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L'Europa

Allargare il dibattito per aumentare la democrazia

8 gennaio 2013 - 5 Commenti »

Il titolo – “Una campagna elettorale europea” – è particolarmente invitante. Così comincio a leggere quello che ha tutta l’aria di essere un articolo promettente, scritto da André Wilkens (tra i fondatori dell’European Council on Foreign Relations e direttore del Mercator Centre di Berlino), pubblicato su Project Syndicate e ripreso da Presseurop, l’utilissimo portale che raggruppa il meglio della stampa europea.

Il discorso è più o meno questo: l’Europa unita, per decenni fautrice di benessere, pace e successo, è oggi bersaglio del fuoco incrociato di più o meno giustificato biasimo. Colpevole di alcune incertezze e di qualche (grave) ritardo nella gestione della crisi dell’Euro, oggi l’Ue ha conquistato i titoli dei giornali, ma i termini non sono così lusinghieri. «Dopo tutto – scrive Wilkens – i dissidi fanno notizia. Ma il dibattito pubblico innescato da tali dissidi non è stato del tutto costruttivo». Perché? «I dibattiti che si svolgono in tutta l’Unione – spiega – continuano a essere in buona parte condotti da attori nazionali in forum nazionali e con lo sguardo rivolto ai soli interessi nazionali». «Per compiere un autentico passo avanti e decidere lo sviluppo dell’Ue – continua – occorre definire chiaramente gli interessi europei».

Ma individuare obiettivi e programmi che siano veramente condivisi – che forniscano, cioè, quel comune denominatore che spesso sembra sfuggire – significa attivare meccanismi di dibattito declinati in chiave europea. Wilkens non usa mezzi termini: «si renderà necessario un dibattito paneuropeo serio e schietto, superiore alla somma dei singoli dibattiti nazionali. La discussione dovrà essere pubblica e coinvolgere l’intera cittadinanza europea». E le elezioni del Parlamento europeo nel 2014 sono un’ottima occasione per mettersi in cammino lungo questa strada.

In altre parole, il dibattito prodotto dal Financial Times e dall’Economist, dalle conferenze paneuropee, dai network e dalle Ong, è condizione probabilmente necessaria, ma certamente non sufficiente, dal momento che è in grado di coinvolgere le sole élite intellettuali, che già possiedono un elevato livello di informazione ed alfabetizzazione circa gli affari europei. Occorrono, piuttosto, cambiamenti istituzionali in grado di propiziare la nascita di una sfera pubblica comune. In molti, da tempo, suggeriscono nuovi meccanismi, quali la creazione di collegi elettorali transnazionali per una competizione su scala europea o l’elezione diretta del Presidente della Commissione.

Perché, oggi, è proprio questo il punto: costruire una vera opinione pubblica europea. Luogo per eccellenza della rappresentanza e della partecipazione, ambito (a volte) della decisione, più spesso della discussione e del confronto, l’opinione pubblica – insieme allo spazio operativo immateriale entro cui opera, la sfera pubblica – costituisce linfa vitale della democrazia. Anche per l’Unione europea, organismo spurio, né Stato (tanto meno super-Stato), né semplice organizzazione internazionale, ma che, quotidianamente, decide di numerosi aspetti della nostra vita.

«La crisi dell’euro – conclude Wilkens – mette a repentaglio l’esistenza stessa dell’Ue, ma costituisce al contempo un’occasione per allargare l’importante dibattito sul futuro dell’Europa, un dibattito che funzionerà soltanto nell’ambito di una democrazia parlamentare genuinamente europea».

5 interventi a “Allargare il dibattito per aumentare la democrazia”

  1. Alfredo Codarin scrive:

    Finalmente leggo qualcosa di condivisibile e di intelligente sulla U.E. Al momento attuale, sbagliero e scusatemi per la mia presunzione di intervenire su un argomento così delicato, è solo un organismo che non si capisce bene o al contrario troppo bene, dove vuol andare a parare. Per me deve essere un tutto politico che raccolga e medii sui problemi nazionali che dovrebbero sparire. L’Europa deve essere uno stato confederato che deve rappresentare tutti. E basta con il cimitero degli elefanti, in Italia l’eletto scomodo e cretino si manda al parlamento europeo. In quella sede devono stare i migliori (vedi Bonino) e non Asterix. Se questo non è il programma o non sarà fattibile sbaracchiamo tutto e ognuno per sè e dio per tutti. Sarebbe tragico, ma almeno non butteremo via soldi inutilmente e senza costrutto. Ora, come ora, fa la funzione di complicare la vita al prossimo senza risultati tangibili. Scusate lo sfogo e scusate le mie probabile fesserie ma dobbiamo avere il coraggio di parlare perchè una buona idea può sempre saltare fuori. alfredo

  2. Davide, condivido. Occorrono misure istituzionali che vadano nel senso della costruzione dell’Europa politica e sociale.

  3. Davide Muratori scrive:

    Articolo dai contenuti pienamente condivisibili,in particolare l’ipotesi di collegi elettorali transnazionali,utili a superare i nazionalismi dannosi ad una costruzione di un soggetto politico europeo su base fortemente democratica che superi l’attuale sistema di relazioni fra stati nato dalle relazioni di scambi commerciali e sostenuto da una moneta unica.

  4. Bartolomeo, complimenti, la vostra è un’ottima iniziativa. Proprio di questa presa di coscienza abbiamo bisogno, di modo che le opinioni sul processo di integrazione europea non siano influenzate dai sempre più frequenti populismi (di tutti i colori, beninteso).

  5. Bartolomeo Camiscioni scrive:

    la campagna elettorale avviata sembra quasi fra europeisti e antieuropeisti.
    Il tuo articolo è molto interessante.
    Noi, di LeG Pescara-Abruzzo, abbiamo avviato un esperimento: una serie di conferenze-dibattito con il titolo di DEMOCRAZIA ECONOMIA EUROPA; relatori docenti universitari. Questa da ottobre 2012. La prossima conferenza-dibattito è programmata per il 16/01/2013 (vedere sito LeG circoli)
    La conclusione del documento che sostiene l’iniziativa riporta:
    Il progetto che il “circolo Libertà e Giustizia Pescara-Abruzzo” si pone è quello di contribuire alla presa di coscienza del “cittadino europeo” offrendo al dibattito dei cittadini strumenti conoscitivi, approfondimenti e proposte per il MONDO di OGGI.