Legge elettorale e BASTA

leggelettoraleQuesto parlamento può fare una sola cosa per consentire al prossimo di potersi presentare all’onore del mondo: una legge elettorale e basta.

47 commenti

  • Per presentarsi all’onore del mondo la legge elettorale non basta affatto: ne abbiamo cambiate 3, senza che alcuna di esse ci trasformasse in un paese normale.
    Proporzionale, misto-maggioritario, con premio di maggioranza…
    Finché non si fa la riforma del governo saremo sempre in balia dei veti, dei litigi pretestuosi, dell’impossibilità di fare qualcosa che scontenti qualcuno.
    Basterà sempre uno starnuto per far cadere ogni proposta di vero cambiamento.
    Finirà che andremo a fondo finché, con le spalle al muro, saremo costretti a cambiare.
    Ma nessuno si assumerà la responsabilità di decenni di immobilismo, com’è ovvio che sia

  • Sì, una legge elettorale e basta! Sarebbe una grande prova di dignità e responsabilità. Ma non lo faranno mai. La perdita del vitalizio per la brevità della legislatura dove la mettiamo? Questi sono senza pudore!

  • Questo governo era nato per fare la legge elettorale e poi dimettersi per andare al voto. Sono passati quasi otto mesi e non ha fatto nulla in quella direzione, ma in compenso ha atto perdere un sacco di tempo con i saggi, lo stravolgimento dell’art. 138 della Costituzione (per fortuna non ancora definitivo), l’adunata di 40 parlamentari nominati (NON eletti, e quindi illegittimi) per stravolgere l’intera Costituzione, e per il resto una legge cosiddetta di stabilità che rimanda alle calandre greche qualsiasi tentativo di rilanciare lo sviluppo. Questo governo se ne deva andare. Ora si faccia la legge elettorale, al limite anche solo il mattarellum, e poi al voto.

  • Sono anni che lo dico: legge elettorale (decente) e basta! Solo un Parlamento legittimo può intervenire con riforme.

  • Porcellum, ha vinto la Costituzione
    di Domenico Gallo
    La decisione della Corte Costituzionale che, accogliendo i rilievi sollevati dalla Corte di Cassazione, ha dichiarato incostituzionale il porcellum cancellando i due istituti salienti del premio di maggioranza e della lista bloccata si può commentare con un’espressione molto semplice: ha vinto la Costituzione. Ha vinto la lungimiranza dei padri costituenti che ci hanno armato la fragile democrazia riconquistata con robuste istituzioni di garanzia, la magistratura indipendente e la Corte Costituzionale che sono riuscite ad intervenire e a sanare la ferita più grave che un sistema politico impazzito aveva inferto alla democrazia costituzionale.
    Non c’è dubbio che le leggi elettorali abbiano un influsso immediato e diretto su quel principio supremo della Costituzione che attribuisce la sovranità al popolo determinando la qualità della democrazia rappresentativa ed i suoi limiti. Le leggi elettorali danno contenuto al sistema politico e realizzano la Costituzione vivente con riferimento alla forma di governo, alla forma ed alla natura dei partiti politici ed alla possibilità dei cittadini di concorrere a determinare la politica nazionale (art. 49 Cost.). Lo Statuto albertino è stato distrutto dalla legge Acerbo, che ha consentito a Mussolini di prevaricare sull’opposizione ed assicurarsi la fedeltà di un Parlamento ridotto ad un bivacco di manipoli. La legge Calderoli, che assomiglia alla legge Acerbo come si somigliano due gocce d’acqua, è stato lo snodo attraverso il quale è stato fatto un ulteriore passo, dopo l’introduzione del maggioritario nel 1993, per una svolta in senso oligarchico del sistema politico, comprimendo il pluralismo attraverso la tagliola delle soglie di sbarramento e del premio di maggioranza, e consentendo ad una ristrettissima cerchia di oligarchi di determinare per intero la composizione delle Camere, nominando i rappresentanti del popolo, senza che il corpo elettorale potesse mettervi becco. Il porcellum ha favorito una evoluzione in senso “castale” del sistema politico rappresentativo, tanto che nel senso comune coloro che dovrebbero essere i rappresentanti dei cittadini vengono percepito come una “casta”, cioè un corpo estraneo, portatore di interessi suoi propri, contrapposti al corpo elettorale di cui dovrebbero essere espressione.
    La sentenza della Corte Costituzionale ha una portata epocale perchè per la prima volta sancisce con autorità di giudicato un principio di cui il sistema politico si è fatto beffa da oltre vent’anni. Che i sistemi elettorali, anche se sono dominio riservato della politica, devono essere coerenti con l’impianto costituzionale, che prevede che il voto deve essere libero (il che significa possibilità di scegliere più proposte politiche) ed uguale (il che significa che non ci deve essere un quoziente di maggioranza ed uno di minoranza, come prevede il porcellum) e conseguentemente il ceto dei rappresentanti deve essere rappresentativo della pluralità di interessi, bisogni e domande presenti nel corpo elettorale e nella società italiana poiché tutti i cittadini hanno diritto di concorrere a determinare la politica nazionale.
    Ciò costituisce una delegittimazione insuperabile di tutte quelle teorie che pretendono di assegnare al sistema elettorale scopi non coerenti con la Costituzione, come la funzione di comprimere il pluralismo nella camicia di forza di un bipolarismo obbligatorio ovvero di scegliere un Governo o un Capo di Governo che non può essere cambiato sino alle elezioni successive, attribuendo un vincolo di mandato agli eletti, incompatibile con l’opposto principio sancito da tutte le costituzioni liberali. Adesso nella discussione in atto per la ricerca di un nuovo sistema elettorale, la Corte costituzionale con questa storica decisione ha gettato sul piatto della bilancia il peso della Costituzione. Spetterà a tutti noi cittadini elettori vigilare perchè il ceto politico non tradisca nuovamente la Costituzione e con essa la dignità del popolo italiano e la sua storia.
    4 dicembre 2013
    Dal giorno successivo alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza, avremo una legge elettorale immediatamente operativa. Non si riesce a capire perchè dovremmo consentire ad un Parlamento -democraticamente delegittimato proprio per responsabilità di una legge elettorale parzialmente incostituzionale – di farne un’altra .
    Sarà il nuovo Parlamento, opportunamente eletto con il proporzionale ( in sintonìa con la nostra Costituzione ) che sarà legittimato a fare le riforme ed una legge elettorale con esse più compatibile.
    Giovanni De Stefanis, Leg Napoli

  • D’accordo sulla necessità di una nuova legge elettorale. Ma riusciranno i nostri spesso pittoreschi eroi a mettere insieme una legge organica e non misurata sulle imminenti esigenze elettoralistiche?

  • Più che la legge elettorale, è indispensabile sostituire integralmente questa casse politica. Senza di ciò ogni sforzo è vano.
    Ma sono consapevole che il mio desiderio è privo di prospettiva positiva.
    E allora addio buoni propositi.
    Alberto

  • Come ci si può aspettare che un Parlamento tecnicamente ancora legale, dopo la sentenza della Consulta, ma democraticamente e politicamente delegittimato, produca una nuova e buona legge elettorale?

  • Solo la legge elettorale, dal momento che c’è l’indecenza del porcellum. Di altro “no grazie” sarebbe tutto indigesto. E non ne possiamo più da due decenni.

  • una legge elettorale decente l’hanno tutti paesi . Ora ne facciano una almeno alla pari e poi via le intese , larghe solo per chi le ha fatte , e voto

  • Ricordo che Libertà e Giustizia aveva proposto di abrogare il “porcellum” per fare nuove elezioni con il “mattarellum”, la proposta non mi entusiasmava, ma nell’attuale frangente penso che sarebbe da riprendere in considerazione per non affidare al parlamento delle cosidette larghe intese il delicato compito di elaborare una nuova legge elettorale.
    Cristina Frezza

  • sì, d’accordo su tutto e sullo spirito dell’appello.
    Ma una legge elettorale già c’è ed è la legge 270/2005 privata delle parti dichiarate incostituzionali e perciò abrogate dalla Corte Costituzionale.
    In attesa del deposito delle motivazioni di quella sentenza possiamo anche azzardarci a dire che l’abrogazione del premio di maggioranza senza soglia minima e delle liste bloccate è una chiara indicazione in favore di una legge che rispetti il più possibile la volontà dell’elettore, ovvero i principi di uguaglianza e libertà del voto e di sovranità popolare e di libertà di espressione e partecipazione, pertanto di pluralismo.
    Purtroppo subito dopo la sentenza Letta e Napolitano, ovvero le due massime cariche dello stato, si sono precipitate a dire che ora serve una legge che assicuri il bipolarismo e la governabilità. E’ una grave mistificazione. Per ora la Consulta ha detto altro (stando a quel poco che ha diramato) e non è la funzione di una legge elettorale che serve a garantire la rappresentanza, non la governabilità, obiettivo della politica e, semmai, dei meccanismi istituzionali.
    Infine, sul piano più politico, non credo che si possa uscire da vent’anni di berlusconismo continuando a invocare meccanismi elettorali che l’hanno favorito personalizzando la competizione e costringendo ad alleanze innaturali.

  • E’ la sola cosa che possono fare, questi politici almeno una volta nella vita abbiano uno scatto di onestà e senso delle istituzioni e approvino una legge elettorale degna di questo nome poi tutti a casa, dei disastri ne hanno gia fatti abbastanza.

  • La Costituzione non può essere toccata da un parlamento nominato dalle segreterie dei partiti. Facciano finalmente questa legge elettorale (col doppio turno), poi potremo andare a votare. Il nuovo parlamento provvederà alle riforme costituzionali.

  • Un Parlamento delegittimato, un Presidente della Repubblica che ha infranto se non la lettera, lo spirito della Costituzione, ministri che si chiedono le ragioni di una protesta certo “ideologicamente” povera, ma di poveri e impoveriti.
    Legge elettorale e al voto subito.
    Ma. Ma un appello anche verso LeG: abbiamo bisogno almeno di una lista nazionale di sinistra, poiché sono certa che nessuno abbastanza “educato” possa pensare che di sinistra sia il PD.

  • Legge elettorale e basta!!!!!!!!!!
    Non voglio che questa classe poltica metta mano alla Costituzione.

  • Legge elettorale subito!!!!
    Abbiamo bisogno di un governo che possa governare e che possa decidere, non come questo, vivacchiare.

  • Assolutamente condivido: la legge elettore è la priorità. Se non cambierà e continueranno a privarci della possibilità di eleggere i nostri rappresentanti e a credere che possa essere chiamato eleggere il Parlamento l’approvare la lista presentata dai segretari dei partiti, la prossima volta andrò al seggio, prenderò la scheda e poi chiederò al presidente di seggio di mettere a verbale che mi rifiutò di votare con l’attuale legge. Facciamoglielo capire che c’è chi non vuole votare Grillo, nè lasciare la scheda bianca, ma vuole esprimere la propria opinione!

  • Non tutti, ma una larga parte, quella delle cosiddette “larghe intese”, ha come unico obiettivo quello di sopravvivere in parlamento il più a lungo possibile.
    Dipenderà comunque, e come sempre, da noi, da chi va a votare, fare in modo che gli indegni non siedano mai più nelle più alte e nobili istituzioni.

  • Non tutti, ma una larga parte, quella delle cosiddette “larghe intese”, ha come unico obiettivo quello di sopravvivere in parlamento il più a lungo possibile.
    Dipenderà comunque, e come sempre, da noi, da chi va a votare, fare in modo che gli indegni non siedano mai più nelle più alte e nobili istituzioni

  • D’accordo. Ma ì ministri nel frattempo non scaldino inutilmente le loro sedie ed il loro portafoglio,mentre cappellaccio paga,se può,e se non può va a mangiare alla Caritas.

  • Sono perfettamente daccordo, ma purtroppo la classe politica che ci Governa, non capisce che siamo nel titanic, speriamo che dopo l’uscita del caimano il Governo faccia qualcosa. Attenzione, il momento è molto delicato per la democrazia e la libertà, il defenestrato dal senato della Repubblica, è come un “animale” ferito e come tale è più pericoloso, difatti i suoi “bravi” cominciano a farsi senire e lui vuole cavalcare la protestaq dei “forconi”. L’uomo è spregiudicato, una macchina senza freni, non esiterà un minuto di più di sfasciare tutto purchè ne esca lui indenne.

  • Non hanno rispettato la costituzione fino ad oggi, stanno cercando di ucciderla e lo dovrebbe fare una classe politica impreparata, mal selezionata e screditata agli occhi di tutti?

  • Veramente sarebbe il momento di dare di nuovo la parola agli italiani e permettere la creazione di un Parlamento regolarmente eletto.

  • Anche per me è paradossale che un parlamento eletto con una legge incostituzionale possa varare le riforme costituzionali e la cosa che davvero angoscia più di quanto lo si è già e che si è deciso di riformare l’artico 138, ovvero riformare il procedimento di revisione della Costituzione per poter a sua volta contro-riformare tutta la carta costituzionale che ha in se principi e valori antifascisti come appunto il limite al potere politico di cui all’art. 138. Mi unisco a questo appello e chiedo le immediate dimissioni del governo e di Napolitano subito dopo il varo della legge elettorale.

  • Voti riportati dalla coalizione di centro sinistra : 10.047.603
    Voti riportati dalla coalizione di centro destra: 9.923.109
    Questa differenza di 124.494 voti ha prodotto una Camera dei Deputati in cui alla coalizione di centrosinistra sono stati attribuiti 340 seggi mentre a quella di centrodestra 124.
    Se scomponiamo le due coalizioni e guardiamo ai voti delle quattro forze che le compongono, abbiamo il seguente quadro:
    PD con 8.644.187 voti ottiene 292 seggi e Sel, con 1.089.442 voti , 37 seggi
    PDL con 7.332.667 ha 97 seggi e la Lega, con 1.390.156 voti, 18 deputati.
    E’ in una Camera siffatta che si vorrebbe votare la nuova legge elettorale ?
    Con l’ arroganza di chi ha insistito perchè la discussione lasciasse il Senato e si spostasse nella Camera…amica, dove – si è osato dire – il Pd potrebbe votarla anche da solo.
    Io provo una terribile vergogna per non essermi reso conto che, con il mio voto, potevo contribuire a questa razza di truffa. E vorrei tanto che sulla scia di questa truffa non si legiferasse più. Neanche una legge elettorale. A più forte ragione una legge elettorale che, con l’ aria che tira, ribadirebbe un bipolarismo che mortifica la democrazia e non assicura governabilità.
    Vorrei, quindi, delle elezioni con il sistema proporzionale che esce dal Porcellum post-sentenza della Consulta. Avremmo un Parlamento, forse, altrettanto ingovernabile ma più legittimato a legiferare quelle riforme che dovrebbero garantirci l’ auspicata governabilità.
    Giovanni De Stefanis, Leg Napoli

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