Alleanza per la Costituzione

Era solo un’illusione: che Berlusconi se ne fosse andato dalla scena politica e l’Italia si fosse liberata dal veleno della sua presenza, della presenza dei suoi scherani, dal veleno della sua politica anticostituzionale.
Oggi, a poco più di un anno dal governo Monti, a due anni dal voto comprato in Parlamento che salvò il Cavaliere, il Paese affronta la fase più rischiosa dal dopoguerra: rischia cioè un immenso salto all’indietro, quando l’Italia non era ancora  repubblicana, e un sistema democratico era il grande sogno di pochi illuminati.
La campagna elettorale che sta cominciando potrebbe infatti mettere in secondo piano le proteste giuste e sacrosante di chi sta già facendo sacrifici inumani, e invece scatenare ed esaltare la protesta strumentale e populista della propaganda del Pdl accanto alla protesta diversa, ma con alcuni temi in comune, che sarà quella di Grillo e del suo movimento.
Rimane l’area del centro sinistra a guardia del sistema istituzionale. Non è cosa da poco.
A poche ore dalla scelta di Mario Monti di non sottostare più ai ricatti di Berlusconi lo spettro che si aggira è proprio quello di una pericolosissima campagna elettorale. Forse il risultato finale non sarà devastante (i sondaggi oggi sono incoraggianti per il Pd e alleati eventuali). Ma sono questi due mesi che ci aspettano l’incubo vero, e con quale Italia e con quale Parlamento avremo a che fare da febbraio in poi.
Molto dipende, si dice, dalla scelta che farà Monti: avrà il coraggio di mettersi a guidare una forza politica di centro-destra, sfidando l’impopolarità della propaganda populista e le critiche inevitabili del centro sinistra? Ora che ha conosciuto direttamente la forza eversiva e ricattatoria di Berlusconi, si presterà ad ostacolarla direttamente? Consentirà all’Italia di poter contare su una destra democratica?
Le sue possibilità di arrivare al Quirinale, dopo una campagna elettorale giocata tutta contro di lui, si sono assottigliate. Il ritorno agli studi sarebbe una scelta comprensibile: dopo tutto quello che ha visto.
Disse, Gustavo Zagrebelsky, che il governo tecnico poteva essere un farmaco o un veleno. Forse è ancora presto per dare un giudizio definitivo. Perché sappiamo che ci salvò dal crack ma il suo errore fu di non vedere contemporaneamente il crack in cui mezza Italia stava già precipitando. Insomma, se errore ci fu, fu quello di pensare ai due tempi: prima il rigore, poi l’equità e la crescita. Questo non si poteva né doveva fare. E non era solo una mera questione di immagine, ma una questione di vita delle persone.
Adesso non resta che lavorare con l’impegno di una buona parte d’Italia affinché i populismi beceri, l’antieuropeismo e l’antieuro, insieme all’antitasse, non si saldino in un incontro che non può che portare al disastro. Del nostro Paese e delle sue istituzioni democratiche.
Adesso bisogna che il Pd sia all’altezza delle aspettative: che abbandoni i tentennamenti e le resistenze forti al cambiamento che ancora esistono al suo interno, che rinunci alle ambiguità e alle furbizie delle quali sono fatti i programmi, che presenti finalmente una carta d’identità non buona per tutte le stagioni, ma buona per questa stagione: tremendamente dura, tremendamente intrisa ancora dei veleni del berlusconismo.
Nell’immediato futuro che ha preso il via con l’annuncio delle dimissioni di Monti, avremo per la terza volta un Parlamento di nominati (forse parzialmente corretto dalle primarie del Pd). Avremo anche, come ormai accade da decenni, una Costituzione sotto assedio.
La stagione costituzionale che chiede Libertà e Giustizia è una strada che potrebbe essere scelta sia dalla destra democratica che dal centro sinistra che dalla sinistra. Una grande alleanza per salvare il Paese nel nome della Costituzione.
Sull’orlo dell’ennesimo baratro è una roccia a cui aggrapparsi. Forse la sola che ci sia concessa, oggi, e sarebbe infame sottovalutare la forza che da essa ancora sprigiona.

20 commenti

  • Condivido l’analisi e la guida non può che essere la Costituzione. Mi auguro che gli italiani questa volta sappiano distinguere e che i partiti residui e responsabili sappiano attuare le sacrosante riforme della politica, della rappresentanza, del fisco e del lavoro nellla linea dei valori della Costituzione. Ma ho paura che ancora una volta il ceto politico non sarà all’altezza

  • Il dramma vero è che B. rappresenta i mascalzoni, gli evasori, i furbi dei quartierini, e purtroppo l’Italia ne è piena. Quando fa gli annunci, sono dei veri messaggi in codice: “abolirò l’IMU” = “evasori d’Italia, non vi farò pagare le tasse” tanto ci sono sempre i soliti noti a pagarle. Se prenderà tanti voti, che non si dica che gli italiani hanno la memoria corta, ma si saprà qual’è la percentuale di disonesti!. POVERI NOI!!! Come dice Ellekappa: “San Vittore, salvaci tu!”

  • Ed intanto…
    -la crisi di governo cancella l’asta per le frequenze. Lo Stato ci rimette un miliardo;
    -si estingue prematuramente la norma sulla incandidabilità dei condannati;
    -di taglio alle provincie non si parla più;
    -si consolida ilsenso di sfiducia verso l’Italia;

  • Avete confuso il pd e monti con la Costituzione. W la Costituzione, abbasso monti che l’ ha vilipesa e calpestata per 13 mesi nel silenzio vergognoso di tutti (il pd non merita menzione). E la Costituzione, per la quale sono morti i nostri padri e nonni, e’ ITALIANA. L’ Europa e’ una comoda invenzione di chi sta distruggendo questo paese (a corto di argomenti migliori). La vostra pochezza e’ stupefacente.

  • A volte tornano! E’ cosi !Noi pensavamo che otre al disastro in cui Berlusconi e suoi hanno portato il paese non si potesse andare,invece no,loro il pdl pensa di riuscire a fare anche di peggio.Berlusconi si candida nuovamente.Ma la domanda è : qualcuno lo voterà? E se lo voteranno in quanti? Il fallimento della compagine governativa della destra,lega compreso,è tale che lascia pensare che pochi oseranno dare ancora la fiducia a costoro. In campagna elettorale chiunque li affronterà avrà gioco facile nei dibattiti . E’ sorprendente la spudoratezza che alcuni rappresentanti del pdl hanno mostrato nel criticare il governo Monti. Veramente senza vergogna.Non commento oltre .Vorrei dire sulle dimissioni di Monti e sul fatto che si tornerà a votare.Era ora !Da tanto si chiedeva di poter tornare ad esercitare il diritto SACRO che ogni cittadino ha in democrazia,il voto. Nessun trauma dunque, si compirà un rito fondativo della democrazia ,dovrà essere una festa del paese tutto,dove i cittadini potranno liberamente esprimere il loro contributo al cambiamento della maggioranza in parlamento. Avremo ancora il porcellum , è vero , a tanti non piace ma a qualcuno è comodo. Per fare accettare di buon grado una simile legge elettorale il PD dovrebbe estendere le primarie “APERTE” alla scelta dei candidati al parlamento.Allora forse si potrebbe sperare in cambiamento di modello della partecipazione dei cittadini alla formazione delle liste elettorali. Con le parole di Zagrebelsky il governo tecnico è stato un farmaco ,una medicina amara certo,ma ci è servita ad abbassare un po la febbre e sperare in una futura guarigione.Dobbiamo scegliere bene i medici.

  • ALLE URNE! … ALLE URNE!
    Non sarà difficile convincere i milioni di tartassati (il popolo) che il voto è l’unica risorsa per liberarsi da un governo esoso e gabelliere tecnicamente fiscalistico.
    Per le prossime votazioni, nell’immaginario collettivo, la figura di Berlusconi apparirà come il Robin Hood di Sherwood che riscatta i Sassoni dalle soperchierie Normanne. Sarà pure un’iperbole retorica, ma nella realtà fallimentare in cui versa il popolo proletario e borghese, il salvatore dell’euro e della Ue che siede a Palazzo Chigi, Mario Monti, altri non sarebbe che la longa manus dei “poteri forti” in conto dei quali opera e preserva ricchezze e imperio.
    Sarà fiato sprecato tentare di convincere i tartassati che l’iperfiscalità è una TECNICA necessaria per consentire al Paese di riprendersi dalla disastrosa crisi finanziaria che lo travolge; i superstiti della rigorosa fiscalità si aggirano disperati e tumultuanti fra le piazze e vie d’Italia in cerca di un salvatore che sappia riscattarli dalla miseria che li affama. Chiunque alzerà le insegne della riscossa sarà il cavaliere eletto e a lui il popolo indirizzerà le sue suppliche perché il miracolo si compia.
    Non saranno le figure scialbe e compromesse come Bersani (ieri sera REPORT ha dipinto uno squarcio disastroso del MPS banca orchestrata sotto la bacchetta del Pd di Siena), Grillo, Casini, Montezemolo, Vendola, Tabacci, Veltroni o chi per loro, che timoneranno l’Italia fuori dell’uragano.
    In democrazia il popolo vota il consenso per chi gli fa vedere il futuro migliore del presente e tanto basta perché le elezioni si trasformino in un abracadabra che porta al potere il prescelto da Dio.
    Parlando d’insegnamenti che ci illuminano sul significato di certa terminologia non è fuor di luogo rammentarci che: “Senza Libertà voi non potete compiere nessuno dei vostri doveri. Ove essa manchi Giustizia, Morale, Uguaglianza non hanno più significato” (G Mazzini).
    E quale sarebbe mai la libertà del cittadino se non fosse libero dal bisogno?
    Berlusconi non sarebbe stato peggiore di quello che ce l’hanno dipinto se una certa stampa di sinistra non l’avesse diffamato insistentemente per denigrarlo e privarlo di quell’autorevolezza che accompagna qualsiasi impresa di alta funzionalità. Lo stesso all’estero, in combutta con la congiura interna, si è cospirato per denigrarlo in ogni modo. Nessun uomo è privo di pecche, specialmente se è il potere che lo culla. Berlusconi non ha demeritato più di qualsiasi uomo fiero della sua mascolinità. Se questa è una colpa, Berlusconi ha demeritato, ma in questo caso tutti gli uomini di potere meriterebbero la gogna: mi risparmio l’elenco, sarebbe lunghissimo.
    Gli artifici inscenati per denigrarlo hanno fatto il loro tempo, e, i cittadini che lo votarono, lo rivoteranno perché il consenso è peculiarità della democrazia: se non altro, sia la disfatta elettorale (qualora conseguita) a negargli questa legittimità.
    Celestino Ferraro

  • Non posso credere che Sandra Bonsanti (né Monti, né Napolitano, né qualunque persona minimamente attenta ai fatti politici) abbia avuto mai l’illusione dell’uscita di scena di Berlusconi. Dal ’94, da quando ci ha provato e al primo colpo ci è riuscito, Berlusconi – che fosse al governo o che fosse all’opposizione – ha usato tutto il potere personale che detiene per deviare a vantaggio e a protezione personale il funzionamento di ogni istituzione costituzionale. E’ sempre stato lampante che lo farà finché sarà biologicamente vivo. L’entità del danno prodotto dipenderà da due variabili: il potere personale (soldi, cariche, lavoro, visibilità, sesso) da lui tuttora detenuto e distribuibile in varie forme ai cortigiani e il servilismo dei cortigiani stessi. A prima vista sembrerebbe che entrambe le variabili siano di entità preoccupante.

  • Cara bonsanti, devo correggerti; non è uno spettro quello che si sta aggirando per l’italia e che sta mettendo a dura prova sia i mercati finanziari sia le aule dei tribunali trasformate in caravanserragli fatti di avvocati deputati che la sera preparano i codicilli da inserire nelle leggi ad personam e la mattina successiva poi indossano la toga in udienza per incassare l’ordinanza dilatoria, ma una semplice mummia, che per il momento, è ancora fasciata dalle bende bituminose, ma che, con l’aiuto della pirateria mediatica e non, potrebbe liberarsene per continuare a tenere in scacco un paese ormai spossato e distrutto dal sogno visionario inoculato con l’etere televisivo e per continuare ad ammanettare il popolo dei conservatori italiani per il tramite di quelle quattro o cinque amazzoni che gli sono rimaste fedeli e che invaderanno con il loro vociare ochesco il monoscopio pubblico. Diceva de filippo che doveva passare la nottata, ma qui se ritorna la mummia (il film rocky dovrebbe essere arrivato a 5 con b. saremmo alla mummia 6) la nottata durerà quanto quelle dei poli.

  • Non ho mai creduto che Berlusconi avesse abbandonato la politica. Egli ha lasciato che altri facessero il lavoro”sporco”, che altri si esponessero agli insulti. Berlusconi è rimasto dietro le quinte. Nel momento cruciale è uscito alloscoperto per creare scompiglio, quasi disperatamente, per raccogliere i cocci del Pdl e sistemare ancora un pò alcune sue vicende giudiziarie. Questo è tutto. Altri motivi non ne vedo.
    gilbtg

  • Partecipazione.

    Visto che si voterà ancora con questa legge elettorale “porcata”, non si può prescindere dalla partecipazione diretta ed interessata dei cittadini nella selezione dei candidati.

    Nei partiti (e anche fuori), ognuno nella sua parte, è inderogabile che le persone di buona volontà (la Società Civile?) facciano sentire la loro voce e, ove necessario, facciano salire forte la propria protesta.

    Contro “figuri” incandidabili, contro posizioni demagogiche che non portano in alcun posto.
    Per stimolare il dibattito e la discussione, selezionare le idee migliori, le persone, il merito.

    Sono morti in tanti per consentirci di poterlo fare liberamente.
    Non consentiamo che tutto questo vada perso:
    l’Italia adesso siamo noi.

  • Solo su un punto non concordo. Non mi sembra si possano definire errori le scelte del Governo tecnico. Monti ha seguito una linea precisa, da cui io, da semplice cittadina, prendo “rispettosamente” ma con fermezza le distanze.

    Prima o poi dovremo pur ricominciare a parlare anche di politica.
    Allora saremo in grado di ammettere che in politica, pur con tutta la moderazione possibile, esistono idee profondamente diverse ed anche in conflitto?
    O dobbiamo continuare a parlare per sempre di leader e di tattiche?

  • Non posso fare a meno di tener presente l’avviso che hanno trasmesso le elezioni in Sicilia (dove è stato eletto un “sinistro” alla Presidenza della Regione) quando la destra compromessa e collusa con le organizzazioni criminali è stata deprivata del suo potere per la scarsa affidabilità

  • Sarà, ma sono moderatamente contento della ricomparsa di Berlusconi. La ragione risiede nel fatto che si buscherà una sonorissima sberla elettorale e non potrà in seguito neppure blaterare che l’insuccesso del suo cartello, della sua corte dei miracoli e dei miracolati, poteva essere dipeso dalla sua assenza sul palcoscenico.
    Certo si paga un prezzo ma in realtà lo si stava già pagando sotto forma di ricatti evidenti che l’uomo fiero della sua meschinità (più che della sua mascolinità come è stato grottescamente scritto in un post) poneva in essere all’ombra riparatrice dei suoi lacchè.
    Passerà la tempesta elettorale, Monti o non Monti, un governo meno indecente di quello franato un anno fa, uscirà sia pure con tutte le incognite, presenti e a venire.
    Purtroppo farmaco e veleno non sono alternativi, basta guardare all’etimo della parola, e, con ogni probabilità, altro ce ne toccherà e l’illusione che in un mondo interconnesso come quello attuale si possano concretamente ipotizzare modelli sociali diversi cozza contro la realtà dei reciproci condizionamenti della globalizzazione e della necessità di mantenere il vagone Italia agganciata al treno non solo europeo ma mondiale.
    Realisticamente per i tempi attuali il meglio che ci è consentito (purtroppo o per fortuna secondo opinione) è solo una saggia navigazione a vista auscultando i battiti di ala nel globo che possono ben più delle ambizioni nazionali (anche quando sono eticamente apprezzabili e non ragli demagogici). E anche la bussola della costituzione, e qui un “purtroppo” deciso ci sta, rischia la smagnetizzazione sovrastata com’è dalla montagna della logica economica globale. Ma tant’è qualche riferimento è pur necessario.

  • Che B. non si sarebbe tolto di mezzo era purtroppo scontato, così come era scontato che questa legge Porcellum sarebbe rimasta tale e quale anche per questa tornata elettorale: Monti ha saputo solo fare della bassa macelleria tagliare, tagliare senza indicare nessuna via di uscita, non una luce fuori dal tunnel. Gli altri paesi, proprio perché in crisi, rilanciano, investono piuttosto in ricerca, in formazione, snelliscono burocrazie, facilitano le giovani imprese, noi qui sappiamo solo azzoppare. E le anatre zoppe si sa che fine fanno!
    Personalmente, avevo giurato a me stessa che mai più sarei andata a votare con questa “porcata” di legge elettorale, forse vale la pena suggerire a chiunque sia schifato (siamo in tanti, immagino) che vale la pena prendere la scheda e semmai metterla bianca nell’urna, almeno si alzano i numeri di voti necessari e gli si rende la “vittoria” un po’ meno facile. Per il centro sinistra invece chiederei di mettere in lista solo gente giovane, facce nuove, nuova linfa, nuove idee, per favore basta dinosauri , non fosse altro che per smarcarsi dalla destra e come primo punto la non ricandidabilità dopo due mandati, grazie!

  • Sono stanco!
    Sono stanco del ritornello stantio, sa di pane ammuffito, dell’anziano berlusca.
    Sono stanco di tutti quelli che, servi e avversari, hanno subito ricominciato a urlare: berlusca!
    Dopo un anno, che, servi e avversari, hanno al massimo sussurrato, quasi avessero pudore, su berlusca.
    Per un anno tutti, servi e avversari, hanno avuto timore di compiere atti osceni a nominare berlusca.
    Sono stanco di tutti gli Italiani, servi, che hanno bisogno di credere nell’asino che vola.
    Sono stanco di tutti gli italiani, cittadini, che non credono all’asino che vola, ma devono parlarne, e basta!
    Dopo vent’anni tutto quello che c’era da dire è stato detto, scritto, filmato, registrato, archiviato, ecct. ecct. Ecct.
    Per gli italiani, servi e avversari, la memoria è corta, non ricordano che il film è sempre lo stesso, più vecchio.
    Sono stanco del populismo, o neo fascismo, che tutto riferisce agli interessi di un solo berlusca.
    Sono stanco di tutti i populismi, personalismi, grillismi, che vede un solo uomo al comando che ingrassa.
    Dopo vent’anni di fascismo, una faticosa parentesi di democrazia, vent’anni di berlusconismo, è ora di crescere!
    Per tutti, servi e cittadini, è necessario riappropriarsi del proprio tempo, della dignità e diventare adulto!
    Sono stanco delle ideologie, delle diversità inconcludenti, delle storie esemplari rimaste tali.
    Sono stanco dei veti, delle purezze, delle ideologie irrancidite che sono letame per il berlusca.
    Sono stanco!
    Ma sono vivo!
    Ho ancora la forza di ribellarmi a questo stato di cose, perché sono vivo, e sono un cittadino.
    Pretendo che si parli di problemi reali, non degli zombi che si sono rimessi ad urlare le sguaiatezze di sempre.
    Pretendo che si affrontino i problemi reali, con equità, giustizia, libertà dai condizionamenti dei morti viventi.
    Dipende da noi, e, pertanto, dipende da me, cittadini, non sudditi, che questo possa accadere.
    Dipende da noi che i nodi che ci stanno strangolando siano sciolti e ripartire per uno sviluppo sostenibile.
    Dipende da noi affrontare il debito, lo spread, l’evasione, la corruzione, le mafie, gli sprechi, il familismo.
    Dipende da noi riappropriarci della cultura, della scuola, della sanità, della giustizia giusta.
    Dipende da noi che non si avveri mai il sogno dello zombi berlusca.
    Dipende da noi che sia possibile la rivoluzione dolce della cultura.
    Dipende da noi operare affinché il lavoro diventi veramente quello che promette la Costituzione.
    Dipende da noi rendere la Costituzione pienamente operante e non oggetto di compromessi al ribasso.
    Dipende da noi la costruzione di una Europa dei cittadini, non dei burocrati: Europa federale democratica.
    Dipende da noi la costruzione continua di qualcosa che nessuno ci regala: la democrazia.
    Sono stanco!
    Ma sono vivo!
    E lotto!

    Cari Liberi e giusti
    Con questo mio “rap” voglio ricordare, a noi e a chi deve prendere delle decisioni, tre cose:
    • Campagna elettorale sulle cose da fare, che sono tante e fondamentali, con parole di verità, e non sullo zombi berlusca!
    • Primarie vere per le candidature di Senato e Camera dei Deputati, anche se i tempi sono strettissimi, visto che ci tocca ancora il porcellum!
    • Partecipazione attiva. Ritengo la situazione talmente grave e pesante, paragonabile ad una situazione di guer-ra, che nessuno può indignarsi e astenersi; anzi invito tutti ad essere parte attiva in questa campagna elettora-le. Indignarsi non è sufficiente! Occorre partecipare a tutti i processi democratici e non solo delegare!

    Dipende da noi, Alberto

    P.S.: sembra che le primarie per i candidati si faccia! evviva

  • Pingback: Alleanza per la Costituzione | Libertà e Giustizia

  • Libertà e Giustizia non muta mai d’ali,
    su Berlusconi dirige i suoi strali,
    piace sentir come corre alla fine
    del millesimo appello senza alcun fine.

    La vicenda dell’Ilva dovrebbe aver mostrato come Monti è un nemico dell Costituzione persino più sciagurato del vecchio Berlusconi. La sua adesione ai dettami costituzionali è esclusivamente formale, nei fatti ne tradisce l’essenza: l’ignora dove può, la calpesta quando ritiene.

  • stavolta penso. (almeno lo spero) che la bella trovata del Cavaliere di utilizzare una sua televisione per vendere i suoi prodotti non trovi quell’efficacia quel risultato(se non molto ridotto) sugli ascoltatori, perchè in contemporanea le televisioni Rai (evviva le riforme fatte)non sono state al giochino, quindi l’effetti mediatico è stato senz’altro ridotto… ma il conflitto d’interessi deve essere risolto, non è possibile avere un personaggio che a suo piacimento suoni il piffero: Ricordiamoci inoltre del falso in bilancio, e faremo passi avanti verso una diversa democrazia..
    corrado stefanini

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