Buon compleanno Italia

Un tempo i Grandi parlavano così: “L’Italia non sarà mai libera e prospera con i Preti”. Firmato: Giuseppe Garibaldi. Una letterina inviata nel 1868 a un suo amico e esposta da un antiquario fiorentino insieme a una vecchia bandiera. Certo non si chiedevano, i Grandi: “sarà condivisa, questa mia affermazione?”. Dicevano quello che pensavano e la gente capiva.
I piccoli politici italiani che festeggiano  i 150 anni non sanno più parlare al popolo. Forse è meglio così: che non si sappia davvero cosa frulla loro nella testa.
BUON COMPLEANNO, ITALIA!

17 commenti

  • Amare una cosa maltrattata da chi null’altro avrebbe che amarla e servirla,senza poter farci nulla.Amare una cosa dalla quale si vorrebbe fuggire per cause altrui.Non c’è niente di peggio.Quella cosa per noi si chiama Italia.

  • ..Nei fatti l’Italia non è mai esistita! Quando in un paese vige la differenza economica tra Nord e Sud, dopo ben 150 anni quando non si è rimosso quel disprezzo iniziale da parte dei “liberatori” nei confronti delle popolazioni meridionali, quando non si è fatta piena luce su stragi tipo Bronte ad opera dei garibaldini e Pontelandolfo – Casalduni ad opera dei piemontesi, quando tutti seguono in maniera codina l’inesistente “questione settentrionale”, quando un partito xenofobo e localistico (non presente infatti al Sud) come la Lega Nord è titolare di importantissimi e strategici Dicasteri (ma è costituzionale un fatto del genere?), disprezzando e remando contro l’unità morale, culturale ed economica del Paese, risulta essere molto labile il concetto unificante di nazione ed anche l’inizio dell’inno nazionale “Fratelli d’Italia…” assume il significato di una amarissima ironia.

  • Non sono mai sicuro che la gente dica veramente quello che pensa, a meno che si parli di calcio e non abbia nulla da perdere. Spesso le piace suggerire e sentirsi suggerire quello che non può dire ma che può lasciar intuire. Così, l’infrazione della legge non viene cavalcata a parole ma giustificata dalle allusioni. Le quali ci fanno credere che l’infrazione viene data per sottintesa e sfigato chi non lo capisce o si ostina ad agire come se così non fosse. Berlusconi è il gran cerimoniere e il Grande Inquisitore (dostoevskianamente parlando) della sceneggiata che piace tanto a tanti italiani. Temo, perciò, che il nuovo assalto alla diligenza berlusconiana, fatto di coccarde, coccardine e inni di Mameli finirà gheddafianamente, il che, fuor di metafora, equivale a berlusconianamente: le profezie che lo davano millanta volte spacciato, si sono poi spacciate da sole. E LUI è sempre là, mito e lusinga di quella piccola italietta che è ormai convinta che sia un perseguitato, anzi, no, che è davvero colpevole, ma che è la bandiera sdoganante e giustificante un’idea della giustizia a misura di ciscuno, ovviamente legata alla misura (economica) di ciascuno. L’Italia non s’è ancor desta e, se per caso si sveglia, state sicuri che il Grande Incantatore avrà sempre la sua piccola italietta che crederà che, a svegliarla, è stato proprio lui.

  • Nella mia giovinezza l’Italia era un vaso d’oro, nel quale potevo coltivare tutti i possibili sogni.
    I sogni che traboccavano dai lontani poeti e dai recenti eroi delle mie colline , i cui racconti della Resistenza erano ancora caldi di lotte e libertà.
    Oggi, al calar della mia vita, il vaso è vuoto.
    Ho colto una rosa, una sola , e l’ho posta in quel vaso per poter ancora almeno sussurrare :
    viva la mia, la nostra Italia !!

  • All’improvviso amo l’Italia, non più solo il suo meraviglioso paesaggio e la sua arte, le sue bellissime città: ora l’amo perché ho un sogno, una nuova coscienza, ripenso ai ragazzi della Repubblica Romana, che andarono a Roma per morirci combattendo, in nome dell’Unità, grazie a loro e Buon compleanno Italia.

  • La Presidente di L&G ha scritto il suo epitaffio sui politici italiani.
    Aspettiamo comportamenti conseguenti.
    Che non sono l’attesa della resurrezione o la speranza del nuovo che non puo avanzare e non sarebbe pronto.
    Ma nella sollecitazione inesorabile delle migliori elites del paese perchcè assumano direttamente, nel rispetto della Costituzione, l’onere e l’onore della guida della Repubblica, compito per il quale hanno già dimostrato di avere lo spessore morale, culturale, professionale.
    BUON COMPLEANNO (povera) ITALIA!
    Paolo Barbieri

  • Anch’io amo l’Italia, ma NON quella che gli odierni “politici” lasciano in un abbandono desolante, senza tener conto delle reali necessità del popolo che sono chiamati a governare.
    Ma non lo fanno, perchè impegnati a pensare ad “altro.”
    Speriamo in quel rigurgito di dignità che spesso ci ha sollevato da tanti gravi problemi anche se, per ora, nessun segnale sembra annunciarlo.
    Buon compleanno ITALIA!

  • L’ITALIA festeggia la Sua unita’. L’ITALIA e’ nostra madre e noi i suoi figli.
    Sono d’ accordo che alcuni dei Suoi figli causano il Suo declino, ma ci
    sono milioni di figli che vivono e respirano per questa PATRIA.
    Sopra tutto quelli che vivono all’ estero.
    Vorrei lanciare il seguente messaggio a tutti quelli che sono del parere
    contrario : L ‘ITALIA NON SI TOCCA!!!!!!

  • Anche mio padre Piero Colombi, azionista e resistente, diceva così. Ma non tutti i preti: di alcuni per bene, con cui aveva fatto non poche battaglie antifasciste era molto amico.
    Condivido!
    enrico

  • condivido incondizionatamente la frase dell’Eroe dei 2 mondi “L’Italia non sarà mai libera e prospera con i preti” E’ pur vero che un vecchio adagio che dice “ognuno porta l’acqua al proprio mulino”, ma a tutto vi è un limite.L’intromissione delle gerarchie clericali nella vita politica italiana è giunta a livelli insopportabili. In Italia non si muove foglia che il vaticano non voglia. Questo è il risultato dei patti lateranensi firmati da mussolini nel 1929 e riconfermati da craxi nel 1994.Dettati dalla necessità d’avere consenso e supporto delle gerarchie ecclesiali . Purtroppo in questa Nazione , causa l’opportunismo (ed anche l’ignoranza) non è possibile delineare una reale demarcazione tra laicità e religione(bisognerebbe dire religioni). Ma lo Stato deve essere laico ed occuparsi dei problemi di tutti e lasciatemi dire “dell’aldiquà” , non essere coinvolto in dogma che riguardano solo la coscienza
    degli eventuali fedeli. Non è ammissibile che uno Stato si intrometta nella politica di un’altro Stato democratico . Libera chiesa , si certo. Ma anche finalmente libero Stato , privo di condizionamenti religiosi.
    giuseppe nida

  • Viva la nostra carissima Italia e quei sacerdoti che vi hanno da sempre diffuso con il loro esempio e la loro parola gli ideali di amore, di verità, di carità, di libertà del Vangelo. Viva quei tanti sacerdoti che sono morti per l’unità d’Italia, nelle galere fasciste e per la Resistenza.
    Il nostro grande Garibaldi parlava in un periodo storico che non è l’attuale. In quello stesso periodo il grande statista Cavour, il costruttore economico e diplomatico della nostra Nazione, parlava di “libera Chiesa in libero Stato”, echeggiando in termini politici le lapidarie parole di Cristo, rivolte ai farisei che l’avevano interrogato per metterlo in difficoltà: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.

  • COMMENTI COME QUESTI FATTI IN AMERICA AMAREGGIANO TUTTE LE FESTE:Il volto dell’Italia mostra “un’economia stagnante, un enorme debito pubblico, un mercato del lavoro rigido”, “il sistema legale è inefficiente, il sistema educativo è di modesta qualità, il crimine organizzato allunga i tentacoli sul paese”, la politica estera è debole come dimostrano le “incerte risposte agli eventi rivoluzionari nel Nord Africa” e “peggio di tutto, Mister Berlusconi, il politico che domina da 17 anni, è un premier che senza scusanti è fallito nel promuovere le riforme economiche e i cui eccessi senza vergogna, privati e pubblici, hanno affondato il prestigio dell’Italia ai livelli più bassi dal 1945″. IN GALERA DEVE ANDARE. W LA BOCCASSINI RESISTI RESISTI RESISTI E RIDARAI ONORE ALL’ITALIA

  • Come rovinare,lasciando dietro di sè un afrore da retrobottega straccionesco,la cerimonia alla Camera : i transumanti delle orobie assenti ed il loro illuminato nume che chiacchiera con le mani in tasca,rivolgendosi a quel gentiluomo del ministro delle finanze,suo sodale. Degni rappresentanti di quelle oscene categorie che,pur di far soldi,sono disposte a scendere a patti con le peggiori organizzazioni criminali (riascoltare il recente discorso di Draghi). Che orrore !

  • BOCCASSINI ,NON SPOSTARE IL PROCESSO DEL SULTANO A DOPO IL 6 APRILE , COME RICHIESTO DAL SIGNOR MANGIAPANEATRADIMENTO PERCHE’ DIETRO LA MASCHERA C’E’ UN CAIMANO CHE SFRUTTA GLI ERRORI O LE INGENUITA’ ALTRUI. HAI VISTO QUANTO E’ COSTATO AL POPOLO ITALIANO L’ERRORE O L’INGENIUTA’ DI NAPOLITANO AD ATTENDERE UN MESE LA RIFORMAZIONE DEL GOVERNO DANDO LA POSSIBILITA’ AL NANO DI FARE ACQUISTI IN PARLAMENTO?
    ED ANCHE LA LEGA CHE HO VOTATO SI E’ LASCIATA TRASPORTARE PER 19 ANNI IN UN MARE DI KAKKA METTENDO SUL RIDICOLO L’ITALIA INTERA?

  • Uno staff composto da cortigiane e i cavalier serventi!
    Quale civiltà, progresso, evoluzione umana se il Presidente del Consiglio si comporta allo stesso modo di un capo tribù?

  • L’UNITÁ D’ITALIA , IL GRANDE EVENTO EUROPEO DEL 1861

    Come prevedibile nell’era del Villaggio Globale, anche lo Stivale evolve rapidamente.

    Il Bel Paese è infatti, a 150 anni dall’Unità raggiunta, un enorme contenitore. Il quale appare con gran bei colori, con valli e montagne, con angoli verdi e laghi bucolici. Contenitore, all’inizio del XXI secolo, con qualche speranza perduta, qualche progetto politico fallito, ma anche promesse sgonfiate, illusioni smentite. Non mancano anche affermazioni di progressi o conquiste, rivelatesi poi dei fallimenti.

    Si tratta, è ormai chiaro a questo150/mo anniversario, anche di un’evoluzione continuata in una direzione negativa : verso l’échec degli obiettivi che furono definiti, a metà 800, con rivoluzioni, sangue, fucili e sacrifici di genti diverse. Li vollero, tali obiettivi, genti con forze coraggiose e cuori gagliardi, tutte accomunate da una speranza : fondare un nuovo stato unico, un vero Paese europeo, mettendo insieme mentalità, capacità, e cucine diverse, legate alle diverse regioni finalmente unite.

    La nuova nazione, appena formata, inizio’, come altri stati europei, a percorrere i sentieri della storia. Con alleanze, guerre e conquiste, aventi lo scopo di ottenere, per i futuri Italiani, un posto al sole dell’Europa. Uno spazio riempito con materiali, invenzioni e con il duro lavoro, all’ombra di bandiere al vento. Ma anche con mezzi di produzione e con potenze industriali che si sviluppavano, andando verso la modernità, complici l’impegno e la capacità dei nuovi Italiani.

    Generazioni di Italiani sudarono e regalarono al nuovo Paese sforzi di muscoli e slanci di cuore. Molti di loro morirono convinti di aver regalato ai propri discendenti una speranza, una potenza, una modernità, un nome rispettato. Ci fu il grande sviluppo di un’industria e di un commercio nazionali, fra cui da segnalare le evoluzioni dell’era di Giolitti (a cavallo del 1900) e il cosiddetto “miracolo italiano” degli anni 1950-70.

    Con l’unificazione, le diverse strutture sociali/gestionali degli staterelli diventarono formalmente unica società nazionale. Solo formalmente. Infatti una seria inchiesta storica (che dovrebbe completare l’inchiesta sociale del sottoscritto, fatta a confronto con la U.E. occidentale) mostrerebbe probabilmentre che, nel corso degli ultimi 60 anni (forse dei 150 anni ?) ci sono sempre stati “poteri nascosti”, attivi nel chiuso di stanze blindate, capaci di mediare, condizionare, frenare, i formali poteri nazionali. L’immobilismo recente è figlio di tale scenario.

    Dove siamo poi finiti ?

    Ci siamo accorti, all’inizio di questo secolo, che l’eredità promessa non è ben conservata, anzi è in corso di disfacimento. Difficile trovare oggi, nel Bel Paese: la pace sociale, le risorse sufficienti ai molti appetiti di parte, capacità di gestione efficiente nelle istituzioni, speranze da lanciare in alto per poter superare qualche difficoltà. In alcuni contesti si sono apparentemente nascoste, o appaiono raramente, la certezza del diritto, la coesione sociale e l’affidabilità di programmi sbandierati dai vari governi. Le facce grige aumentano, davanti ad insuccessi o a promosse non mantenute. Le speranze di progresso sono rare o perdute. Il potere di acquisto scema. La fiducia dei cittadini nella gestione del Paese da parte di questi politici, sembra poca assai. La povertà rischia di avanzare, se non si riconosce la vera realtà sociale italiana, con una buona dose di realismo. E’ necessario focalizzare il quadro entro cui avvengono le evoluzioni negative di una società che non ha grandi capacità sociali positive: è questo il primo passo da fare, se si volesse rinnovare (da sopra a sotto) il Paese.

    Le evoluzioni degli ultimi venti anni sono state raramente positive. In certi settori è oggi evidente l’immobilismo di un “fu pimpante Paese”. Anzi comincia ad apparire una degradazione dei comportamenti sociali, una difficoltà frequente nei rapporti fra i cittadini e lo stato. E insieme diviene più evidente il grippaggio di alcuni servizi pubblici, specie nel Sud.
    Gli invocati investimenti degli imprenditori (Italiani o non), invocati dai politici, non si vedono. Ma ci possono essere imprenditori disposti a investire, nel Paese che non garantisce la certezza del diritto, la selezione dell’eccellenza,l’efficienza di servizi e le gestioni corrette dell’amministrazione pubblica ?

    La società, unificata 150 anni fà , mal vive due divaricazioni, le quali appaiono sempre più chiare :

    - quella fra la società italiana e le altre società europee occidentali ;
    - quella fra il Paese legale e quello reale, talora nascosto.

    Le evoluzioni negative sono divenute recentemente più visibili, in parallelo con il peggiorato funzionamento dei bastoni e delle carote, talora gestiti da funzionari pubblici non motivati per il progresso del Paese, ma piuttosto sospinti da interessi o tornaconti di parte. Appare il lassismo nella società. La doppiezza in aumento nella vita pubblica fa divenire dubbie o non chiare le evoluzioni sociali su cui i cittadini pongono le residue speranze ed attese e che i politici sbandierano come decisioni di progresso.

    La crisi sociale, negata dalle istituzioni, è invece ben chiara a molti cittadini, che ne soffrono le conseguenze. Fra le conseguenze della crisi si notano :

    - che i diritti dei cittadini, garantiti dalle leggi, si rivelano teorici ;
    - la inefficiente, inaffidabile – talora terribilmente complicata – gestione di molte amministrazioni pubbliche ;
    - i costi troppo elevati di alcune gestioni statali (in almeno due casi – energia elettrica e costruzione infrastutture) doppi rispetto alla media europea ;
    - la poca autorevolezza e fiducia che i rappresentanti italiani riscuotono, nelle discussioni e contatti europei.

    Il fattore maggiore di degrado e immobilismo sociali : le pressioni sullo stato formale da parte di consorterie e cricche esistenti nell’ombra, perché esso ceda qualche residuo potere formale, qualche prebenda, o faccia scelte di qualche tornaconto privato, ha generato : a) la non volontà dello stato di adottare forti contromisure, dopo la scoperta di Tangentopoli (che fu commistione di affari di partito o di clan o congrega con i ruoli pubblici), che arrestassero il dilagare della corruzione ; b) la sempre maggiore diffusione, per mano di uomini investiti di ruoli pubblici, di lottizzazioni e affidamenti di cariche pubbliche senza l’uso del criterio competenza, sostituito dal criterio complicità realizzate nell’ombra..

    L’abusiva condotta delle istituzioni esisteva già (ma in misura minore) negli anni ’50.
    La realtà di questo fatto è evidenziata da una nascita che molti ricordano :
    60 anni fa nacque il partito dell’Uomo Qualunque, con programma : “Eliminare gli abusi e le sopraffazioni dello Stato sui cittadini”. Partito di un certo successo, il quale spari pero’ alla morte del suo fondatore, Giannini, senza riuscire a raggiungere l’obiettivo.

    Essendosi fiaccata, negli ultimi decenni, la forza o la presenza degli antivirus istituzionali, i”tornaconti di parte” degli uomini di alcune istituzioni sono divenuti più visibili. Iniziano ad apparire alla luce del giorno i dissapori fra VIPs della società o delle istituzioni, che si accapigliano per prendere il controllo delle risorse o strutture. Intanto molteplici sprechi (da cattiva gestione, da lottizzazioni, da scelte di managers non professionali) sono in aumento, senza che a nessuno venga in mente di eliminarli (forse perché alcuni sono rendite di posizioni personali ?). Appaiono, in questo secolo, allarmi della Corte dei Conti, relativi agli effetti sul bilancio nazionale della inadeguata lotta alla corruzione e dell’assenza delle riforme istituzionali, pur dichiarate necessarie ormai da un lustro.

    Intanto, mentre la Corte dei Conti, probabilmente la sola, fa denunce, tanti politici, formati alla scuola della Commedia dell’Arte Politica, si danno da fare con frequenti belle dichiarazioni pubbliche, discussioni parlamentari senza risultati, litigi troppo frequenti dentro o fuori il parlamento. Litigi che sono talora inframezzati da auspici del tipo “da domani più rispetto per l’avversario” o “dobbiamo lavorare per il Paese” ….. E tanti auspici degli ultimi anni, tali sono rimasti, a lungo. Fra gli auspici, da notare quelli frequenti del Capo dello Stato, il quale fa quel che puo’ : dice alcune verità, cosa apprezzatissima dai cittadini, ormai tanto stanchi degli scenari inventati o deformati dai politici…. Ormai pare che, essendo molto aumentata la sfiducia nelle istituzioni, l’ultimo baluardo solido rimanente è la fiducia nel Capo dello Stato, diffusissima. Ma santo Napolitano potrà fare il miracolo ?

    I motivi delle evoluzioni negative del Paese sono tanti, ma non se ne vuol discutere. Chi è più è portato alla riflessione, rispetto a chi vive nel Bel Paese, li puo’ raccontare con la sensibilità di espatriato, avendo fatto per tanti anni paragoni con l’Europa occidentale.

    I ministri della P.I., dall’unificazione del regno d’Italia a oggi, non hanno mai capito che la famosa frase “Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani” indicava la necessità di un’azione educativa determinata, continua, seria (non all’italiana) e ben organizzata.Dopo l’Unità, bisognava, era evidente a persone di buon senso, educare, strutturare una società, chiarendo i diritti e doveri dei cittadini e dello stato, cioé un Patto Sociale. Per più di un secolo cio’ non si è fatto. E nel nuovo Regno d’Italia si continuo’ a gestire la cosa pubblica come prima dell’Unificazione, mediando fra i tanti interessi di parte, legati spesso a poteri nascosti o espressione degli ex staterelli unificati. Clans e principati han continuato ad agire singolarmente, quando lo hanno ritenuto utile o possibile. E’ vero che, all’inizio delle evoluzioni, l’ autorità del re limitava in qualche modo le dispute fra consorterie e ghenghe nascoste. E vero che, fino a dieci anni fa, i clans agivano nell’ombra, in quanto il doppio scenario ed il doppio linguaggio diffusi nelle istituzioni permettevano di far finta di gestire un “popolo unico”, di proteggere i suoi interessi nazionali. Mi chiedo se non siamo divenuti ….. l’ esempio europeo del doppio scenario ? E se siamo degli europei, in termini di mentalità e capacità gestionali ?
    Negli ultimi quindici anni l’attivismo dei poteri nascosti, insieme alla globalizzazione, ha fatto saltare il coperchio del calderone, ove erano e mescolati e in ebollizione i tornaconti di parte. I quali divengono ora più visibili e sembrano in aumento a causa del problema sociale non risolto..

    Una seconda tendenza negativa : pur vivendo in Europa, gli abitanti dello Stivale non sembrano aver grande interesse per l’organizzazione e qualche altro strumento o valore che è necessario per gestire un Paese. Come la chiarezza, la coerenza, l’efficienza, la correttezza e l’onestà, il rigore, la responsabilità, il realismo, il valore, il merito che genera impegno, applicati alla vita sociale. Cioé i valori positivi, conditi da bastoni e da carote. Quei pochi che c’erano trent’anni fa sono stati spazzati via da politici senza scrupoli, ma non solo da loro…. Non è chiaro agli Italiani perché questo sia avvenuto. Forse perché il serpente corruzione viaggia un po’ troppo veloce ? Forse perché gli Italiani, leggermente distratti dal calcio e da spettacolini TV insulsi ma con belle cosce, non vedono cosa succede nella società ? (Barzini lo disse : “Gli Italiani danno un’occhiata rapida …. ; e credono di aver capito !). Forse per i troppi mesi di calura ? I veri motivi si vedono dall’Europa…. Ma sta di fatto che, oggi, gli Italiani accettano qualsiasi sopraffazione dal potere, senza protestare. E intanto, gli SPRECHI aumentano, esponenzialmente…., e gli Italiani restano sonnambuli !

    In sintesi, dopo la grande avventura (l’Unificazione,1861), alle promesse fatte non furono accoppiati gli strumenti necessari per mantenerle. Cosi la nascita di una (si disse) “nazione” inauguro’ la tradizione politica del promettere, ma non realizzare. Non fu creato un Patto Sociale funzionante, pieno di chiarezza e di certezze, che fissasse i doveri dello stato e indicasse ai cittadini diritti e doveri. Fu pero’ subito definita la struttura del fisco per tassare le nuove popolazioni, evitando di scoprire che la popolazione del Sud – troppo ignorante – andava educata da esperti di pedagogie per popoli arretrati. Il Sud si è vendicato un secolo dopo, inviando la mentalità mafiosa nel Piemonte-Sardegna e Lombardo-Veneto…….( i cui cittadini fino a sessant’ anni fa disprezzavano i meridionali per la loro mentalità).
    Ormai si è diffusa, in troppe regioni , la vita sociale doppia. Una finta società nazionale da una parte (la sceneggiata), ma anche dall’altra le associazioni esprimenti i tornaconti nascosti nell’ombra, le quali lavorano come termiti. Abbiamo tante termiti che non esitano, per tornaconti di parte, a mangiare la carne (le risorse) dello Stato. Quanto durerà questo disfacimento dello Stato ?
    Any way out ? La via d’uscita esiste, ma è una strada molto stretta. Sapranno gli Italiani, che si muovono in un pantano di interessi e tornaconti di parte, che non hanno il senso dello Stato, identificarla in maniera sicura ?
    Completare l’Incompiuta Unità : è urgente
    L’ unica reale possibilità di avere un futuro, comincerà da una riflessione seria (immune da interessi delle parti politiche) sulla realtà effettiva, quella che non è stata detta, ma si conosce. Espatriati qualificati e di buona volontà potrebbero testimoniare quali sono i GAPs del sistema Italia verso le condizioni di sviluppo possibile, anche perché sulla vita sociale grava oggi una sorta di allucinazione collettiva. Essi potrebbero mostrare cosa é un patto sociale, come si costruisce una “società della fiducia”, come si inventano i bastoni e le carote, quali sono gli strumenti necessari a gestire correttamente un Paese : si tratta della via maestra che permetterebbe un giorno, se sforzi e metodi adeguati saranno usati, la buona gestione del Paese e il ripartire dello sviluppo economico.
    Costruire una “società della fiducia” ? Essenzialmente si tratta di decidere : “Abbandoniamo lo scenario di cittadini e stato che si ignorano, talora sono nemici ; educhiamo e strutturiamo il Paese in modo da ottenere uno scenario di collaborazione positiva tra Stato (con la “S” maiuscola) e Paese”, ove tutto divenga chiaro. Che è poi l’unico scenario compatibile con un’economia in crescita……, in quanto renderebbe impegnatiper il progresso ed efficienti tanti cittadini scettici e svogliati.
    Ecco l’unico modo realista per finalizzare l’Unità Incompiuta. Il collante per gli Italiani (definiti “pecore anarchiche” da Prezzolini) ) dovrebbe essere l’Educazione (che è un complemento dell’istruzione). Un tale processo, necessario, urgente, permetterebbe agli Italiani – oggi non troppo Europei – di mettersi i pantaloni lunghi !
    Antonio Greco
    angremi@orange.fr

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