Partiti e democrazia

AltanViviamo con ansia e rispetto l’attesa della decisione della Corte Costituzionale sul referendum elettorale. Da anni ormai e all’inizio in assoluta solitudine, Libertà e Giustizia ha individuato nel Porcellum non soltanto la causa principale del degrado del Parlamento italiano, ma anche del gravissimo distacco che separa ormai i cittadini dai partiti, e dunque una fonte inesauribile di indebolimento della democrazia.

Pur non essendo fra i promotori del referendum (abbiamo testardamente continuato a sperare in un sussulto di deputati e senatori che cambiassero la legge in Parlamento) la nostra associazione e i singoli circoli si sono mobilitati nei giorni della raccolta delle firme e hanno consegnato al comitato migliaia e migliaia di schede, raccolte nelle piazze delle città e, dove ci è stato concesso, anche nelle feste di partito. Ci sentiamo dunque legittimati a sperare nella decisione della Corte, sapendo che solo un obbligo potrà smuovere i partiti dalle nicchie di interessi contrapposti e di parte. Ognuno disposto a cambiare il porcellum purché ci sia una convenienza per loro.

Insieme alla discussione sulla legge elettorale prosegue in Parlamento la ricerca di intese sulla riforma della Costituzione: anche essa usata per tenere “occupati” deputati e senatori e dunque rafforzare la tenuta e allungare la vita del governo tecnico. La presidenza di LeG si è già espressa su un punto fondamentale e chiarendo quale dovrebbe essere a nostro avviso il tragitto di quelle riforme che fossero ritenute indispensabili: prima la legge elettorale, poi le elezioni e solo un nuovo Parlamento sarebbe esplicitamente legittimato anche a rivedere la Costituzione.

Non è questa però a quanto pare la scelta di Pd, Pdl e Udc. “L’occasione è ora” è un ritornello abbastanza frequente. Discutere della Costituzione dovrebbe servire infatti anche a far rinascere un dialogo fra forze politiche che nei mesi e anni passati si sono scontrati duramente su tutto. Addirittura si fa l’esempio degli anni della Costituente: in commissione i partiti collaboravano a elaborare la Carta, in aula si scontravano sulla politica.

Non approfondiamo per carità di patria il paragone fra i 75 costituenti presieduti da Ruini e eletti proprio allo scopo di dare una Carta al nostro Paese e i deputati e senatori dell’attuale parlamento, nominati e comprati e quel che segue.

Perché queste riforme di cui da tempo si parla? Si dice che la Costituzione va cambiata a causa dei costi della politica, ci sono infatti troppi parlamentari e inoltre Camera e Senato dovrebbero occuparsi di cose diverse, per mettere fine al bicameralismo perfetto. Si dice inoltre che bisogna dare più poteri al governo e che la Costituzione è vecchia e rispecchia i sentimenti e i valori di quei giorni del dopoguerra (ma non vale la pena di soffermarsi su questa ridicola accusa che fu lanciata per primo da Licio Gelli e che da allora hanno ripetuto in maniera pappagallesca socialisti craxiani, piduisti e berlusconiani doc.) Quanto al bicameralismo e alla proclamata necessità di avere un Senato delle regioni, sarebbe forse possibile studiare compiti diversi per le due Camere. Ma rinunciare ai controlli e alle garanzie che sono impliciti nella doppia lettura potrebbe essere un azzardo. Pensiamo soltanto cosa sarebbe accaduto in questi anni di governi di Berlusconi: tutte le sue proposte di legge, dal bavaglio all’informazione ai peggiori progetti sulla Giustizia sarebbero oggi leggi dello Stato.

Tira davvero una brutta aria, se non si vuol riconoscere che in questi anni difficili la nostra Costituzione ci ha salvato dalla rovina. Possiamo modificarla come è stato fatto nel passato tantissime volte. Ma ricordiamoci sempre che siamo una democrazia fragile, che trova nel mito della personalità la soluzione a cui tendere appena le cose si fanno difficili.

Le riforme sono una cosa, le avventure un’altra.
Questi ultimi diciotto anni non ci hanno insegnato proprio niente?

Legge elettorale e riforme della Costituzione: su questi temi importantissimi i partiti si giocano davvero l’ultima chance di legittimazione. Il sondaggio di Ilvo Diamanti ci ricorda quanto profondo sia oggi il distacco tra cittadini e la politica al punto che ci si chiede se possa esserci democrazia senza partiti.

Probabilmente no. Ma democrazia senza questi partiti?

E’ una domanda davvero difficile. Speriamo che ci siano ancora le energie in questa classe politica per rendersi conto della situazione a cui siamo arrivati: si attrezzino a diventare qualcosa di diverso da macchine fini a se stesse, a ritrovare un rapporto con i cittadini delusi, a mostrare che non esistono solo per mantenere e trasmettersi il potere.

Post scriptum: Sul Corriere della Sera di giovedi 5 gennaio Luciano Violante propone che i cittadini possano “pesare” sulla politica “stabilendo per legge che i candidati vanno scelti attraverso primarie di collegio, riservate agli iscritti ai partiti della coalizione”. Insomma: o ti iscrivi a un partito o non hai scelta, non conti un bel nulla…

7 commenti

  • con tutto il rispetto per l’on.Violante credo che la classe politica,questa classe che si è fatta surrogare per manifesta incapacità,non voglia rendersi conto di quanto siano lontani i cittadini e quale profonda diffidenza essa ispiri . Si legga per tenersi in esercizio la ricerca di Ilvo Diamanti e si veda alla voce classe politica: si noterà un numerino da brivido.Solo il 4% riesce a dare ascolto ad una classe politica che dovrebbe andare a Canossa per chiedere perdono per avere ridotto l’Italia in queste condizioni

  • La costituzione è stata una grande conquista realizzata con enormi sacrifici e autentica partecipazione dai cittadini attivi. E’ una protezione di principi irrinunciabili tuttora. Le novità dei tempi impongono però una revisione per tutelare la convivenza da nuove minacce; nuove questioni sorgono, a incominciare da quella della rappresentanza: non funziona più. Davvero Sandra Bonsanti pensa che sia il Porcellum la causa del degrado… e del distacco cittadini/politica? Davvero si ostina a credere che deputati e senatori – cioè sempre i partiti – si diano una mossa? I guasti sono iniziati assai prima della comparsa dei Calderoli e non solo a causa delle destre cattive. Nello scorrere l’articolo, tuttavia, il dubbio s’insinua e pare affiorare la certezza provata dell’impossibilità di una soluzione con questo ceto politico, con la citazione di Violante, lucidissimo interprete – a sua insaputa – dell’ottusità della sinistra, che non comprende che sta trascolorando e nulla può più ormai, se non muovere un po’ l’aria con gli ultimi respiri.
    Ora abbiamo un governo di tecnocrati della finanza, teorici della libera concorrenza, grandi sacerdoti del capitalismo, che, con estremo garbo, metteranno tutti e tutto a posto. Sono convinto che, sistemata anche la improrogabile questione dei licenziamenti e forse qualche altra cosa cara alla sinistra, con garbo, i montiani toglieranno il disturbo.
    Evviva la politica e il sistema dei partiti.

  • Analisi alquanto preoccupata di una realtà per niente rassicurante sul futuro della nostra democrazia,con proposte e prospettive che ne sono la conseguenza. Una realtà alla quale siamo andati a parare grazie ad una classe politica corrotta,asservita per anni agli USA e all’URSS,accasata nei partiti pigliatutto al potere per decenni in questo Paese di frontiera,consegnato infine dai medesimi nelle mani di coloro (un ibrido di massoni affaristi e fascistoidi di una falsa destra,accolti dal popolarismo cattolico europeo) che non hanno mai riconosciuto come cosa loro la Carta Costituzionale repubblicana e democratica.

  • Basta leggere l’indagine della Demos di Ilvo Diamanti, richiamata nell’articolo, per capire che questo E’ il momento della DEMOCRAZIA senza PARTITI, che si chiama DEMOCRAZIA DIRETTA e che è contemplata dalla Costituzione, pur senza essere mai enunciata direttamente.

    E’ di una evidenza macroscopica: come può essere affidata la DEMOCRAZIA a una classe politica che gode della fiducia del 3% della cittadinanza?

    COME SI PUO’?

    Dobbiamo ringraziare l’Europa che tramite il Presidente Naplitano ci ha imposto un cittadino dalle qualità necessarie e indispensabili per guidare un Paese e un popolo e dobbiamo ancora una volta vergognarci di non essere stati capaci di un recupero di dignità autonomamente, per mancanza di coraggio da parte delle LIBERE ELITES ed ECCELLENZE del PAESE.

  • io stabilirei per legge che chi spare le stupidaggini che ha detto violante sia inibito a diffondere il suo pensiero a mezzo stampa per un periodo di un anno. in caso di recidiva dieci anni.
    fosse che fosse la volta buona che ne liberiamo.

  • Questo paese già da un bel pezzo, non è più democratico,i partiti, e la stessa società civile vive di surrogati democratici, che mettono a repentaglio la costituzione e i diritti sociali, e politici della società. La stessa consulta non è stata in grado di dare una risposta adeguata alla richiesta sacrosanta di partecipazione alla democrazia se pure non diretta , importante per dare una svolta alla china antidemocratica che questo paese ha intrapreso già da diverso tempo e chi non decide in tempo utile da che parte stare, condanna in realtà il paese alla staticità la democrazia che viceversa deve essere rivitalizzata dal’impegno politico e sociale, occorre dare una forte risposta, contro la decisione della consulta, della classe politica corrotta che è presente in parlamento e ai partiti ingessati nei loro interessi particolari, che stanno uccidendo popolo e democrazia. NO AL VOTO CON QUESTA LEGGE E NO IL VOTO AI PARTITI TRADIZIONALI
    INCAPACI DI DARE RISPOSTE SERIE E CREDIBILI AI PROBLEMI DEL PAESE.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>