La battaglia (vinta) di LeG sul Pgt

4 associazioni (LeG, Arci, Acli, Legambiente) impegnate in un progetto comune, 9 incontri con i cittadini per spiegare il PGT (Piano di Governo del Territorio), 2 incontri pubblici a Palazzo Marino con le forze politiche, 1.200 partecipanti, 10 urbanisti coinvolti, un appello pubblico (con FAI, WWF, Lipu, Genitori Antismog, Ciclobby, ChiamaMilano), 16 osservazioni depositate.
Una lunga battaglia civile, che è entrata di forza nel dibattito politico che ha portato all’elezione di Giuliano Pisapia.
La nuova amministrazione – onorando un impegno assunto in campagna elettorale – ha annunciato che metterà mano al PGT approvato dalla giunta Moratti, rivalutando le osservazioni: la città è stata infine ascoltata.
Sul tavolo, ci sono già le nostre proposte per una città più moderna, vivibile e solidale.
Chiediamo di connettere le trasformazioni urbanistiche a un programma realizzabile di servizi e di infrastrutture per la mobilità collettiva, aperto alla dimensione metropolitana e ai capitali privati. Di ripristinare una trama per le destinazioni d’uso, le densità e le morfologie. Di favorire la riqualificazione delle volumetrie inutilizzate, rendendo più coerenti le previsioni di nuova edificazione. Di superare l’attuale disimpegno rispetto ai grandi interventi in corso. Di garantire trasparenza ai rapporti pubblico-privato, e alle negoziazioni che sosterranno l’attuazione del piano. Di indirizzare le poche risorse disponibili all’edilizia sociale da destinare all’affitto. Di limitare nella misura i diritti edificatori legati alla perequazione, vincolandoli a un credibile progetto nelle aree di origine e in quelle di destinazione. Di riconoscere il valore degli spazi aperti, specie nel Parco Sud, e dei tessuti urbani di pregio storico, culturale e architettonico.
Non nascondiamoci: LeG ha fatto la prima mossa, promuovendo una campagna di partecipazione, elaborando idee e mettendole al servizio della città, creando una rete sempre più vasta con associazioni e forze politiche.
Ha mobilitato consenso quando a molti sembrava impossibile persino farsi ascoltare.
E’ questo, quello che noi intendiamo per “impegno” della società.
Leggi l’intervista al sindaco Pisapia su Repubblica Milano del 18 luglio

4 commenti

  • E’ vero, la nostra associazione, con la guida di Stefano Pareglio, ha svolto un lungo e accurato lavoro di approfondimento critico sul pgt e questo e’ un esempio di come possiamo intervenire concretamente su temi che riguardano la vita collettiva, anche se connotati, come nel caso del pgt, da rilevanti aspetti tecnici.

  • Il nuovo capitolo secondo cui Formigoni ha VINTO il suo braccio di ferro con Pisapia sull’Expo, che si dovrà per forza cementificare in modo assurdo i dintorni di Milano, dopo che i milanesi hanno dichiarato, firmando un referendum cittadino, che NON VOGLIONO ALTRO CEMENTO MA VOGLIONO PIù VERDE, tutto questo è disgustoso.
    Ovviamente, chi fa proprio schifo è la Moratti, che ha fatto il sindaco solo per incrementare i suoi affari pubblici e privati, evidentemente e Formigoni, che segue la legge del potere a tutti i costi.
    Capisco che Pisapia avesse un obbligo di tempistica, ma noi cittadini cosa vogliamo fare? Sempre accettare a testa china?
    Libertà e giustizia non deve dimenticare che ‘cementificare’ non è solo brutto ma è anche un favore a mafia, camorra e ‘ndrangheta. Ci vogliamo ribellare tutti insieme una volta per tutte?

  • Bene l’onore dell”impegno” della società post Moratti,ma il progetto dell’architetto Boeri,voluto appositamente da Pisapia al suo fianco in Giunta,come da intese elettorali sul prg che fine ha fatto ?.

  • Leggo, sul nostro sito e su alcuni giornali, una rappresentazione che ha poco del vero: Giuliano Pisapia, sottoscrivendo l’accordo per le aree Expo, sarebbe diventato un cementificatore, a differenza di Stefano Boeri, che con forza ha criticato tale accordo.
    Le cose non stanno esattamente così.
    Se volessimo fermarci alla superficie, potremmo ricordare che Pisapia e l’assessore De Cesaris hanno con coraggio impedito la pubblicazione del PGT di Masseroli/Moratti, che invece Boeri avrebbe inteso pubblicare per poi revisionare.
    Ma non è così che si affrontano questioni tanto delicate per la vita della città.
    Su Expo c’è stato per ora un “via libera condizionato”.
    Il via libera era necessario per impedire che la realizzazione dell’evento andasse in crisi (è però vero che il BIE ha dormito per anni, e ora, per ragioni di royalties accelera …).
    Le aree interessate all’evento sono sempre le stesse, anche quando operava la Consulta che disegnava il layout di Expo: però non risultano negli archivi preoccupazioni per i possibili benefici privati.
    Ancora: è chiaro che non si portano infrastrutture per fare parchi, dati i costi degli interventi e la drammatica scarsità di ricorse.
    Infine le densità indicate nell’accorso sono da intedere come massimo: compito del Sindaco e della Giunta sarà dunque quello di ridurre i volumi e di destinarli a funzioni pubbliche o di interesse collettivo.
    Seguiremo la vicenda da vicino nei prossimi mesi.

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