Si va formando, in questi giorni, una rete nazionale di organizzazioni e associazioni unite dallo spirito di resistenza democratica che ha già sonoramente sconfitto nelle urne la riforma governativa della magistratura e il progetto governativo di dissestare l’equilibrio dei poteri disegnato dai costituenti.
Libertà e Giustizia ne fa parte, nella determinazione condivisa a promuovere iniziative in ogni città d’Italia per fermare una legge elettorale che, con un inconcepibile premio di maggioranza, introdurrebbe surrettiziamente una forma di governo del leader. Non appena la legge sarà approvata – nell’ormai consueta umiliazione del ruolo del Parlamento – costituzionalisti, avvocati e cittadini solleveranno ricorso alla Corte costituzionale davanti a moltissimi tribunali italiani.
Ci sarà bisogno della partecipazione di tutte e tutti, riprendendo la straordinaria esperienza di formazione e autoformazione civica e costituzionale che è stata il dono della scorsa campagna referendaria. Perché le elezioni e le leggi che le regolano costituiscono il punto nevralgico della democrazia.
Una volta abbattuto il principio della rappresentanza inizia un’altra forma di governo. E non intendiamo permetterlo.
Ci sarà bisogno della partecipazione di tutte e tutti, dovremo riprendere la straordinaria esperienza di formazione e autoformazione civica e costituzionale che è stata il dono della scorsa campagna referendaria, in tutte le città d’Italia.


Gustavo Zagrebelsky