Al Centrosinistra ricordo: il nemico è Berlusconi

La campagna elettorale è partita con un profilo basso e con un confronto sostanzialmente limitato al problema degli schieramenti e delle alleanze. I veri temi politici sono limitati, finora, ad uno solo: le tasse, soprattutto l’IMU.
Confrontarsi con un populismo cinico e bugiardo è obiettivamente difficile per tutti. L’eterno ritorno di Berlusconi mina ogni residua possibilità di parlare di politica in modo più civile. Nel centrosinistra però sarebbe bene ricordare che gli avversari, almeno fino al voto, sono tutti gli estranei alla coalizione progressista ma il nemico (della democrazia e della costituzione) è purtroppo ancora lui e non il riformismo moderato che, del resto, era corteggiato quando era impersonato da figure non più affidabili di Monti, Oliviero, Riccardi.
Bersani è sincero quando dice di pensare prima al bene dell’Italia, poi del centrosinistra, poi del PD, e dunque di tutto ciò tenga conto. Non dia l’impressione, quasi per un inconsapevole riflesso di casta, di considerare non Berlusconi ma Monti estraneo alla dialettica democratica. E non usi verso Monti toni duri e sprezzanti che non userebbe verso Casini o Fini.
Consideri invece i danni che un’altra becera campagna elettorale di Berlusconi può causare a questo già disgraziatissimo paese. E a questo pericolo reagisca.
Perché in nessun paese civile al mondo sarebbe potuto accadere che un personaggio simile dopo i fallimenti politici, il disastro economico, la caduta di ogni illusione e promessa, il discredito personale e politico che lo circonda all’estero, i processi in corso e la condanna in primo grado, la conclamata abitudine all’imbroglio e alla simulazione, potesse ancora presentarsi alle elezioni politiche e oltretutto sperare, e con qualche fondamento, di ribaltare o comunque condizionare l’esito del voto con due mesi di recitazione della solita, logora commedia.
Bersani e tutto il centrosinistra devono domandarsi: come è possibile che questo accada? Come siamo arrivati a questo punto? Cosa è accaduto a questo paese?
Questo è tema politico per eccellenza, perché la politica non è solo amministrazione della cosa pubblica ma anzitutto guida dei processi sociali e della cultura civica del paese.
Il paese sul piano della cultura civile è sull’orlo del default. Non tutto, certo, forse nemmeno la parte maggiore. Ma larghe parti dei nostri concittadini sono ormai privi di ogni senso civico. Prevalgono arroganza, volgarità, spregiudicatezza, irrisione verso i valori civici, disprezzo per le regole e per il prossimo, soprattutto verso i più deboli. Prevale, soprattutto, una borghesia cafona e aggressiva che ha preso le redini del paese. Una parte di questo ceto è al potere. Basta guardare le aule del parlamento e dei consigli regionali.
Affrontare la questione della qualità civica degli italiani è il modo migliore per combattere il populismo, che in caso contrario sottrarrà sempre linfa vitale alla democrazia fino a svuotarla di senso.
Il berlusconismo e i poteri mafiosi e criminali infiltrati per osmosi nella vita civile hanno avuto certamente un ruolo nella caduta del senso civico, la crisi economica ha incattivito gli animi e reso tutti più egoisti, ma c’è qualcosa di più profondo, che chiama direttamente in causa la politica e i suoi fallimenti.
Certo, affrontare questo tema aprirebbe le porte dell’inferno, perché significherebbe parlare della qualità di tutta la politica, del ruolo di tutti i partiti nella occupazione della cosa pubblica e del modo in cui sono stati selezionati il personale politico e i rappresentanti del popolo.
E forse, a costo di passare per reazionari, bisognerà prima o poi ragionare sul fallimento della generazione che ora esprime il ceto politico dominante, quella che oggi ha più o meno sessant’anni.
Destrutturati (per molte valide ragioni) i vecchi valori della borghesia impersonati dalla generazione che aveva vissuto la guerra, fatto la resistenza, voluto la Repubblica, scritto la Costituzione, ricostruito il paese, costruito benessere, sviluppato la cultura italiana in ogni campo) la generazione dei sessantenni di oggi non è stata capace di guidare i processi politici, lasciando il campo ai peggiori.
Luigi Zingales nel suo”Manifesto Capitalista; rivoluzione liberale contro un’economia corrotta”, Rizzoli, 2012 ha usato il termine “peggiocrazia”. E ha citato, lui liberista convinto, l’intervista di Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari del 1981 in cui denunciava la questione morale e il degrado dei partiti.
Dopo aver parlato più volte di “riscossa civica” Bersani sembra ora trascurare questo tema, forse spiazzato dai temi posti da Monti e dal nome della sua lista.
C’è tempo prima del voto per invertire la rotta ed è quello che molti elettori si aspettano, anche perché sul terreno delle tasse e dintorni Berlusconi rischia di vincere ancora una volta, dando il colpo di grazia al nostro povero paese.

19 commenti

  • Un allarme giustissimo. Vorrei che lo ascoltasse anche lo stimato procuratore Ingroia: non vale la pena, in alcune regioni-chiave, fare un passo indietro per non favorire Berlusconi? Che “rivoluzione civile” si potrebbe mai fare con lui ancora al potere? Tra l’altro ieri ho letto su Repubblica la conferma delle mire di Berlusconi sul Colle, magari attraverso uno scambio col Pd: tu mi eleggi e io faccio avere i voti a Bersani per governare tranquillo al Senato. Non sia mai. Qualsiasi accordo con Monti, piuttosto. invito anzi L&G, sembra attenta, a dedicare un articolo – e magari un appello – contro questa terrificante prospettiva.

  • Trovo molto adeguato questo appello e le motivazioni che lo sostengono. Dovremo essere come LeG sempre molto vigili sui due piani: quello dello stimolo affinchè possa chiarirsi il vero pericolo per la democrazia che una legislatura governata dagli inciuci e dagli ” scambi” possa prevalere per una errata campagna elettorale ed uno più squisitamente culturale al quale da sempre cerchiamo di essere sensibili e operosi.

  • E’ la diretta conseguenza di quello che i dirigenti PD e tutti quelli che hanno ostacolato Renzi, compresa LeG, volevano.
    Tornare nei canoni della lotta fra csx e Berlusconi visti negli ultimi 20 anni, in modo da poter parlare di lui anzichè dei problemi seri del paese.
    Una vittoria di Renzi avrebbe stravolto questi canoni ottenendo tra l’altro anche il voto anche di chi fino a ieri votava cdx.
    Peccato che la salita in politica di Monti abbia rotto le uova nel paniere a chi voleva continuare questa eterna lotta, così rassicurante per chi doveva mantenere il proprio posto nei rispettivi schieramenti.
    Il Pd non ha saputo prendere il futuro a due mani lasciando che con Renzi il piano politico italiano venisse stravolto e ora il movimento di Monti sopperirà a quello che il Pd avrebbe dovuto fare.
    A questo punto, con Silvio di nuovo tra i piedi, questo paese potrà salvarsi SOLO con una collaborazione tra PD e Monti.
    Ora nessuno di lamenti se le riforme che si faranno guarderanno anche al mondo economico e finanziario a scapito della gente che lavora.

  • Bersani e tutto il centrosinistra devono domandarsi: come è possibile che questo accada? Come siamo arrivati a questo punto? Cosa è accaduto a questo paese?

    Esatto, Sergio, in un paese normale non sarebbe accaduto, quindi io faccio autocritica e dico, mi sono impegnato come socio LG?
    Ci siamo impegnati perche tutto ciò non potesse più accadere, o almeno se ci avessero provato… sarebbero stati immediatamente denigrati e derisi.

    Ebbene si, cari tutti mi sono e ci siamo impegnati tutti, sottraendo addirittura spazio alle NOSTRE FAMIGLIE, OK??

    Libertà e Giustizia si sente parte del risveglio democratico che è in atto e deve essere sostenuto. Tuttavia, essa non può disinteressarsi dei partiti, non può evitare di rivolgersi loro direttamente quando la democrazia e la Costituzione – la sua ragion d’essere – appaiono a rischio, come oggi.

    Chiediamo chiarezza.

    Queste ed altre cose nell “VUOTO” DEL 2012 , Il G.Z chiedeva, ma siamo sicuri che questi partiti invece di “ascoltarci” siano troppo impegnati a gestire intere mangiatoie?

    Io non chiedo più chiarezza, quella non l’hanno, chiedo rispetto, se non la otterrò non avranno il mio consenso.

  • “Ora nessuno di lamenti se le riforme che si faranno guarderanno anche al mondo economico e finanziario a scapito della gente che lavora.”
    Fin troppo facile rispondere con la domanda: “Perché? Fino ad oggi come è andata?”

    Ma il problema sollevato è più interessante, al di là di Renzi e di quello che avrebbe potuto o voluto fare. Il problema è che è ora di finirla con Berlusconi, è ora che la sinistra si affranchi dal nano grasso e pelato e presenti un programma serio e credibile, un programma che sia vincente in sé e non in quanto forse potrebbe tenere le zampe del nano lontane dal potere.

    Non sono d’accordo con il messaggio contenuto in questo articolo: non c’è un nemico, nemmeno l’anomalia dello Stato che risponde al nome di Silvio Berlusconi. Facciamola finita con questa solfa che ci perseguita da vent’anni e che inchioda 9 milioni di persone davanti alla tivvù per vedere se vince Santoro o il nano grasso e pelato. Una volta 9 milioni erano gli italiani che votavano P-ccì (salute!) come diceva Giannini alla Melato in Mimì metallurgico; oggi 9 milioni sono gli italiani che guardano la corrida, vera o presunta che sia.

    E incominciamo una buona volta a pensare a noi, al programma, all’Italia che vorremmo vedere tra 5 anni, e a presentare tutto questo all’elettorato. Senza fare i totoministri che portano male, senza pensare ai bonus della Lombardia o della Sicilia, ma cercando di guadagnare il consenso degli elettori non con alleanze o improbabili desistenze (Desistere! Desistere! Desistere! E perché mai qualcuno dovrebbe farlo?).
    Essere più appetibili degli altri: qualcuno ci ha mai pensato?

  • Pingback: Focalizzare la campagna elettorale (e l’avversario giusto) | GiulioCavalli.net

  • Ottimo consiglio per Bersani ma se devi trattare con un popolo che per vent anni ha votato il caimano la trovo dura comunque buona fortuna
    Non penso che ci sia un elettore del caimano che ne abbia sposato il suo programma, anche perché non e mai esistito il caimano vuol ritornare nella stanza dei bottoni per gestire il passaggio della pubblicità dalla televisione alla rete
    il suo traguardo e rendersi indispensabile per una maggioranza e per lui si apriranno le porte del Quirinale spero di sbagliarmi ma ……….

  • Fino ad oggi è andata così, G.R.C. ma a differenza del governo attuale e delle sue riforme non sempre eque, quello del 2013 sarà un governo eletto dalla gente quindi forse sarebbe stato meglio vincere coi grandi numeri che Renzi candidato avrebbe portato… e fare le riforme con un’ottica di Csx.
    Probabilmente non aver voluto prendere il treno del vero cambiamento, è stato un preciso calcolo politico per far si che chi dovrà fare determinate riforme sia qualcuno che non avrà nulla che fare col PD. E di fatto dare ancora la possibilità ai demagoghi (vedi Camusso) di parlare per i lavoratori senza sapere cosa voglia dire essere un lavoratore…

    Peccato che in tutto questo si veda una tremenda volontà lasciare tutto come è per continuare a tanere ognuno il proprio posto.
    Le riforme che dovranno essere fatte nei prossimi 5 anni saranno durissime, ce lo vedi Fassina che fa cose che vadano contro i sindacati?

    L’unica cosa che ormai può fare Bersani, e che in questo articolo gli viene suggerito, è smettere di trattare Monti come un avversario pari a Berlusconi perchè la differenza, sul piano sostanziale, c’è eccome, se la si vuole vedere nell’ottica del BENE COMUNE.

    Il PD ha già perso il treno per diventare un partito democratico di tipo europeo, che operi con una visione del mondo ampia, e non solo riferita alle proprie componenti.
    Se vuole contare qualcosa nelle scelte che si dovranno fare nei prossimi anni sarà meglio che impari a capire quello che vuole la gente e a capire che Monti non è Berlusconi.

  • Pingback: Il commento AL CENTROSINISTRA RICORDO: IL NEMICO E’ BERLUSCONI – Sergio Materia- 14 gennaio 2013 » Circolo di Roma

  • Una opposizione seria, avrebbe portato davanti al Pdl i resoconti di tanti anni fallimentari, economici, sociali e sociosanitari, invece prepariamoci ad assistere alle solite serate dove il Cavaliere verrà linciato in differita sui suoi processi,rivii, o prescrizioni da chi nel partito democratico, non ha o non vuole per motivi personali intrapprendere le giuste motivazioni.

    Chi ai nostri giorni voglia combattere la menzogna e l’ignoranza e scrivere la verità, deve superare almeno cinque difficoltà. Deve avere il coraggio di scrivere la verità, benché essa venga ovunque soffocata; l’accortezza di riconoscerla, benché venga ovunque travisata; l’arte di renderla maneggevole come un’arma; l’avvedutezza di saper scegliere coloro nelle cui mani essa diventa efficace;l’astuzia di divulgarla fra questi ultimi. (Bertold Brecht)
    Buon 2013 !

  • Democratico.Con piena convinzione mi definisco democratico. Buoni maestri mi hanno insegnato il significato della parola democrazia,di quell’insieme di regole che rendono concreti nel vivere quotidiano quei valori che ispirano principi ai quali le leggi devono uniformarsi.Valori ,principi,leggi che sono a tutela dei più deboli.In democrazia è così.La democrazia è fatta per i più deboli. Deve essere cosi,perche così è giusto.Ma non sempre si è vissuto in democrazia,non è sempre stato cosi,vi sono stati periodi storici in cui i più deboli erano oppressi dai più forti.Per questo suo essere a difesa dei deboli la democrazia ha dei nemici, NEMICI.Quelli che vogliono piegare la legge al proprio volere,a difesa dei personali interessi ,dove pochi governano i molti. NEMICI. I democratici devono saperli riconoscere ed escludere dalla loro società.A difesa di tutti, per il bene di tutti.

  • che nel 2013 si debba ancora parlare di berlusconi e ci si debba confrontare politicamente con questo soggetto che da tutte le persone perbene è considerato estraneo alla democrazia, la dice lunga della arretratezza culturale del nostro paese, almeno di una parte del nostro paese; berlusconi deve essere spazzato via definitivamente dalla politica italiana, è un cancro che va estirpato democraticamente in modo che la mala pianta che ha messo radice in questo martoriato paese negli ultimi venti anni possa finalmente definitivamente eliminata come avvenne nel 1945; naturalmente non sarà facile perchè la potenza di fuoco dell’etere ha obnubilato tutti coloro che fanno della televisione il loro idolo sacro dal quale trarre argomenti di inoformazione e di ragionamento; giusto b. è il nemico della democrazia, è il nemico delle regole, è il nemico dello stato di diritto, è il nemico della costituzione, è il nemico della verità, va spazzato via senza se e senza ma.

  • Considerando il seguito di clientes che mangiano dal piatto del Presidente (del milan), il pericolo non è l’escortato ma i berlusconizzati: andrebbero rieducati alla democrazia e socializzati, non quelli incancreniti ma almeno i giovani figli di amici e di grandi fratelli

  • Berlusconi non è solo. Vi è una cultura molto forte e vincente che è la “furbizia” dei forti. Questo è il vero nemico della democrazia, della giustizia e della nostra repubblica. Tutto il “vociare” elettorale riguarda la tassa IMU, ma perché non si parla del diritto al lavoro? del dovere della Repubblica di rimuovere gli ostacoli che impediscono l’eguaglianza tra i cittadini? della non cittadinanza per i lavoratori immigrati? Questi sono temi di politica costituzionale.

  • Scusatemi, ma non riesco a capire. Secondo voi è un liberale chi invita a “silenziare” chi non si allinea?

    Perdonatemi, ma vi sentite sereni sapendo che vogliono “tutti o quasi” modificare la seconda parte della Costituzione?? Io no.
    Non crederete che modifichino la seconda parte per attuare la prima?

    E infine: perché non hanno cambiato questa vergognosa legge elettorale?

  • Mi permetterei, democraticamente, di dissentire. Se il popolo SOVRANO vota Berlusconi, come si fa a dichiararlo nemico? Un eletto dal SOVRANO (in democrazia è il potere) che verrebbe ostracizzato per l’antipatia di quelli che non ottengono il consenso popolare? Se la democrazia permette certi paradossi, che democrazia è mai questa?
    Celestino Ferraro

  • Pingback: Al Centrosinistra ricordo: il nemico è Berlusconi – di Sergio Materia | Nelle tue mani

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