La Cricca e quelle coincidenza sospetta sulle date

20 Mag 2010

Molti punti oscuri sui lavori realizzati da Anemone per ristrutturare edifici istituzionali. Da due anni le interrogazioni sul tema sono ignorate. Ma a leggere le carte, si scopre che tutto accade mentre al governo c’è sempre Berlusconi e al Viminale Scajola

Un altro aspetto, meno noto ma ugualmente grave, dello scandalo della cricca che faceva capo al costruttore Diego Anemone, appena scarcerato ma sempre in libertà vigilata, e al direttore generale dei Lavori pubblici Angelo Balducci, che invece resta ancora in carcere, attende da due anni esatti un chiarimento da parte del presidente del Consiglio in persona, Silvio Berlusconi. In pratica: sarebbe opportuno sapere se, come e quando il gruppo Anemone (consociate e subappaltatori compresi) era in possesso del Nosc, il famoso nulla osta sicurezza complessiva, senza il quale non si possono gestire appalti pubblici in edifici destinati a compiti istituzionali o comunque protetti dal segreto o da apparati appunto di sicurezza.

Già il 27 maggio 2008 il deputato del Pd Antonio Rugghia aveva sollevato la questione in una interrogazione bellamente ignorata dal Cavaliere. Ora Rugghia torna alla carica con un’altra interrogazione, questa volta molto documentata: date, luoghi d’intervento, cifre degli appalti. Dodici esattamente, almeno quelli a conoscenza del deputato democratico che sottolinea come l’inosservanza delle disposizioni (emanate dalla stessa presidenza del Consiglio e la cui esecuzione è affidata agli organi di intelligence) possa comportare danni all’economia, alla difesa e alla sicurezza dello Stato oltre che al patrimonio di tecnologie destinate a garantire l’inviolabilità. E veniamo agli appalti affidati ad Anemone tra il 2002 e il 2009.

– ristrutturazione degli ambienti destinati alla Sala Situazioni, all’area di crisi, agli uffici e all’archivio del ministero dell’Interno; valore dell’appalto: 2 milioni e 494mila euro; 19 settembre 2002;

– adeguamento dei locali sala stampa, sala conferenze e locali limitrofi di Palazzo Chigi, committente la presidenza del Consiglio; valore: 3 milioni e 102mila euro; 13 novembre 2002;

– sistemazione, ristrutturazione, riqualificazione della sala conferenze della palazzina Trevi e della palazzina della direzione dell’Istituto superiore della polizia; valore 999mila euro; 13 novembre 2002;

– ristrutturazione, adeguamento funzionale e finitura dell’edificio demaniale di Villa Madama in uso al cerimoniale diplomatico della presidenza del Consiglio; valore 776mila euro; 22 novembre 2002;

– risanamento igienico ed eliminazione infiltrazioni d’acqua del commissariato di Ps di Santo Stefano del Cacco a Roma, committente il ministero dell’Interno; valore 1 milione e 820mila euro; 30 dicembre 2002;

– riqualificazione scala e corridoi della palazzina dell’Unità di crisi della caserma dei carabinieri Palidoro a Tor di Quinto, Roma; valore 1 milione e 627mila euro; 5 febbraio 2003;

– realizzazione di un ambiente adibito a sala gestione Grandi crisi del ministero dell’Interno; valore 274mila euro; 16 novembre 2003;

– ristrutturazione, adeguamento funzionale e impianti integrati di sicurezza della caserma Zignani, sede del Sisde a Roma; valore circa 8 milioni e mezzo; 28 luglio 2004;

– integrazione degli impianti di sicurezza ancora caserma Zignani; valore 3 milioni e 221mila euro; 27 dicembre 2004;

– realizzazione del nuovo istituto penitenziario di Sassari; valore 43 milioni e 824mila euro; 17 maggio 2006;

– riqualificazione della palazzina di piazza Galeno in Roma in uso al Comando generale della Guardia di finanza; valore 818mila euro; 11 gennaio 2008;

– costruzione del padiglione per i detenuti al 41-bis del carcere di Sassari; valore 14 milioni e 279mila euro; 25 novembre 2009.

E per finire, vi siete per caso chiesti perché sono citate sempre anche le date della concessione degli appalti? Quelle date corrispondono sempre (tranne in un caso: era in corso lo scambio delle consegne con Prodi) alla vigenza di un governo – il secondo, e poi il terzo, e poi quello in carica – presieduto da Silvio Berlusconi; e, particolare non meno significativo, ben spesso lavori appaltati dal ministero dell’Interno sono stati assegnati quando al Viminale c’era Claudio Scajola. Già, quello che acquistò la casa vista Colosseo con ottanta assegni staccati proprio da Anemone…

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