Bologna, 30 maggio 2026
presso CostArena via Azzo Gardino, 48 (BO)
Sabato 30 maggio 2026 dalle ore 10.00 si è tenuta l’annuale Assemblea Nazionale dei Soci LeG presso il Centro “CostArena” di Bologna con il seguente ordine del giorno:
- relazione sulla situazione economico-finanziaria e relativa approvazione del rendiconto al 31 dicembre 2025 e del bilancio di previsione 2026
- relazione della Presidente Daniela Padoan
- rinnovo della Presidenza
- approvazione dei componenti del Consiglio di Presidenza indicati dal Presidente
- illustrazione di alcune proposte sull’organizzazione di LeG
- la Comunicazione di LeG
- temi di discussione preceduti da una breve relazione introduttiva
- dopo il referendum: quale scenario per la Costituzione?
- le prospettive della politica europea
- la situazione negli Stati Uniti in vista delle elezioni di midterm
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Inizio lavori: ore 10.30 – Presiede e coordina: Elisabetta Rubini
Sono presenti:
- 19 soci “in presenza”
- 40 soci in videoconferenza
- 5 per delega
Elisabetta Rubini, membro del Consiglio di Presidenza, avvia i lavori salutando e ringraziando i partecipanti, in particolare il circolo di Bologna ospitante.
Relazione sulla situazione economico-finanziaria e relativa approvazione del rendiconto al 31 dicembre 2025 e del bilancio di previsione 2026
Stefano Innocenti, sostituendo il dott. Marco D’Isanto (Commercialista di LeG) impossibilitato ad essere presente in assemblea, illustra il Bilancio 2025 ricordando che: “Il Bilancio corrisponde alle risultanze delle scritture contabili regolarmente tenute ed è redatto tenendo conto dei proventi e dei costi nel rispetto della competenza temporale, ed indipendentemente dalla loro manifestazione finanziaria” (bilancio per cassa).
Il Patrimonio Netto esistente alla chiusura dell’esercizio è pari a € 6.620,75 (€ 15.817,60 nel precedente esercizio). Esso corrisponde agli avanzi di gestione realizzati negli esercizi precedenti decurtati della perdita maturata nell’esercizio 2025 pari a € 9.196,85.
I Ricavi, che ammontano a € 19.453,36 sono derivanti in massima parte dalle Quote Associative che sono pari a € 15.860,00, mentre le Spese per Servizi sono iscritte nei costi della produzione del conto economico per complessivi € 26.587,02.
La Nota Illustrativa del Bilancio 2025 redatto dal dott. D’Isanto si conclude con la proposta di coprire la perdita di esercizio mediante l’utilizzo degli avanzi di gestione dell’anno precedente.
L’Assemblea dei Soci approva all’unanimità il Bilancio.
Relazione della Presidente Daniela Padoan
Elisabetta Rubini, che presiede l’Assemblea, invita Daniela Padoan, Presidente di LeG, a illustrare il suo operato nei tre anni trascorsi e indicare la direzione che intende seguire per il rinnovo del suo mandato.
“Ho assunto la presidenza di Libertà e Giustizia tre anni fa, in questa stessa sala. È stato un percorso appassionante e arricchente, di cui sono grata a tutti e tutte voi. Questi tre anni hanno coinciso con l’instaurarsi e il declinarsi del progetto autoritario di un governo deciso a riformare i meccanismi costituzionali e a imporre al paese quello che Calamandrei, parlando dell’avvento del fascismo, definì un “ordine nuovo”, connotato da «un nuovo metodo per creare le leggi». Non abbiamo dimenticato che la presidente del Consiglio, nelle ultime battute della campagna referendaria sulla riforma della giustizia, ha potuto affermare che quella riforma, fortemente voluta dall’esecutivo, sarebbe servita a eliminare «le storture che in ottant’anni di storia repubblicana non siamo mai riusciti a correggere».
Libertà e Giustizia è stata fedele al senso stesso della propria nascita, impegnandosi con ogni energia fianco a fianco di chi, quelle “storture”, intende difendere, perché sono il lascito dei Costituenti e la base della Repubblica democratica e antifascista di cui il 2 giugno festeggeremo gli ottant’anni.
In questi tre anni abbiamo ricevuto numerosi riconoscimenti della nostra funzione propositiva di cultura politica. Alcuni sono stati riconoscimenti ufficiali, come la benemerenza civica del Comune di Milano “Ambrogino d’Oro”, su candidatura della senatrice Liliana Segre e Nando Dalla Chiesa, assegnata a chi dedichi la propria attività al bene comune. Altri sono stati informali, ma non per questo meno importanti, attribuiti alla nostra volontà ostinata di creare legami, alleanze, dialogo, spazi condivisi che ci rendono parte di una collettività solidamente impegnata nella difesa della Costituzione e dello Stato di diritto, della libertà dei cittadini e della società civile, sempre più compressa e minacciata da decreti legislativi e prassi di ordine pubblico.
Abbiamo svolto il nostro compito di fronte ai progetti governativi di un’autonomia differenziata disegnata per spaccare il paese approfondendo le diseguaglianze, di un premierato che si proponeva di instaurare un governo del leader, di una riforma della giustizia concepita per essere, oltre che una resa dei conti con la magistratura, una modifica esiziale nell’equilibrio e nel bilanciamento dei poteri voluto dalla Costituzione. Stiamo continuando a svolgerlo adesso, di fronte a una riforma della legge elettorale che intende procedere nella medesima direzione cercando di precostituire il risultato elettorale grazie a un premio di maggioranza spropositato, che non solo ridurrebbe compiutamente il Parlamento a funzione notarile e l’opposizione a una funzione puramente testimoniale, ma consentirebbe a un esecutivo inscalfibile di eleggere anche il presidente della Repubblica. L’investitura del capo verrebbe allora presentata come la forma democratica più autentica della volontà popolare, riconducendo la politica a mera governabilità e il voto a paradossale plebiscito di una minoranza.
Abbiamo, giorno dopo giorno, dato il nostro contributo all’analisi e alla denuncia di una politica repressiva che fa dei decreti sicurezza uno strumento di populismo penale; che introduce categorie – anche linguistiche – di costruzione del nemico, dai rave agli ecovandali, dai “maranza” ai “ProPal”; che procede alla legittimazione di un ordine pubblico inteso come sospetto preventivo e limitazione della libertà personale (dai Daspo urbani ai fogli di via, dalle zone rosse al fermo di polizia) mentre introduce misure di tutela procedurale e di copertura legale preventiva per gli operatori delle Forze dell’ordine. Questo nostro impegno si declina sia a livello nazionale, nella condivisione con le associazioni e le reti che operano nella nostra stessa direzione, sia a livello territoriale, con i nostri Circoli, che sono stati e continuano a essere un lievito di cultura politica in molte realtà urbane.
Sono orgogliosa di nominare, tra le iniziative assunte in questi tre anni, la nascita dell’Osservatorio Autoritarismo, un’attività che ha in qualche modo precorso i tempi: una cooperazione tra università e realtà territoriali nata nel marzo 2025, con una lettera aperta sottoscritta da intellettuali e docenti italiani e stranieri – tra cui Giorgio Parisi, Judith Butler, Alessandro Barbero, James Galbraith, Nancy Fraser – quando di autoritarismo si parlava, anche nei seminari universitari, più a proposito dell’Ungheria di Viktor Orbán e degli Stati Uniti di Donald Trump che dell’Italia di Giorgia Meloni.
Come Osservatorio, abbiamo tenuto convegni e seminari all’Università Statale di Milano, alla Sapienza di Roma, all’Istituto Universitario Europeo di Firenze e in molti altri atenei. I più recenti, la scorsa settimana, all’Università degli Studi di Brescia – dove si è formato un solido gruppo di lavoro – e all’Università degli Studi di Macerata.
Nell’ambito di questo progetto, abbiamo realizzato il ciclo di incontri “Autoritarismi in democrazia”, che si è svolto da ottobre 2025 a maggio 2026 presso la Casa della cultura di Milano, in collaborazione con l’Università Statale e l’editore Castelvecchi, potendo contare su autori e autrici di rilevanza internazionale: dal filosofo politico francese Jean-Claude Monod alla politologa Chiara Bottici, docente alla New School di New York; dall’antropologo statunitense Michael Herzfeld alla filosofa spagnola Marina Garcés.
Sempre nella convinzione della necessità di creare comunità politica, Libertà e Giustizia ha contribuito a dar vita a realtà che hanno saputo costruire una forte opposizione della società civile alla deriva illiberale in atto. Nel 2023 siamo stati tra i promotori del tavolo “Insieme per la Costituzione – La Via Maestra”, con Cgil, Anpi, Arci e circa altre duecento associazioni che nel 2024 si sono poi costituite come piattaforma stabile, dando avvio alla campagna referendaria contro l’autonomia differenziata e per i diritti del lavoro e della cittadinanza.
Sul finire del 2025 e fino a marzo 2026, come ben sapete, abbiamo profuso tutte le nostre forze per fermare la riforma Nordio della giustizia, sia a livello nazionale – facendo parte del direttivo del Comitato della società civile per il No – sia a livello territoriale, impegnandoci nella raccolta firme e nella mobilitazione, dando vita a iniziative, banchetti, disseminazione di contenuti, in una straordinaria esperienza di autoformazione civica.
Abbiamo aderito alla Rete No Ddl Sicurezza, per denunciare e contrastare il disegno di legge – poi diventato decreto – e le successive politiche di compressione delle libertà di espressione e manifestazione, e abbiamo lanciato campagne di rilevanza nazionale. Tra queste, a inizio 2023, “La resilienza non è economia di guerra”, sostenuta e rilanciata da ANPI, ARCI, Rete Disarmo, contro il Regolamento ASAP della Commissione europea, perché il Parlamento europeo si opponesse al piano che voleva finanziare la produzione di un milione di munizioni per l’Ucraina con il Recovery Fund, il PNRR, e persino con i Fondi di coesione e per la Pace.
E ancora, ai primi di maggio di quest’anno, abbiamo promosso l’appello alle forze dell’opposizione perché non accogliessero la ratio delle primarie di coalizione prima ancora di aver opposto una resistenza alla legge elettorale e aver strutturato un programma comune in dialogo con la società civile, basato sulla Costituzione (sulla sua difesa e sulla sua piena attuazione) e sullo Stato di diritto. L’appello, firmato da 40 giuristi e intellettuali, ha sollevato un partecipato dibattito sui giornali, in particolare su Manifesto, Domani, Corriere della Sera, Avvenire.
Su questa strada intendiamo proseguire, costituendo un gruppo permanente di lavoro (come già abbiamo fatto a novembre per la riforma della giustizia, con la partecipazione di costituzionalisti ed esponenti di associazioni, da Magistratura Democratica a Salviamo la Costituzione, dalla Fondazione Basso a Medel-Magistrati Europei, per un confronto sugli scenari aperti dall’esito del referendum e sulla necessaria resistenza alla legge elettorale presentata dal governo, con l’elaborazione di testi, proposte e campagne condivise.
Così come intendiamo continuare la tradizione delle Scuole di Libertà e Giustizia, che abbiamo ripreso tra febbraio e aprile 2024, in occasione delle elezioni europee, con incontri promossi e coordinati da Emilio De Capitani e Paola Regina. Allo stesso modo, ci proponiamo di continuare l’opera di educazione civica e democratica nelle scuole che negli anni è stata patrimonio di Libertà e Giustizia. Lo abbiamo fatto tra il 2024 e 2025, partecipando al progetto Ri-Costituiamoci, dedicato all’insegnamento della Costituzione attraverso laboratori teatrali, seguito per noi da Roberta de Monticelli, e lo faremo nel 2026 e 2027 grazie ai nostri Circoli, a cominciare da quello di Civitavecchia.
Vorrei ora parlare più diffusamente dei Circoli, la struttura portante di Libertà e Giustizia, oggi in fase di rinnovamento. Ci sono circoli, come quello di Brescia, dove i coordinatori “storici” hanno individuato giovani a cui affidare il coordinamento, affiancandoli e continuando a lavorare insieme. E ci sono Circoli nati da incontri avvenuti durante il grande impegno per la campagna referendaria, che non solo hanno raccolto adesioni importanti ma hanno già promosso iniziative capaci di dare ulteriore vitalità e radicamento a Libertà e Giustizia.
A Napoli, Ottorino Cappelli, docente di Scienza politica all’Orientale, sta curando uno spazio fisso della newsletter e del sito sugli Stati Uniti di Trump.
A Civitavecchia, Patrizio Leopardo, avvocato, coordinatore di un nutrito gruppo di persone che già stanno contribuendo ai contenuti del sito, è al centro di una rilevante azione politica a livello nazionale su riconversione produttiva e decarbonizzazione.
Abbiamo aperto uno spazio dedicato ai Circoli sul sito e nella newsletter che ospita, oltre a locandine e rilancio delle iniziative locali, testi, riflessioni, contributi, apporti teorici, inchieste, reportage, per una maggiore integrazione del valore delle realtà territoriali, che sono l’ossatura del nostro agire. Proprio oggi troverete un testo di Bartolomeo Camiscioni, un commovente ricordo del primo voto di sua madre per la Repubblica italiana, il 2 giugno 1946.
Su sito e newsletter abbiamo inoltre inaugurato uno Spazio Under 30 in cui pubblicare contributi, proposte, analisi, di giovani – scuole, università, centri sociali, realtà organizzate. Iniziamo oggi con il ventottenne direttore di Primo Piano, un giornale locale capace di fare comunità e autofinanziarsi, costituendo un esempio importante.
Sarà inoltre avviato nel mese di settembre una profonda revisione del sito di LeG sia nella sua parte pubblica libertaegiustizia.it che ne garantisca una fruizione più intuitiva specialmente dai device mobili, sia con una nuova applicazione per la gestione dei soci. L’esigenza, evidente anche nei rapporti con i Circoli, riguarda un sistema gestionale con logiche proprie, flussi definiti e dati affidabili, ospitato su un ambiente dedicato e coordinato con il sito principale.
Sito e newsletter sono tra i maggiori risultati che abbiamo raggiunto. Tre milioni e mezzo di accessi Google, una fedeltà del 70%, nuovi flussi di iscrizioni.
Evoluzione e dati saranno illustrati nelle relazioni di Lorella Beretta, la nostra responsabile della comunicazione, e di Federico Parrella, fondatore di 5A Design, uno studio multidisciplinare di Roma che si occupa di strategie di brand, progettazione e sviluppo di prodotti digitali che pur lavorando per grandi realtà come ANSA, ha abbracciato il nostro progetto con quella che credo essere una condivisione ideale.
Li ascolteremo a breve e li voglio qui ringraziare. Come ringrazio Stefano Innocenti ed Elisabetta Rubini – entrambi memoria storica e colonne portanti di Libertà e Giustizia – per essere stati un costante supporto in questi tre anni. Ringrazio Maria Paola Patuelli per aver accettato il ruolo di coordinatrice dei Circoli, il Consiglio di Presidenza, che forma uno splendido collettivo di idee e temperamenti, chi ha contribuito, nei Circoli, a tenere vivo lo spirito di Libertà e Giustizia, e tutti i soci, vecchi e nuovi, che sono l’anima dell’associazione“.1
Rinnovo della Presidenza e approvazione dei componenti del Consiglio di Presidenza indicati dalla Presidente
L’Assemblea dei Soci vota all’unanimità il rinnovo del mandato a Presidente dell’Associazione per i prossimi tre anni a Daniela Padoan e approva il Consiglio di Presidenza da lei indicato e così composto:
Emilio De Capitani, Roberta De Monticelli, Stefano Innocenti, Francesco Pallante, Maria Paola Patuelli, Paola Regina, Elisabetta Rubini, Nadia Urbinati.
Illustrazione di alcune proposte sull’organizzazione di LeG
Elisabetta Rubini dà la parola a Maria Paola Patuelli, membro del Consiglio di Presidenza e Coordinatrice dei Circoli LeG.
“Per prima cosa, ringrazio Daniela Padoan per la fiducia. Cercherò di dare una mano, e lo farò volentieri, nonostante gli anni non più verdi e gli altri impegni associativi, locali e nazionali.
A proposito, intendo inviare un saluto molto grato a Sandra Bonsanti, alla quale debbo le mie esperienze nazionali, iniziate con Salviamo la Costituzione, a partire dal 2005, nella campagna referendaria da lei condotta con Oscar Luigi Scalfaro. Una grande vittoria, quella del 2006, come la nostra ultima, due mesi fa. Dove, ancora una volta, Libertà e Giustizia è stata, con Daniela Padoan, in prima linea.
Coordinare i Circoli vorrà dire, soprattutto, avere cura nel tenere, possibilmente con continuità, relazioni personali con i coordinatori dei circoli. Due sono i propositi ravvicinati:
1) Verificare quanti sono i circoli ancora vivi e attivi, rispetto all’ elenco che Stefano Innocenti mi ha fornito, aggiornato al 2023.
2) Riconsiderare il Regolamento che regola, appunto, la vita dei Circoli, steso molti anni fa. Per valutare come aggiornarlo, e, se necessario, migliorarlo, visto che il tempo che stiamo vivendo è assai diverso da quello dei primi anni di LeG.
A questo proposito propongo di attivare un gruppo di lavoro così composto: Ottorino Cappelli, Stefano Innocenti, Maria Paola Patuelli, Elisabetta Rubini, Carlo Sorgi.
Concludo con un mio piccolo “elogio della imperfezione”. La perfezione non esiste. L’importante è procedere con attenzione e rispetto, che è esattamente il contrario dello spirito del tempo. Uno spirito al quale Libertà e Giustizia quotidianamente si oppone.”
La Comunicazione di LeG
Il punto all’OdG relativo alla Comunicazione di LeG viene svolto, spiega Elisabetta Rubini nell’introdurre il tema, da due relazioni: una per illustrare i risultati raggiunti, l’altra per esporre qual è il modus operandi di LeG che ne ha permesso il raggiungimento.
Interviene in videoconferenza, quale gradito ospite, Federico Parrella – Designer, docente e fondatore di 5A Design, studio indipendente che progetta brand ed esperienze sistemiche con impatto misurabile su business e persone. 5A Design cura la presenza digitale di Libertà e Giustizia dal 2024
“Parlare di un sito web a un’assemblea di soci significa, prima di tutto, scegliere quali numeri contano davvero e perché. I dati che seguono non sono un report tecnico: sono una fotografia di come Libertà e Giustizia è presente online, di chi ci legge, di come ci trova e di che cosa cerca.
Il contesto che nessuno può ignorare
Prima di leggere i numeri del nostro sito, vale la pena capire il mercato dentro cui si muovono. Il 2025 è stato l’anno in cui l’intelligenza artificiale ha cominciato a rispondere direttamente alle domande degli utenti, senza più rimandare ai siti di informazione. Il risultato è visibile nei dati: secondo l’analisi della società Chartbeat su oltre 2.500 siti di notizie, il traffico proveniente da Google è calato del 33% tra novembre 2024 e novembre 2025. I venti maggiori editori italiani hanno perso in media il 6% dei propri lettori, con le pagine lette in calo del 14% solo nel mese di dicembre. Le previsioni per i prossimi tre anni parlano di un ulteriore calo del 43%.
Parallelamente, il traffico generato dai social media si è contratto in modo significativo: Facebook ha perso il 43% del traffico che inviava ai siti di notizie negli ultimi tre anni, X (già Twitter) il 46%.
Questo è il terreno su cui ci muoviamo. Non lo diciamo per giustificare i numeri, ma per leggerli con la proporzione giusta.
Come è andato il 2025
Nel 2024 il sito di Libertà e Giustizia ha raggiunto 107.000 persone, con 128.600 visite totali. Nel 2025 le persone raggiunte sono state 103.500, le visite 133.400.
In superficie sembra una lieve flessione. In realtà, nel contesto di un mercato che perde il doppio, tenere con un calo del 3% è un risultato solido. Le visite totali sono persino cresciute del 4%.
Il dato più significativo, però, è un altro. I lettori abituali, ovvero le persone che tornano sul sito in modo ricorrente, sono passati da 5.800 nel 2024 a 8.500 nel 2025: quasi il 50% in più. Non abbiamo perso lettori fedeli. Ne abbiamo guadagnati.
Anche la qualità della lettura è cambiata in modo misurabile. Il tempo medio di lettura per visita è cresciuto e le sessioni in cui le persone hanno interagito attivamente con i contenuti sono cresciute del 23%.
Meno dispersione, più profondità. È la tendenza che ci interessa di più.
Come ci trovano
La composizione del traffico racconta qualcosa di importante sul tipo di pubblico che frequenta il sito. Nel 2025, il 48% degli accessi è arrivato in modo diretto: persone che conoscono già Libertà e Giustizia, che cercano il sito senza passare da Google o dai social. Il 41% è arrivato dalla ricerca organica su Google. Solo il 6% dai social media, il 5% da altri siti.
Questa struttura ci ha protetti dalla crisi che ha colpito gli editori dipendenti dalle piattaforme social. Il 90% del nostro traffico viene da fonti solide: lettori intenzionali, non visitatori casuali.
Tre momenti in cui il sito è diventato un punto di riferimento
Tre episodi del periodo 2025–2026 raccontano meglio di qualsiasi media il ruolo che il sito ha saputo svolgere nel dibattito pubblico.
A settembre 2025, quando il governo degli Stati Uniti sanzionava la relatrice speciale dell’ONU per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese, molte persone cercavano spiegazioni in italiano: cosa significavano quelle sanzioni, chi era davvero Albanese, perché la vicenda era rilevante. Il sito di LeG aveva già pubblicato un’analisi. In cinque giorni, quasi 2.000 persone al giorno arrivavano dal motore di ricerca. Il picco ha toccato 1.915 clic in un solo giorno.
A gennaio 2026, con l’insediamento di Trump e le prime notizie sugli agenti ICE e sulle operazioni di controllo dell’immigrazione, la stessa dinamica si è ripetuta. L’articolo «ICE: chi sono i miliziani di Trump» ha attirato 1.802 clic in un singolo giorno, con migliaia di persone che cercavano su Google una spiegazione in italiano a ciò che stava accadendo negli Stati Uniti.
Il momento più significativo è stato però marzo 2026, in corrispondenza del referendum sulla riforma della giustizia. Le query più cercate erano «perché votare no al referendum sulla giustizia» e «referendum giustizia 2026 spiegazione semplice». Libertà e Giustizia compariva tra i primi risultati. Il 22 marzo il sito ha ricevuto 3.443 clic da Google. Il 23 marzo 4.567, in un solo giorno. In quei due giorni il traffico è stato superiore a quello di un intero mese ordinario. Per quegli articoli, eravamo tra le fonti più consultate d’Italia su quel tema.
La newsletter
Dal 23 maggio 2024 pubblichiamo una newsletter settimanale. Oggi la ricevono 9.434 iscritti confermati. Un terzo di loro la apre ogni settimana: il 33,7%, contro una media di settore che si attesta intorno al 24%.
La newsletter dedicata ai dieci motivi per votare no alla riforma Nordio, inviata il 28 febbraio 2026, ha raggiunto il 39,3% di aperture: quasi quattro iscritti su dieci.
Da novembre 2024, quando abbiamo avviato la serie sistematica sul referendum, si sono iscritte alla newsletter 1.207 nuove persone. Una stima interna ipotizzava circa 400 nuovi iscritti: il dato reale è quasi tre volte superiore.
Cosa leggono
I contenuti più visitati nel periodo gennaio 2025–maggio 2026 raccontano chiaramente le priorità editoriali che il pubblico ha premiato.
Due articoli dedicati alla riforma della giustizia e al referendum hanno raggiunto rispettivamente 30.400 – «Libertà e Giustizia. Dieci ragioni per votare No al referendum sulla riforma Nordio», pubblicato il 27 febbraio 2026 – e 24.400 lettori – «Riforma Giustizia: perché no in parole semplici», pubblicato il 7 novembre 2025. Seguono la homepage con 14.200 visite, l’articolo sugli agenti ICE con quasi 7.000 e, al quinto posto, la pagina «Dona o associati» con 4.300 visitatori.
Quest’ultimo dato merita attenzione: chi arriva sul sito attraverso un articolo cerca spesso, subito dopo, come sostenere l’associazione. Il sito non è solo uno strumento di informazione: è un punto d’ingresso verso la comunità di LeG.
Dove siamo su Google
Negli ultimi 12 mesi il sito di Libertà e Giustizia è apparso 3.500.000 volte nei risultati di ricerca di Google, generando 117.000 clic verso le nostre pagine. Chi cerca direttamente «libertà e giustizia» trova il sito tra i primissimi risultati e, in 7 casi su 10, ci clicca sopra.
In un anno in cui la visibilità su Google si riduce strutturalmente per tutti gli editori, mantenere queste posizioni sui temi che ci appartengono è un segnale concreto di riconoscibilità.
Il sito è lo specchio del lavoro dell’associazione. I numeri raccontano che Libertà e Giustizia è presente, è cercata, è letta. Grazie a chi, in questi mesi, ha condiviso i nostri articoli, si è iscritto alla newsletter, ha segnalato un contenuto a chi non ci conosceva ancora”.2
Elisabetta Rubini introduce quindi Lorella Beretta – giornalista freelance e scrittrice. È responsabile della comunicazione di Libertà e Giustizia. Dal 1994 al 2012 è stata redattrice e conduttrice a Radio Popolare. È autrice del libro “La luna al suo comando, storia di Felice Magliano Internato Militare Italiano”, (2025, Castelvecchi editore, collana Papaveri Rossi) con prefazione di Liliana Segre e nota introduttiva di Gianfranco Pagliarulo.
“Per imbastire una riflessione a partire dai dati positivi, elaborati dall’agenzia 5A Design, che riguardano il sito e la newsletter di Libertà e Giustizia, ho chiesto a Google di definire il profilo dell’informazione e della comunicazione oggi. La prima risposta è stata la sintesi generata dall’Intelligenza artificiale, una sintesi estrema di miliardi di pagine che consente a chi si muove su internet di non fare nemmeno lo sforzo di cliccare su un link – dicono i dati che il 60% delle ricerche non genera click in uscita – ma di avere tutto qui e ora, in poche righe, già elaborato nella forma e nei contenuti. La risposta risultata è succinta quanto precisa: «La comunicazione oggi è istantanea, digitale e pervasiva, dominata dall’uso di smartphone, social media e intelligenza artificiale». Firmato, ovviamente, Intelligenza Artificiale.
Chiarezza e fiducia
Il nostro sito e la nostra newsletter, sin dal suo primo numero del 23 maggio 2023, sono proprio l’esatto contrario di questa definizione. Non siamo istantanei ma ci diamo il tempo della riflessione, a volte del confronto allargato, della verifica e della correzione; non siamo pervasivi perché non spingiamo su sponsorizzazioni né su banner sul nostro o su altri siti; non siamo dominati dalle tecnologie, non dai social media (che non a caso, come si legge nella relazione di Federico Parrella, hanno rappresentato per i siti di informazione più un freno che un volano) né tantomeno dall’AI, che usiamo per costruire immagini a tema, quando non abbiamo foto specifiche, non certo per verificare fatti o per scrivere i testi. Siamo ostinatamente cerebrali e manuali.
Sempre i dati di 5A Design ci dicono che siamo però credibili, una qualità sempre meno rilevata nel pubblico: solo il 34% degli italiani dichiara di fidarsi dei principali media tradizionali, quasi il 60% non li considera fonte di aggiornamento sui fatti. Dati Censis 2025. «L’informazione è vista come “condizionata” dal 31,5% degli intervistati, “inattendibile” dal 21,7%, “polarizzata” dal 17,5% e troppo ideologica dal 16,8%», riporta l’Ordine dei Giornalisti.
Il sito e la newsletter di Libertà e Giustizia non sono testate giornalistiche improntate sulle news ma osservano i fatti e ospitano sguardi e letture, strumenti di stimolo e di comprensione; sono luoghi di confronto di una comunità sempre più ampia e sempre più aperta a contributi che sollevino domande, innanzitutto. Con la consapevolezza che, come Primo Levi invitava gli scrittori a fare, «dobbiamo rispondere di quanto scriviamo, parola per parola, e far sì che ogni parola vada a segno». Levi invitava alla chiarezza come dovere etico, definendo l’oscurità verbale, e la cattiva comunicazione, un «artificio repressivo». [Dello scrivere oscuro, La Stampa, 11 dicembre 1976, poi nella raccolta L’altrui mestiere, Einaudi 1985]
Come dice il dice il rapporto Future Newsrooms Study 2026, «vince chi costruisce fiducia nel tempo, chi crea reti di lettori attorno a temi precisi, chi è riconoscibile come persona prima che come testata».
In una fase di contrazione dei siti di informazione, i nostri lettori sono aumentati e si sono consolidati. Il coinvolgimento del pubblico è la priorità numero uno per tre quarti delle redazioni giornalistiche del mondo, dice sempre quello studio, «ma solo il 21% di quelle redazioni parte da un bisogno reale del proprio lettore per scegliere cosa raccontare, mentre tutti gli altri partono dalla destinazione del contenuto – il sito, il giornale, la TV, prima il canale poi forse il lettore», spiega Gigio Rancilio, giornalista esperto di comunicazione digitale. I dati ci dicono che questo dialogo con i nostri lettori è vivo e solido.
La newsletter
Oltre ai lettori abituali, sono cresciuti anche gli iscritti alla newsletter, con quella cifra rilevante di oltre 1.200 persone che si sono registrate con i propri account da novembre 2025, quando cioè abbiamo iniziato a dare uno spazio definito e fisso, ogni settimana, al referendum sulla giustizia e alle ragioni del nostro No. Una presa di posizione netta e chiara, approfondita e argomentata da tutti i punti di vista di settimana in settimana. Uno spazio che ha raccolto anzitempo i dubbi e le domande dei cittadini\elettori, l’interesse palpabile tra le persone, prima ancora che partisse la campagna referendaria ufficiale e tutta la macchina mediatica. Anche mentre i talk show e i giornali dedicavano molto spazio allo scontro tra parti, aumentava in modo significativo il numero delle persone che consultavano le nostre pagine: i primi articoli per volume di lettori sono stati due testi dedicati alla riforma della giustizia e al referendum che hanno raggiunto rispettivamente 30.400 – «Libertà e Giustizia. Dieci ragioni per votare No al referendum sulla riforma Nordio», pubblicato il 27 febbraio 2026 – e 24.400 lettori – «Riforma Giustizia: perché no in parole semplici», pubblicato il 7 novembre 2025.
Per il rapporto Censis, 7 italiani su 10 si informano con video brevi e invece i tempi di lettura registrati sui nostri articoli sono aumentati.
Dopo un paio di sperimentazioni in altri giorni della settimana, abbiamo stabilito l’invio della newsletter nella prima mattina di ogni sabato, favorendo uno spazio alla lettura nel week end. Ma sempre di più il sito viene aggiornato con nuovi contributi anche durante la settimana, creando così un circolo virtuoso tra sito e newsletter che si rafforzano a vicenda. Abbiamo introdotto alcune nuove etichette (o hashtag) per marcare l’attenzione su temi specifici – come America Watch, un osservatorio sulle elezioni di metà mandato che si terranno negli Stati Uniti il 3 novembre 2026 – o per indicare i contributi di sguardi giovani, under 30. Non solo i lettori, gli accessi, gli iscritti sono aumentati, ma anche il numero di collaboratori, di produttori di contenuti, marcando sempre più un altro elemento portante del lavoro editoriale impostato in questi due anni: il lavoro corale. Come ha scritto Federico Parrella nell’ultima slide della sua presentazione, «il sito e la newsletter sono lo specchio digitale del lavoro dell’associazione. I numeri raccontano che Libertà e Giustizia è presente, è cercata, è letta». Dunque, grazie”.3
Nel pomeriggio si procede con le relazioni di natura Politica, i cui testi verranno pubblicati sul sito LeG, relazioni svolte da:
Nadia Urbinati, Francesco Pallante, Mauro Volpi4, Ottorino Cappelli, Emilio de Capitani.
L’Assemblea si conclude alle 16.30
La Presidente dell’Assemblea:
Elisabetta Rubini
La Presidente di Libertà e Giustizia:
Daniela Padoan
- https://www.libertaegiustizia.it/2026/09/04/liberta-e-giustizia-un-impegno-per-la-costituzione-e-lo-stato-di-diritto/ ↩︎
- https://www.libertaegiustizia.it/2026/06/11/presenza-digitale-2025-2026-i-numeri-presentati-allassemblea-nazionale/ ↩︎
- https://www.libertaegiustizia.it/2026/06/11/chiarezza-e-affidabilita-limportanza-della-parola-detta/ ↩︎
- https://www.libertaegiustizia.it/2026/06/05/melonellum-una-legge-pessima-da-respingere/ ↩︎

