Vannacci, Genova e il Parlamento Europeo

09 Luglio 2026

Elisabetta Rubini Consiglio di Presidenza Libertà e Giustizia

Questo contenuto fa parte dell’osservatorio Autoritarismo

Un momento di una manifestazione di Camera del lavoro e ANPI di Genova

Invito a una reazione collettiva e consapevole per contrastare una strategia politica che punta a destabilizzare il sistema democratico attraverso odio e discriminazione. A partire da Genova, dove sabato 11 luglio si terrà una manifestazione di Vannacci: Camera del lavoro e ANPI chiamano in piazza tutta la cittadinanza per una contro manifestazione necessaria.

Nelle scorse settimane, in due occasioni si sono verificate a Genova  aggressioni ai danni di minorenni stranieri, in un caso ad opera di un gruppo di una quarantina di persone mascherate e armate di spranghe. A mo’ di commento, il consigliere comunale Maresca, riferimento di Futuro Nazionale a Genova, ha difeso il diritto dei genovesi a “passeggiare e presidiare pacificamente il proprio quartiere”. 

Lunedì 6 luglio si è svolta nel ponente genovese una “marcia per la sicurezza”, auto definitasi “apartitica” ma sostenuta da Fratelli d’Italia, i cui rappresentanti hanno partecipato in massa all’iniziativa. Durante la marcia alcuni giornalisti sono stati aggrediti e vi sono stati tafferugli con i partecipanti a un presidio dell’ANPI. Come ha osservato il presidente del Municipio di Sestri Ponente, storico quartiere industriale della città impoverito per il ritiro delle attività industriali, c’è qualcosa di poco trasparente in queste camminate; è infatti evidente la strumentalizzazione dei problemi sociali a fini di propaganda della destra. 

Sabato 11 luglio nel pomeriggio è stato annunciato un comizio di Roberto Vannacci a Genova, in un luogo pubblico. Nei giorni dell’adunata nazionale degli alpini, lo stesso Vannacci aveva promesso di “riportare l’imbarcazione [Genova] sulla rotta corretta”, attaccando la sindaca Salis.  

In concomitanza con il comizio di Vannacci, la FIOM ha promosso una contro manifestazione, invitando le associazioni e i cittadini ad aderire e ad essere presenti per testimoniare l’estraneità della cultura fascista alla città di Genova, Medaglia d’oro della Resistenza. Sarà importante vedere la risposta ma sin d’ora si può convenire sulla necessità di respingere, anziché subire  passivamente, le oscene parole d’ordine di Vannacci e dei suoi seguaci. 

Gli esponenti di Futuro Nazionale si richiamano apertamente all’eredità fascista

Come altri partiti di estrema destra europei, gli esponenti di Futuro Nazionale si richiamano apertamente all’eredità fascista: nel linguaggio, nella scelta di intitolare i loro comitati ai gerarchi fascisti, nel fomentare l’odio per gli immigrati e i “diversi”, nella volontà di rifiutare la cittadinanza italiana persino a minori nati e vissuti in Italia. 

Perché a Genova? Dopo anni di gestione fallimentare della città da parte della destra, che non ha affrontato nessuno dei problemi che  affliggono Genova e si è unicamente dedicata a discutibili  iniziative immobiliari, l’attuale sindaca ha scoperchiato la situazione disastrosa dei servizi ai cittadini e si sta impegnando per porvi rimedio. Ha inoltre un profilo apertamente antifascista e un appeal politico che supera i confini della città. 

Lanciare parole d’ordine estremiste e divisive costruendo provocatoriamente situazioni di caos e di scontro può servire – nella prospettiva di questa pericolosa espressione dell’estrema destra italiana che si propone di pesare in una possibile futura coalizione di governo – a sfidare il progetto riformista abbracciato dalla città di Genova e a incuneare una propaganda razzista e discriminatoria in un luogo chiave della politica italiana. 

Non si tratta di iniziative estemporanee e isolate: le spedizioni punitive, le “marce per la sicurezza” e i comizi fascisti sono parte di un progetto politico, che sfrutta il disagio dei ceti sociali più fragili per convogliarne il consenso con parole d’ordine violente e revansciste.

Il Parlamento Europeo, ad esito di una lunga indagine sui comportamenti degli esponenti del gruppo parlamentare di estrema destra Europa delle Nazioni, che riunisce tra gli altri il partito di Vannacci e la tedesca AfD, ha approvato a grande maggioranza una risoluzione che chiede di verificare se esso violi i valori propri dell’Unione europea e se rispetti o meno  le condizioni previste dal regolamento sullo statuto e sul finanziamento dei partiti politici europei. Le risorse economiche della UE non devono finire nelle casse di organizzazioni neofasciste, che attaccano lo Stato di diritto e disprezzano l’uguaglianza e i diritti umani.  

È ora di reagire in maniera consapevole e adeguata alla devastazione culturale e politica rappresentata dall’estrema destra europea e italiana che, avvalendosi degli spazi di libertà garantiti dai nostri sistemi politici, si adopera per distruggerli. 

Nata a Milano il 22 ottobre 1956, è sposata e ha due figli. Avvocato civilista, è iscritta a Libertà e Giustizia dal 2002, e nell’ambito dell’associazione si è occupata soprattutto di temi attinenti il funzionamento del servizio giustizia e la disciplina dell’informazione in Italia

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