“Giustizia per gli esclusi” – 04.12.18 – LeG Bari

26 Mar 2019

Provare a descrivere l’incontro “Giustizia per gli esclusi” tenutosi all’Ateneo barese, significa toccare con mano il concetto della filosofia africana noto come In the spirit of ubuntu: il senso profondo dell’essere umani attraverso l’umanità degli altri.

Questo concetto è forse quello che può descrivere al meglio l’impegno sociale del Prof. Giuseppe Tucci. Egli, come uomo, scienziato ed avvocato è stato brillante interprete della funzione socialmente rilevante dell’avvocatura: garantire il riconoscimento dei diritti fondamentali delle persone, quei diritti cioè costituzionalmente garantiti.

Ugualmente come uomo, aveva perfettamente interpretato il bisogno di dare concreta attuazione al principio fondamentale della Carta Costituzionale: la solidarietà.

La nostra costituzione non è insensibile!

Nell’art. 41, nel delineare gli assetti economici della società, la Costituzione disciplina l’iniziativa economica che pur essendo libera non può non essere solidale, non può essere contraria alla dignità umana!

Il libero mercato deve necessariamente essere contenuto in quelle regole necessarie per consentire a tutti la possibilità di dare il proprio contributo attraverso la libera scelta professionale nell’alveo ben preciso, inderogabile ed improcrastinabile che i più deboli non devono essere gli ultimi.

Giustizia per gli esclusi ha affrontato il tema della dignità umana calpestata in mille modi, dell’emarginazione delle categorie più deboli, perché queste non siano destinate a rimanere ai margini della società se tutti noi saremo capaci di uniformare la disciplina che regola i rapporti sociali ed economici verso la solidarietà, così come indicato dai Padri costituenti.

Come negare l’esistenza di nuove schiavitù, fenomeno che si credeva un ormai lontano ricordo di epoche lontane?

Proprio questo aspetto è stato oggetto dell’analisi storica e sociologica affrontato nell’opera “Nuove schiavitù e fede religiosa”.

Le nuove schiavitù che assumono l’aspetto del caporalato, del precariato, della tratta degli esseri umani, dell’abbandono sociale di larghe fasce della popolazione alimentata dalla globalizzazione dei mercati.

Quali sono le origini economico-sociali, quali i possibili scenari futuri, quali le possibili azioni per affrontare questi drammi sociali?

In quest’ottica si sono sviluppati gli interventi dei relatori intervenuti all’incontro, che hanno illustrato le origini storiche delle schiavitù, le loro moderne forme di attuazione, la loro radicalizzazione sul territorio ed il ruolo delle formazioni sociali, la Chiesa in prima linea, nell’affrontare questa immane crisi sociale ed umanitaria.

Nel ringraziare i relatori, amici di Giuseppe Tucci, è possibile affermare con innegabile certezza che, tra i tanti insegnamenti che il Prof. Giuseppe Tucci ha trasmesso, vi è senza dubbio quello “che nulla è impossibile”, e come era suo solito fare, ha dimostrato le sue teorie partendo dal caso concreto: se stesso.

(*) Socia di Libertà e Giustizia-circolo di Bari

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