Pronti! Per cosa?

Pronti! Per cosa?

Le strade della Liguria, dove risiedo, sono disseminate di pubblicità elettorali raffiguranti un accattivante sorriso di Meloni e il claim “Pronti!”. E’ interessante notare la totale mancanza di contenuti che caratterizza questo pressante invito agli elettori, mancanza che ne è il vero contenuto. Si tratta di un tipico stratagemma pubblicitario, che normalmente – e anche in questo caso – vuole indurre i compratori a provare un nuovo prodotto sollecitandone la curiosità, l’istinto sperimentativo così spesso alla base delle scelte commerciali del pubblico.

In effetti, anche nel caso di Meloni e del suo partito si tratta di una scelta alla cieca, sprovvista di qualsiasi elemento che possa supportarne la validità sulla base dell’esperienza, di prove offerte quali amministratori, di valori credibilmente difesi.

Sono qui, provatemi! Sono un prodotto nuovo, perché non tentare?

Ciò che si prospetta come desiderabile agli elettori/consumatori italiani è in effetti un salto nel buio, indotto dalla disaffezione per gli altri competitori elettorali. Un salto nel buio dalle conseguenze imprevedibili. Precisamente come fu nel caso di Berlusconi, i cui governi hanno arrecato al nostro paese solo danni, sia economici che culturali, difficili da rimediare.

Nessuna carenza dei partiti di centro-sinistra, per quanto grave e conclamata, può giustificare l’azzardo di affidare il governo dell’Italia all’accozzaglia che si presenta a destra: un indigeribile impasto di confusione e affermazioni contraddittorie. Vogliono vendere agli elettori il presidenzialismo come soluzione semplificatrice perché non sono in grado di affrontare seriamente la gestione di una società complessa. Celebrano la nazione e allo stesso tempo invocano la disgregazione regionalistica ai danni delle regioni più povere. Evocano l’economia di Stato e allo stesso tempo una sorta di sfrenato, e irresponsabile, liberismo. Meloni si sgola in dichiarazioni atlantiste mentre il suo principale alleato “darebbe due Mattarella per mezzo Putin”, come ebbe a dichiarare dinanzi al Parlamento Europeo.

E’ questo il modello di capo dello Stato che la destra propone? Un autocrate violento e mafioso?

Dove starebbe poi la novità di questo schieramento elettorale? Berlusconi e Salvini gli elettori li conoscono da tempo e dovrebbero averne misurato la inaffidabilità. La novità di Meloni ribolle di vecchiume e di pericoli.

L’Italia non è “pronta” per un altro salto nel buio, il prezzo che pagheremmo sarebbe insostenibile.

*L’autrice è componente del Consiglio di Presidenza di Libertà e Giustizia

1 commento

  • Per me sarebbe sÌ un salto nel buio. Ma un buio non proprio sconosciuto. il buio del ventennio reazionario caratterizzato dal fascismo. Dio, Patria, Famiglia, slogan di stampo Pétainista che ci riporta indietro e cancella tutti i diritti faticosamente conquistati da allora.

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