Feriti a morte

staino“E’ vero che la politica è fatta di compromessi, e anche di patti col diavolo, ma a condizione che si sappia quel che si vuole, che cosa è irrinunciabile e che cosa non lo è, in vista dell’accordo. In mancanza è come disporsi a mettere la testa sulla ghigliottina, per il gusto di stare comunque sul palco”: era la fine di aprile del 2010 e Gustavo Zagrebelsky aveva scritto per Libertà e Giustizia un memorabile manifesto intitolato “Il vuoto”.

Il vuoto era una dura denuncia del “vuoto di opposizione” che accompagnava la sciagurata politica berlusconiana. Chiedevamo chiarezza, una legge elettorale che restituisse ai cittadini il diritto di eleggere in Parlamento i propri rappresentanti, chiedevamo la difesa del Parlamento, chiedevamo che sulle legalità si uscisse dalle formule ambigue che minavano la fiducia dei cittadini nei loro rappresentanti.

Ricordo queste parole perché esse ci dimostrano come tutto quello che sta accadendo in questi tempi era ampiamente previsto e da alcuni denunciato anni e anni fa. Oggi che il nostro Paese è ferito a morte dalla criminalità organizzata e dalla destra eversiva, dalla corruzione dei politici e delle amministrazioni pubbliche, oggi che ci sentiamo tutti devastati dal desiderio di fuga dalla politica e dai partiti e scrutiamo con desolazione un orizzonte che non parla più né ai nostri cuori né alle ragioni di impegno e di azione, oggi che ci chiediamo se mai sarà possibile di uscire dal tunnel dei partiti unici, dei pensieri dominanti, della povertà e dell’ingiustizia sociale, sentiamo più forte che mai la responsabilità di errori o sottovalutazioni del passato.

Non ci conforta dunque la coscienza di avere la carte in regola, di sapere che abbiamo urlato, denunciato, manifestato, e che per questo siamo stati indicati noi come “populisti” o antipartiti da coloro stessi che oggi esprimono preoccupazione. Ciò che denunciavamo allora è ciò che denunciamo oggi: la posta in gioco deve essere un vittoria elettorale o la democrazia? A questo siamo arrivati. A chiederci che vittoria è quella che lascia a casa i cittadini, la vittoria di numeri ma non di partecipazione attiva.

Oggi scopriamo la criminalità a Roma, come ieri nelle altre regioni italiane. E scopriamo anche quei personaggi dalle facce antiche: è sempre stato così, quelle bande hanno operato indisturbate, forti degli appoggi politici super partes perché la corruzione e l’illegalità non hanno partito, nel senso che infangano tutti i partiti.

Possiamo davvero meravigliarci? Non lo sapevamo, non li vedevamo i neofascisti romani festeggiare sul Campidoglio, non conoscevamo le affinità di Alemanno con i capi dell’ala violenta del Msi? Non conoscevamo le complicità fra i servizi segreti della Repubblica e l’eversione che ha insanguinato il nostro Paese?

Ma forse non c’è proprio niente da fare, allora questo è il nostro destino? Se tanti di noi oramai non vedono differenze sostanziali tra la politica di Berlusconi e quella del Pd quale spazio resta alla proposta di cose serie ed efficaci che servano anche a recuperare un po’ di quella fiducia che se n’è andata?

In questo deserto della politica una proposta ancora c’era stata e veniva proprio dalla cultura di Libertà e Giustizia. Era contenuta nelle affermazioni e in un documento ufficiale mandato al Parlamento da Gustavo Zagrebelsky: diversificare le Camere, e destinare il Senato ad essere una Camera Alta, con il compito primario di lavorare lì dove siamo più deboli, cioè nello spazio della legalità, nella denuncia della corruzione e dei corrotti, in un lavoro incessante di recupero della dignità della politica, dell’autonomia della magistratura. Questo avviene in paesi a noi vicini.

Il giorno in cui avremo una sola Camera e una legge elettorale così contorta e insufficiente saremo ancora più lontani dalla democrazia a cui vogliamo restare fedeli. Allora il vuoto potrebbe assomigliare al buio profondo della notte.

LeG ringrazia Sergio Stajno per la vignetta

18 commenti

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  • Presidente Bonsanti!,

    denunce, manifestazioni, appelli, proposte si sono rivelati riti inefficaci già da molto tempo, da molti anni!

    E don Ciotti dice perfettamente: “Non possiamo restare prigionieri di parole e riti retrici senza mai trovare il momento dell’azione (efficace)!”

    Limitarsi a questi significa stare a guardare mentre le cose accadono!

    E’ ogni giorno più evidente la necessità dell’”Azione Diretta” della Cittadinanza.

    Ma non quella del referendum abrogativo che lascia spazi enormi alla cattiva politica, bensì quella della “Democrazia Diretta Propositiva” che la Costituzione consente agli articoli 50 e 71.

    E se antichi amici di L&G, “firme importanti” della Società Civile, non disdegnano di discuterne e ne scrivono libri ed editoriali, perchè non volete neppure provare a discuterne?

    E Lei personalmente, che postava su questi spazi il 16 giugno 2011 “COSTRUIRE LA RIVOLUZIONE”, che si concludeva:

    “… Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie.
    Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta.”

    Per definirla con 2 soli aggettivi: “Costituzionale e Gloriosa”!
    Gloriosa come la 2a Rivoluzione Inglese: nonviolenta, incruenta ma perfettamente risolutiva! Per riportare in auge il rigore morale e culturale dei Costituenti e i valori da Essi immessi nella Carta!

    Coraggio Presidente! Non dobbiamo aver paura di volare!

  • Quel vuoto va riempito, non possiamo rassegnarci, noi non ci rassegniamo e per questo stiamo cercando di elaborare una nuova proposta politica, per ricostruire la sinistra che manca, per riaffermare i valori della Costituzione, per riappropriarci di tutto quello che ci hanno tolto. Siamo cittadini rimasti senza rappresentanza e vogliamo lavorare per ridare una speranza al Paese. Sappiamo che è dura, ma siamo determinati ad andare avanti. Chiediamo a Voi a persone come Gustavo Zagrebelsky di unirsi a noi per fare questa battaglia in difesa dei valori comuni. Insieme ce la possiamo ancora fare, io ne sono convintissima.
    Il nostro manifesto lo trovate sul nostro bloghttp://ricostruirestatoepartiti.altervista.org/

  • Si susseguono eventi elettorali che evidenziano in modo inequivocabile l’assenza nell’offerta politica, di Persone Credibili e affidabili a cui fare riferimento per poter cambiare la Qualità della politica. L’astensionismo in Emilia Romagna che supera il 60%, quello delle europee il 40% + un 20% al M5S che è chiaramente, come scrive D’Arcais “…uno sputo in faccia alla casta…” e quello delle politiche del 13 che poco si discosta.

    E si susseguono eventi di cronaca nera e giudiziaria che confermano la drammatica povertà di quest’offerta!

    La conclusione logica di chi frequenta queste pagine, non può che essere l’invito pressante a L&G di fare un passo avanti rispetto al proprio statuto ed accollarsi, forte delle Personalità che la fondarono, che la dirigono e che le sono vicine sia fisicamente che culturalmente, l’organizzazione di una Guida Importante per questo Popolo che, se pur degradato dal plagio regressivo del potere costituito, dimostra chiaramente di attendere con sempre maggior ansia, qualcosa che possa dare Nuova Speranza, Entusiasmo e fiducia nel futuro.

    E chi può farlo se non la migliore espressione associativa della Società Civile? Dunque a L&G il compito di aggregare l’associazionismo diffuso non tanto per attendere il prossimo voto, troppo incerto l’esito delle fallaci campagne elettorali, troppo alto il rischio del risultato e degli eventuali compromessi tra alleanze spurie.

    Molto meglio l’efficacia sicura della RIVOLUZIONE COSTITUZIONALE e GLORIOSA, nonviolenta e risolutiva come la 2a rivoluzione inglese del 1688, detta appunto “Gloriosa”. Per ottenere riforme, per riaffermare la Sovranità Popolare, per ritrovare la Dignità di Cittadinanza, per abbattere l’arroganza della casta e di ogni altra lobby, che siano farmacisti ed avvocati, burocrati e tassisti, generali ed ammiragli, curie e mafie, perchè contro la Sovranità Popolare, non ci sono ricatti o pressioni che tengano, ma conviene solo l’ossequio.

    Sabato 13 a Bologna nell’ambito dell’Assemblea Nazionale di L&G potrebbe realizzarsi l’occasione perfetta per dare una possibilità al “Popolo Unito” (che giammai sarà vinto) nel disprezzo della casta, di cambiare il destino del Paese.

    Manca solo l’innesco, il resto verrà da sè! Non possiamo distruggere la storia di L&G col declino ininterrotto del Paese!

    Paolo Barbieri.

    E per blindare la Carta da ogni attacco lesivo del suo spirito originario e autentico, ma non dagli opportuni aggiornamenti.

    E per impedire che il prossimo Presidente della Repubblica esca dal Nazzareno!

  • Vorrei sbagliarmi, ma vedo che persistiamo nell’equivoco “paese sano-politica corrotta”. E’ il paese che è in gran parte è corrotto,e questa classe politica ne è l’espressione. Allora bisogna fare appello alla parte sana del paese che,seppure minoritaria, esiste. Sono per il monocameralismo, ma vedrei bene un Senato composto da autorità al di sopra di ogni sospetto ad occuparsi di corruzione,a cercare di costruire un senso del bene comune tra gli Italiani. E vedrei bene L&G fare un passo avanti. E poi, se all’epoca degli anni di piombo fu varata una legge speciale che difatto eliminò le BR, non sarebbe il caso di fare altrettanto con la corruzione?

  • ma come si fa a chiedere l’indipendenza della magistratura in un paese in cui i magistrati (importanti e meno importanti, di destra e di sinistra) non fanno neanche in tempo a deporre la toga che già hanno fondato un nuovo partito, non fanno in tempo a fallire in politica che già hanno riindossato la toga) ? Su, siamo seri….

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  • Pagine e video ovunque sulla mafia padrona della politica di destra e di sinistra, e non solo nel Lazio: impossibile non ricordare che il Ministro Maroni pretese di contrastare l’evidenza della corruzione in Lombardia recitando a “Che tempo che fa”. Da parte del Team di Renzi, né tanto meno da lui stesso, a ben altre faccende affaccendato, non si è ancora sentita la volontà di intervento radicale sulla corruzione da estirpare dal PD, e neppure una condanna esplicita del fascismo assurto a potere. Con la corruzione si sta benissimo, fino a cercar di spartirsi  le riforme istituzionali. Pagine e video ovunque, poi il ritorno rasserenante alla contesa per la legge elettorale rigorosamente non negoziabile perché  lontana anni luce dal prevedere  l’emarginazione dei corrotti dai partiti, anzi  alla ricerca dell’appoggio di chi ha già istituzionalizzato a vantaggio personale la corruzione, senza un solo editoriale di peso, nei giornali “di peso”, che denunci  la gravità di questa voluta mancanza, tanto più inaccettabile visto quello che salta fuori ogni giorno.  Un telegiornale ha annunciato che “il Presidente del Consiglio” ha nominato il Presidente del PD, Matteo Orfini  commissario straordinario del PD di Roma.  L’evidente confusione dei ruoli, ripetuta da altri, manifesta tutto il senso di disordine provocato al sistema costituzionale là dove  si impone “l’uomo solo al comando”. Quanti cittadini possono aver colto l’incongruità del non distinguere tra i due incarichi, anche se ricoperti dalla medesima persona fisica, che nella circostanza  ha agito da segretario del Pd, ed hanno compreso che i sospetti di eminenti costituzionalisti di incombente “dittatura della democrazia” si stanno confermando, visto che gli stessi giornalisti non distinguono più neppure loro la profonda differenza dei due ruoli. L’Italia non ha bisogno del “superuomo” visto sulla 7, supponente e sprezzante malgrado parole di finta umiltà; per riconquistare la fiducia di almeno la metà degli elettori italiani egli, come Presidente, deve combattere con leggi non aggirabili la corruzione e come segretario di partito dare il buon esempio cominciando  dal PD con regole rigide, per non lucrare oltre sull’opportunismo di  coloro che l’hanno affiancato per poter continuare nei loro disonesti intrallazzi, cosa di cui è pienamente consapevole. Giampiero Buccianti

  • Ha ragione il sig.Barbieri, necessita la presa di posizione sul campo :
    L’azione sin ora svolta da questa associazione è eccellente per noi, ma totalmente inoffensiva nei loro confronti; i penta stellati sono circondati dalle loro “truppe” e ora sono chiaramente permeabili allo scouting promesso e promosso da bersani.
    Non tiriamoci indietro ora, non possiamo permettergli di ultimare i loro disegni criminali !
    “Se un uomo non è disposto a correre dei rischi per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o lui non vale nulla.” E.P.
    Per cortesia non sottraetemi la convinzione sulla bontà delle idee e degli uomini che compongono Libertaegiustizia.
    Cristian Simone.

  • Sig. Cristian,

    pare proprio che L&G sia sorda ad ogni sollecitazione che venga sia da soci e cittadini che dalle cronache nere e giudiziarie che affossano ogni giorno di più la credibilità della casta.

    Non ci resta che aspettare con nuovo interesse e ansia più intensa, cosa uscirà dalla chiamata del sindaco di Parma Pizzarrotti per verificare quanta autonomia prenderà corpo dalla ditta Grillo & Casaleggio.

    Auguriamoci che sia quanto mai evidente e netta per avere un’altra sponda a cui poggiare nuove e più vitali speranze e offrire le nostre sollecitazioni.

    E’ per me incomprensibile come la constatazione dell’inefficacia di una dozzina d’anni di impegno, non porti ad un cambiamento nel modo di esprimere quest’impegno. Spero che almeno a qualcuno sia chiaro… e limpido.

    Auguri a tutti per un Paese Migliore!

  • Nella attuale cultura politica va sempre più affermandosi il fenomeno della astensione dal voto accompagnato da una crescente richiesta di movimentismo.

    Il fenomeno è un aperto giudizio negativo sul sistema dei partiti, giudicati incapaci di esercitare una concreta azione di governo che tenda, se non a risolvere, almeno ad attenuare per quanto possibile le attuali problematiche condizioni di disagio sociale ritenute ormai insostenibili.

    Si chiede insistentemente persino a LeG di modificare il proprio statuto passando da associazione di cultura politica a vero e proprio movimento politico.

    I motivi di fondo ci sarebbero tutti, ma resta il dubbio se il movimentismo sia davvero la soluzione più appropriata tenuto conto che si deve operare in un contesto di democrazia costituzionale.

    I movimenti rispetto ai partiti godono come è noto di una particolare situazione di vantaggio per la caratteristica di essere sostenuti da una forte passione morale e ideologica che cavalca l’onda della protesta e che si afferma incapace di compromessi. Da qui, l’enorme effetto trascinante dei movimenti, almeno per quel che riguarda i cittadini che condividono quegli specifici motivi di protesta.

    Così è stato per la Lega Nord, per Forza Italia, per il M5S.

    I partiti istituzionali, invece, pur sostenuti da passione morale e ideologica, hanno il dovere di rispettare le regole del gioco democratico stabilite nella costituzione, tra cui fondamentale è il rispetto del principio di legittimità del pluralismo ideologico, con la conseguenza che l’azione politica dei partiti di governo non può che essere aperta al compromesso. E questo comporta sicuramente la rinuncia ad una quota più o meno ampia della propria identità ideologica, con possibili ripercussioni sul consenso elettorale.

    Ma nelle democrazie costituzionali i movimenti non possono fare da soli, devono lavorare attraverso le istituzioni dello stato, e quindi attraverso i partiti politici e relativi compromessi.

    È facile cavalcare l’onda della protesta e ottenere grande anche se momentaneo consenso.

    Più difficile, sia per i movimenti che per i partiti, soprattutto quando promettono mutamenti e riforme radicali di sistema, far capire ai cittadini la concreta connessione fra i mutamenti proposti e il miglioramento delle insopportabili condizioni di difficoltà esistenziali, di oppressione, di discriminazione.

    Molto più facile, infine, è ciò che accade di fatto: concepire la politica come attività di servizio a favore di chi paga le campagne elettorali assicurando il consenso.

    E il gran numero di elettori che schifati da questo andazzo non vanno più a votare finiscono per agevolare la conquista del potere da parte di vere e proprie consorterie elettive centrali e locali.

  • A chi in questi giorni mi chiede come pensi di realizzare la Rivoluzione Costituzionale e Gloriosa, con quali forze, con quali finanziamenti e in che modo, mi viene quanto mai facile rispondere.

    Alcuni giorni addietro, la CGIL ha portato a Roma un milione di persone per una manifestazioni “contro”. Senza obiettivi concreti, senza mezzi concreti, oltre la propria presenza, i propri desideri e speranze.

    Questa manifestazione, per concentrare quelle persone nella capitale da tutto il Paese, ha comportato un importante investimento finanziario che ciascuno può valutare a partire dal milione di persone X 1 o 5 o 10 €, come meglio crede, considerando navi, treni, pullman, auto private generi di sostentamento e conforto; comportato una imprtante e straordinaria produzione di CO2 con annesso rischio stradale e i soliti disagi ai cittadini romani; ha comportato un impegno di milioni di ore valutabile come sopra a partire dal milione per la durata programmata della manifestazione, più i viaggi andata e ritorno: stando stretti 6 milioni di ore.

    Posto che la Sovranità Popolare si realizzi raccogliendo le firme del 25% + una degli aventi diritto al voto per la Camera, circa 12 milioni, a quel milione di cittadini sarebbe bastato largamente mezz’ora di tempo e pochi centesimi di carta per raccogliere su fogli A4/A3 predisposti per la petizione popolare, 10/15 firme ciascuno!

    Lascio ai pochi lettori la riflessione autonoma sull’efficacia dell’azione di un Popolo condotto dalle sue migliori Eccellenze all’esercizio reale della propria Costituzione, senza fucili e forconi, senza vuoti di potere, solo “suggerendo”, come conviene al Sovrano della Repubblica, l’agenda dei lavori urgenti ai propri delegati alla produzione delle leggi.

    A presto…

  • Al sig.Barbieri e al sig.Pischedda,
    Sulla forma e la sostanza dell’intervento non posso pronunciarmi per totale mancanza di preparazione specifica, comunque sia voi sia altri di L&G mi pare ne siate ben attrezzati, quindi c’è solo da dar fondo a tale esperienza.
    Resta il fatto che non possiamo lasciare nulla di intentato perché quando LORO avranno ultimato il lavoro sarà pressoché impossibile qualsiasi tipo di reazione.
    Lasciare ai nostri figli o nipoti l’onore di farsi ammazzare per conquistare ciò che stiamo lasciandoci sottrarre con tanta facilità mi fa stare male.
    Nei prossimi giorni passerò nella sede milanese a chiedere chiarimenti sull’argomento.

  • Al Sig. Barbieri e chiunque altro auspicasse un intervento politico in difesa di quel che resta di questa democrazia.
    Come detto, sono passato stamane e sono rimasto senza parole.
    Dall’assemblea di sabato potremmo trarre le più lucide conclusioni, una previsione ora sarebbe oltremodo nefasta, quindi meglio il silenzio.
    Purtroppo sabato lavorerò e non potrò andare a Bologna.

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