Libertà e Giustizia: un impegno per la Costituzione e lo Stato di diritto

04 Settembre 2026

Daniela Padoan Presidente Libertà e Giustizia, Scrittrice

Questo contenuto fa parte dell’osservatorio Autoritarismo

Daniela Padoan (a destra) durante la relazione. A sinistra, Elisabetta Rubini. Bologna, 30 maggio 2026

Il percorso dell’associazione nelle parole della sua presidente, nel solco della tradizione e sul terreno arso dell’oggi, fatto di crisi climatica e democratica, attacco ai principi costituzionali, ritorno di vecchi e nuovi fascismi. Come continuare a opporre resistenza a un’erosione politica e culturale che riguarda tutti i cittadini, nessuno escluso?

Assemblea annuale dei soci di Libertà e Giustizia
Bologna, 30 maggio 2026

Ho assunto la presidenza di Libertà e Giustizia tre anni fa, in questa stessa sala.
È stato un percorso appassionante e arricchente, di cui sono grata a tutti e tutte voi. Questi tre anni hanno coinciso con l’instaurarsi e il declinarsi del progetto autoritario di un governo deciso a riformare i meccanismi costituzionali e a imporre al paese quello che Calamandrei, parlando dell’avvento del fascismo, definì un “ordine nuovo”, connotato da «un nuovo metodo per creare le leggi». Non abbiamo dimenticato che la presidente del Consiglio, nelle ultime battute della campagna referendaria sulla riforma della giustizia, ha potuto affermare che quella riforma, fortemente voluta dall’esecutivo, sarebbe servita a eliminare «le storture che in ottant’anni di storia repubblicana non siamo mai riusciti a correggere». 

Libertà e Giustizia è stata fedele al senso stesso della propria nascita, impegnandosi con ogni energia fianco a fianco di chi, quelle “storture”, intende difendere, perché sono il lascito dei Costituenti e la base della Repubblica democratica e antifascista di cui il 2 giugno festeggeremo gli ottant’anni.

In questi tre anni abbiamo ricevuto numerosi riconoscimenti della nostra funzione propositiva di cultura politica. Alcuni sono stati riconoscimenti ufficiali, come la benemerenza civica del Comune di Milano “Ambrogino d’Oro”, su candidatura della senatrice Liliana Segre e Nando Dalla Chiesa, assegnata a chi dedichi la propria attività al bene comune. Altri sono stati informali, ma non per questo meno importanti, attribuiti alla nostra volontà ostinata di creare legami, alleanze, dialogo, spazi condivisi che ci rendono parte di una collettività solidamente impegnata nella difesa della Costituzione e dello Stato di diritto, della libertà dei cittadini e della società civile, sempre più compressa e minacciata da decreti legislativi e prassi di ordine pubblico.

Abbiamo svolto il nostro compito di fronte ai progetti governativi di un’autonomia differenziata disegnata per spaccare il paese approfondendo le diseguaglianze, di un premierato che si proponeva di instaurare un governo del leader, di una riforma della giustizia concepita per essere, oltre che una resa dei conti con la magistratura, una modifica esiziale nell’equilibrio e nel bilanciamento dei poteri voluto dalla Costituzione. Stiamo continuando a svolgerlo adesso, di fronte a una riforma della legge elettorale che intende procedere nella medesima direzione cercando di precostituire il risultato elettorale grazie a un premio di maggioranza spropositato, che non solo ridurrebbe compiutamente il Parlamento a funzione notarile e l’opposizione a una funzione puramente testimoniale, ma consentirebbe a un esecutivo inscalfibile di eleggere anche il presidente della Repubblica. L’investitura del capo verrebbe allora presentata come la forma democratica più autentica della volontà popolare, riconducendo la politica a mera governabilità e il voto a paradossale plebiscito di una minoranza.

Abbiamo, giorno dopo giorno, dato il nostro contributo all’analisi e alla denuncia di una politica repressiva che fa dei decreti sicurezza uno strumento di populismo penale; che introduce categorie – anche linguistiche – di costruzione del nemico, dai rave agli ecovandali, dai “maranza” ai “ProPal”; che procede alla legittimazione di un ordine pubblico inteso come sospetto preventivo e limitazione della libertà personale (dai Daspo urbani ai fogli di via, dalle zone rosse al fermo di polizia) mentre introduce misure di tutela procedurale e di copertura legale preventiva per gli operatori delle Forze dell’ordine. Questo nostro impegno si declina sia a livello nazionale, nella condivisione con le associazioni e le reti che operano nella nostra stessa direzione, sia a livello territoriale, con i nostri Circoli, che sono stati e continuano a essere un lievito di cultura politica in molte realtà urbane.

Sono orgogliosa di nominare, tra le iniziative assunte in questi tre anni, la nascita dell’Osservatorio Autoritarismo, un’attività che ha in qualche modo precorso i tempi: una cooperazione tra università e realtà territoriali nata nel marzo 2025, con una lettera aperta sottoscritta da intellettuali e docenti italiani e stranieri – tra cui Giorgio Parisi, Judith Butler, Alessandro Barbero, James Galbraith, Nancy Fraser – quando di autoritarismo si parlava, anche nei seminari universitari, più a proposito dell’Ungheria di Viktor Orbán e degli Stati Uniti di Donald Trump che dell’Italia di Giorgia Meloni.

Come Osservatorio, abbiamo tenuto convegni e seminari all’Università Statale di Milano, alla Sapienza di Roma, all’Istituto Universitario Europeo di Firenze e in molti altri atenei. I più recenti, la scorsa settimana, all’Università degli Studi di Brescia – dove si è formato un solido gruppo di lavoro – e all’Università degli Studi di Macerata.

Nell’ambito di questo progetto, abbiamo realizzato il ciclo di incontri “Autoritarismi in democrazia”, che si è svolto da ottobre 2025 a maggio 2026 presso la Casa della cultura di Milano, in collaborazione con l’Università Statale e l’editore Castelvecchi, potendo contare su autori e autrici di rilevanza internazionale: dal filosofo politico francese Jean-Claude Monod alla politologa Chiara Bottici, docente alla New School di New York; dall’antropologo statunitense Michael Herzfeld alla filosofa spagnola Marina Garcés.

Sempre nella convinzione della necessità di creare comunità politica, Libertà e Giustizia ha contribuito a dar vita a realtà che hanno saputo costruire una forte opposizione della società civile alla deriva illiberale in atto. Nel 2023 siamo stati tra i promotori del tavolo “Insieme per la Costituzione – La Via Maestra”, con Cgil, Anpi, Arci e circa altre duecento associazioni che nel 2024 si sono poi costituite come piattaforma stabile, dando avvio alla campagna referendaria contro l’autonomia differenziata e per i diritti del lavoro e della cittadinanza. 

Sul finire del 2025 e fino a marzo 2026, come ben sapete, abbiamo profuso tutte le nostre forze per fermare la riforma Nordio della giustizia, sia a livello nazionale – facendo parte del direttivo del Comitato della società civile per il No – sia a livello territoriale, impegnandoci  nella raccolta firme e nella mobilitazione, dando vita a iniziative, banchetti, disseminazione di contenuti, in una straordinaria esperienza di autoformazione civica. 

Abbiamo aderito alla Rete No Ddl Sicurezza, per denunciare e contrastare il disegno di legge – poi diventato decreto – e le successive politiche di compressione delle libertà di espressione e manifestazione, e abbiamo lanciato campagne di rilevanza nazionale. Tra queste, a inizio 2023, “La resilienza non è economia di guerra”, sostenuta e rilanciata da ANPI, ARCI, Rete Disarmo, contro il Regolamento ASAP della Commissione europea, perché il Parlamento europeo si opponesse al piano che voleva finanziare la produzione di un milione di munizioni per l’Ucraina con il Recovery Fund, il Pnrr, e persino con i Fondi di coesione e per la Pace.

E ancora, ai primi di maggio di quest’anno, abbiamo promosso l’appello alle forze dell’opposizione perché non accogliessero la ratio delle primarie di coalizione prima ancora di aver opposto una resistenza alla legge elettorale e aver strutturato un programma comune in dialogo con la società civile, basato sulla Costituzione (sulla sua difesa e sulla sua piena attuazione) e sullo Stato di diritto. L’appello, firmato da 40 giuristi e intellettuali, ha sollevato un partecipato dibattito sui giornali, in particolare su Manifesto, Domani, Corriere della Sera, Avvenire.

Su questa strada intendiamo proseguire, costituendo un gruppo permanente di lavoro (come già abbiamo fatto a novembre per la riforma della giustizia, con la partecipazione di costituzionalisti ed esponenti di associazioni, da Magistratura Democratica a Salviamo la Costituzione, dalla Fondazione Basso a Medel-Magistrati Europei, per un confronto sugli scenari aperti dall’esito del referendum e sulla necessaria resistenza alla legge elettorale presentata dal governo, con l’elaborazione di testi, proposte e campagne condivise.

Così come intendiamo continuare la tradizione delle Scuole di Libertà e Giustizia, che abbiamo ripreso tra febbraio e aprile 2024, in occasione delle elezioni europee, con incontri promossi e coordinati da Emilio De Capitani e Paola Regina. Allo stesso modo, ci proponiamo di continuare l’opera di educazione civica e democratica nelle scuole che negli anni è stata patrimonio di Libertà e Giustizia. Lo abbiamo fatto tra il 2024 e 2025, partecipando al progetto Ri-Costituiamoci, dedicato all’insegnamento della Costituzione attraverso  laboratori teatrali, seguito per noi da Roberta de Monticelli, e lo faremo nel 2026 e 2027 grazie ai nostri Circoli, a cominciare da quello di Civitavecchia.

Vorrei ora parlare più diffusamente dei Circoli, la struttura portante di Libertà e Giustizia, oggi in fase di rinnovamento. Ci sono circoli, come quello di Brescia, dove i coordinatori “storici” hanno individuato giovani a cui affidare il coordinamento, affiancandoli e continuando a lavorare insieme. E ci sono Circoli nati da incontri avvenuti durante il grande impegno per la campagna referendaria, che non solo hanno raccolto adesioni importanti ma hanno già promosso iniziative capaci di dare ulteriore vitalità e radicamento a Libertà e Giustizia. 

A Napoli, Ottorino Cappelli, docente di Scienza politica all’Orientale, sta curando uno spazio fisso della newsletter e del sito sugli Stati Uniti di Trump. 

A Civitavecchia, Patrizio Leopardo, avvocato, coordinatore di un nutrito gruppo di persone che già stanno contribuendo ai contenuti del sito, è al centro di una rilevante azione politica a livello nazionale su riconversione produttiva e decarbonizzazione.

Abbiamo aperto uno spazio dedicato ai Circoli sul sito e nella newsletter che ospita, oltre a locandine e rilancio delle iniziative locali, testi, riflessioni, contributi, apporti teorici, inchieste, reportage, per una maggiore integrazione del valore delle realtà territoriali, che sono l’ossatura del nostro agire. Proprio oggi troverete un testo di Bartolomeo Camiscioni, un commovente ricordo del primo voto di sua madre per la Repubblica italiana, il 2 giugno 1946.

Su sito e newsletter abbiamo inoltre inaugurato uno Spazio Under 30 in cui pubblicare contributi, proposte, analisi, di giovani – scuole, università, centri sociali, realtà organizzate. Iniziamo oggi con il ventottenne direttore di Primo Piano, un giornale locale capace di fare comunità e autofinanziarsi, costituendo un esempio importante.

Sito e newsletter sono tra i maggiori risultati che abbiamo raggiunto.

Tre milioni e mezzo di accessi Google, una fedeltà del 70%, nuovi flussi di iscrizioni.

Evoluzione e dati saranno illustrati nelle relazioni di Lorella Beretta, la nostra responsabile della comunicazione, e di Federico Parrella, fondatore di 5A Design, uno studio multidisciplinare di Roma che si occupa di strategie di brand, progettazione e sviluppo di prodotti digitali che pur lavorando per grandi realtà come ANSA, ha abbracciato il nostro progetto con quella che credo essere una condivisione ideale.

Li ascolteremo a breve e li voglio qui ringraziare.1 2Come ringrazio Stefano Innocenti ed Elisabetta Rubini – entrambi memoria storica e colonne portanti di Libertà e Giustizia – per essere stati un costante supporto in questi tre anni. Ringrazio Maria Paola Patuelli3 per aver accettato il ruolo di coordinatrice dei Circoli, il Consiglio di presidenza, che forma uno splendido collettivo di idee e temperamenti, chi ha contribuito, nei Circoli, a tenere vivo lo spirito di Libertà e Giustizia, e tutti i soci, vecchi e nuovi, che sono l’anima dell’associazione. 

  1. https://www.libertaegiustizia.it/2026/06/11/chiarezza-e-affidabilita-limportanza-della-parola-detta/ ↩︎
  2. https://www.libertaegiustizia.it/2026/06/11/presenza-digitale-2025-2026-i-numeri-presentati-allassemblea-nazionale/ ↩︎
  3. https://www.libertaegiustizia.it/2026/09/04/verbale-di-assemblea-degli-associati-di-liberta-e-giustizia-leg-2026/ ↩︎

Scrittrice, saggista, presidente di Libertà e Giustizia. Si occupa da anni di razzismo e totalitarismi del Novecento, con particolare attenzione alla testimonianza delle dittature e alle pratiche di resistenza femminile ai regimi.

Tra i suoi libri Come una rana d’inverno. Conversazione con tre donne sopravvissute ad Auschwitz (Bompiani 2004, Einaudi 2024, Premio Aqui Storia) e Le pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo (Bompiani 2005, Castelvecchi editore 2026, Premio Nonino).

Per Castelvecchi dirige le collane “Lupicattivi. Voci di ecologia integrale” e “Papaveri rossi”.

Ha collaborato con Rai3, “il manifesto” e “L’Avvenire”, è stata editorialista di “La Stampa”, attualmente scrive su “Domani”.

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