Che vergogna

Caro Giuliano,

ti scrivo queste due righe col cuore oppresso da tristezza e sgomento. So che la mia pena è del tutto personale e che non cambierà nulla degli atteggiamenti che ti contraddistinguono in questa fase della nostra storia. Eppure non posso fare a meno di rivolgermi a te, nel nome di un’antica parentela e amicizia. Ieri sera, leggendo i resoconti della conferenza stampa di Verdini (e vedendoti al Tg1, acceso solo per seguire come avrebbero dato la notizia) ho pensato a Giovanni, tuo zio, e a Mario, tuo nonno. Agli amici ho mandato un sms per dire: per fortuna che Giovanni non c’è più….

Tuo nonno. Mentre aggredivi diffamandola Claudia Fusani, colpevole solo di fare domande, quelle “vere”, ho pensato alla vita giornalistica di Mario, interrotta brutalmente dal regime fascista e poi destinata a proseguire quasi clandestinamente con Giovanni Amendola alla vigilia del suo assassinio. Alla fine della guerra, proprio per ricordare Amendola, Mario Ferrara raccontò in uno splendido intervento (poi pubblicato sul Mondo di Pannunzio) cosa fosse un giornale e come la sua vita sia legata inscindibilmente con la verità: i guasti che i diffusori d’inganni possono produrre sono gravi e possono portare alla fine della libertà.

Da quello che capisco, tu preferisci ai liberali scomodi e minoritari di allora gli spiriti piduisti, preferiresti la compagnia di fratelli nella P2 come Calvi o Sindona o Gelli. O Silvio Berlusconi.

Giovanni tu lo hai conosciuto bene. Sapeva anche essere impulsivo secondo il temperamento focoso di voi Ferrara. Ma aggredire una giornalista che sta facendo il suo mestiere, diffamarla sulla base di insinuazioni volgari, Dio, che pena… Che vergogna, caro Giuliano.

Tu, di liberale non hai assolutamente niente, non sai cosa significhi libertà se non quella che è cara al tuo capo e cioé la libertà d’insulto e di fare quello che piace e serve a se stessi.

Penso alle cose che diceva tuo padre, che pure non veniva da una scuola di libero pensiero. Penso ai tanti amici che si riunivano in via dell’Orso, penso sì a un pezzo della mia vita e soffro per te. Sbaglio, non ho alcun titolo per sentirmi così offesa e scusa questa intrusione nella tua vita. Cercherò di non farlo più.

Sandra

La solidarietà di LeG a Claudia Fusani

79 commenti

  • Cara Sandra, come sai ho voluto molto bene a Giovanni, che mi manca sempre molto. Credo di sapere cosa avrebbe detto a commento di un episodio come quello di ieri che ha visto protagonisti Giuliano e, con tono ancor più offensivi, l’onorevole Stracquadanio. M’avrebbe raccontato, scovandolo nell’archivio della sua straordinaria cultura e saggezza, un fatto analogo di trenta, cinquant’anni fa, ottanta anni fa. Qualcosa di altrettanto sgradevole e pericoloso. Poi avrebbe aggiunto: “Quello che non accetto è che cose così accadano ancora. Molti sono morti e tantissimi hanno sofferto per creare un’Italia migliore. E invece eccoci qui… Ma non dobbiamo arrenderci, mai”. Da oggi voglio ancora più bene a te e a Giovanni.

  • da vecchio liberale concordo con Lei che il dr. Ferrara non ha assolutamente nulla di liberale.
    Cerco spesso di trovare i motivi che spingono una persona a simili comportamenti. Arrivo sempre alla medesima conclusione: la ricerca di compiacere il potente di turno per lucrare qualche vantaggio personale.
    Cordialmente

  • Mi chiedo perchè un uomo così abbia fatto carriera, pur avendo utilizzato il diritto d’insulto un metodo di lavoro. Pensa forse che non abbiamo sufficiente coraggio per resistere a questi attacchi o sufficiente intelligenza per capire da quali distorsioni della realtà provengano?

  • Carissima Sandra,

    le parole con le quali noi intendiamo esprimere onestamente i nostri sentimenti, le nostre sensazioni positive , negative, dolorose e riprovevoli, a seconda dell’esperienza che viviamo, ormai non hanno più senso per la moltitudine di certi personaggi “servi della “voce del loro padrone”.
    Noi non ci sentiamo complici di questa scellerata operazione di un “verbo” stravolto ed usato nella più spregevole metafora mediatico-pubblicitaria, per “vendere, illudere e far apparire altro” ciò che invece è : spregevole.
    Ormai le parole non valgono più per certe persone che ne camuffano l’essenza , il significato e il significante: la nostra è una lotta impari che parte dall’informazione corretta e chiara che ormai non c’è più. Ecco perchè Saviano “fa male”.
    Lo stravolgimento del significato della parola”USATA ed ABUSATA”allo scopo di avere un significato ed un significante diverso in un contesto planetario che ne vìola l’essenza stessa e la pone in un contesto diverso con un senso”mataforico”ancora più vicino e più comprensibile alla gente comune, sta proprio qui la bravura e la sua capacità di”farlo essere sempre vincitore!”.
    Che importa se la Legalià=Stella polare è lontana dalla terra e dagli umani, ma tutti la vedono -esiste, è là, la notano tutti -ma è inavvicinabile, imprendibile, irragiungibile a tutti coloro che vorrebbero sfiorarla e renderla sempre lucente ed efficace come la LEGALITA’ , purtroppo bistrattata, violentata, repressa, occultata e VANIFICATA

    Un esempio?:La DISTANZA tra S.B. e la Stella polare

    Il presidente del Consiglio, qualche ora dopo, commentando un’operazione dei carabinieri, probabilmente provato dalla fatica, si sbilanciava comicamente con un:
    -“La legalità è la mia stella polare”.
    Peccato che …
    La Stella Polare(Polaris)si trovi a 433 anni luce di distanza dalla Terra.
    Perciò anche la legalità è distante”.? .. anni luce” dal pianeta Berlusconi e da tutti i suoi complici e sodali come il soggetto a cui è rivolta tutta la tua indignazione.
    Con stima .
    maria rosa

  • Riempiono il vuoto morale con urla ed offese.
    Sono arroganti, incolti, privi di rispetto per gli avversari ma, malgrado ciò, purtroppo godono dell’appoggio della maggioranza degli elettori, della maggioranza di noi cittadini italiani.

  • Si può assistere al profluvio di miseria comportamentale e alla tracotanza di Giuliano Ferrara senza indignarsi? No!
    Come non essere al fianco di Sandra che, con il cuore oppresso da tristezza e sgomento, denuncia la deriva verso la miseria culturale e comportamentale assunta da Giuliano, nipote dell’indimenticabile Giovanni Ferrara.
    Giovanni se n’è andato una sera, discreto, pudico, proprio mentre, sereno, stava in mezzo ai suoi allievi di una scuola che porta il suo nome. Eravamo a Pavia. Scomparso giusto in tenpo per non assistere allo scempio di un cognome illustre da parte di un leggiadro “elefantino”, capace invece di praticare un incedere devastante.
    Sì, a Giovanni è stato risparmiato di assistere alla deriva di Giuliano, per fortuna, Ma ma noi no, ed è un’ottima ragione per intensificare la vicinanza e la militanza intorno a Sandra e al suo lavoro in Associazione.

  • mi spiace tantissimo per questa situazione che immagino , sento , leggo , dolorosissima

    nel suo particolare storico ,familiare , affettivo è la metafora del nostro paese, lacerato , sempre di più , sempre di più dentro le stesse famiglie, nella famiglia più grande smarrita in intalligenza e affetti.
    la cosa che poi mi fa male è che pur non considerando l’irruenza e il rispetto alla natura di ognuno di noi diversi dall’altro, stona ogni volta la violenza che fa a cazzotti con chi come Ferrara rivendica spiritualità che infatti non è tale , ma pregna del peggio dei fondamentalismi ….

    come si fa a viversi dentro se stessi reazioni che fanno completamente a cazzotti con “la croce” che si è abbracciata per poi finire a darla in testa agli altri, non lo capirò mai

    potrei continuare sul piano di tutte le contraddizioni violente di cui soffriamo come paese, sia sul piano laico mai sviluppato nel senso piu ampio di vera indipendenza dell’uomo da qualsiasi chies , sia sul piano piu personale , che tale dovrebbe rimanere delle ipocrisie di una fede fatta così a posticcio, ma non mi sembra il caso …meglio rispettare il dolore della presidente Bonsanti e di tutti noi-

  • IO SONO CON GIULIANO DAGLI ESORDI

    Figurarsi se Giuliano Ferrara ha bisogno della mia penna per difendersi dalle accuse che vorrebbero mortificarlo. A me sembra, comunque, che la faccenda odori di politicheria lontano un miglio.
    Mentre si è sacerdoti e vestali integerrime della democrazia, si aggredisce, per eccesso di democrazia, l’azione verbale di un signore, giornalista, grosso e grande giornalista, sol perché ha osato insinuare, in conferenza stampa appositamente convocata per il reprobo Denis Verdini, che la collega sussiegosa, Claudia Fusani, che poneva domande moralistiche all’ex ministro (dimissionario), avesse qualcosa da farsi perdonare dal suo passaggio silente dalla redazione di Repubblica a quella de l’Unità.

    L’Unità è sempre il quotidiano fondato da Antonio Gramsci e resta tuttora il faro portuale delle caravelle di sinistra sballottate dalle onde dell’avversa politica. E Giuliano Ferrara, la cui cultura s’è maturata all’ombra del Cremlino (il papà già direttore e inviato de l’Unità a Mosca), ha succhiato il latte del comunismo quando i suoi coetanei si coccolavano il doroteismo: ed è figlio genuino del Sessantotto.

    Come e perché lasciò Torino e il PCI lo spiega nella sua biografia scritta sul Foglio ma resta che il comunismo per lui non è più di casa ed anzi ha molto contribuito alle fortune politiche di Silvio Berlusconi. Era un suo diritto democratico e l’ha esercitato senza remore.

    Oggi, l’etica democratica che si tenta d’inculcare nelle masse incolte e fanatizzate, vuole che l’essere democratici comporti necessariamente un asservimento al linguaggio prestampato in modo che gli epiteti si ripetano come un “brainwashing” che condizionerà il pensiero degli elettori. Cosa che Giuliano aborre categoricamente.
    Definirlo, e ridicolizzarlo con epiteti che nulla hanno a che vedere con il dibattito politico, dibattito idealmente impossibile per chi assume prevenzioni linguistiche e moralistiche, non è opera meritoria per la democrazia. Anche se è comprensibile, per chi l’ha visto crescere, dolersi d’aver perduto un cotanto ingegno alle file della sinistra.
    È filosofia superba la democrazia, non c’è di meglio per governare l’uomo, ma anche la libertà democratica può essere malmenata dall’idealizzazione demagogica del vituperio.
    Celestino Ferraro

  • Carissima Sandra,
    bellissima la tua lettera a Giuliano Ferrara anche se ti sara’ costato tanto dolore scriverla.
    Coraggio continua nel tuo impegno.
    Un abbraccio Anna Maria Lichinchi

  • Sandra ti abbraccio… e non vale provar vergogna per chi non è degno del nostro rispetto.
    Questi sono mondi diversi …noi siamo donne ed uomini liberi, loro sono solo servi .
    Giovanni, forse, avrebbe scosso la testa e le spalle …gli occhi rivolti in basso …

  • Mio padre, mio nonno, mio zio, mio cugino, sembra una faccenda familiare, ma non lo è, o, se lo è, la questione è marginale. Persone che hanno e fanno politica, di questi solo Giuliano è in vita, gli altri non ci sono più, purtroppo. Ho riflettuto, dopo aver letto la lettera di Sandra, e conoscendo Giuliano, se fosse il caso dire due parole anche io, la cugina che non fa politica. Che senso ha che io dica quello che sento? Infatti, non ha alcun senso e non lo dirò, ma di un’altra cosa vorrei dire, invece. Con le parole, solo le parole, si può dire, fare e disfare il mondo, trasfigurare la realtà, usare una verità per uno scopo qualsiasi: abbiamo sotto gli occhi una Italia che sta abbandonandosi senza reagire alla fine della sua Storia e Cultura. Ma la Storia è Maestra, sono figlia di uno storico, l’ho mangiato con la pappa fin da piccina il senso profondo di questo significato: nella Storia è la ragione del nostro esistere e ne è anche la spiegazione delle parole. Libertà, se per caso avessimo dimenticato, o volessimo usare questa parola per scopi diversi, trova il suo significato laddove viene negata. Mario Ferrara, Maurizio Ferrara, Giovanni Ferrara hanno combattuto ognuno nel loro tempo e nel loro modo, un avvocato di antifascisti, un partigiano coraggioso e idealista, uno storico e politico laico e democratico. Loro non avrebbero avuto dubbi, sapevano bene cosa fosse la libertà. Adesso, guardando le immagini di Giuliano, so che da quella parte del mondo la Libertà vale solo come strumento di lavoro, diciamo. Mentre la Libertà è di tutti e si accompagna, in democrazia, con il rispetto e la tolleranza, soprattutto da parte della maggioranza nei confronti di una minoranza, come siamo noi. Giovanni citava, come esempio, una frase ” Non condivido le tue opinioni, ma combatterei fino alla morte perché tu sia libero di manifestarle”.

  • Scrive Celestino Ferraro:
    “Anche se è comprensibile, per chi l’ha visto crescere, dolersi d’aver perduto un cotanto ingegno alle file della sinistra”.
    Mi perdoni, il suo e’ servilismo o ottusita’?
    Qui c’e’ lo sgomento di chi deve constatare per l’ennesima volta di avere in famiglia un, intellettualmente parlando, mascalzone!

    Un forte abbraccio a Valentina,
    Sandro Damiani

  • Gentile Sandra
    La seguo da tempo con grande attenzione ed interesse e gratitudine per il suo impegno, ma mai come ora sento dirompente il bisogno di condividere con lei il senso delle sue parole a proposito del comportamento di Giuliano Ferrara, volgare e fascista, nei confronti non solo della giornalista Fusani ma di tutti coloro che ascoltavano, telespettatori compresi.
    Alla sig. Fusani va tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza, nella speranza che le persone come voi non demordano dall’essere custodi di una democrazia e civiltà che si fa sempre più debole.
    Grazie di cuore.
    Adriana Pillitu

  • Ho visto l’aggressione fascista del platintette barbuto alla Fusani: a questa gentaglia occorre rispondere per le rime e la Fusani gli ha risposto come si doveva. Alla Bonsanti chiedo: ha senso scrivere lettere a quello psicopatico di Ferrara? Quella di Bonsanti e’ una lettera ragionevole ma Ferrara di ragionevole non ha niente. La strada e’ una sola: quando la sinistra sara’ di nuovo al governo dovra’: 1) fare una LEGGE COSTITUZIONALE sul CONFLITTO D’INTERESSI, 2) Abolire TUTTE le LEGGI VERGOGNA! Ecco la risposta a gente come Ferrara. E per conseguire tutto questo la strada e’ una sola: l’azzeramento dei vertici del PD collusi con Berlusconi. Basta vedere come sono andate le votazioni per i componenti laici del CSM: praticamente anche i laici “di sinistra” personaggii che in qualche modo sono affini alle idee p2iste sulla giustizia che ha il cavaliere. Per cui alla fine, grazie alla collusione dei gaglioffi del PD, ci ritroveremo Vietti capo del CSM (vomitate!!!) e 8 a 0 per Berlusconi!

  • e’ stata una aggressione di una volgarità incredibile , forse perchè viviamo in un mondo volgare, in cui uomini delle istituzioni non si peritano di frequentare uomini condannati e screditati, che in qualsiasi altro paese sarebbero messi ai margini. Ah serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di province ma bordello.

  • Sandro scrive:
    30 luglio 2010 alle 17:16
    Scrive Celestino Ferraro:
    “Anche se è comprensibile, per chi l’ha visto crescere, dolersi d’aver perduto un cotanto ingegno alle file della sinistra”.
    Mi perdoni, il suo e’ servilismo o ottusita’?
    Qui c’e’ lo sgomento di chi deve constatare per l’ennesima volta di avere in famiglia un, intellettualmente parlando, mascalzone!

    Ormai si è così abituati all’insulto che sembra quasi normale insolentire un gentiluomo – intellettualmente parlando – sol perché è stato guelfo ed oggi è ghibellino.
    Ma come si permette? Non sono Giuliano Ferrara, né ho denaro da spendere per avvocati, ma la querelerei per l’insulto rivolto a Giuliano. Mascalzone! … con quale diritto qualifica mascalzone un uomo libero? Sarebbe questa la democrazia che dovremmo aspettarci (temere) qualora conquistaste il potere? Deus avertat!
    Celestino Ferraro

  • Ferrara, si stava parlando delle porcate di Verdini, interviene chiedendo alla Fusani di giustificare il suo passaggio dalla Reppublica all’Unita’, non mi sembre un delitto!!! Perchè la Fusani non ha chiesto che ci faceva lui nei servizi segreti ( Vedi Cia )ed intanto era iscritto al PC? E poi , visto che si parla di porcherie, perchè è diventato sostenitore di Berlusconi: Deve solo vergognarsi e basta!

  • Celestino Ferraro se la prende con questa smania che sopravvive in noi, quella di essere lucidi e certi di essere, con mille difetti dalla parte giusta del fiume. Nel senso che dalla nostra parte volendo si può intravedere un futuro mentre dall’altra parte come si vede, l’acredine e la rabbia di essere scoperti nelle mascalzonate rende irragionevoli e violenti. Le ” mascalzonate” poi, sono nella fattispecie quelle del signor Verdini, mica roba da poco. Aggiungo che la parola ” mascalzone” è sì una parola forte ma offensiva non poi così tanto, ha in sé una punta di rassegnazione, come dire scuotendo il capo ” Ma guarda che banda di mascalzoni ci tocca avere al governo…” Le sembra un modo offensivo di giudicare questo governo? Ci sarebbe ma da dire altro. Giuliano è un sanguigno, tratta gli altri come si aspetta di essere trattato. Il problema è che come ci tengo a ripetere, la Storia non si cambia. la rabbia di non essere compresi nelle scelte discutibili che si fanno nasce dalla pretesa di avere ragione per forza, magari Giuliano non ha ragione, può non averla? Mi domando, è lecito pensare che Giuliano Ferrara abbia torto? E’ lecito o no sostenere che Berlusconi abbia torto? O non si può dire! Perchè se non si potesse dirlo, allora sì che avremmo ragione, anche se già l’abbiamo.

  • E’ l’eredità lasciataci dalla generazione spregiudicata che in Italia fece il ’68: bocca sganasciata e giù profluvio di insulti a garganella quale tecnica d’assalto tesa a zittire l’avversario,allora spesso nemico al potere, da emarginare, tradotta da li a pochi anni nella pratica del “levati tu che mi ci metto io” !.

  • Grazie Sandra!Un’amico come te mi ha aiutato a ravvedermi da comportamenti gravemente sbagliati?Mi auguro che così avvenga per Giuliano.Sono allarmato dal gran numero di persone che,proprio in un periodo così incerto,precario,”liquido”,manifestano granitiche ed inscalfibili certezze,stanno sempre dalla parte della ragione(leggi:denaro e/o potere),ed hanno abolito dal loro lessico le parole VERGOGNA,SCUSA
    MI SONO SBAGLIATO.Ma forse dovrei avere più comprensione e cristiana misericordia verso persone dall’IO debole,incerto,impaurito,insicuro al quale si ribellano con atteggiamenti narcisisti,prepotenti
    Maschere di egolatria ipertrofica,di delirante onnipotenza che nascondono tanti impotenti,paurosi e vigliacchi incroci tra Don Rodrigo e Don Abbondio.A tutti costoro,ma anche a noi,l’augurio di incontrare ed accogliere con umiltà riconoscente persone come il card.Borromeo Sandra Bonsanti e diventare
    splendidi “INNOMINATI”.

  • Brava Sandra! Spero proprio che Giuliano Ferrara, erede non proprio degno di cotanta famiglia, abbia un sussulto di orgoglio per tale appartenenza e si vergogni dello spettacolo ignominioso di cui è stato comprimario.
    In tutti i modi e soprattutto sostenendo i politici, i giornalisti, i magistrati onesti e competenti diamo voce al Paese sano che ama la Costituzione e le Istituzioni autorevoli perché i meritevoli tornino alla guida dell’Italia e ci restituiscano la dignità di Cittadini.

  • Lei, Valentina, non mi sparigli il gioco, non è una partita di scopone. Dire MASCALZONE a qualcuno è certamente un vituperarlo, un offenderlo per il comportamento adottato o le parole usate: non si può, è un’offesa.

    Chi dissente da certe Finocchiaro o Bersani della sinistra, non commette nessun abuso, manifesta semplicemente il suo dissenso per quella politica che la sinistra si ostina a ritenere encomiabile: e son decenni che sopportiamo le angherie di questa sinistra ricettacolo di tutte le mezzecalzette della politica senza futuro.

    Può gratificare l’ego represso dei sinistri questo insultare per sfogare le proprie incapacità politiche, ma non può pretendersi che l’insulto venga legittimato per amor di … Patria.

  • Mascalzone : “persona d’animo volgare , privo di scrupoli o di scarso senso morale ,e dai modi abietti e spregevoli”.
    Nel caso di Giuliano Ferrara , gentile Signor Ferraro , si usino le accezioni che vogliamo , purché abbino attinenza con i fatti … magari evitando occhiali e magliette di parte.

  • L’ansia di perdere “centralità” nel Barnum mediatico di regime della pseudo- informazione TV , superato com’è dai vari Minzolini, Vespa, Fede e via scodinzolando, aiuta a comprendere gli atteggiamenti dell’ex comunista Ferrara, la cui ineducazione, specie nei confronti delle donne, resta comunque imbarazzante.

  • La volgarità, ineducazione, superficialità e ” “mascalzonaggine” diffusa dalle reti televisive in Italia a tutte le ore del giorno, parole e parolacce, donne e uomini che si insultano, hanno aperto la strada, chiunque non sappia comportarsi con civiltà ed educazione, sia da una parte che dall’altra oltre che ad essere maleducato e volgare, istiga chiunque a fare lo stesso. Giuliano ha sbagliato, qualunque cosa dovesse dire, ci insegnano da ragazzi, la si dice con educazione ed argomenti, così il ragionamento assume più portata. Tutto qui. La rissa va bene giusto per una partita a carte, fuori dall’osteria. Qui si fa politica. Gli animi si scaldano, ed è assolutamente legittimo, naturale, ma tutti sappiamo benissimo cosa corre fra la passione politica e un atteggiamento volgare ed offensivo. E Giuliano lo sa benissimo, ricorderà anche lui le discussioni accesissime fra suo padre Maurizio e mio padre Giovanni, io per la paura mi nascondevo in corridoio, giuro che non ho mai più sentito discutere con tanta passione due uomini, uomini fantastici, fra parentesi. (Mascalzoni!.. lo dico sempre ai miei figli…….. )

  • Signor Bruni, non per contraddirla né per saccenteria, ma provi a dare del “mascalzone” a un cittadino qualsiasi, politicante o meno, e se la querela, vediamo il giudice (codice alla mano) che ne pensa.
    Non credo che sia un diritto DEMOCRATICO dare del mascalzone a un nostro avversario politico. Ineducato? C’è la legge anche per l’ineducato: democraticamente parlando.

  • Gentile Signor Ferraro, concordo sull’”ineducato”, ma Lei, come definisce la sortita di Giuliano Ferrara vs. Fusani?

  • Che l’abbozziamo con sta storia del mascalzone!!! La sostanza rimane, allora, chiamiamolo aggressivo, le piace, è più corretto? Bene, allora Giuliano è stato molto aggressivo nei confronti della Fusani. Codice alla mano, giusto, democraticamente cerchiamo di volare alto, tutto sommato è molto meglio, più chiaro di così, oltre tutto la Fusani è una donna e qui parte un altro treno…..

  • Condivido tutto, eccetto le ultime due frasi, non sbagli, fai bene a sentirti offesa, occorre entrare anche nella vita degli altri, che non può lasciarci indifferenti, e se mai dovesse di nuovo capitare, fallo di nuovo.
    Un cordiale saluto

  • dirò la mia alla catalano ( quello di avanti tutta alla renzo arbore) :

    il potere si esprime in tante forme… e non deriva solo da chi ha il dio denaro dalla sua , tipo sb

    il gioco a chi ce l’ha più lungo è tipico anche degli intellettuali, a maggior ragione se sono quelli alla corte del re ( dei miracoli) , ma non è detto che gli altri non siano privi della stesa dinamica

    difatti è che , PURTROPPO, anche chi ha dalla sua il potere di una mente più “democratica” ( a parole) , cresciuta nel sapere tutta la conoscenza del mondo, non ci ha riscattato dall’alto della stessa che poteva liberare tutti gli oppressi , che siamo rimasti in italia, a farci la guerra fra poveri , ridotti a miseria e ignoranza che fa comodo ( non solo a sb e alle società legali e illegali, basati sugli stessi principi delle società mafiose)

    un Ferrara e cosi come lui , tutti gli intellettuali al soldo o non al soldo del re, tranne le dovute eccezioni ( presenti sia da una parte che dall’altra ) sono tutto tranne che democratici, come l’occidente di cui si vantano, perchè in realtà dai piccoli comportamenti si vede , al di la delle situazioni strumentalizzate dagli uni e dagli altri, la INCIVILTA’…..e la loro grammatica ANTIUOMO

    essere dei comuni mortali in mezzo a tutti gli altri, è stato progressivamente SVUOTATO..dai piccoli gesti CIVILI: quelli che portano a porgere un saluto se si incontra un vicino del proprio condominio, o una parola o un gesto completamente gratuita a chi è in difficoltà SENZA NULLA IN CAMBIO…senza sentirsi con una distinzione sopra gli altri ( tutti , dal più umile e piu ignorante , al più ricco di patrimoni materiali o immateriali) ….

    gli uomini di destra o di sinistra, dalla parte del padrone italia spa o no, si lasciano immaginare in questi piccoli gesti quotidiani , come si lasciava immaginare una grande amica del Ferrara o come si lascia immaginare tuttora un aqualsiasi antagonista di Ferrara ( che non è la presidente Bonsanti per intenderci, ma altre presenze anche in LeG come in ogni altro luogo)…si lasciano immaginare neio loro piccoli gesti , completamente INCIVILI , INEDUCATI, ANTIUOMO …pesanti proprio perchè tutto ci si potrebbe aspettare da chi ha studiato , non quindi come ignoranti che hanno allevato in batteria, ma invece ciò che si vede dai loro comportamenti , rientra perfettamente in ciò che hanno lasciato immaginare di loro e le loro invasioni barbariche, stillicidio su stillicidio dagli anni 60 ad oggi , x il gusto del potere x il potere senza vergogna della loro infinita pesantezza, contro l’arte minore più saggia, che anche la croce piu laica al mondo insegna:la lievità…l’insostenibile leggerezza dell’essere

    “La preoccupazione per la propria immagine è la fatale immaturità dell’uomo. É così difficile essere indifferenti alla propria immagine. Una tale indifferenza è al di sopra delle forze umane. L’uomo ci arriva solo dopo la morte.”
    m.kundera

  • Valentina concordo con te su ogni parola dei tuoi interventi.
    Per il Mascalzone ho citato la definizione del vocabolario Treccani , perché sfido chiunque a non riconoscere lo stile dll’intervento di Ferrara vs.Fusani “…abietto e spregevole”.
    Forse i suoi detrattori, tra i qualiil Sig.Ferraro misurano giudizi di merito in ordine alle doti : noi siamo tra coloro che alle doti ( ricevute) prediligono le virtù (esercitate), i principi ( atomi del nostro essere) ai valori ( fini verso i quali tutto è permesso).
    La tracotanza, la prepotenza e la violenza non la perdoneremo neanche ad Aristotele !
    Questo è il nostro lessico, questo è il nostro mondo . Non giudichiamo quello degli altri , ma non confondiamo il lupo con l’agnello e la vittima con il carnefice.

  • da ” Apologia dell’uomo laico ” Giovanni Ferrara
    …. E’ evidente dunque come la tolleranza del laico non sia né indifferenza per la posizione altrui, né il semplice stabilirsi d’un armistizio tra le opposte fazioni, in attesa che ciascuno colga l’occasione per distruggere l’altra, o finisca di morire di stenti. La tolleranza laica è invece attiva coesistenza dei diversi ed opposti, fondata sulla consapevolezza che questa è la legge della vita stessa e del mondo, alla cui violazione segue immancabilmente la morte e la dissoluzione del mondo. Quando infatti l’ultimo intollerante vincitore sarà rimasto solo, contro chi farà valere la sua propria natura, chi sottometterà al proprio dominio, a chi imporrà il proprio ordine?
    Non garantirà più niente e non sarà garantito più da nessuno.
    Cesare, quando gli consegnarono la testa di Pompeo, pianse; Ronald Syme ha spiegato sottilmente la cosa: Cesare pianse perché gli era stato sottratto l’avversario degno nella gara per la dignità ed il potere. Ma c’è dell’altro; c’è che ora davanti a Cesare restava solo la prospettiva del potere illimitato ( salvo alcuni ostacoli residui: il virtuoso e ottuso Catone e il vendicativo figlio di Pompeo, superabili e superati ), e cioè il potere insensato. Non per caso Cesare, alle idi di marzo, andò fatalisticamente incontro ad un vero suicidio per mano altrui ( e del proprio suo figlio ). La tolleranza, dunque, è un principio che spiega e fonda sé stesso, che si perpetua perché non si fa mai attorno il deserto, e vive anzi constatando e legittimando ad ogni passo il diverso.

  • @ celestino ferraro

    No, no, [l'Unità] non è un giornale libero, credo che l’unico modo di definirlo è un foglio tendenzialmente omicida! (dalla trasmissione televisiva Porta a Porta, 30 ottobre 2003
    Se mi ammazzano, ricordatevi che i mandanti linguistici sono Antonio Tabucchi e Furio Colombo, in concorso tra loro. (citato in Monica Guerzoni – Corriere della sera, 9 ottobre 2003, p. 10)

    Di Giuliano Ferrara ci sarebbero volumi da scrivere perché l’omaccione (si può dire ‘omaccione’?) ha fatto tutto il possibile per porsi al centro dell’attenzione in un’ansia di applausi per il suo genio incompreso che ne fa una figura, per me, patetica.
    Le due citazioni a margine sono,sempre per me, particolarmente significative. Ci sono persone che sanno di essere per davvero nel mirino e sono legittimate ad puntare preventivamente il dito contro gli esecutori morali o materiali. Ci sono persone che sono un niente (si può dire ‘un niente’?) e che hanno bisogno di autoproclamarsi martiri della causa quando nessuno, sano di mente, penserebbe di sprecarci nemmeno un colpo di pistola ad acqua.
    Tuttavia ‘omicidio’ e ‘ammazzare’ sono parole piuttosto grossette. Come definire chi le usa con tale leggerezza? Io direi, almeno, ‘buffone’. E non chiedo il permesso per dirlo.

  • Condivido la vergogna e lo scritto, parenti così bisogna lasciarli perdere, punto e basta!
    Consiglio la lettura (per ferrara e berluscones sarebbe tempo perso) del bellissimo saggio di Maurizio Viroli “La libertà dei servi ” Laterza.
    Leggere attentamente il breve pensiero di Paolo Sylos Labini e comportarsi di conseguenza.
    Cordiali saluti.

  • L’ineffabile Dr. Ferraro è riuscito a posare il cappello anche su questo tema e territorio, per la incomprimibile smania di esibire la propria unicità.
    In un forum qualcuno ha voluto ricordargli che qui gioca in casa d’altri, perciò professare in modo così plateale la sua devozione per mister B. e i suoi turibolanti è solo e volutamente provocatorio. Lui però non demorde, vuole a tutti i costi esibirsi, occupare in modo corsaro ogni spazio in cui gli sia possibile esibire se stesso e insiste nel considerarsi libero pensatore e quindi autorizzato, dalla pratica democratica, a manifestare qui, quello che alla giornalista dell’unità Giuliano Ferrrara ha troncato in gola aggredendola.
    Per favore, ragioniamo, non diamo ulteriore seguito a questa esibizione!

  • Diciamo che Ferraro grida forte perché la sua è l’unica voce controcanto. La scorrettezza e mascalzonaggine di G. Ferrara, perlomeno in questi commenti, è conclamata. Lasciamo che la coppia Ferraro/a si cuociano nel loro bouillon…

  • Purtroppo avere un padre nobile ed esempi familiari illustri non garantisce dall’essere arrogante e pieno di sè come nel caso di Ferrara. la sua posizione sullìaborto ne fa poi unh nemico della dignità delle donne. Personalmentre non mi meraviglio del suo attacca alla giornalista dell’Unità e penso che Ferrara non meriti neppura la bella e accorata lettera della Bonsanti. Cordialmente da iscritta a LEG

  • Signor Manni, rimango esterrefatto. Il suo fanatismo mi sollazza, crede di perorare una battaglia giusta ed è soltanto l’arroganza sinistra che prevale nel suo farneticamento.
    Non invochi il boia, in una democrazia il boia non può esistere, ed anche a me dovrebbe essere consentito di chiamare mascalzone chi non m’aggrada. Non è che, per caso, ha un elenco di tutti i mascalzoni da vituperare? Amici di G. Ferrara naturalmente.

    ps – Ben detto Costanza: ci cuoceremo nel nostro brodo (mi raccomando gli aromi).

  • Oh Costanza, che sbadata che sei ! Gli aromi, gli aromi ! Noi toscani li usiamo per dar sapore alle insipidità o per conservare sostanze biologiche destinate ben presto alla marcescenza !

  • Concordo con lo scritto di Sandra Bonsanti; Giuliano Ferrara rifletterà od avrà una riesplosione, ora contro Sandra?

  • @Celestino Ferraro

    ma con la sua enorme intelligenza, cultura, potere della sua mente, non è stanco di tutte queste cose da paese spappolato superfrantumato , vecchio e stravecchio così tanto da non aver nulla di antico dello spirito vitale necessario ?

    perchè sputtanare cosi la sua grande mente?

    di cosa ha paura?

  • pasolinante scrive:
    2 agosto 2010 alle 11:38
    @Celestino Ferraro

    ma con la sua enorme intelligenza, cultura, potere della sua mente, non è stanco di tutte queste cose da paese spappolato superfrantumato , vecchio e stravecchio così tanto da non aver nulla di antico dello spirito vitale necessario ?

    perchè sputtanare cosi la sua grande mente?

    di cosa ha paura?———————————–

    Paura, e di che? Viviamo in un paese libero (tolte mafie e camorre), chi dovrebbe farmi paura? Intanto la ringrazio per la forma gentile di dissentire dal mio punto di vista, è un bel ragionare con lei.
    Se sono stanco di questa “jacuella”(napoletano – azione non seria e futile)? Tremendamente stanco e schifato, ma al peggio non c’è mai fine: temo il dopo già saggiato prima. Devo elencare? Me lo risparmi. Grazie.

  • Non stiamo esagerando ? Tirare in ballo gli antenati illustri del Ferrara ( vergogna, Giuliano ! ) sparare cannonate su una intemperanza che è ( purtroppo ) abituale in tutte le manifestazioni ( vedi tv , ad esempio )
    mi sembra ridicolo , proprio ridicolo !
    L’animosità che si dimostra contro Ferrara è segno dell’ infantilismo politico della sinistra che si dispera per una frase ad effetto del Giuliano . Bon ton dimenticato ? Certo , ma accidenti è capitato a molti anche titolati ( a D come a S v. D’Alema ad esempio ) quindi per favore non drammatizziamo , salvo che serva a . Grazie per l’attenzione. RF

  • renatafranchi scrive:
    2 agosto 2010 alle 17:49
    Non stiamo esagerando ? Tirare in ballo gli antenati illustri del Ferrara ( vergogna, Giuliano ! ) sparare cannonate su una intemperanza che è ( purtroppo ) abituale in tutte le manifestazioni ( vedi tv , ad esempio )

    Gentile Signora, qualche democratico che più democratico non si può, mi rimprovererà per aver io approfittato del suo intervento per mettermi le penne del pavone. Per fortuna questo è un Paese libero ed anche il dissenso (benché ospitato) può liberamente avere legittimità. Certo, il D’Alema che manda a … il vicediretttore Sallusti non fa testo: chi è D’Alema nei confronti di Giuliano Ferrara? Appena un ex presidente del Consigli, un ex ministro degli Esteri, un presidente dei Servizi con tutto il corollario di onori che il Servizio garantisce. Io la ringrazio per aver osato tanto.

  • Gentile Signor Ferraro,

    prima di tutto la ringrazio di aver intercettato ciò che lei definisce con “gentile” di me. E’ che io non ho mai sopportato la violenza, verbale e fisica , di cui la prima è presente nella reazione sproporzionata di Ferrara nel caso in questione ….è ANCHE questa una delle tante forme di “disuguaglianza” di cui ovviamente non soffre solo G.F. , GF è uno dei tanti che da uno scranno, politico o giornalistico o culturale , si scompone…non si tratta di drammatizzare e dire non drammatizziamo , come è libera nelle sue espressioni la signora Renata ,è però già linguaggio passato da quel lessico della Milano da bere , che nulla aveva a che fare , con gli strumenti relazionali necessari a un paese oltre modo polemico e litigioso, già un po’ di “violento” di suo ….non drammatizziamo è quindi nascondere il problema sotto il tappeto

    a me piacciono personaggi che in italia non abbiamo ancora avuto il piacere di vivere, se non su casi isolati , della politica e della cultura, a destra o sinistra

    quando li abbiamo avuti,li hanno messi in condizione di essere gli ultimi mohicani, per poi piazzarseli, rigorosamente da morti, nel pantheon ( vedi per la cosidetta sinistra:capitini o bobbio, sylos labini, o sciascia, pasolini o don milani e via dicendo)

    passiamo dunque alla “paura” che abbiamo “comune”, di cui se posso mi permetto,dal basso della mia ignoranza(ma umile e spero che lo senta), alcune integrazioni:

    lei dapprima dice di non avere paura , se non circoscrivendola a mafie o cammorre , ma poi invece ce l’ha , e se posso permettermi ce l’ha uguale, libera e fraterna alla mia

    vediamo però se possiamo praticare quel metodo politico a tutto tondo , sicuramente smarrito nel “fatto” di dolore privato e pubblico, che ha generato la lettera in questione

    se noi ci arricchiamo di elementi che sanno illuminare le nostre paure, “qualificandole” correttamente ,come va fatto, forse arriviamo a FARCI ESEMPIO di comportamenti diversi da quelli che hanno procurato tante lacerazioni nel nostro paese, fra cui prendersi a torte in faccia

    dunque le parola “paura” che lei ascrive a minaccia o ricatto fisico, bersagli umani di mafie e camorre, dovrebbe estenderla per la consapevolezza storica a tutto il panorama da prima repubblica in cui siamo rimasti, alla demagogica da una parte e alla criminalità dei colletti bianchi ( anche politici) dall’altra..

    dunque se la lettera della presidente Bonsanti è un atto demagogico di sdegno per un comportamento “violento” , che mai e poi mai avrebbero usato i nostri migliori padri in ogni loro pedagogia , su più fronti del sapere essere UOMINI e non CAPORALI o SCERIFFI o DIPENDENTI(di un giornale del papi o di un antipapi), lei ai miei occhi avrà avuto ragione , altrimenti avrà mostrato un dissenso di cui io non ho capito il senso .

    A me non interessa misurarmi con un Sallusti o con un D’Alema ,nè con un prodi o con un berlusconi,nè con un Feltri o con un Latorre,nè con un Travaglio o un Santoro, a me interessa , anche per i miei fratelli( divenuti Italioti per alcuni ma per me no perché so ogni danno materiale e immateriale che hanno fatto agli ingnoranti come me) , che nessuno possa più presentarsi loro per non farli , e divorarseli come Belve.

    un caro saluto
    :-)

  • ec
    scusi le ho scritto ( come di solito) , d’un fiato, dentro il box , senza correttore. x “Camorre” ed altri errori , chiedo scusa in anticipo

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