Una riforma della Giustizia che non risolve i veri problemi della Giustizia

Vota NO al referendum sulla riforma Nordio

Il 22 e 23 marzo 2026 siamo chiamati a esprimerci su una legge costituzionale che mira a colpire l’indipendenza della magistratura, senza affrontare nessuno dei problemi del “sistema giustizia” che gravano sui cittadini.

GLI AUGURI DEL PRESIDENTE DI LEG ALBERTO VANNUCCI

24 Dicembre 2015

L’anno che si conclude è stato per la nostra associazione di particolarissimo rilievo: nell’alveo di un percorso segnato da tempo, del quale andiamo fieri, stiamo sperimentando e consolidando un’operatività basata esclusivamente sul volontariato dei soci e un modo di essere presenti nello scenario politico e sociale che si fonda con vigore sul ruolo e sul contributo, in termini di proposte e di azioni, della rete dei nostri circoli.

Care Socie e Soci, Amiche e Amici di Libertà e Giustizia,

sono lieto di rivolgere a tutti voi, a nome mio e dell’intero Consiglio di Presidenza, un augurio di buone feste inteso come auspicio di serenità personale e familiare e al tempo stesso di rinnovato impegno nella responsabilità condivisa.

L’anno che si conclude è stato per la nostra associazione di particolarissimo rilievo: nell’alveo di un percorso segnato da tempo, del quale andiamo fieri, stiamo sperimentando e consolidando un’operatività basata esclusivamente sul volontariato dei soci e un modo di essere presenti nello scenario politico e sociale che si fonda con vigore sul ruolo  e sul contributo, in termini di proposte e di azioni, della rete dei nostri circoli.

In questa direzione vogliamo procedere e crescere: Libertà e Giustizia continuerà a sviluppare le molteplici attività e i progetti di formazione civile già avviati nella società, nelle scuole, nelle istituzioni, a tutela dei beni comuni, nella difesa di una democrazia ferita e dei valori fondamentali della Carta Costituzionale e a proporsi ai cittadini come laboratorio di idee e incubatore di capitale sociale.

Il nostro impegno, paziente e perseverante, sarà sempre dalla parte dei più deboli e di chi non ha voce.

Come scrive il nostro Presidente onorario Gustavo Zagrebelsky: “dobbiamo accontentarci, nel tempo che viviamo, del rifiuto dell’ingiustizia radicale. Sarebbe già una rivoluzione”.

Possa allora l’anno nuovo vederci con convinzione partecipi  alla realizzazione di questa rivoluzione di valori necessaria e urgente .

Alberto Vannucci

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