La linea di frattura tra la politica e l’economia

La proposta di riunire prima dell’estate una grande Assise dell’Italia delle imprese e del lavoro, avanzata ieri da Emma Marcegaglia, vale da sola un’intera relazione. Dietro quell’idea lanciata in un ambito «istituzionale» come è l’annuale assemblea degli imprenditori aderenti alla Confindustria, si intravedono molteplici riflessioni e una felice intuizione. C’è innanzitutto una visione moderna della rappresentanza degli interessi imprenditoriali che, in una fase di acuta crisi come quella che stiamo attraversando, si qualifica prima di tutto per la capacità di proposta e per come tende a far coincidere la difesa delle proprie legittime istanze con le esigenze generali del Paese. C’è poi una chiamata alle forze del lavoro — inclusa la riottosa Cgil — perché sappiano far fruttare il loro insediamento sociale, lo investano in scelte orientate alla soluzione dei problemi e non lo disperdano, invece, in iniziative di protesta sterile e senza sbocchi.

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