destra che oggi è al governo e che si fa di tutto, per convenienza politica, per accreditare come “democratica”.
Non mi piace la sufficienza con cui, oggi come in altre stagioni, si irride agli “intellettuali”, o ai “costituzionalisti”: quasi fossero categorie di perditempo, di buoni a nulla che niente hanno da insegnare, solo si arrabbiano e dicono dei “no”.
Non mi piace l’aria che tira in Europa: un continente che può darci delle sorprese, assediato com’è da un razzismo per ora perdente ma non addormentato e soffocato da una crisi definita la peggiore dopo quella del 1929.
Non mi piacciono, infine, i sondaggi che oggi ci dicono che in Italia lo schieramento di destra e quello di centrosinistra pari sono o pari potrebbero essere alle elezioni. E che l’assenteismo e il distacco dalla politica invece di diminuire aumentano giorno dopo giorno e anche noi siamo circondati da amici che ci confessano: non andrò a votare.
La democrazia, ce lo ricordiamo, si perde “a rate”, non tutta insieme, a meno che non ci sia un colpo di stato. Ma non è questo il rischio.
Il rischio è questo fascismo strisciante. Queste gocce di veleno che ci impediscono, per ora, di immaginare tempeste ben più violente.
Con l’aria che tira, qualunque riforma volta a disarmare l’assetto istituzionale, cancellando ogni strumento di garanzia parlamentare, mi pare un azzardo. Una inutile e dannosa sfida ai ricorsi della storia.

7 commenti

  • Quello che sperimentiamo, a parte i gravi fatti ricordati, è una sorta di “violenza del potere”, non in forma fisica, per fortuna, e speriamo che questo non si verifichi mai, ma in forma psicologica, simbolica: il potere pretende di sfuggire la legge comune, di darsi le regole da solo, senza consultare la gente, cercando di saltare a piè pari i suoi stessi organi rappresentativi. Gli incontri in cui un paio di persone si arrogano la facoltà di decidere per tutti e a nome di tutti ricordano vagamente i triumvirati dell’antica Roma. Allora sappiamo com’è finita, adesso siamo ancora in tempo per fermarci. Ma servono iniziative concrete.

  • “Con l’aria che tira, qualunque riforma volta a disarmare l’assetto istituzionale, cancellando ogni strumento di garanzia parlamentare, mi pare un azzardo”.
    Verissimo!
    Ma anche l’aria stagnante della nostra politica, l’eterno tatticismo, gli infiniti slittamenti delle riforme, l’attesa strutturale di un “meglio” che è quasi sempre nemico del “bene” ammazzano la democrazia e la voglia di partecipare alla costruzione di un futuro migliore. E’ evidente oggi in Italia la paura di chi teme di perdere privilegi acquisiti, il terrore di un cambiamento fatto da persone fin ad oggi sconosciute (e non parlo del M5S), la diffidenza verso soluzioni, di compromesso sì, ma concrete.
    La società civile non deve mai smettere di vigilare, di stimolare, di inventare nuove strade; ma mai deve mettersi di traverso al cambiamento, solo perché avviene in forme non del tutto consuete. Ogni cambiamento vero avviene così (se no, sarebbe finto).
    E’ vero, l’aria che tira è brutta, ma anche la mancanza d’aria lo è. Cerchiamo di indirizzarlo, il cambiamento, proviamoci! Ma attenti a diffidare sempre di tutto e di tutti, per presupposta superiorità culturale.
    Il PD sta facendo sforzi enormi per cambiare pelle: è l’unica speranza che abbiamo, a sinistra. Aiutiamolo, invece di sollevare il sopracciglio e sdegnarci per i metodi un po’ bruschi del suo Segretario. Fino a prova contraria (e quindi, vigiliamo!), non mi pare che stia sabotando le riforme. Come ha detto Occhetto, si sta liberando della parte peggiore della vecchia scuola PCI; aiutiamolo a liberarsi anche della parte peggiore della scuola DC.

  • La riflessione
    Costruire la rivoluzione

    16 giugno 2011 – 47 Commenti »
    Sandra Bonsanti

    (i 2 periodi che chiudevano la Sua riflessione)

    …Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie.

    Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta.

    Sandra Bonsanti

    ****************************

    Illustre Presidente,

    Richiamo ancora una volta la Sua riflessione del 16/06/11 che mi entusiasmò molto vivacemente essendo io un fervente sostenitore di uno “scarto democratico”, di una via originale al cambiamento ampio e profondo di cui il Paese ha bisogno, di una “Rivoluzione Costituzionale e Gloriosa” (gloriosa perchè non violenta e risol5utiva come la 2a riv. inglese del 1688, appellata appunto per questo Gloriosa).

    Sono passati quasi 3 anni e il bisogno di Cambiamento si è ulteriormente rafforzato. Ma siamo ancora in tempo a fermare il declino e cambiare i destini infausti del Paese: il Popolo Sovrano come Attore, la Costituzione come Mezzo, la Sua Applicazione come Programma e Fine!

    Avanti Presidente! quella Cittadinanza che al 95% rifiuta e disprezza l’offerta politica, attende solo una Guida Affidabile!

    (p.s. chiedo a chi leggerà quanto sopra di pronunciarsi in merito)

  • Condivido quanto dice Ernesto. Penso che lo sforzo che ha fatto il segretario del PD per sbloccare la trattativa sulla legge elettorale debba essere appoggiato. Mi piace il modo con cui l’ha fatto, proponendo tre diverse ipotesi di soluzione e chiedendo agli altri di pronunciarsi, tutti gli altri, trattandosi di un problema su cui è necessaria la più ampia adesione sia di maggioranza sia di minoranza. Nelle attuali limitate possibilità di manovra, dato l’atteggiamento irresponsabile del M5S che rifiuta ogni accordo con le altre forze, non vi era altra possibilità che accordarsi con Forza Italia. Mi piace la decisione con cui Renzi ha affrontato questo problema, riuscendo a concordare una proposta di legge che inevitabilmente richiede un compromesso con le altre forze che contano. Non mi pare che questo compromesso rappresenti una riedizione del Porcellum, come dicono Stefano Rodotà, Lorenza Carlassarre e altri di Articolo 21. Se non altro l’introduzione del secondo turno permetterà la formazione di una maggioranza che governa senza dover ricorrere all’inciucio a cui il Porcellum ci ha costretto. Non mi piace il modo con cui Lorenza Carlassarre in televisione ha presentato Renzi come un ducetto ed è arrivata a rimpiangere un Bersani o la legge elettorale della prima repubblica. Mi auguro che G&L, di cui sono socio e sulle cui posizioni mi sono trovato finora sempre pienamente d’accordo, non voglia appiattirsi su una posizione sterile di critica aprioristica che ci condanna alla paralisi.

  • Non è vero che Renzi non avesse alternative al patto con Berlusconi. La maggioranza gli aveva offerto sul piatto d’argento il “sindaco d’Italia”, ossia il doppio turno di coalizione: fine sicura di ogni “revanchismo” berlusconiano, con la maggior parte dei voti grillini pronti a convergere sul centrosinistra al ballottaggio. E lui invece cosa fa? Si accorda, con tanto di pompa mediatica, con un condannato per una legge che ripropone le liste bloccate (per non parlare della frettolosa e demagogica abolizione del Senato, che speriamo non avvenga).
    Piccolo particolare: Berlusconi è abilissimo a far coalizione anche con l’ultimo spaventapasseri, mentre il Pd si è sganciato in questi anni da alleati un tempo solidi e numericamente preziosi come Idv e Sel. E adesso come si arriva al 37%? La vocazione maggioritaria ha già portato male a Veltroni. Se la legge dovesse rimanere questa Porcata 2, resterebbe solo da sperare che al 37% non arrivi neanche il centrodestra e intercettare un po’ di voti grillini al ballottaggio. Penoso vedere, comunque, una legge elettorale discussa col bilancino delle convenienze dei singoli – uno, come sempre, in particolare – e non costruita per durare nell’interesse vero degli italiani.

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