Zagrebelsky all’assemblea dei soci di Bologna: una bussola per orientarsi

27 Mar 2017

Gustavo Zagrebelsky Presidente Onorario Libertà e Giustizia

Libertà e Giustizia sa benissimo quali sono le coordinate su cui muoversi:

1. Attenzione alle minacce al vivere civile, come noi lo concepiamo, sui singoli temi che ci stanno a cuore

2. Sostegno a coloro che nella società civile e nella società politica operano secondo la nostra visione della buona politica e della “vita buona”.

3. Attenzione, tuttavia, a non confondere LeG con nessuna forza, partito, movimento politico. Non siamo quinte colonne o fiancheggiatori. Dunque nessuna “benedizione” ufficiale a questo o quello.

4. Invece, possibilità di indicare, nelle elezioni – penso soprattutto a quelle amministrtive prossime -, candidati che ci sembrano vicini alle nostre posizioni sui problemi che rientrano nella nostra vocazione, senza per questo “affiliarci” a nessuno.

5. Piena libertà per ciascuno di noi di fare le proprie scelte e, quindi, di partecipare alla vita politica in senso stretto, purchè questo non impegni LeG e le posizioni in quell’ambito siano rigorosamente ascrivibili ai singoli che le assumono e non all’Associazione.

Mi permetto di aggiungere: il referendum si è svolto e si è concluso con il nostro grande impegno e con un esito soddisfacente. Abbiamo dato un notevole contributo. Tuttavia, mi pare che dobbiamo evitare ogni trionfalismo. L’esito è dipeso forse più e soprattutto dagli errori altrui. Abbiamo le nostre ragioni d’esistere che abbiamo fatto valere ma non gonfiamoci oltre misura. Siamo un granello di senape e non di più.

(*) Il testo è stato letto all’assemblea dei soci di Libertà a Giustizia, che si è tenuta a Bologna l’11 marzo scorso.

Nato a San Germano Chisone (To) il 1° giugno 1943. Laureato a Torino, Facoltà di Giurisprudenza, nel 1966, in diritto costituzionale, col professor Leopoldo Elia.

  • Professore di diritto costituzionale e diritto costituzionale comparato alla Facoltà di Giurisprudenza e alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Sassari dal 1969 a 1975.
  • Professore di diritto costituzionale comparato alla Facoltà di scienze politiche dell’Università di Torino dal 1975.
  • Professore di diritto costituzionale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino, dal 1980 al 1995.

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