L’appello contro la svolta autoritaria di Renzi e Berlusconi

presentazioneMISul “Fatto Quotidiano” di venerdì 28 marzo un gruppo di intellettuali composto da accademici e giuristi di tendenza prevalentemente progressista ha lanciato un appello contro la svolta autoritaria rappresentata dalle riforme istituzionali proposte da Matteo Renzi e sostenute da Silvio Berlusconi. L’appello si rivolge contro la democrazia plebiscitaria tratteggiata dal nuovo modello istituzionale attualmente in discussione, che si basa su una  centralizzazione dei poteri statali, unita al rafforzamento delle competenze del presidente del Consiglio, la trasformazione del Senato e una legge elettorale con un premo di maggioranza molto consistente. L’appello è stato firmato da Nadia Urbinati, Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, Lorenza Carlassare, Alessandro Pace, Roberta De Monticelli, Gaetano Azzariti, Elisabetta Rubini, Alberto Vannucci, Simona Peverelli, Salvatore Settis e Costanza Firrao. Ecco il testo: “Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali.
Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti) a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto.
Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione. Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato.
Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone”.
L’appello è stato pubblicato in precedenza sul sito di “Libertà e Giustizia”.

5 commenti

  • Non possiamo barattare una presunta efficienza del Governo con l’effettiva “diminutio” della libertà, giusta la proposizione che Virgilio indirizza a Catone:
    «Libertà va cercando ch’è sì cara»
    «Come sa chi per lei vita rifiuta.»

  • Ho la ciato stamattina una petizione su change.org No all’abolizione del Senato

  • Firmo contro chi sta sostenendo un sistema che si colloca fuori la nostra Carta costituzionale, contro il principio democratico e la sovranità popolare, svuotando di fatto il senso dei diritti fondamentali dei cittadini

  • Non mi sembra ci sia nessuna democrazia plebiscitaria nel progetto Renzi, solo un minimo di capacità di decidere. Dopo decenni di governi deboli, ricattati da partiti minori e forze sociali non elette, Renzi propone un governo che, se eletto con un programma, ha anche la capacità di realizzare quello che promette. Solo cosi si può giudicare democraticamente alle elezioni successive. La costituzione si difende innovando, non bloccando tutto. Forza Renzi!

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