Perché Matteo piace a Silvio

renzi-berlusconiMa perché Matteo Renzi piace tanto a Silvio Berlusconi?
Perché l’opposizione di Forza Italia al governo Renzi appare assai più un convinto sostegno del sostegno ufficiale di grande parte del Pd?
E’ questa la domanda che agita le riflessioni di tanti cittadini, sul web e nei discorsi che ci scambiamo alla fine di questa lunga diretta televisiva sulla fiducia. Un anno fa oggi, Bersani era ufficialmente il perdente delle elezioni. Il suo destino si trascinò per una lunga attesa, poi venne Letta. Nel frattempo Matteo Renzi studiava: sia il partito, sia in genere il panorama politico della opposizione. Sono stati per il sindaco di Firenze mesi di guardarsi attorno, di osservare la situazione. Si è mosso da stratega deciso a non perdere “l’occasione” che vedeva profilarsi nella grande incertezza che regnava. Il suo sguardo indagatore era rivolto dunque sia all’esterno del Pd sia all’interno. Che cosa ha visto alla fine che lo ha convinto a fare il passo più sgradito, cioè accoltellare da segretario il presidente del consiglio del suo stesso partito?
Una prima risposta l’ho trovata nell’intervento per dichiarazione di voto del senatore Paolo Romani che sembrava scusarsi di non poter dare la fiducia: “… il confronto positivo che è nato tra due forze maggioritarie nel Paese e i rispettivi leader ha dato un segnale forte del fatto che un netto e condiviso bipolarismo può avere finalmente cittadinanza nel nostro Paese. Questo testimonia il venir meno dello storico pregiudizio tra centro destra e centro sinistra e può dare davvero il senso della nascita di quella che potremmo chiamare la Terza Repubblica. E’ un pregiudizio che si è tradotto per troppo tempo, in una tanto presunta quanto ridicola superiorità culturale e morale da parte della sinistra, fino a diventare un rabbioso e ottuso antiberlusconismo. Non lo accettiamo, non lo abbiamo mai sopportato e non intendiamo più tollerarlo. Siamo orgogliosi della nostra storia, dei nostri lavori, e delle nostre radici culturali… Forse questa è la volta buona perché due leader, come lei e il presidente Berlusconi, possano stimarsi, parlarsi, confrontarsi, scambiare le reciproche esperienze e i diversi progetti e possano collaborare per il Paese senza pregiudizi, senza scambi o poltrone, con il solo interesse del bene comune. Forse, come dice lei, presidente Renzi, è davvero la volta buona…”. A seguire la solita litania contro la sinistra giustizialista.
La citazione è un po’ lunga, ma siccome Romani parlò a tarda sera, forse è utile ricordare bene le sue parole.
Dunque, la Terza Repubblica, in cui finalmente l’antiberlusconismo “rabbioso e ottuso” non ci sia più. In sostanza il riconoscimento, finalmente, da parte degli ex avversari, di un Berlusconi leader politico “normale”.
Questo è ciò che serve alla destra italiana e al suo capo condannato dalla giustizia e sotto processo per odiosi reati. Alcuni ritengono che questo riconoscimento Renzi lo abbia conferito nell’invito al Nazareno, altri non sono di questo avviso. Certo è che il Cavaliere e i suoi uomini si ritengono oggi accreditati ad annunciare la nascita della Terza Repubblica.
I rapporti tra il presidente del Consiglio e Berlusconi sono avvenuti solo in parte alla luce del sole: al Nazareno, sì, ma poi anche nei cinque (?) minuti del faccia a faccia alla fine dell’incontro fra le delegazioni. E soprattutto con il lavoro intenso dell’amico fiorentino Denis Verdini. Un primo risultato concreto si è visto alla formazione del governo, con l’arrivo dell’amica Guidi in un ministero così “interessante” per il Cavaliere e con la cancellazione di Nicola Gratteri dal ministero della Giustizia.
Ma Renzi non ha guardato soltanto verso la destra del Cavaliere. Ha avuto modo di studiare bene il suo partito e ha fatto una piacevole scoperta: una sorta di mutazione genetica si era presa buona parte dell’anima del Pd e lo aveva reso simile, molto simile, ai craxiani di una volta. Il presidente della Repubblica migliorista completava piacevolmente lo scenario.
Ecco dunque la novità di questo governo. “Le regole si fanno con tutti” è il ritornello di Renzi. Con tutti, sì, quando “tutti” vuol dire coloro che le regole le riconoscono, le rispettano. La Costituzione si cambia con chi rispetta, prima di tutto, i principi stessi della Costituzione: con chi vuole aggiornarla e attuarla; non con chi da sempre la insidia e vuole distruggerla secondo le indicazioni della finanziaria J.P. Morgan.
Se questa è la Terza Repubblica, vorrei dire ridateci la Prima. Ma non lo dirò, ovviamente. Anche se non ho potuto fare a meno di andare con la memoria di cronista a una scena che avvenne mentre si votava presidente della Repubblica Sandro Pertini. Su un divano del Transatlantico avevo visto Pietro Nenni, solitario e imbronciato. Mi avvicinai e gli chiesi. “Onorevole, è venuto a votare per il suo vecchio amico?”. Sapevo che fra i due padri della Patria non c’era mai stato vero amore. Infatti Nenni mi rispose: “Sono venuto a votare e basta”.
Altri personaggi, altre storie. Ma quanti, in questi giorni, tra deputati e senatori sono andati a votare “e basta”? E fino a quando?

Bisognava forse aggiungere un altro tassello al mosaico di inquietanti sospetti che abbiamo elencato sulle intese tra questo governo e Berlusconi? Il neo viceministro alla Giustizia Enrico Costa, ex Forza Italia, ex Pdl, ora nel NCD di Alfano, è stato, nel governo Berlusconi (2008) relatore di norme molto discusse come il Lodo Alfano che bloccava i processi giudiziari nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato poi abrogato dalla Corte Costituzionale e il Legittimo impedimento che prevedeva la sospensione dei processi giudiziari a carico di Presidente del Consiglio e Ministri fino al mantenimento della carica elettiva.

22 commenti

  • Mi chiedo, da mesi, perché si continua a chiamare Silvio Berlusconi anche cavaliere. Il Presidente della Repubblica non avrebbe dovuto revocargli il titolo subito dopo la condanna, dati i requisiti richiesti dal titolo? Le persone leali si sentono davvero prese in giro da tutto questo andirivieni di governi e sotterfugi politici che non fanno certo bene al paese. La Giustizia sarà mai salvaguardata? Silvio Berlusconi avrà mai la giusta condanna per i suoi reati o, gli permetteranno sempre di fare i suoi comodi, finché morte non li separa?

  • Partendo dalla fine, l’episodio raccontato sminuisce forse la rilevanza storica dei due protagonisti? Certamente no: sottolinea solo la differenza di vedute, legittima ed anche dialetticamente proficua, tra i due leader.
    Il PD è utile e forte solo se è il luogo dove confluiscono tutte le anime della sinistra e lì cercano (e trovano) di volta in volta una sintesi, anche attraverso una dialettica “feroce” tra posizioni diverse. L’obbiettivo è comunque contribuire al governo del Paese, che altrimenti cade (come avvenuto) in mano alla destra.
    Quanto a Berlusconi, a me pare evidente che sta semplicemente cercando di non perdere il contatto con la politica: ha visto in Renzi un vincente ed allora cerca di metterci il suo marchio: il suo gioco è evidente; così inoltre ottiene anche l’effetto non trascurabile di insinuarsi nelle dialettiche della sinistra e provocarne ulteriori divisioni. Renzi (con tutto il PD) ha bisogno dei voti di B. per far passare le riforme; B. ha bisogno di Renzi (e non del PD) per non sparire dalla scena politica. Peccato per lui questo processo è ormai irreversibile: B. è un pregiudicato, con limitata agibilità politica (tra poco anche fisica) ed è giudicato un perdente ingombrante da tutti i suoi ex-stakeholders, tranne chi da lui dipende per la sopravvivenza. Gli interessi economici della destra si sono già spostati su Alfano (vedi CL e Compagnia delle Opere), e non a caso sfruttano il momento per occupare posti chiave.
    Se questa analisi è corretta, nostro compito è vigilare sugli equilibri che si generano e sui prezzi che si pagano.
    Il momento è davvero complicato, ma per la prima volta abbiamo la possibilità di agire noi da sinistra, prendendo l’iniziativa e non subendola. L’esperimento di Renzi insomma è rischioso ma merita tutta l’attenzione possibile: va seguito e monitorato attentamente, ma supportato come una reale possibilità di incidere sulla politica italiana. Non importa che numero di repubblica esso rappresenti, l’importante è scuotere il tappeto e smuovere le incrostazioni che lo rendono rigido ed impresentabile.

  • Renzi pero’ non e’ Berlusconi.
    Il nuovo Primo Ministro ha un suo profilo personale e politico che (piaccia o meno) e’ di tutto rispetto. Per me che vivo in Inghilterra ascoltare un leader politico che parla dell’Italia in modo positivo, che aspira a darle o ridarle dignita’ e competitivita’ a livello mondiale, che parla in modo diretto e chiede di essere giudicato sui risultati suona come una ventata di aria fresca.
    Buona parte dei Parlamentari Italiani sono nati politicamente in un tempo post-ideologico e molto di loro in feroce opposizione alla partitocrazia. Si tratta di una generazione di politici che sta cercando di articolare una nuova concezione della politica e allo stesso tempo elaborare soluzioni possibili ai tanti problemi del nostro paese . Non e’ facile.. Forse questa volta coloro che “ne sanno di piu” dovrebbero continuare a vigilare certo ma anche ad esercitare il beneficio del dubbio (o della speranza) e lasciarli lavorare. Fernanda Miucci-Casale (Liberal Democrats for Italy, Londra)

  • I due personaggi si assomigliano molto: hanno la stessa spavelderia, la stessa sfacciataggine, lo stesso linguaggio di nessun senso, lo stesso modo di comportarsi.
    Però, bisogna dire che, dentro il Pd, ci sono tanti corvi.

  • Vediamo se riesco a fare un ragionamento semplice semplice.
    se un Renzi ha tanto riscontro nella società, più di qualunque altro leader attualmente disponibile, e se per una volta questa fortuna ce l’ha la sinustra, mi dite dove sta il problema?
    Come si fa a non capire la differenza tra un leader che raccoglie consensi dicendo “è giusto evadere, w le minorenni” oppure “vaffa vaffa siete morti”, e uno che da 2 anni parla di futuro, di scuola, e di rifare l ‘Italia? Come si fa a non riconiscergli lo sforzo che c’è dietro all’aver deciso di provarci prendendo la via meno scontata?
    si rende conto che dietro alle sue parole non c’è nessuna proposta, nessuna alternativa, se non una critica sterile?
    ho gia visto Bersani perdere iltreno Renzi avversandolo senza capire che quella era l’unica possibilità, in nome di rendite di posizione e ragionamenti teorici che non tenevano conto di quello che il partito avrebbe potuto ottenere in termini di voti, avendo così la possibilità di rifondare questo paese usando ideali e parole del csx.
    ha idea di come sarebbe l’Italia oggi, se Bersani non avesse perso quel treno?
    ha idea di cosa ha prodotto l ‘ottusità di chi non ha voluto cedere di un millimetro selke proprie certezze.
    ora volete fare i moralisti e speculare sulla reazione positiva di Berlusconi?
    si ricordi il narciso di wilde, pensi alla fine ch è ha fatto.

  • Perché Renzi, a proposito della defenestrazione di Enrico Letta, dice che un giorno ci racconterà la verità? Noi la verità la vogliamo sapere ora, non “un giorno”!
    Sappiamo di certo che ci sono stati tanti traditori, ma le pugnalate a Letta gliele ha inferto Renzi. Il “Bruto” è stato Renzi!

  • Non raccontiamoci che solo perchè certe cose non si sono viste e non si vedono, nn ci sono.
    Renzi ha “pugnalato” Letta davanti a tutti, dopo 10 mesi di attesa, dopo un voto delle primarie che dava al partito una linea ben chiara, e soprattutto dopo che Letta, con la sua bella faccia tranquilla e pacifica, di fatto lo ostacolava in tutti i modi.
    Vada a risentirsi cosa diceva di lui durante la campagna primarie 2012, guardi come è saltato sul carro da presidente del consiglio lo scorso aprile, facendo fuori in un colpo Bersani e Renzi, pensando di essere l’uomo del domani salvo poi tenere tutto immobile per tutelare il potere di chi è dietro di lui. Guardi che faccia ha durante lo scambio della campanella.
    Io non so se Letta sia un fine stratega o un uomo messo dove sta dai poteri forti per telecomandarlo negli ultimi 20 anni… Non ho le prove per capirlo, so solo che ho passato gli ultimi dieci mesi a chiedermi, in un paese messo così, come potesse, un uomo di 50 anni con la sua cultura e con tre figli piccoli a casa, a non avere alcuna idea di futuro, alcuna progettualità, alcuna ispirazione per cambiare questo paese ed eventualmente rimanere nella storia facendo tra l’altro fuori Renzi in un sol colpo.
    Ci ho sperato, ci ho sperato veramente che fosse lui l’uomo giusto al momento giusto, nonostante avessi scelto Renzi alle ultime 2 primarie.
    E invece NULLA.
    Anche nella migliore delle ipotesi, ovvero che sia un uomo casto e puro come vuole dare ad intendere lei e che il cattivo sia Renzi, Letta rimarrebbe comunque un uomo senza qualità.
    E l’Italia ora ha bisogno d’altro.

  • Non la caduta di Letta ci ha colpito, ma il modo inqualificabile con cui è stato pugnalato da Renzi e dai suoi complici.
    Il Pd, presto, pagherà a caro prezzo lo spettacolo drammatico a cui tutti abbiamo assistito, nell’ ipocresia totale dei vari Zanda, che al senato ha fatto l’orezione funebre.

  • @angelica
    Ma il modo con il quale Bertinotti (e D’Alema) pugnalò (che brutti termini stiamo usando! anche il linguaggio ci squalifica, eccome!) il primo governo Prodi (il migliore in assoluto dai tempi di Cavour) le era piaciuto? A me provocò un moto di rabbia che ancora oggi a malapena riesco a tollerare. Eppure fecero cadere un governo che stava funzionando, e bene! Qui oggi non si può dire altrettanto di Letta. L’operazione di Renzi sarà spregiudicata quanto vuole, ma l’abbiamo seguita in diretta, tutti, compresi i 5 minuti “privati” dello stesso con B. Rosanna ha detto parole molto efficaci: ma abbiamo (avete) così tanta paura di vincere e governare? Vi terrorizza così tanto la responsabilità di fare o non fare? Cosa avete da salvare degli ultimi 20, ma vorrei dire 70, anni, a parte Berlinguer, Moro e poco altro? Di cosa siete nostalgici, delle assemblee universitarie degli anni sessanta-settanta? O semplicemente del bel tempo che fu, quando eravamo, come gli eroi, tutti giovani e belli?

  • @etrotta Trova le cinque piccole differenze:
    -Bertinotti ebbe a dare al primo governo Prodi un appoggio esterno, dopo elezioni in cui i rispettivi partiti si presentarono separati. Un governo in cui Rifondazione Comunista non esprimeva un singolo ministro/sottosegretario. Il governo Prodi fu sfiduciato alla Camera dei Deputati nella fase di approvazione della finanziaria.
    -Letta e Renzi fanno parte di uno stesso partito, il partito di governo, che esprime dal Presidente del Consiglio ai più umili sottosegretari. Dopo la propria elezione a segretario Pd, Renzi rassicura Letta #enricostaisereno. A stretto giro Renzi defenestra Letta dopo un direttivo del partito, senza un passaggio parlamentare e con la motivazione generica di “un cambio di passo”.

  • @etrottq
    Non mi sono piaciuti Bertinotti e c. quando hanno ausato la caduta del primo governo Prodi, né mi sono piaciuti gli intrighi del solito “palazzo” che hanno contribuito alla caduta del secondo governo Prodi (caduta dovuta soprattutto alla compravendita di alcuni parlamentari), né mi sono piaciuti i 101 voti del Pd contro la candidatura di Prodi a Presidente della Repubblica. La “storia” con Renzi continua in peggio. Renzi, infatti, è stato designato dal Pd, senza permettere a Letta di essere sfiduciato dal Parlamento, sede istituzionale e non “casa privata”.

  • Quindi secondo lei, Angelica, era più giusto che Renzi all’ultima fiducia chiesta da Letta, chiedesse caldamente ai parlamentari più vicini a lui e a qualche altro di FI o NCD di rimanere fuori dall’aula per far mancare i numeri, come fece D’Alema in accordo con Bertinotti e Lega al voto di fiducia che fece cadere Prodi?
    Oppure preferiva una storia come quella accaduta coi 101?
    Uno di quei metodi le sarebbe sembrato più onesto?
    Io preferisco uno che fa una cosa a costo di prendersi delle ingiurie, e a costo di sbagliare, piuttosto che uno che non fa o trama contro.

    Se lei non vede la differenza non so come spiegarmi diversamente.

  • Dare un giudizio su Renzi mi sembra prematuro e anche accusarlo di berlusconismo mi pare affrettato e distorcente, la realtà è che a sinistra abbiamo avuto una dirigenza fallimentare che da una parte faceva accordi ( bicamerale ecc..) e dall’altra cercava di demonizzare l’avversario e sconfiggerlo nelle aule giudiziarie. Non mi piace Berlusconi ma se questi ha spesso vinto èper le mancanze degli avversari e nella incapacitò di ascoltare la gente e capirne le istanze di cambiamento. L’emblema è Bersani e la sua campania elettorale, non si può fare politica solo come contrasto ad un uomo e non come proposta politica. Quindi vediamo le proposte di Renzi sono scettico,ma evitiamo i tipici sofismi e distinguo che portano solo a farsi del male.

  • Memoria selettiva? Bertinotti non negò la fiducia a Prodi per darla a D’Alema: passò da un appoggio esterno, all’opposizione. Il Pd ha fatto cadere con la scelta di Renzi il suo stesso Presidente del Consiglio, per sostituirlo con un nuovo Presidente del Consiglio ad espressione Pd, cioè del medesimo partito.

    Se vogliamo cercare un’analogia occorre guardare alle vicende politiche più recenti, alla caduta del secondo Prodi nel 2008. Anche in quel caso il Pd, attraverso le primarie, espresse un segretario (Veltroni) in contrapposizione con il proprio Presidente del Consiglio. Veltroni provocò la caduta di Prodi, al grido di “corriamo soli”, che indusse i piccoli partiti (Mastella) a riconsiderare il proprio sostegno già riluttante a Prodi.

    Se vogliamo trarne una lezione potrebbe essere: “Le primarie servono a rafforzare un proprio candidato in vista delle elezioni, non ha senso farle lontane dalla scadenza del voto, perchè generano dualismi e instabilità.”

    Ma quella di Renzi è una fandom e i ragionamenti politici sono sprecati.

  • Gentile Rosanna,
    Renzi avrebbe dovuto, prima, confrontarsi con Letta, nella “casa privata” del Pd, poi, permettere a Letta che, secondo prassi democratica, si presentasse in Parlamento, sede istituzionale, ed essere, ivi, giudicato dai rappresentanti (invero, “nominati”) del popolo italiano. Questo è il comportamento di un vero uomo politico.
    Non dimentichiamo, inoltre, che Letta era anche il Presidente eletto dallo stesso partito al quale appartiene anche Renzi.
    Tutta la vicenda è veramente imperdonabile e vergognosa.

  • Chi continua a guardare il dito e non la luna evidentemente è interessato al dito e non alla luna. Inutile quindi decantargli la bellezza dell’astro.
    Fuor di metafora, Letta era paralizzato dalla presenza di Renzi, segretario regolarmente eletto con primarie (che piacciano o meno) molto partecipate. Il Governo era allo stallo totale e così sarebbe rimasto a lungo per i motivi di cui sopra. E’ convenuto a tutti sollecitare il segretario eletto (non il primo venuto!) a prendersi la responsabilità del Governo. Questi non ha potuto (e neanche voluto, sia chiaro!) tirarsi indietro. Questo è tutto l’intrigo inspiegabile.
    Ora possiamo scegliere se continuare a fingere di svenarci per Letta (che, facendo il politico di professione, sa bene che le sorti del singolo non debbono mai essere determinanti) e maledire la perfidia di Renzi oppure prendere atto che dobbiamo mettercela tutta per non far fallire anche questo tentativo, per quanto rischioso esso sia.
    Il mio sospetto è che a molta sinistra il fallimento piace, e tanto: permette di continuare a tormentarsi, mentre gli avversari governano a loro piacimento.

  • Anche se non mi è piaciuto il modo come Letta è stato messo alla porta, non ne farei un martire , da uomo politico intelligente avrebbe dovuto farsi da parte ed evitare quella pagliacciata tardiva della presentazione de nuovo programma, doveva pensarci prima al fatto che essere l’unto da Napolitano fosse bastevole a mantenerlo in sella e darsi da fare per dare una scossa a questo pese moribondo.

  • Che il partito democratico abbia subìto quella che Sandra Bonsanti definisce ‘ mutazione genetica, non credo vi sia alcun dubbio. Così come non è granchè opinabile che questo lungo cammino verso un approdo ‘ liberal ‘ di quello che doveva essere un partito di sinistra, sia iniziato con la segreteria Veltroni ed il famoso discorso del Lingotto che segnò la fine del governo Prodi e si concluda con la segreteria Renzi , oppositrice non proprio… leale del governo Letta. Ma ciò che ci farebbe piacere non mutasse…geneticamente è il rispetto per la Costituzione che troppi dicono di voler aggiornare/modificare/riformare e troppo pochi dicono di voler attuare. Occorre vigilare perché – come si è potuto vedere in queste ultime settimane di febbre…nuovista – di rispetto, per esempio, per la sentenza che inibiva i ‘ pubblici uffici ‘ a Berlusconi o per quella della Consulta che ridimensionava fortemente la legittimità politica di questo parlamento, ce ne è stato poco davvero.
    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli

  • L’Italia uscita da due guerre mondiali e da venti anni di fascismo era in grado di mantenere 1000 rappresentanti alle Camere, l’Italia delle selfie di Renzi no. Pare però che sia in grado di dare vitto e alloggio a un certo numero di sottosegretari, più di quelli del governo Letta.

    Ora penso che a molta sinistra il fallimento non piaccia e sia giustamente arrabbiata per la piega che hanno preso gli eventi, ma sostenere la sinistra non è come tifare per una squadra di calcio e il governo non rappresenta uno scudetto. Il successo si misura sulle idee che un governo è in grado di tramutare in pratica.

    Esempio: all’industria farmaceutica un prodotto antitumorale costa 10 centesimi alla pastiglia, ma la confezione viene venduta (attraverso il sistema sanitario nazionale) a 50 euro. Un partito di sinistra deve avere qualcosa da dire al riguardo, altrimenti cessa di essere un partito di sinistra, per diventare una lobby aziendale con un logo e degli slogan fascinosi.

    Renzi in tutto ciò, non solo rappresenta la continuità con Letta (e Monti), ma rappresenta la continuità con il modo di fare politica di Berlusconi, irrituale e aggressivo. Ed è su questo secondo aspetto, nel disprezzo del Parlamento e nella scelta di altre sedi (tv,location di partito), che si concretizza la loro affinità.

    P.s. Molti hanno fatto giustamente notare che Letta non sia dal canto suo, un santarello. Reputo piuttosto probabile, dovesse presentarsi l’occasione buona, che Letta gli renderà il favore. È così che immaginiamo la politica, come un susseguirsi di sgambetti e risse da osteria?

  • Io sostengo che non bisogna dimenticare tutto il periodo trascorso dalla famosa <> slogan sportivo che divenne lo slogan di una grande maggioranza di politici. Dico che non bisogna dimenticare principalmente per due ordini di motivi: 1. B. ha avuto il grande merito di influenzare la società italiana in funzione dei suoi principi e dei suoi comportamenti (ecco la trasformazione genetica) pubblicizzati e ampliati in maniera sfacciata e arrogante dai suoi strumenti di comunicazione (TV, giornali, settimanali, mensili etc…. ) e da quelli pubblici (RAI) all’interno della quale attuò una grande trasformazione sociale che tutt’oggi si sente e si vede.
    2. Evocava molta “libertà” soprattutto molta anarchia per se stesso, libertà dei falsi in bilancio, di rubare, di giudicare e negare spudoratamente in maniera scientifica, secondo la scuola di Arcore, tutto ciò che puzzava di sinistra, e nelle discussioni pubbliche l’ordine perentorio è sempre stato “sono tutte falsità”: le appropriazioni di denaro pubblico comprovato, le sentenze dei giudici sino al terzo grado, in quanto per principio nel nostro paese non esistono ladri di denaro pubblico e cattivi amministratori. Compravendita di voti ovvero di Senatori e Deputati, Porcellum (acetato anche dal PD), candidature di favore in conto a pagamenti. Abbattimento del sistema sociale e del patrimonio pubblico. Tutto questo e non solo, bisogna dire, è stato assorbito positivamente da una grande parte della popolazione.
    Ora tutto questo sistema è stato ostacolato in parte dall’opposizione e criticato in maniera anche abbastanza evidente. Ma ora cosa dobbiamo fare accettare questo stato di cose? e con i soliti comportamenti e conoscenze trasversali fare finta di niente? Accettare tutto ciò che fa Renzi perché è un giovane scalpitante e quindi tutto quello che fa va bene erd in ogni caso bisogna provare, (ritorna B.) perché come dice qualcuno molto doto “tutto questo sta nella storia e nei fatti”, oppure dobbiamo tenere bene forti le briglie per seguire la strada maestra?

  • Berlusconi è riuscito ad avere, nel Governo Renzi, ben due ministeri: il Ministero della Giustizia e Quello dello sviluppo e comunicazioni!
    Meditiamo!!!

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