Più tasse sulla ricchezza e sulle seconde case; abitazioni e supermercati comunali per i poveri; servizi per l’infanzia per tutti: Mamdani prosegue la realizzazione del programma elettorale a favore dei lavoratori e delle fasce più fragili della popolazione.

«Centodue giorni fa eravamo insieme sui gradini del municipio, mentre cercavamo di resistere al freddo pungente. Centodue giorni fa eravamo insieme all’alba di una nuova era. Il mondo osservava, chiedendosi se il cambiamento potesse davvero arrivare. […] C’erano degli scettici allora, così come ce ne sono oggi. […] Dopo anni di promesse disattese, nessuno in questa città poteva essere biasimato per il fatto di dubitare che il governo avesse la capacità o l’ambizione di rovesciare lo status quo. Eppure, come dissi in quel gelido pomeriggio di gennaio a più di otto milioni e mezzo di newyorkesi, non ci scuseremo per ciò in cui crediamo. Sono stato eletto come socialista democratico e governerò come socialista democratico

Così il 13 aprile scorso ha esordito Zohran Mamdani nel discorso tenuto in occasione della celebrazione dei primi 100 giorni del suo governo. Un intervento i cui punti cardine sono stati il socialismo – con particolare riferimento, come vedremo, al cosiddetto «sewer socialism» (socialismo delle fogne) dell’inizio del secolo scorso – e la verifica dei risultati ottenuti finora sulla base delle promesse elettorali. 

Dati alla mano il bilancio è più che positivo grazie sia a Mamdani sia all’efficienza e competenza delle persone di cui è circondato. Dal canto suo, Zohran ha continuato a intrattenere con i suoi elettori rapporti costanti, girando per New York a piedi e sui mezzi pubblici, tenendo riunioni coi cittadini nei loro quartieri, andando a verificare di persona le situazioni critiche, nonché continuando a utilizzare quella strategia comunicativa mediatica usata in campagna elettorale. 

​​Coerentemente con la grammatica geografica a cui Mamdani ci ha abituati, l’evento dei 100 giorni si è svolto lontano dalle sedi tradizionali del potere, bensì in un luogo, il Knockdown Center nel Queens, che per atmosfera, frequentazione e uso dello spazio richiama i centri sociali europei. La scelta di una ex fabbrica riconvertita e resa viva da una forte dimensione culturale e comunitaria non è stata solo scenografica, ma simbolica, proprio come lo era stata la stazione dismessa della metropolitana dove tenne il primo dei due giuramenti da sindaco poco dopo la mezzanotte del 31 dicembre scorso. Scegliendo il Knockdown Center Mamdani ha ribadito la volontà di attuare un’azione politica più vicina alle necessità di tutti i suoi cittadini. E di fatto quel luogo era stracolmo di migliaia di persone comuni, in rappresentanza dei milioni di lavoratori senza i quali New York non sarebbe New York, la città che non dorme mai e il cuore pulsante simbolico del mondo contemporaneo. Ed è proprio per questo che ha anche voluto precisare che «New York City non tollererà più lo sfruttamento come  logica di business». Non uno slogan, ma la chiave ideologica della sua amministrazione.

Le politiche della casa e dei servizi all’infanzia, per tutti

In questa tensione tra linguaggio e istituzioni politiche ed economiche, il resoconto dei primi cento giorni di Mamdani si è tenuto lontano da una retorica trionfale ma priva di verifiche, per quanto non abbia lesinato enfasi ed entusiasmo ad ogni dichiarazione che attestava i dati sia dei provvedimenti portati a termine, sia di quelli in corso.
Tra gli interventi del primo tipo ci sono gli innumerevoli lavori di riqualificazione stradale, comprese le proverbiali buche della metropoli e le emergenze causate dalle eccezionali nevicate di quest’inverno; le restituzioni salariali di cui Uber e altre piattaforme di gig work avevano impropriamente privato i lavoratori; i provvedimenti presi contro sistemi di abbonamento e rinnovi automatici scattati in modo truffaldino; le prime sanzioni comminate ai proprietari immobiliari che non rispettano le regole. Quest’ultimo provvedimento per esempio è parte di uno di quei progetti strutturali molto ampi che riguardano la politica dell’abitare in generale – compresi gli affitti calmierati e la costruzione di nuove case. Per quanto lunga e complicata, la traiettoria sulla  affordability abitativa è partita a ritmo sostenuto. Ne sono un esempio i continui rental rip-off hearings, ossia le audizioni pubbliche in cui inquilini, associazioni e autorità discutono e documentano pratiche abusive negli affitti, spese gonfiate ingiustificate, costi nascosti o condizioni di vita non adeguate, con l’obiettivo di raccogliere prove e avviare interventi o sanzioni.

Un’altra delle macro promesse a lungo termine della campagna elettorale riguarda l’assistenza all’infanzia in età prescolare, il cosiddetto pre-k. Val forse la pena soffermarsi su questo tema sia per la sua importanza, sia per le dinamiche di relazione tra l’amministrazione comunale e quella statale, del cui supporto finanziario Mamdani ha assolutamente bisogno. L’ambito scolastico, così come quello della politica abitativa sostenibile, richiedono infatti ingenti interventi statali e il tema delle relazioni tra le due amministrazioni ha già generato alcune polemiche.

Se uno dei provvedimenti in ambito infantile riguarda l’estensione dell’orario di apertura della scuola materna per facilitare i genitori che lavorano, quello veramente innovativo e rivoluzionario riguarda  l’introduzione di  un progetto pilota per i bambini di due anni che dovrà essere portato a copertura universale quanto prima. Avviato in collaborazione con la governatrice Kathy Hochul a garanzia della copertura finanziaria, il pre-K per i bambini di due anni è un’importantissima estensione dell’offerta cittadina, in quanto riguarda una fascia finora senza alcuna copertura pubblica, ma è affidato totalmente a strutture private, con costi molto elevati anche per il rapporto basso tra bambini e insegnanti che quell’età richiede. L’obiettivo di Mamdani è di arrivare, nell’arco dei cinque anni di amministrazione, a una copertura universale di tutta l’assistenza prescolare a partire dai sei mesi di età. La sua attuazione dipende in larga parte dal rapporto con la governatrice Hochul, centrista-moderata, ma con la quale il sindaco tiene buone relazioni in chiave strategica, puntando anche alla « tassazione dei ricchi» che si è finora rifiutata di concedere. Una tassa che gioverebbe molto ad altri macro-interventi: gratuità del trasporto pubblico, apertura dei supermercati gestiti dal Comune per garantire i cibi essenziali e di qualità ai più poveri, prevenendo così anche le malattie legate all’economico junk food.

I supermercati comunali: tutela della salute e lotta alla povertà

A questo proposito, Mamdani ha annunciato che i primi due supermercati apriranno l’anno prossimo. Uno sarà a  East Harlem, dove si sta già costruendo l’edificio su un terreno del Comune, mentre l’altro «sarà a La Marqueta nel Barrio. Lo stesso mercato che Fiorello La Guardia aprì nel 1936, in modo che  la classe lavoratrice potesse risparmiare su frutta e verdura. Noi seguiremo la sua eredità. Non vedo l’ora di iniziare la competizione. Che vinca il supermercato più conveniente!»

Il riferimento a Fiorello La Guardia, onorato anche in un toccante video rilasciato a poche ore dalle  elezioni di novembre, non poteva mancare neanche in questo contesto, dato che sindaco italo-americano che governò New York negli anni del New Deal di Franklin Delano Roosevelt, è sempre stato un punto di riferimento imprescindibile per Mamdani. In questo caso Zohran si è spinto ancora più indietro nel tempo omaggiando la tradizione del cosiddetto Sewer Socialism – nato alla fine dell’800 e sopravvissuto fino agli anni 1940 – e i sindaci Emil Seidel e Daniel Webster Hoan che ne furono i massimi interpreti a Milwaukee nel Wisconsin. Elogiando una politica che venne derisoriamente definita  “socialismo delle fogne” in quanto  l’azione  municipale  era  focalizzata su infrastrutture invisibili ma fondamentali, tra cui appunto le fognature, Mamdani ha precisato l’importanza di misurarsi non solo sui macro temi, ma anche sulla capacità di far funzionare la città nella sua dimensione più materiale e quotidiana, rendendo efficienti e pubblici i servizi di base che incidono direttamente sulla vita delle persone. «Questo è il nostro socialismo», ha affermato, «se non riesci a risolvere il problema più piccolo nella vita delle persone, perché mai dovrebbero fidarsi di te per risolvere quello più grande?».

La politica delle buche come il socialismo delle fogne

Ed ecco allora che prendendo spunto dalla riparazione delle oltre 102.00 buche stradali in ogni angolo di New York – Mamdani ha contribuito con tanto di vanga ai lavori della centomillesima buca – il sindaco ha creato il neologismo pothole politics che, proprio come  sewer socialism, assume il significato simbolico di una politica governativa radicata nei bisogni concreti, visibili e immediatamente verificabili dei cittadini.

Ma c’è anche un altro sindaco che Mamdani ha voluto celebrare: un giovane democratic socialist che dal 1981 al 1989 guidò la città di Burlington, nel Vermont, applicando una politica simile a quella del sewer socialism. Oggi ultraottantenne, l’ex sindaco Bernie Sanders è stato per Zohran una figura guida fin da prima di candidarsi come deputato al Congresso Statale di Albany nel 2019. Bernie dal canto suo ha accompagnato zohran passo dopo passo nella suo percorso verso la carica di sindaco, sostenendolo con una presenza costante e carismatica, che si è fisicamente rinnovata anche nei primi cento giorni, quando i due hanno partecipato insieme allo lo sciopero degli infermieri a New York. Nel suo discorso al  Knockdown Center il trentaquattrenne sindaco di New York, finora l’erede più affine a Bernie per carisma e appartenenza  politica, si è rammaricato che il senatore non potesse essere alla festa: 

«E anche se il senatore Bernie Sanders non è potuto essere qui questa sera… »
Buio.
Musica.
Poi, a luci riaccese, Sanders è apparso in sala, accolto come di consueto da interminabili  ovazioni e cori di «Bernie Bernie Bernie».

«Sono stato su palchi con centinaia e centinaia di sindaci e ogni tipo di funzionari pubblici. Questa è la prima volta che vengo presentato da qualcuno che parla con orgoglio di socialismo democratico. Ed è una sensazione bellissima», ha detto.

Per concludere rimandiamo a un prossimo articolo i molti altri temi di cui Zohran Mamdani si è occupato in questi mesi. Temi relativi a sicurezza, polizia, sistema carcerario, politiche di prevenzione della criminalità, istituzione dell’Ufficio per la sicurezza pubblica ed altro ancora, per i quali Mamdani si è avvalso delle consulenze del prof Alex Vitale, autore del libro The end of policing.

Elisabetta Raimondi, già professoressa di inglese e drammaturga, ha iniziato a seguire per Vorrei.org la campagna di Bernie Sanders nel 2016.
Collabora con Jacobin Italia e Fata Morgana Web.

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