Le regionali e le partite truccate

26 maggio 2015
15:20

BonsantiUna delle molte “prime volte” che ci tocca vivere in questo tempo è quella delle prossime elezioni regionali: andiamo al seggio (quelli che ci andranno) per far vincere una squadra di calcio e determinare col nostro voto il risultato finale: 6-1, 5-2, 4-3. Risultati che, a seconda dei sondaggi e degli umori, il capo del governo annuncia a ogni ora del giorno, per la gioia dei mezzi di informazione che si affannano a dare una spiegazione a ciascuna previsione.

Non votiamo tanto un presidente di Regione quanto un dirigente sportivo. Non votiamo un progetto per il futuro, quanto dei posti in classifica. “Se fosse un 4-3 sarebbe comunque una vittoria per il Pd, ma credo che andrà meglio” è stata una delle molte dichiarazioni di MatteoRenzi.

L’importante, come ripetono tutti gli uomini del cerchio magico, è vincere. La vittoria è il nostro ideale, non importa se sulle piaghe sanguinanti di un Paese allo stremo, non importa se sulla distruzione dei diritti dei più deboli.

Inseguendo una vittoria dopo l’altra, il governo governa senza aver avuto alcuna legittimazione popolare: nessun partito ha mai chiamato i cittadini a votare il programma che sta realizzando questo governo. Mai prima di oggi tante di queste leggi sono approvate alla Camera da una maggioranza che dire illegale è forse poco. Mai come oggi le maggioranze sono apparse mutevoli senza che il governo venisse toccato. Mai come oggi è forte la sensazione che Renzi sia sospinto nelle sue scelte da organismi e personaggi estranei alle Istituzioni previste dalla Costituzione. Mai come oggi il timbro che tutto unifica è quello che indica  appunto la “unicità”, la “esclusività” del soggetto che decide: dalla scuola al governo, dalle liste elettorali alla Camera unica, dal sindacato alla Rai, all’editoria,all’organizzazione del partito. Mai come oggi, nemmeno ai tempi di Berlusconi, la Corte Costituzionale è nel mirino del governo che si prepara a “ guidare” le prossime candidature puntando sui requisiti di fedeltà più che su quelli di competenza e autonomia.

Tutta questa ostentazione di potere per arrivare a che cosa?

Renzi stesso sta centellinando i suoi veri retropensieri. Finalmente ha detto che il progetto suo personale è oramai quello di “fare due giri: ora e nel 2018. Uno ora, che gli serve soprattutto a prepararsi degli strumenti che gli saranno utili a riformare completamente l’Italia negli anni del secondo “giro”.  Quando, ha spiegato, si tratterà di occuparsi sul serio dei giudici e della giustizia, dell’informazione, del lavoro e dei partiti tutti. In sostanza, della prima parte della Costituzione. Della libertà.

In fondo, la sorte che toccherà al segretario, capo del governo Matteo Renzi potrebbe esser molto simile a quella che è toccata a Berlusconi: governare a lungo, ma non diventare mai uno statista.   E lasciare dietro di sé un Paese più povero e disorientato, sempre occupato dalla criminalità e dalla corruzione.

Non sarà una vittoria definitiva sulla mafia il giorno in cui si vanteranno di aver arrestato l’ultimo latitante, Matteo Messina Denaro detto “U siccu”. Ma il giorno in cui i magistrati della “trattativa” avranno potuto indagare fino in fondo sui legami tra mafia e istituzioni e mondo della Politica. Il giorno in cui nessun giornalista o magistrato dovrà vivere scortato e protetto dalla criminalità.

Perché i poteri criminali dovrebbero sentirsi a rischio vista l’amicizia con cui si guarda a loro in  questa campagna elettorale? Perché Gom0rra, perché la ’ndrangheta perché Cosa nostra, perché i centomila boss dell’intimidazione mafiosa e del ricatto?  Perché gli uomini di mafia capitale e quelli delle cooperative che si arricchiscono con i migranti più che con la droga?

Sono brutte queste elezioni: partite di calcio truccate, schedine contraffatte….

 

L’autrice è Presidente emerita di Libertà e Giustizia

7 commenti

  • Il prof Zagrebelsky il 25 aprile, da Torino, ci suggerisce di leggere attentamente la Carta e di attingere ad essa…

    E allora leggiamola quella Costituzione e attingiamo da quel serbatoio senza incertezze, poiche non l’hanno concepita perchè resti in bacheca esposta a polvere, a decadenza e a insulti come le cose in disuso!

    Ed io vi leggo un programma da svolgere
    i mezzi per farlo
    il fine, che è la sua realizzazione

    Se il programma ed il fine stanno nei primi 137 articoli, i mezzi, in questi tempi grami, non stanno nel voto a suffragio universale, pur essenziale strumento irrinunciabile di ogni democrazia. Ma troppo infida la propaganda verso le masse troppo vulnerabili, che portano in Parlamento la mediocrità.

    I mezzi li vedo negli articoli 1, 50 e 71 che compendiano un binomio perfetto: Sovranità Popolare Realizzata (non solo enunciata) e Democrazia Diretta Propositiva.

    Un binomio perfetto, di efficacia assoluta, un vero jolly da calare in un momento storico in cui molti nodi gordiani ci allarmano di più, ogni giorno di lavoro parlamentare che avvicina scadenze gravi e grevi.

    Ma siete Voi, emeriti professori, che dovete illustrare alla Cittadinanza questa lettura della Carta, Voi a cui giustamente vengono riconosciute credibilità ed affidabilità, Voi che, ignorati dalla politica ed emarginati dalle istituzioni, avete scelto le piazzette ed i teatri di Comuni e Città per mantenere vivo il seme del rigore morale e culturale indispensabile alle funzioni legislative, e quei valori che la Costituzione incarna perfettamente, Voi che il Popolo Astenuto attende da legislature non volendo sprecare il prezioso suffragio.

    Un binomio di efficacia assoluta, un jolly formidabile, uno strumento perfetto per “COSTRUIRE LA RIVOLUZIONE” come la pres. di Libertà e Giustizia Bonsanti, il 16/06/11, titolava una riflessione che si concludeva: “… Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie.
    Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta.”

    Resto in attesa, cercando di contaminare…e cercando altri “untori”…

    Ma non c’è alcun dubbio che tocchi a Voi, come peraltro suggeriva N. Bobbio nel 55 “Oggi, dice Camus, gli uomini di cultura devono rendersi conto che il loro posto non è più sulla gradinata ma dentro l’arena. Essi sanno che se la vittima soccombe anch’essi saranno divorati. Sono, come si ripete oggi, impegnati. Impegnati a far sì che nel futuro vi siano meno vittime e meno leoni.”

    Paolo Barbieri

  • Il fatto GRAVE è che quando arrivi al voto, la scelta non è: “sono tutti eccellenti…sono in imbarazzo…vorrei votarli tutti…”.

    Ma: “chi è il meno peggio?…quale sarà il male miore? …chi farà meno danni?” …sarà meglio annullare a scheda per non avere sensi di colpa per l’eternità?…

    Illustre presidente Bonsanti,

    se non sarà “bonificato” il Parlamento, luogo-istituzione dal quale discendono a cascata le sorti del Paese, non potremo porre termine allo scempio che da troppi lustri se ne sta facendo, per poi invertirlo in un percorso ricostruttivo.

    Scempio delle istituzioni, del territorio, dell’economia, di stato sociale, di scuola ed università e quindi del livello e orientamento culturale di un popolo, ecc.

    Nonchè della Costituzione, nobile disegno prospettico per una sana democrazia rivolta ad un progresso sociale continuo, sottoposta dapprima ad una corrosione sottotraccia e in ultimo ad una ostentata demolizione.

    Non è più un problema politico, destra, sinistra, centro, ma una scelta primordiale tra mediocrità, illegalità, incultura oggi imperanti, ed eccellenza, rigore morale e culturale, oggi emarginate a cui affidare le sorti di un grande Paese e del suo Popolo.

    Scelta che non può essere affidata al solito rito del suffragio universale che a questo disastro ci ha portato, in quanto troppo dipendente da fattori nella disponibilità della casta, che ne rendono incerto il risultato, pur nella raggiunta consapevolezza, da parte delle masse popolari, della inaffidabilità della classe politica.

    Molto più e meglio spendibile un percorso alternativo che la Costituzione ancora consente: la Sovranità Popolare Reaizzata, non solo enunciata, che esercitando gli artt. che permettono la Democrazia Diretta Propositiva, 50 e 71, consentirebbe un percorso più diretto, a risultato predefinito.

    Possibile che non se ne possa neppure parlare e discutere?

    Possibile che non si possa andare oltre la denuncia, gli allarmi, le constatazioni delle reiterate malefatte e male pensate della politica?

    Possibile non si riesca ad andare oltre un frastuono a salve, tanto assordante quanto di alcuna utilità?

    Paolo Barbieri

  • Condivido questo quadro che mette in evidenza la deriva antidemocratica del mussolinoide oggi capo di governo. Credo che qualunque sforzo si faccia per fermare questa ignobile deriva debba essere assunto da quelle forze sinceramente democratiche, con la massima celerità e ben sapendo che un pericolo del genere va affrontato accantonando dissensi superabili, etichettature sul più o meno di sinistra: un programma di “liberazione” fondato sul rispetto della Costituzione e sui suoi valori portanti che sono quelli oggi carenti per precise responsabilità politiche: lavoro, sviluppo sostenibile, diritti civili, pace, solidarietà. Ci vuole molto per capirlo?

  • La signora (coi suoi soci) potrebbe/dovrebbe occuparsi delle sentenze della Cassazione che assolvono Berlusca e gli affaristi e sbattono in galera i ladri di mele!
    Macché…

  • Dal manifesto di Zagrebelsky su repubblica , del quale periodo aderii come socio con fiducia,, ad oggi , ancora non ho capito la vostra funzione dopo anni che il disastro alla democrazia .,,
    (se intesa come stato di diritto) prosegue senza nessun ostacolo, .

  • Illustre presidente Bonsanti,

    al 50% che non va più a votare, che non crede più alla politica autoreferenziale di fatue promesse e programmi elettorali, bisogna offrire un’altra via per riportarlo nel gioco demcratico.

    Pur essendo l’offerta politica assai variegata, resta un fattore che tutta l’accomuna: la mediocrità, l’insufficiente credibilità e affidabilità, la quasi assoluta mancanza di quel rigore morale e culturale indispensabile per svolgere adeguatamente la funzione di guida di un grande Paese e del suo Popolo, come di una regione per risolverne i problemi.

    Appare evidente come il fine primario di chi è stato delegato dai Cittadini non sia il bene comune, ma la guerra all’avversario politico.
    Il sabotaggio di qualunque iniziativa che non sia la propria, invece della ricerca di collaborazioni migliorative.

    Presidente Bonsanti,

    immagino che Lei sarà a Roma il 6/7 per l’assemblea di Coalizione Sociale: si faccia portatrice della via alternativa che da anni sottopongo inutilmente all’attenziaone di L&G, quella via Costituzionale che passa per la Sovranità Popolare Realizzata, non solo banalmente enunciata, che brandendo gli articoli che consentono la Democrazia Diretta Propositiva, possa davvero determinare un cambiamento, un’inversione del destino infausto del Paese.

    Anche dopo questa tornata di amministrative, risulta chiara la disaffezione verso la politica tradizionale che pervade tutta la Cittadinanza, perchè anche quel 50% che ancora si reca al seggio, lo fà prevalentemente per votare “contro” o solo per il male minore.

    Offriamo una via alternativa rendendo direttamente protagonista la Cittadinanza del proprio futuro, diamole la possibilità di affidarsi a quelle eccellenze che la politica ha respinto da sè ed espulso dalle istituzioni. A quelle persone che hanno scelto le piazzette ed i teatri di comuni e città per mantenere vivo il seme del rigore morale e culturale dei Costituenti.

    Non possiamo permettere che Coalizione Sociale si spenda e si spenga in una competizione elettorale, in una gara a chi le spara più grosse a cui ormai la Cittadinanza non vuole e non può più credere. Molto più efficace sarà la concretezza della Democrazia Diretta Propositiva.

    Presidente, mio Presidente! Capitano, mio Capitano!

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