Tre fiducie per svuotare la democrazia

imageVuole la fiducia guardandoli in faccia, uno per uno, per appello nominale. Per tre volte. Così Renzi sfida quei “signori del Parlamento” per i quali esprime da sempre il disprezzo di chi ha investito tutto il potere conquistato in pochi mesi nel ridurli a un esercito di nominati e di servi sciocchi.
Per sempre: si è svolto oggi alla Camera il primo atto di quella storia che nel prossimo futuro chiuderà la nostra Repubblica parlamentare.
Lo è stata per settant’anni, secondo i 139 articoli della Costituzione, che sarà presto, a suon di strappi e di fiducie, ridotta anch’essa. La rappresentanza dei cittadini italiani evapora come per un gran solleone, ma forse il paragone che più si presta in queste ore è con quella massa di neve e ghiaccio e rocce che scuote l’Everest.
Un vero e proprio terremoto istituzionale, auspice un presidente della Repubblica, ora ex, che non lascia un millimetro di spazio al suo successore che pure un giorno, speriamo abbastanza presto, dovrà dirci se davvero secondo lui questo terremoto faccia parte della democrazia.
Dunque, la Repubblica parlamentare è durata un tempo abbastanza lungo, che gli italiani non hanno saputo apprezzare. Se lo avessero fatto, oggi sarebbero in piazza. Invece, solo firme di denuncia, solo testimonianze che lasciano l’amaro in bocca nel momento stesso in cui le riteniamo inevitabili. Firme e appelli: noi di Libertà e Giustizia per primi, subendo nei mesi tutte le ritorsioni e le vendette degli affamati di potere.
Abbiamo cercato con pazienza di mostrare tutti i rischi di chi ci affida a un domani senza valori e idee per le quali sia giusto battersi. Abbiamo fatto proposte sagge e importanti di alternative a queste riforme. Silenzio e irrisione.
Renzi non avrebbe lanciato la sua sfida al Parlamento se non fosse convinto di avere con sé la maggioranza dei deputati. Li abbiamo visti, giorno dopo giorno, abbassare il capo, unirsi al gregge, dire addio alla dignità e all’autonomia.
Li abbiamo guardati “ruere in servitium”, come dice Tacito sul Senato romano di fronte a Tiberio. Avvertivano, i senatori, un invincibile impulso a correre al servizio del nuovo imperatore. A Roma, dietro l’angolo, circa duemila anni fa.

25 commenti

  • Presidente Bonsanti,

    “…La nostra Costituzione – ripeto: se la sappiamo leggere – è come un serbatoio che racchiude quelle energie, alle quali possiamo attingere nei momenti di difficoltà…”(G. Zagrebelsky, Torino, 25 aprile).

    Quelle energie sono ancora, ma non sappiamo per quanti mesi ancora, negli articoli 1, 50 e 71 che compendiano un binomio perfetto: Sovranità Popolare Realizzata (non solo enunciata) e Democrazia Diretta Propositiva.

    Un binomio perfetto, di efficacia assoluta, un vero jolly da calare in un momento storico in cui molti nodi gordiani sono da recidere, nodi che ci allarmano di più ogni giorno di lavoro parlamentare che avvicina scadenze gravi e grevi.

    Le piazze e tutto l’abituale armamentario della protesta, è stato destrutturato dal disprezzo del potere, che le irride e passa oltre! Per questo bisogna cambiare verso anche nella protesta!

    Ma abbiamo ancora a disposizione “…quel serbatoio di energie…”

    Non possiamo rinunciare senza provare! Attingiamo a quel serbatoio senza incertezze, poiche non l’hanno concepita perchè resti in bacheca esposta a polvere, a decadenza e a insulti come accade alle cose in disuso!

    Solo esercitandola la salveremo da una pesante controriforma restituendole autorevolezza e autorità!

  • La fiducia sulla legge elettorale la misero:
    Mussolini per approvare la famigerata legge Acerbo e poi nacque il Fascismo al potere.
    De Gasperi con la famigerata legge truffa del 1953. Leggete le risse parlamentari con botte da orbi e le parole di Pertini e dei parlamentari del PCI incluso il reo fascista Napolitano, che ora si scandalizza dimenticando completamente, io credo criminalmente, o anche poichè rincoglionito totalmente.
    Ed infine Andreotti, il mafioso prescritto, poi tanto celebrato dal Napolitano, alla morte.

    Credo che non ci sia altro da aggiungere. La Storia parla chiaro. Vi invito a rileggerla per poter comprendere la gravità della situazione

  • A sentire la pletora di commentatori molto sensibili al nuovo sviluppo di interessi “paralleli e convergenti” che riguarda anche i loro personali, la minoranza PD è mossa da motivazioni del tutto simili a quelli che hanno scatenato l’ occupazione “renziana”. I dissidenti combattono una battaglia che appare pavida, certo finora troppo cauta, forse condizionata dalla poltrona, eppure rivelatrice di un disagio morale e politico che l’accozzaglia proveniente da ogni parte del partito coagulatasi come maggioranza per restare al potere non prova più, a dimostrazione che gli atteggiamenti contro Berlusconi erano di facciata, in un reciproco calcolo del dare e l’avere che forse continua di nascosto. Non contano dunque più il merito delle questioni né le conseguenze per il futuro del Paese, la Costituzione è assalita e perciò dileggiata, ma la spinta di collocazione o risistemazione di chi non vuol perdere il “posto fisso”, quello negato senza misericordia al lavoratore dipendente. L’enorme responsabilità di coloro che volevano smacchiare il giaguaro viene al pettine: che lo dimostrino, in un sussulto di dignità, smentendo le malelingue, recuperando in pieno con un gesto nobile la dignità offuscata dai troppi compromessi al ribasso. Giampiero Buccianti

  • Presidente Bonsanti,

    Sovranità Popolare Realizzata e Democrazia Diretta Propositiva, un binomio Costituzionale di efficacia assoluta, funzionale a “Costruire la Rivoluzione”, come Lei ipotizzava nella sua riflessione del 16/06/2011 che concludeva “… Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie. Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta”.

    Mancano solo 2 aggettivi per definirla in modo esaltante: “Costituzionale e Gloriosa”!

    Diamo la possibilità ad un Popolo smarrito e disorientato, di risorgere dalle proprie ceneri decadenti con una nuova Liberazione, non dal fascismo, ma dalla mediocrità che dal Parlamento opprime il Paese.

    Alcuni professori che firmano anche su queste pagine, hanno apprezzato le mie ipotesi, riuniamoli a coorte per elaborare il manifesto per Costruire la Rivoluzione e avviamo la pratica…

  • con la richiesta del voto di fiducia siamo al punto di non ritorno. Per lui, il Renzi, e per il paese , purtroppo. Ancora votazioni? con il porcellum ? e con questa situazione economica e sociale ?

  • Magnifico: la signora si fa, a sue spese, anche il funerale.
    Unico neo: Tacito aveva le sue ‘giuste’ idee sulla ‘sua’ epoca storica.
    Costruire ‘assonanze’ col nostro tempo è solo un modo indecente di annoiarsi.

  • le assonanze con il passato sono importanti per aprirci lo sguardo su quello che sta succedendo, e metterci in guardia sui rischi , gravi, che potrebbero causare danni molto pesanti .

  • Di certo, non a caso, il Parlamento è costituito da nominati di partito e non può rompere il “patto” che è a monte.
    ” La storia insegna, ma non ha scolari ” A. Gramsci

  • ‘In Democrazia si deve discutere, si tengono nel dovuto conto argomentazioni e proposte anche delle minoranze, ma poi bisogna decidere e questo lo si fa con il Voto; altrimenti la Democrazia non funziona’. Questo è sostanzialmente il concetto di Renzi e dei suoi sostenitori. Nulla da eccepire; se il Voto è sull’oggetto delle discussioni!
    Nel nostro caso a me pare che l’oggetto sia ‘fiducia o meno a questo governo’: un altro Voto! Domanda: cosa centra questo Governo con una Legge deputata a determinare i futuri Governi? Questo Governo, prima o poi se ne andrà, questa Legge Elettorale invece resta. Deve essere questa Legge a condizionare i futuri Governi o deve essere questo Governo? Votate!

  • Pur non essendo un esperto in materia di costituzione e di politica, se non letta e subita, avverto un certo fastidio, nei modi per l’approvazione e nei contenuti della nuova legge, sintomo di perdita di libertà e di valori a cui mi ero abituato.
    Ora tutto sarà calato dall’alto.
    cordialmente

  • L’art. 116, comma 4, del Regolamento della Camera dei deputati dispone che la questione di fiducia non può essere posta su tutti quegli argomenti per i quali il Regolamento stesso prescrive votazioni per scrutinio segreto. Lo scrutinio segreto è prescritto dall’art. 49 del Regolamento sulle leggi elettorali, “sempre che ne venga fatta richiesta”. Quindi il Presidente della Camera non poteva ammettere la questione di fiducia.La Boldrini, però, in sostanza, ha interpretato l’art. 49 nel senso che, quando vi è una richiesta di votazione segreta, questa non sarebbe prescritta dal Regolamento! Si tratta di un’interpretazione totalmente assurda: la prescrizione del voto segreto dipende non certo dalla richiesta che ne fanno i deputati, ma dallo stesso articolo 49. In altra occasione il Presidente della Camera dei deputati ha inventato il “principio della ghigliottina”, senza estrapolarlo da alcuna norma specifica. Purtroppo in Italia, a qualsiasi livello, vale il cosiddetto principio dell’articolo quinto: chi tiene in mano ha vinto. Questa è la traduzione di un espressivo detto campano, secondo il quale chi comanda (chi tene mmano) fa quello che più gli aggrada, infischiandosene delle regole.

  • In questo momento i paragoni col passato sono troppo facili.

    Basta ricordare che i deputati furono IRONICAMENTE chiamati “signori”, anche nella celebre seduta della Camera del 16 novembre 1922, tutti sanno da chi.
    Non mi pare che altri sinora l’abbia fatto. E’ indubbio che questo atteggiamento piaceva e piace a un gran numero di italiani, a quelli che amano l’ uomo d’ordine- magari oggi non vestito di orbace- che mette a posto le cose e che esprime la vera antipolitica italiana.

    Ma il fatto è che la storia non si ripete solo se noi ci adoperiamo perché non si ripeta..

    Per questo non capisco lo scoraggiamento e lo spirito di resa dilagante di fronte a attacchi aperti al sistema costituzionale. Cosa avrebbero dovuto fare allora gli italiani all’indomani dell’ 8 settembre 1943, senza Stato, senza più soldi e stipendi, senza ordini, con un nuovo nemico in casa? Mettersi a piangere, rassegnarsi, scegliere il male minore, fuggire di là dall’oceano o che altro? La Resistenza è cominciata da “quattro gatti” o no?

    Se alziamo ora bandiera bianca di fronte agli attacchi alla Costituzione, che senso ha celebrare il 25 aprile?

    Meglio o più coerente dimenticare la ricorrenza.

    Forse ci siamo dimenticati che siamo ancora una REPUBBLICA. E la repubblica non è fatta solo dallo Stato, ma è fatta dallo Stato e dai suoi liberi cittadini. Lo Stato può rinascere se i cittadini lo fanno rinascere.

    Umberto Baldocchi

    Lucca

  • Finalmente un altro che guarda avanti, sia pure con proposte più generiche!

    Bravo Baldocchi!

    Basta lamenti, basta considerazioni usurate, basta anche proteste e percorsi che, come un tapis roulant, non portano da nessuna parte!

    C’è, ancora, la Costituzione che ANCORA sancisce la Sovranità Popolare! Realizziamola una volta nella storia e brandendo gli articoli che consentono la Democrazia Diretta Propositiva, cambiamo il destino del Paese guidati dal rigore morale e culturale di Persone come i proff. De Monticelli, Rodotà, Settis, Zagrebelscky!

  • I nostri parlamentari? Orazio li avrebbe definiti con il noto appellativo “SERVUM PECUS” (Gregge schiavo) Come da sempre nella tradizione della Storia italiana, è più che mai attuale il detto “Franza o Spagna purchè se magna” Il “gregge servile ” non è affatto interessato all’etica Costituzionale , ma molto più banalmente al mantenimento del “proprio cadreghino” in Parlamento .Sono 20.000Euro almeno ; altro che job act ! Espressione demenziale inventata da un arrivista sbruffone che cerca ogni giorno di stupirci con le sue fanfaronate PIENE di VUOTO.
    Purtroppo molti italiani sono sempre pronti ad abboccare al primo amo che qualunque cinico PIAZZISTA getti loro. Ed è purtroppo questo il vero problema di questa Nazione : la diffusa ignoranza , indifferenza, superficialità: In altri Paesi civilmente più avanzati, l’indecenaza “italicum” non avrebbe mai avuto luce.Napolitano non sarebbe durato 9 anni . monti , letta , per ultimo renzi , MAI ELETTI da nessuno non sarebbero diventati Presidenti del Consiglio, etc , etc.
    Se vogliamo veramente cambiare questa Nazione in meglio , a mio modesto avviso , dobbiamo smettere di inveire solo contro l’uno e l’alto ,ma anche guardarci allo specchio , riflettere sui nostri stessi errori e tentare celermente di correggerli .
    In caso contrario ricordo che “CHI E’ CAUSA DEL PROPRIO MAL PIANGA SE STESSO:

  • Ottenuto l’Italicum, Renzi potrà tenere in ostaggio tutti i deputati. Ma alla fine della legislatura l’ Italicum tornerà indietro a lui ed al PD tutto come un boomerang.

  • A me sembra che Renzi si muova come il referente domestico di una potente multinazionale politico-finanziaria-istituzionale ( la stessa che si prepara a dare il colpo di grazia alla Grecia ) , che ha deciso finalmente di adottare le sagge strategie suggerite dalla JP Morgan per rendere il nostro paese più competitivo. La potente banca d’ affari aveva capito già tutto : come poterci riprendere con quella autentica palla al piede della nostra Costituzione che parla di diritti inalienabili, di pieno sviluppo della persona umana, di pluralismo delle opinioni politiche, di sindacati che difendono la dignità e non soltanto la busta paga dei lavoratori, di equilibrio tra libertà individuali ( proprietà e libera impresa ) e interesse generale, di doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. C’era proprio bisogno di uno che facesse sentire i parlamentari non obbedienti come degli ‘ esuberi ‘ stile Indesit e che facesse loro capire la dignità dell’ essere ‘ servi ‘. Se fate i bravi vi garantisco un mandato a…. ‘ servitù crescente ‘. Se fate i discoli, tutti a casa perché all’ uomo solo al comando , collezionista di cariche e incarichi, non può esserci alternativa.
    E, invece, dobbiamo dimostrare che un’ alternativa – in democrazia – c’è sempre. Perché nel momento in cui, per davvero, non ci fosse più , vorrebbe dire che in quella realtà c’è solo un simulacro di democrazia, anticamera di scenari inevitabilmente autoritari.
    Giovanni de Stefanis, LeG Napoli

  • Francamente provo solo tristezza e il senso vuoto di una completa realizzazione dello sfascio costituzionale in atto da troppo tempo. Ma è inutile girarci intorno: ciò accade perché non ci sono più anticorpi nella cittadinanza, estenuata dall’individualismo, dall’egocentrismo e, quindi, dal menefreghismo, il tutto stimolato in parte dai tempi storici e in parte dal degrado politico e morale della sinistra italiana che si è involuta, dal 1980 ad oggi, come neanche la miglior Margareth Thatcher avrebbe potuto desiderare. E, quindi, siamo qui ad assistere a quanto sta capitando, provando una sensazione chiara e opprimente di poter fare poco. Nessuna petizione e nessuna raccolta di firme può fermare (e, infatti, non ha fermato) quanto sta accadendo da tempo. Gli italiani sono distratti e parte significativa di quelli non distratti approva l’uomo capace di decidere e di imporre il proprio punto di vista con la prepotenza, come se il decidere fosse un valore in sé e il giudizio dell’uomo comune (che fatica capire le cose e farsene un opinione!) non dovesse dipendere dalla qualità di ciò che è stato deciso.
    Insistiamo pure con la spinta e lo slancio educativo, ma gli anni a venire saranno una traversata nel deserto con la sola acqua che si riesce a portare nelle tasche dei pantaloni.

  • Se la legge elettorale si ritorcerà contro i suoi promotori già alle prossime elezioni non è dato sapere, e francamente io ne dubito molto. Ma le prossime elezioni non saranno le ultime della storia e verrà il giorno in cui il PD subirà una sconfitta. E allora magari qualcuno avrà dei ripensamenti, nel momento in cui batterà la faccia contro il muro di una maggioranza blindata priva di qualunque contrappeso, che potrà nominare a suo piacimento i giudici della suprema corte e il presidente della repubblica, che farà il bello e il cattivo tempo in tutte le commissioni e potrà fare e disfare le leggi a suo piacimento, o meglio a piacimento del leader che ci sarà allora.

    Qualcuno, forse, in quel lontano futuro ripenserà al principio di rappresentanza ridotto ad un semplice diritto di tribuna, chi lo sa.
    E magari in quel momento il politico perdente chiamerà a raccolta il popolo sovrano per cambiare uno stato di cose che rende possibile la dittatura di una maggioranza parlamentare specchio di una minoranza dell’elettorato.
    Ma non chiamate me. Io ho già dato e, visti i risultati, quando mi chiameranno sarò al mare, possibilmente all’ombra di un ulivo.

  • Gent.ma Sig.ra Bonsanti, Lei scrive
    “Renzi non avrebbe lanciato la sua sfida al Parlamento se non fosse convinto di avere con sé la maggioranza dei deputati. Li abbiamo visti, giorno dopo giorno, abbassare il capo, unirsi al gregge, dire addio alla dignità e all’autonomia.”
    Verissimo. Ma non è tutto.
    Ricordiamo che gli è stato garantito fin dall’inizio il sostegno e la propaganda stile istituto luce (vedi corsetta ridicola a washington dc e decine di comparsate), dei maggiori media, cartacei, radiotelevisivi, infilandolo come il prezzemolo in ogni stupida, ma seguita dal popolo dei guerrieri del divano, trasmissione radio/tv. gli stessi media che avete avuto contro voi di LeG e pochi altri che hanno osato dire la verità su questo scempio democratico. I maggiori poteri mediatici non sono dalla parte della democrazia, facciamocene una ragione. e non ci sono abbastanza cultura ed istruzione diffuse per consentire alla maggioranza degli italiani di essere cittadini consapevoli e non sudditi a loro insaputa.
    cari saluti

  • Altro che pensatoio!
    Qui furoreggia la setta dei piagnoni e dei disperati, sponsorizzata dalla setta dei ‘reduci’ delle battaglie perse (Bersani e soci).
    Vedo tanti futuri Giampaolo Pansa…

  • ho scritto e detto, più volte,che da trentanni c’è un revisionismo che è un “rigurgito” di fascismo, che si esprime in questi ultimi anni con la volontà di questi inconsistenti politici di attuare il programma di Gelli-Berlusconi.Non occorre una grande preparazione: è sotto gli occhi di chi minimamante rifletta.Il trasformismo è cominciato con il revisionismo antiguerra di liberazione ed equiparazione fra partigiani e repubblichini (v.Violante!non solo ex fascisti del MIS!). Così si è arrivati a questo piccolo erede di Berlusconi,che sta riuscendo a trasformare la nostra costituzione. Non senza responsabilità “delle” sinistre.Ma anche grazie ad popolo individualista,familista,solo capace di ,indignarsi a parole, individualmente in famiglia, al bar, neppure in questi giorni, mesi,ormai anni in cui una gran parte di se stesso rischia la pagnotta. Chi scrive ha vissuto la guerra di liberazione,il cui scopo era il rinnnovo dell’Italia e degli Italiani con una democrazia che consiliasse eguaglianza con la libertà. Si cominciò con la mancata epurazione e si sta per arrivare a una repubblica Presidenziale chissà quanto democratica?

  • Io tengo sempre bene a mente la vecchia intuizione di Walter Benjamin quando disse che “ogni ascesa del fascismo è un fallimento della sinistra ma al tempo stesso reca testimonianza di una rivoluzione fallita”: è la dimostrazione che c’era un potenziale rivoluzionario da sfruttare, c’era un’insoddisfazione che la sinistra non è stata capace di mobilitare. La nascita ed il consolidamento di Berlusconi e del suo figlioccio Renzi in Italia non sarebbe stata possibile in presenza di una sinistra cosciente del suo ruolo.

  • Analisi rigorosa e realistica,purtroppo il nuovo Tiberio sottomette il Parlamento col ricatto del posto di lavoro. Dove siamo finiti!
    Speriamo almeno di poter indire il referendum abrogativo di questo scempio renziano

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