E se il Cavaliere uscisse di scena

E se domani Berlusconi uscisse di scena, travolto dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie, più che dall’opposizione politica. Lasciato solo dagli alleati. Dalla Lega, che ha già annunciato l’intenzione di andare subito al voto, se il federalismo si arenasse in Parlamento. Da Umberto Bossi, sempre più infastidito dallo stile di vita del Premier (a cui consiglia di “darsi una calmata”).

Criticato dagli industriali, che considerano l’azione economica del governo insufficiente contro la crisi. (Lo ha ribadito anche ieri Emma Marcegaglia.) Dalla stessa Chiesa vaticana, fino a ieri indulgente seppure imbarazzata. Danneggiato dall’immagine internazionale, a dir poco logora. Infine, elemento definitivo e determinante, sfiduciato dagli italiani, dai suoi stessi elettori. (Nonostante i sondaggi degli ultimi giorni non suggeriscano grandi spostamenti elettorali. Segno di un’assuefazione etica molto elevata).
Anche in queste condizioni, Berlusconi, probabilmente, resisterebbe fino in fondo. (“Non mi piego, non mi dimetto, reagirò”, ha ripetuto due giorni fa.) D’altronde, ha sempre dato il meglio (o forse il peggio) di sé di fronte alle emergenze. Sull’orlo dell’abisso. Come il barone di Münchausen, che riesce a sollevare se stesso e il proprio cavallo, tirandosi su per il codino.

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3 commenti

  • Scusi, Sig. Diamanti, ma mettiamo che Berlusconi muore (come può capitare a tutti le altre persone), o molla tutto facendoci un gran pernacchia: che cosa facciamo?
    Una Nazione di 60 milioni di abitanti perisce insieme al suo “capo”?
    A me sembra una questione di buon senso: più Berlusconi resta più le cose peggiorano. Prima se ne va e prima, a destra e a sinistra, qualcuno si rimboccherà le maniche.

  • Il Cavaliere non uscirà di scena a meno che qualcuno riesca a buttarlo fuori. Ma chi? Lui ha sistemi collaudati e poteri (economico e mediatico) per rigettare qualunque attacco. Bisogna prima ridurlo in miseria. Un terremoto nelle sue molteplici attività economiche, a cominciare da un sano boicottaggio di tutti i suoi prodotti.Qualunque cosa verrà dopo di lui sarà meglio di un lui o simil-lui perennemente al potere. Questo è il momento delle scelte. I suoi compari e la sua “corte dei miracoli” deve capire che, oltre all’onore già perso, presto potrà perdere tutto.

  • Condivido appieno i primi due commenti, augurando però, lunga vita al Cavaliere (magari sarà peggio che morire?…capita a volte?). Indebolire la sua immensa ricchezza, ridurrebbe, la sua capacità “tecnica” di manovrare l’orgia dei suoi suoi sostenitori politici e non. Bisogna capirlo infine, che l’essere capo del governo+ televisioni e giornali e attività correlate, contribuisce alla sua formidabile ricchezza! Cioè, se i suoi mezzi, derivassero solo dai compensi inerenti la carica, e, non anche dalla rendita di posizione, non avrebbe I MEZZI per ricevere, dai politici che contano, l’attuale e, poco edificante, appoggio. Per questo, condivido l’UTOPIA che se potesse essere più povero, o almeno meno ricco, l’ITALIA, non solo le opposizioni, otterrebbero le su dimissioni. Irrinunciabile punto di ripartenza.
    Questo si che posso augurarlo, a me ed a tutti gli Italiani che soffrono.

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