Le utopie necessarie al nostro futuro

27 Mar 2013

Lezioni, dibattiti e seminari: torna a Torino dal 10 aprile “Biennale Democrazia”. È dedicata al tema dell’utopia la terza edizione di “Biennale Democrazia”, manifestazione coordinata dal presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, in programma a Torino dal 10 al 14 aprile. Lezioni, dibattiti, letture, seminari.

La terza edizione di Biennale Democrazia raccoglie il suo programma di incontri intorno al titolo Utopico. Possibile?
La forma duale, posta sotto il punto interrogativo, è un atto di consapevolezza storica. Avvertiamo ormai inconfutabilmente di vivere in un’epoca di svolta che impone una riflessione sui fondamenti da salvaguardare e sul rinnovamento da promuovere. Poiché sappiamo che il futuro non potrà essere la ripetizione del passato, occorrono idee nuove per riconciliarci con noi stessi e col mondo che verrà.
C’è nel nostro programma un elemento di utopia necessaria. Unire tecnologia e diritti, sviluppo e uguaglianza, economia e ambiente, potere e trasparenza, scienza e coscienza, democrazia diretta e rappresentativa. Bandire la violenza in società frammentate, promuovere il rispetto delle differenze e, da esse, trarre arricchimento e non risentimento. Utopico, forse? Eppure frammenti di utopia abitano il tempo presente. Si manifestano attraverso nuove pratiche di produzione e di scambio, nel crescente ruolo sociale delle donne, in movimenti che trovano nel web e nei social network strumenti di espressione. L’innovazione scientifica e tecnologica modifica a ritmi accelerati le potenzialità umane e il rapporto tra uomo e natura, proponendo mondi seduttivi, rispetto ai quali è importante recuperare la nostra capacità di giudicare la bontà dei fini.
Questi fermenti pratici di utopia non sono fantasia, non sono in “nessun luogo”, ma sono tra noi. Ci sfidano a rimettere in discussione il primato del nostro benessere personale e immediato, restituendo così alla democrazia una risorsa che le è propria: la discussione pubblica sui fini e sugli orizzonti della nostra coesistenza. La terza edizione di Biennale Democrazia dedicherà una sezione speciale del suo programma all’Africa, “luogo simbolico” di una riflessione sullo sviluppo possibile. Insieme ai protagonisti della sua storia recente vogliamo comprendere i processi che hanno condotto il continente africano a trovare la strada della crescita economica, della democrazia e del pluralismo. Nel “risveglio dell’Africa” troveremo patrimoni ideali cui attingere per la nostra riflessione.
Questa edizione non avrebbe luogo senza il contributo dei nostri sostenitori, ai quali va il nostro più sentito ringraziamento. La Biennale non vive solo nei giorni di aprile ma come tutti gli anni è animata da laboratori realizzati dai giovani e dalle scuole. Con chi se non con loro potremmo cercare le vie che dall’utopico conducono
al possibile?

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