Serve una vera coalizione popolare

Serve una vera coalizione popolare

Nel momento in cui il nostro Paese da una classe politica incapace di guardare al di là dei propri interessi e dei propri timori è portato con cinismo a un appuntamento elettorale ricco di incognite e povero di speranze, Libertà e Giustizia, nella continuità del suo impegno a sostegno dei valori costituzionali che il suo stesso nome sintetizza, si rivolge ai cittadini con le considerazioni che seguono e con la proposta che le conclude.

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a) L’alta partecipazione al referendum costituzionale del 4 dicembre, confrontata con il crescente astensionismo alle elezioni politiche, ha dimostrato che esistono milioni di elettori che attendono proposte sulle quali sono disposti a mobilitarsi quando non si tratta semplicemente di essere convocati o, meglio, utilizzati in operazioni di potere da cui sono lontani, che non li interessano più e che spesso nemmeno comprendono. Essi sono una risorsa della democrazia e una forza potenziale di rinnovamento della politica. Solo cerchie chiuse di potere possono non curarsi del progressivo restringersi della partecipazione politica e perfino rallegrarsene, fino a quando non verrà per loro il momento di dover constatare su quanto fragili basi sociali poggia il sistema di potere che hanno costruito. Per questo, Libertà e Giustizia ritiene necessaria una proposta che possa motivare politicamente i cittadini, dando loro una prospettiva per la quale valga la pena di impegnarsi politicamente, a incominciare dal prossimo appuntamento elettorale.

b) A fronte del tanto sbandierato rinnovamento, il Partito Democratico si logora in tattiche di sopravvivenza, incurante della sua tradizione riformatrice e della sua storia, una storia che fu a favore della giustizia sociale e contro il privilegio. La riproposizione dell’alleanza con il partito Forza Italia, presentata come necessaria nel prevedibile quadro politico post-elettorale, non fa che confermare il forse definitivo mutamento di natura in atto in quel Partito. Si prospetta il ritorno a un passato tutt’altro che glorioso, segnato da interessi inconfessabili, da scandali che non finiscono di indignare e da conseguenti manovre per impedirne la conoscenza e la discussione nel dibattito pubblico. Per questo Libertà e Giustizia invita all’impegno pubblico coloro che avvertono l’urgenza di una politica per l’uguaglianza nella società e per la trasparenza nella politica.

c) I maggiori partiti si presentano ai cittadini non con i tratti della partecipazione dei cittadini, ma con quelli della personalizzazione nella figura del capo, cui fanno seguito corteggi di seguaci che dal capo sperano d’ottenere gratificazioni. Piccole oligarchie di partito formano tra loro un’oligarchia grande e autoreferenziale. Per questo Libertà e Giustizia ritiene essere il momento di tentare di scoperchiare un sistema di potere chiuso che, per coloro che non vi sono dentro, è divenuto irrespirabile.

d) La grottesca e vergognosa vicenda che ha portato alla legge elettorale in discussione in questi giorni è la dimostrazione d’una classe politica che si sente assediata e, invece di aprirsi alla democrazia, se ne difende rinchiudendosi sempre più su se stessa. La legge elettorale dovrebbe essere fatta per i cittadini e, invece, sarà fatta per gli interessi di partito, secondo i sondaggi. S’era detto no al Parlamento dei nominati e saranno tutti nominati. S’era detto no alle liste bloccate e per metà saranno bloccate e per l’altra metà non ci sarà bisogno di bloccarle perché non ci saranno proprio. S’era detto, no alle candidature plurime e sono rimaste. S’era detto no alle nomenclature di partito garantite e inamovibili e ce le troveremo tali e quali, anzi più forti che mai. Si può discutere sull’opportunità di ritornare alla proporzionale, ma questo sistema è di per sé uno scandalo. Lo si può subire in silenzio, magari decidendo di non farsene complici astenendosi dal voto. Oppure si può decidere di non stare al gioco. Libertà e Giustizia sosterrà coloro che prenderanno iniziative per cambiarlo.

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A questo quadro piuttosto desolante è prevedibile che, se rimarrà invariato, la risposta sarà ancora più astensionismo, proprio quando, il 4 dicembre, abbiamo constatato il desiderio di partecipazione soprattutto della parte più debole del nostro Paese: poveri e giovani che chiedono di contare ai quali si risponde, invece, rafforzando le oligarchie. L’associazione Libertà e Giustizia, sollecitata in questo senso da molti dei suoi aderenti, ritiene doveroso tentare una proposta che colmi il vuoto di rappresentanza e che offra agli elettori una identità politica chiara nel senso della giustizia sociale, dell’istruzione e della salute pubbliche, della lotta alla corruzione, della difesa dei beni comuni dal loro sfruttamento privatistico, della partecipazione: in una parola, il patrimonio di valori che sono nella Costituzione ai quali si può guardare per un “futuro” che non sia chiacchiera e slogan, ma progetto di società concreta.

La nostra Associazione non ha mai preso parte direttamente alle contese elettorali né si è mai candidata a qualche cosa. Conformemente alla sua natura culturale, non lo farà nemmeno ora. Ma, la sua è “cultura politica” e ciò la obbliga a dire che la più vasta possibile unione che sorga fuori dei confini dei partiti tradizionali tra persone che avvertano l’urgenza del momento e non siano mosse da interessi, né tantomeno, da risentimenti personali, è necessaria, come servizio nei confronti dei tanti sfiduciati nella politica e nella democrazia. In questo senso e a queste condizioni, essa è pronta a partecipare al dibattito e alle iniziative che si renderanno necessarie in vista delle prossime elezioni.

Sandra Bonsanti, presidente emerito

Tomaso Montanari, presidente

Gustavo Zagrebelsky, presidente onorario

10 commenti

  • “la più vasta possibile unione che sorga fuori dei confini dei partiti tradizionali” c’è già,
    ed è ben rappresentata in parlamento. Sta facendo il possibile e lo sapete benissimo.
    Prendetene atto una volta per tutte, smettetela di fare gli snob e collaborate con loro.

  • Mi auguro che non vi stiate schierando a fare da cassa di risonanza e organo di consulenza al partito: “Alla sinistra del PD” ma che stiate ponendo la vostra esperienza, competenza ed onestà per moralizzare e razionalizzare il sistema intero. Urge una bussola (con indiscussi requisiti culturali e morali) che aiuti i cittadini a capire e scansare le trappole e che obblighi i partiti a migliorarsi. Come? Un piccolo collegio di probiviri con la Costituzione nella testa e nel cuore, capace di individuare e lodare i comportamenti virtuosi dei vari attori in campo, smascherando altresì le condotte incostituzionali e/o pericolose e immorali e illustrando sistematicamente il tutto al grande popolo del 4 dicembre. Tale intervento, secondo me, data l’autorevolezza delle vostre voci, avvierebbe un processo virtuoso, causando una concorrenza al rialzo, dove ciascuna forza tenderebbe ad inseguire i comportamenti virtuosi dell’altra, se non vuole essere smascherata al cospetto dell’elettorato. Spero che, oltre a vigilare sulla legge elettorale, vogliate poi entrare nel merito dei programmi elettorali, spiegando ad esempio cosa, nell’ambito di ciascuno, contribuisce a combattere o a favorire mafia…corruzione…danneggiamento dei beni comuni o dell’ambiente……fuga di cervelli…..Bene sarebbe, per esempio, lodare un codice etico di nome e di fatto, vigilando che venga rispettato: ciò indurrebbe altri ad adottarlo al fine di non concedere tale vantaggio agli avversari.
    Siate, per favore, il faro che ci manca e che la tv omette di essere: difendete e diffondete la verità in campagna elettorale, contro le mistificazioni dei politici e dei giornalai.
    Mi auguro, infine, che dopo le elezioni non vi limitiate a questo: lodevole che LEG si astenga dal formare un partito politico, ma auspicabile e secondo me necessario che mettiate la vostra capacità tecnica a disposizione del prossimo governo e del Paese. Penso in particolare al Prof. Montanari…al Prof. Settis….al Prof. De Stefanis…e a tutti coloro che durante la lunga battaglia referendaria hanno mostrato di possedere sia doti professionali che morali, oltre al grande coraggio di osare dove pochi osano: per esempio il coraggio di scrivere E NON PENTIRSI: “verso la svolta autoritaria”.
    Questo è il sogno mio, semplice cittadina mai rassegnata a non avere il Prof. Rodotà al vertice delle istituzioni.

  • Se fossero “tempi normali”, avrebbe forse senso logico e coerente mantenere L&G al di fuori della partecipazione diretta alla contesa politica.

    Ma proprio la Vostra premessa evidenzia il bisogno che si abbandonino i ruoli abituali, che si esca da statuti rigidi e datati rispetto ai tempi, come da incarichi anche importanti e graditi, che i professori escano da scuole e università, per concorrere a portare nel Paese quel necessario Cambiamento nel segno della Costituzione, per trarlo da questa palude di mediocrità, di mafie, di giustizia negata, di corruzione tollerata e impunita come l’evasione fiscale. di territorio occupato, violato e abbandonato…

    Costituzione giusto giusto salvata dalla “deforma” il 4 Dicembre, ma che ancora è disattesa, aggirata, ignorata e che attende un’attuazione capace di darle quella vita e vitalità che finora le è stata negata.

    Paolo Barbieri

  • La giustizia sociale si ottiene con il concorso di tutti ( ma proprio di tutti) alle spese pubbliche e con il criterio della progressività riguardante il sistema tributario nel suo complesso fatto da tributi diretti ed indiretti sui consumi così come prescrive in modo chiaro e disarmante l’articolo 53 della Costituzione! In sintesi: destinare la fiscalità generale a garantire in modo strutturale e gratuito ( senza ticket) o diritti sociali collettivi prescritti dalla Costituzione!

  • Una “Coalizione Popolare” nello spirito del 4 Dicembre…e chi meglio di Anna Falcone potrebbe assumere il ruolo aggregante di federatrice di astensionisti, di sfiduciati dell’offerta politica, di progressisti incerca di una rotta…e, per dirla in sisntesi, di chi si riconosce nella traccia della nostra Costituzione?

    Non profuma di “casta”, è capace di guardare al futuro con uno sguardo libero, precocemente saggia, stima la Costituzione nella sua essenza e molto si è impegnata nella sua difesa…

    Me lo auguro e lo auguro al Paese! Ma come si può promuovere questa investitura, che presumibilmente per l’impegno dimostrato e per quel che afferma, non rifiuterebbe?

    Paolo Barbieri

  • E’ un bene che le associazioni politiche facciano il loro dovere : buona cultura politica.
    Che è diversa e viene prima della politica agita. E’ bene che non si trasformino.

    Nulla esclude, però, che le associazioni sostengano buone iniziative politiche di scopo, non tanto aderendo esse stesse, in quanto associazioni, ma rivolgendo appelli ai cittadini.

    ad esempio :

    un partito movimento a termine, di scopo unico, che raccoglie tutti gli esclusi e si impegna a:
    - vincere queste elezioni;
    - riformare entro sei mesi la legge elettorale (già individuata e dichiarata) per restituire vera rappresentanza al Parlamento;
    - sciogliersi immediatamente dopo;
    - chiamare nuove elezioni, per permettere finalmente ai cittadini di esercitare il loro sacro santo diritto di scegliere i propri rappresentanti

    questo sarebbe un buon esempio, di estrema utilità al paese che il senso della democrazia lo sta decisamente perdendo

  • Condivido tutto, di questo appello, con riserva su due punti.
    Il primo punto,è relativo alla discussione sul proporzionale, se lascia intendere che ci possa essere un sistema diverso, utile per esercitare la Democrazia, intesa secondo il principio espresso da Otane;

    - Democrazia, governo di tutti ,rispetto alle altre forme di governo, intese come governo di una parte-

    Evidentemente quel tutti, si riferisce ad almeno una maggioranza assoluta, mentre con governo di una parte, si riferisse ad una parte minoritaria.
    Partendo dal concetto, è chiaro che solo il Proporzionale, può esprimere un vero governo Democratico di tutti. Mentre tutte le altre forme elettive,non possono che esprimere il governo di una parte minoritaria, cioè simil-demovrazie.
    La prova sta nel fatto che, il concetto di DEMOCRAZIA è unico, mentre i sistemi simil-democratici,sono tanti e tutti con sistemi elettorali diversi.

  • La seconda riserva è relativa al fatto che, non ci capisce bene se ritengono che ci sia già, quell’unione di persone, al di fuori dei partiti tradizionali, alla quale donare la disponibilità della loro”cultura politica”. Se quell’unione ci fosse, dovrebbero indicarla, se non ci fosse, dovrebbero concorrere a formarla, altrimenti la loro “cultura politica rimarrebbe una loro bella idea, confinata nelle loro menti, ma non utile al Paese

  • Anna Falcone la voterei io e tutti i milioni di italiani che credono nella Costituzione, nella giustizia sociale e nell’onestà intellettuale.

  • Giuliano Pisapia con Campo Progressista: una concezione completamente nuova di fare politica. L’ho potuto constatare direttemente, come milanese, durante il suo mandato da sindaco. Sosteniamolo! Farebbe davvero un gran bene al nostro martoriato paese.

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