La Via Maestra e la strada da fare: il convegno di Libertà e Giustizia

14 Mar 2024

Lorella Beretta Responsabile Comunicazione Libertà e Giustizia

Il 12 marzo 2024 si è svolto a Milano, a Palazzo Reale, il convegno Costituzione, libertà e giustizia – Vent’anni di battaglie, fino alla “madre di tutte le riforme”.
Una celebrazione ma soprattutto un confronto dentro e fuori l’associazione per quella Via Maestra da percorrere in questi pericolosi tempi di nuovi tentativi di cambiare la Costituzione.

«Resistenti, non resilienti!» Nel lanciare lo slogan di una mobilitazione necessaria, Gustavo Zagrebelsky, presidente onorario di Libertà e Giustizia, sprona l’associazione, e tutta la società civile, a ripartire dalla gremita sala del terzo piano di Palazzo Reale di Milano dove martedì 12 marzo si è tenuto il convegno Costituzione, libertà e giustizia – vent’anni di battaglie fino alla “madre di tutte le riforme”

Posti a sedere occupati e persone in piedi, trecento persone, trecento castori, ha precisato il professore citando il proprio “bestiario costituzionale” che divide gli italiani in tarli e castori, questi ultimi chiamati a farsi difensori della Costituzione. 

Al tavolo, con la presidente di Libertà e Giustizia Daniela Padoan, Gustavo Zagrebelsky e Sandra Bonsanti, presidente emerita di LeG, hanno preso posto Nadia Urbinati ed Elisabetta Rubini, del Consiglio di presidenza dell’associazione. E poi, moderati da Massimo Giannini, i compagni di strada di sempre: di quella Via Maestra da percorrere ancora insieme, a partire dalla Cgil, con il segretario generale Maurizio Landini, e dall’Anpi, con il presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo.
Sono intervenuti nella densa mattinata di analisi e confronto, Francesco Pallante, Gad Lerner, Armando Spataro. Assenti fisicamente, ma presenti per i pensieri e i propositi condivisi, Raffaella Bolini, Arci, e don Virginio Colmegna, Casa della Carità. A portare i saluti del Comune di Milano e ad augurare un partecipe buon lavoro ai presenti, il consigliere comunale Carlo Monguzzi, che non ha mancato di rilevare come una sala così piena e attenta sia ormai un evento straordinario, al quale guardare con attenzione. 

Il video integrale del convegno

Il convegno è stato ben più di un momento di celebrazione dei vent’anni, per essere precisi 22, di Libertà e Giustizia. Una lunga storia ripercorsa, guardando al futuro, da Elisabetta Rubini: i Circoli, linfa vitale di LeG; le Scuole di politica, ora ripartite con le lezioni sull’Unione europea strutturate da Emilio De Capitani e Paola Regina; le battaglie contro le “riforme” Berlusconi e Renzi – ma anche una strada da percorrere, ancora, insieme. Insieme come società civile, quella fissata da Paul Ginsborg il 2 giugno 2019, quando era presidente di Libertà e Giustizia, in pochi e chiari punti: «La società civile italiana è connotata da plurime ambizioni; difendere e applicare la Costituzione, incoraggiare la diffusione del potere anziché la sua concentrazione, considerare il cambiamento climatico come emergenza globale, usare mezzi pacifici anziché violenti, lavorare per l’uguaglianza sociale e di genere, promuovere la tolleranza e l’inclusione, stimolare il dibattito». 

Quella del 12 marzo è stata l’occasione di rimettere allo stesso tavolo alcuni dei soggetti – sigle, singoli, pensatori – di questa società civile e di questo percorso della Via Maestra.

Riprendiamo il cammino con le più di 200 associazioni con cui abbiamo dato vita alla piattaforma nazionale chiamata La via maestra

Daniela Padoan Presidente Libertà e Giustizia

Ha esordito così Daniela Padoan nel suo intervento di apertura dei lavori: «Riprendiamo il cammino con le più di 200 associazioni con cui abbiamo dato vita alla piattaforma nazionale chiamata La via maestra».

Un nome che riprende lo storico manifesto promosso nel 2013 da Gustavo Zagrebelsky, don Luigi Ciotti, Lorenza Carlassare, Maurizio Landini, Stefano Rodotà, che seppe dar vita a una grande mobilitazione popolare. Nel 1955 – ha proseguito Padoan – Piero Calamandrei scriveva: “Oggi, di fronte alla Costituzione, i conservatori sono i veri sovversivi”. Si riferiva alla maggioranza, che lasciava sostanzialmente inattuata la Costituzione, dopo sette anni dalla sua entrata in vigore. E si riferiva alla retorica rivoluzionaria che aveva caratterizzato il fascismo. C’è una Via Maestra che non è stata presa, che questo Paese non ha saputo prendere negli anni, ed è quella della Costituzione: della sua realizzazione e della sua applicazione. Per questo ci troviamo, oggi, con l’ennesimo governo che tenta di svuotarla, in una strettoia ancora più pericolosa»

Per Nadia Urbinati, politologa, ci troviamo in una fase nuova: «Con questa proposta di riforma non siamo di fronte al tentativo di rendere possibile una maggioranza stabile ma ad un’interpretazione di democrazia problematica che chiamerei una autocrazia elettiva: è una democrazia che si trasforma in un momento elettorale, con una società civile anestetizzata e i governi che si succedono uno dietro l’altra senza un’opposizione forte». 

Un rafforzamento del potere esecutivo che stravolgerebbe ulteriormente “l’attuale squilibrio”, come lo ha definito Francesco Pallante, professore ordinario di Diritto costituzionale, che ha puntato l’indice su un aspetto in particolare dell’idea di premierato: «Si lega il momento costitutivo del Parlamento a quello del governo, in modo tale che il “capo” trascina con sé l’elezione parlamentare: quella del Parlamento, che ci rappresenta tutti, diventa una sorta di elezione indiretta in cui non ha peso realmente il voto dei cittadini bensì ha peso la scelta del capo».

Oggi è una rinascita, grazie a coloro che hanno partecipato all’incontro

Gustavo Zagrebelsky Presidente onorario Libertà e Giustizia

«Abbiamo molto da fare», è stata la conclusione di Daniela Padoan «sia per la difesa sia per la piena attuazione della nostra Costituzione repubblicana e antifascista, un vero programma politico ancora oggi disapplicato». È quanto ha messo in luce Gustavo Zagrebelsky, con un intervento che ha toccato i temi della formazione, dei giovani, del diritto alla felicità, ma anche della “vita nuova” di Libertà e Giustizia «[…] perché pensavo che sarebbe stato opportuno fare una grande iniziativa di memoria storica dell’associazione, quasi come la celebrazione di un funerale, e invece oggi è una rinascita, grazie a coloro che hanno partecipato all’incontro, alla nostra presidente Padoan che ha preso in mano un organismo che aspettava di essere rianimato, a chi qui rappresenta la continuità, come Sandra». Il Professore ha poi chiuso proponendo la stesura di un “documento riepilogativo di rilancio”: un compito a casa che è un impegno per tutti. 

Le foto del convegno

Il servizio di Radiopopolare nel gr del 13 marzo 2024

Il servizio di Michele Migone nel GR di Radiopopolare, media partner del convegno

Il servizio di Radiopopolare nella trasmissione domenicale “Va’ pensiero”

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