Per cambiare davvero. Elezioni, partiti, partecipazione
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1. Qualche mese fa, Libertà e Giustizia si è espressa sulla questione elettorale con una formula chiara, impegnativa e, secondo me, ancora pienamente valida: mai più alle urne con questa legge, una legge palesemente incostituzionale. Non è nemmeno il caso di ritornare, se non per accenno, sugli argomenti che motivarono quella nostra posizione: l’assurdo premio che trasforma una piccola minoranza (sia pure la più grande delle piccole) degli elettori in una larghissima maggioranza in Parlamento; il “blocco” delle liste dei candidati, prescelti (nominati) dai vertici dei partiti e imposti ai cittadini, ai quali si chiede non di eleggere i propri rappresentanti, ma di dare un voto di fiducia al partito che, quei candidati, ha selezionato secondo logiche sempre più verticistiche e opache. Oggi, possiamo dire che il motivo del nostro “mai più alle urne…” si riassume così: come cittadini elettori, non siamo più disposti a sostenere il ruolo di portatori d’acqua nell’interesse di burocrazie di partiti che usano i posti dei rappresentanti dei cittadini in Parlamento come loro proprietà, per distribuire favori, per ricompensare d’altri favori, per assicurarsi la fedeltà di clienti. Non siamo più disposti a collaborare a tenere in piedi un sistema politico fatto di clientele che si avvolgono e attorcigliano in giri di potere che sempre più spesso – come veniamo a sapere, ormai neppure più sorprendendocene, giorno dopo giorno – operano oltre i confini della legalità.
2. I fatti recenti giustificano ulteriormente, se mai ce ne fosse stato bisogno, quel nostro appello che dunque – mi pare – debba essere ribadito anche ora. Le nostre ragioni non riguardano le convenienze di parte. Anche se qualcuno ritenesse che la legge attuale, che porta il nome di Calderoli, nelle presenti condizioni degli orientamenti popolari, potrebbe servire a sconfiggere il centro-destra e a far vincere il centro-sinistra: anche se così fosse, non dovremmo farci prendere da questo genere di argomenti. Non solo le previsioni sono sempre aleatorie; soprattutto, in materia di democrazia e costituzione dobbiamo ragionare indipendentemente dalle (presunte) convenienze particolari e contingenti. Se così non facessimo, finiremmo per adeguarci a coloro che in tutto questo tempo di degrado della vita pubblica abbiamo criticato per la loro concezione strumentale delle istituzioni, tutti coloro che le hanno umiliate ponendole al servizio degli interessi di alcuni contro quelli degli altri. Libertà e Giustizia ha tutt’altra concezione della res publica. Quando – a iniziare dalla manifestazione del 5 febbraio al Palasharp – abbiamo chiesto le dimissioni del Presidente del Consiglio, non l’abbiamo fatto come atto di opposizione meramente politica o, tantomeno, come manifestazione d’intolleranza personale, ma come atto di difesa delle istituzioni, mai come ora dileggiate, privatizzate, violentate. Il problema di un’associazione di cultura politica come Libertà e Giustizia non è sconfiggere un avversario con i suoi stessi mezzi, ma incominciare a ragionare e operare per ricostruire la vita pubblica del nostro Paese su altre basi.
3. Il nostro “mai più alle urne…” mirava (e mira) a ottenere l’abrogazione dell’attuale legge Calderoli, ma non era finalizzato a introdurne specificamente un altro, come oggetto di una scelta preferenziale tra le diverse opzioni possibili. Eravamo e siamo perfettamente consapevoli che, al momento, le opinioni sono divise, non solo all’esterno di Libertà e Giustizia ma anche al suo interno: la divisione maggiore riguarda la scelta tra la prospettiva maggioritaria e quella proporzionale e, all’interno di queste opzioni, tra le numerose possibilità di articolazione che la fantasia elettoralistica e gli esempi di diritto elettorale comparato offrono con dovizia ai nostri volenterosi riformatori: premi di maggioranza e clausole di sbarramento, dimensioni delle circoscrizioni, recupero dei voti, turno singolo e doppio, apparentamenti, desistenze, ecc., tutte cose che fanno le delizie e le paure dei direttamente interessati. Eravamo e siamo consapevoli del fatto che, se ci s’incammina nella selva delle tante possibilità, il risultato era, è e sarà la somma d’ipotesi contraddittorie che non si sommano nel risultato ma si sottraggono, con l’effetto di paralizzare la riforma e confermare la legge elettorale in vigore: a onta di tutte le dichiarazioni d’intenzione di coloro che sinceramente dicono di volerla cambiare e a beneficio di coloro che lo dicono solo pro forma, mentre in realtà si augurano che nulla cambi, per poter continuare a godere delle delizie ch’essa offre al sistema di potere delle oligarchie di partito.
4. Poiché, peraltro, un sistema elettorale deve pur esserci, non bastando dire di no a quello in vigore, avevamo indicato il ripristino di quello anteriore, che prende il nome dal suo inventore, Sergio Mattarella, come soluzione temporanea che avrebbe potuto colmare decorosamente il vuoto determinato dall’abrogazione della legge Calderoli. Tutto ciò in attesa che, nei tempi necessari e certamente non brevi, venisse a formarsi in Parlamento un consenso sufficientemente vasto su una riforma elettorale semplice, facilmente comprensibile per i cittadini, dettata nell’interesse della democrazia e destinata a valere stabilmente per il futuro. A questo fine, avevamo indicato la strada più semplice: una piccola legge fatta di due proposizioni: è abrogata la legge attuale ed è riportata in vita la legge precedente. La strada più semplice, ma anche la più sicura. La via alternativa – il referendum abrogativo sulla legge vigente – era ed è di incerta percorribilità: non è detto che dall’abrogazione derivi di per sé il ripristino della legge precedente. Potrebbe semplicemente determinarsi il vuoto, ma il vuoto, in materia elettorale, è inconcepibile perché renderebbe impossibile il rinnovo degli organi elettivi e bloccherebbe la democrazia in uno dei suoi aspetti maggiori. Per questo, si temeva e si teme l’eventualità che un simile referendum non superi il vaglio di ammissibilità presso la Corte costituzionale.
5. In Parlamento, in questi mesi, nulla di significativo è accaduto e ora ci si trova, nel tempo stretto che precede le prossime elezioni politiche, in presenza di diverse iniziative referendarie, per le quali è iniziata o sta per iniziare la raccolta delle 500.000 firme necessarie. Ancora una volta, siamo nel pieno della confusione. Tutti mirano all’abrogazione della legge vigente e, in questo, meritano il sostegno di Libertà e Giustizia, coerentemente con la posizione assunta a suo tempo, e (allora) per tempo. Tuttavia, un’iniziativa (Passigli) avrebbe come effetto il ripristino della proporzionale (con lo sbarramento contro la frammentazione al 4%, ma – a quel che è dato capire – col mantenimento delle liste bloccate); un’altra (settori del PD) riproporrebbe la legge Mattarella (una combinazione di logica proporzionale e logica uninominale maggioritaria); un’altra ancora, spuntata nell’ultima ora (costituzionalisti vari), preluderebbe a un sistema esclusivamente maggioritario-uninominale. Nessuna di queste iniziative si presenta accompagnata da una ragionevole probabilità d’essere ammessa dalla Corte costituzionale, o per il carattere accentuatamente manipolativo dell’operazione di taglia-cuci sul testo della legge in vigore, o per l’incerta speranza che all’abrogazione pura e semplice della legge vigente segua l’automatica rinascita della legge precedente. In più – aspetto non considerato finora – le tre iniziative sono così diverse l’una dall’altra da impedire che possano raggrupparsi per somiglianza, finendo per elidersi l’una con l’altra: supponiamo che, nel referendum, due o tutte e tre ottengano la maggioranza. Sarebbe il caos. Quale sarebbe la legge elettorale sulla quale si potrebbe contare? Presumibilmente, questo scenario da incubo costituzionale spingerebbe la Corte costituzionale sulla via dell’inammissibilità e tutto resterebbe fermo, come prima, come adesso. Con la massima soddisfazione di coloro che dicono che tutto deve cambiare perché nulla cambi.
6. Conclusione prima. L’unica strada percorribile – solo che la si voglia percorrere – è ancora quella che Libertà e Giustizia ha suggerito a suo tempo. Basterebbe una piccola legge votata in Parlamento composta di due frasi: la legge Calderoli è abrogata; la legge Mattarella è riportata in vigore. Nessuna prospettiva per il futuro sarebbe pregiudicata e i proporzionalisti come i “maggioritaristi” potrebbero lavorare per costruire in futuro il consenso necessario alla proprie posizioni. A prima vista, in questa congiuntura politica, se esiste una “classe dirigente”, come ama autodefinirsi, non dovrebbe essere del tutto fuori del campo delle sue possibilità costruire le alleanze parlamentari in vista di questa temporanea soluzione. Il rischio che si corre, a mantenere la legge vigente così com’è o a prospettare ora nuove soluzioni legislative farraginose e del tutto prive di possibilità di successo (come quella ventilata in sede PD, di un sistema maggioritario a doppio turno con recupero proporzionale e “diritto di tribuna”: cosa allettante per il pubblico!) è molto elevato. Il “mai più alle urne…” è una parola d’ordine diffusissima. A parte l’astensionismo, che è un problema che riguarda la democrazia come tale, prima ancora che i singoli partiti che ne sono colpiti, dovrebbe suonare come campanello di grande allarme il fatto che non c’è ormai manifestazione pubblica non promossa da partiti in cui si chieda loro esplicitamente di non farsi vedere. La riprova dell’autoreferenzialità del sistema politico, accertata dall’incapacità di toccare un sistema elettorale che pur si riconosce contraddire i presupposti della democrazia rappresentativa, accentuerebbe il distacco dai cittadini e butterebbe al vento, forse irreversibilmente, il desiderio di partecipazione che si è riacceso negli ultimi tempi.
7. Conclusione seconda. Sebbene i referendum in campo siano tutti problematici e tali da dividere le forze tra diverse opzioni elettorali, la raccolta delle firme può essere utilizzata – come dice anche Valerio Onida – per una campagna di mobilitazione delle opinioni e di pressione politica sul Parlamento, affinché se ne sblocchi l’inerzia. I referendum possono anche avere questa funzione di chiamata a raccolta della partecipazione politica e di stimolo, se non di avvertimento, nei confronti di coloro che i cittadini devono rappresentare. Ma manteniamo ferma la nostra speranza in un’estrema prova di responsabilità di coloro che siedono in Parlamento.
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Le firme raccolte
( Pagina 1 di 43 ) > >>4228) egvmpemvg, TS
4x12si , [url=http://fhviioftdtvh.com/]fhviioftdtvh[/url], [link=http://ovjbtdrcfuva.com/]ovjbtdrcfuva[/link], http://xsllapcwzfjf.com/
4227) Gianangelo Giacalone, Estero
4226) jbdxaszjvaf, LI
8T2YQw qbewgtmsvhqb, [url=http://pxredzvibskl.com/]pxredzvibskl[/url], [link=http://ddbiafzozzac.com/]ddbiafzozzac[/link], http://qrneuybenwdo.com/
4225) luigi de rosa, SA
4224) elena beretta, FI
4223) paolo cantaluppi, SV
4222) grazielIa scaricabarozzi, MI
4221) Francesco Spataro, RM
4220) francesca cassisi, SR
4219) Mariella Prada, MI
4218) livia karis, TS
Monti, hai tutti i programmi che vuoi, ma non andare da Vespa, piuttosto vai da Fazio.
4217) Piero P. Giorgi, BS
4216) Antonella Bucci, RM
4215) marco cristiani, CN
per una reale democrazia partecipativa!
4214) Claudio D'Ingiullo, TN
Speriamo che, come ha detto ieri, una giornalista, l'asino con tiri gli ultimi calci
4213) FAUSTO CAMPANOZZI, FG
4212) Vincenzo Bartolone, GE
4211) igino rosani, CR
4210) Michele Bortolini, AL
4209) Adolfo Barra Caracciolo, AG
4208) franco soliani, SV
4207) valentina serpico, NA
4206) Adriana Chauvelot, TO
4205) Fabio Olivieri, RM
Proponiamo il ritiro della delega di rappresentanza politica. Voglio uno strumento per difendermi da questa pseudo democrazia!
4204) Ciro Piro, AG
non sanno cosa è la dignità, non lasceranno le loro poltrone.Ed ormai il morbo del B. è dappertutto.
4203) lucia poli, RM
Siamo tutti esausti!
4202) daniela Turri, MI
non perdiamo la speranza, anche se è davvero una fatica titanica oggi come oggi: CORAGGIO !
4201) ENZO DORIZZI, MI
facciamoci ancorasentire in piazza a milano
4200) Felice de Sanctis, BA
4199) Marco Brizzi, FI
4198) Giuseppe Basirico, TP
4197) Bruno Contini, TO
aderisco all'iniziativa
4196) nunzia savarese, NA
4195) Claudia Vitrella, VR
4194) maddalena tombaresi, FI
4193) Fiorenza Bigi, RE
4192) CIRO FERRIGNI, TO
Non ci sono più parole , italiani sveglia!!!!! Se la destra industriale sembra diventata una succursale del PCI è perchè siamo messi male ma molto male !!!!
4191) Marta Scarpelli, TE
4190) neven bijedic, MI
4189) Matilde Vergallo, MI
4188) Simona Barlassina, MB
4187) daniela boniotti, BS
libertà è partecipazione
4186) GIANLUIGI ROLANDI, MI
4185) Marta Bernardinello, PD
4184) Rossi Corrado, MB
4183) Arnaldo Demetrio, MI
La mia idea è una legge elettorale proporzionale pura con dichiarazione pre-elettorale di ogni partito, vincolante, in cui dichiari con chi vuole governare. Abolizione del Senato, riduzione dei Deputati a 300, chi abbandona il proprio schieramento perde automaticamente il posto in parlamento a favore del candidato immediatamente successivo nel conteggio dei voti
4182) Giampaolo Visioli, CA
4181) marina berardinelli, FI
A favore delle persone oneste….
4180) grazia lolini, FI
Non meritiamo questa vergogna, fortunatamente la maggior parte degli italiani e costituita da persone oneste e di buona volontà!
4179) MARINA TAGLIAPIETRA, VE
4178) angela pantano, PG
sarei contenta se la mia firma servisse per liberare il nostro paese dalla volgarità dilagante odierna
4177) Giampaolo Bertuletti, Estero
Parigi
4176) Gabriella Caramore, RM
4175) RENATO BELCASTRO, CS
abbiamo toccato il fondo, speriamo che si riesce a risalire
4174) Antonia Pezzolla, BO
4173) auser nazionale, RM
Insieme possiamo ricucire questo Paese e dare slancio all'energia positiva che è tanta
4172) rosaria romita, BA
4171) daniela frezet, TO
4170) benilde giannini, RM
4169) giuliano gruner, RM
4168) carolina gruner, RM
4167) eugenio gruner, RM
4166) Chiara Saracino, PD
4165) antonio de lorenzo, ME
4164) giuseppe nolfo, TP
4163) Antonella Farsetti, FI
4162) Massimo Risolo, LE
Ma "porcellum" è la legge elettorale o il premier?
4161) Ausilia Milanesio, TO
4160) antonia elia, MI
4159) Plinio Calligaro, VR
4158) Massimo De Giuli, MI
4157) Paola Gianani Prever, AT
Libertà di scelta, dignità e correttezza urgono al nostro paese ormai in agonia.
4156) Silvia Gentilini, RM
4155) Adalgiso Colombo, MI
4154) elena michielli, TO
4153) carlo borgi, VT
4152) stefano meazzi, MI
in un paese normale si sarebbe gia dimesso da 16 anni…. DIMISSIONI SUBITO ORA IMMEDIATAMENTE !!!!
4151) Claudio Scazza, MI
4150) Giovanni Sichel, CT
4149) Renato Strazzeri, MI
o con le buone o con le cattive,dobbiamo cacciarlo.L apazienza è finita.
4148) Maria Bugatti, AG
4147) gaia silvia francesca belotti, MI
4146) Cesare Valsecchi, MI
Che si dimetta! Abbia un minimo di orgoglio e pensi all'Italia.
4145) gianni, MI
non se ne puo' piu' !!!!!!
4144) luciana cabisto, Estero
4143) Luigi Mazza, SR
4142) teresa santos, MI
4141) alessia calderan, PD
firmo con il cuore
4140) bruno mandolini, AQ
spero tanto che vada via berlusconi e si vada subito alle elezioni con una nuova legge elettorale.
4139) luisa trovenzi, BS
4138) Lucio Rufo, IS
Anche se il mattarellum non è il massimo,comunque è un sistema molto più democratico dell'attuale scdhifoso porcellum .
4137) Fulvia Serra, MI
Ce la dobbiamo fare
4136) matteo rinaldi, FG
SCEGLIAMOCI IL NOSTRO PRESIDENTE FORZA
4135) Celestina Gambino, LT
4134) debora de pasquale, MI
4133) alessandro portelli, RM
presente. Formula vincente.
4132) Flora Caraffini, Estero
4131) Danila Ricci, BS
4130) monia delbianco, BO
4129) federica conserva, TA
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sar0 in pace quando monti sarà eletto primo ministro ufficialmente. al momen
to diffido di tutti. e che dio tenga in salute napolitano.
Basta con questo governo di inetti e cialtroni, dobbiamo mandiamoli a casa con ogni mezzo.
[...] richiesta di milioni di italiani, per la quale LeG si è spesa da anni e per prima con l’appello: mai più alle urne con questa legge. Secondo: un governo che qualcuno definisce “europeo” (per realizzare le richieste di [...]
Ieri rientravo da Firenze a Napoli con il Frecciarossa, alla stazione di Roma sono saliti sul treno diversi parlamentari campani che venivano di corsa dalla Camera dove avevano appena votato per la fiducia, erano della maggioranza di governo e sono rimasto esterrefatto allorquando un collega di questi signori nell’incrociarli diceva loro che era andate bene grazie al capo che aveva comprato i Radicali , con una sfacciataggine umiliante per i cittadini che devono ascoltare e vedere queste cose. Penso che abbiamo raggiunto il fondo auguriamoci di rialzarci presto.
DEGLI ULTIMI 16 ANNI DI GOVERNO 14 HANNO GOVERNATO LORO PRENDENDONDOCI IN GIRO SU TUTTO LA CRISI ECONOMICA LA FIAT ECC ECC ECC MA SI SONO SOLO OCCUPATI DI ASSICURARE IL POSTO IN PARLAMENTO A MAFIOSI E ESCORT PER IL SOLLAZZO DEL CAPO
BASTA DIMISSIONI ORA
Fuori i mercanti dal tempio.
Non usare mai più il termine “SCENDERE IN CAMPO” quando si parla di politica; lo trovo un termine semplicemente disgustoso, soprattutto quando si affrontano problemi seri che interessano l’Italia e non l’interesse di una squadra di calcio.
scusatemi … firmando qui e’ come se fossi andata al banchetto? grazie.
p.s. sono residente a bg ma lavoro vicino milano … eventualmente mi dite (se devo votare ancora) dove sono i banchetti?
grazie, cordiali saluti.
Laura Frontini
tel.cell. 3385840670
Sono veramente esterrefatto, in verità ormai da diversi anni, del continuo avvicendarsi di situazioni drammatiche che spingono, sempre più, il nostro Paese nel discredito internazionale e in un clima illiberale ed antidemocratico. Diviene, se non è ormai troppo tardi, indispensabile reagire a questo inarrestabile declino. Indicateci la rotta del cambiamento.
Mi chiedo cos’altro deve succedere in Italia, cos’altro le ns orecchie dovranno ancora udire xché gli italiani si accorgano che è inacettabile un governo del genere, che abbiamo perso i valori + importanti e che purtroppo, comportamenti vergognosi e irresponsabili dei rappresentanti di governo, ci stanno facendo perdere anche la faccia rispetto al mondo intero e rispetto al ns futuro!
xché sì, qst è il ns triste presente ma se le cose non cambiano continuerà ad essere il ns futuro..
x me era ed è inaccettabile qst situazione e se qst azione può essere un passo x iniziare a cambiare, io ci sono!
Penso che bisognerebbe cercare di unire le forze dei vari movimenti che si battono per un Italia migliore, più giusta, più onesta e più democartica per arrivare a presentare alle prossime lezioni una Lista Civica Nazionale con faccie e nomi nuovi, indipendenti dai vecchi partiti.
Penso sia importante cancellare la PORCATA DI CALDEROLI il quale, sembra impossibile, esiste ancora e, ogni tanto, esprime ancora opinioni …
sono veramente stufa di sentire parole sconce rivolte ai magistrati ed alle istituzioni soltanto perchè queste vorrebbero far rispettare le leggi a tutti così come dice quella famosa frase che si legge in tutti i tribunali, ma che qualcuno solo per i privilegi che gli vengono pagati dagli italiani, si ostinano a non voler rispettare. E’ ora di finirla, diteci in che modo possiamo mettere fine a questa vergona. Grazie
Siamo sempre NOI ,classe media,ad essere spremuta come un limone.Mi chiedo: ma per quanto tempo ancora ce la faremo? L’evasione ? Se volessero davvero potrebbero eliminarla almeno in gran parte ;ma cosa ci si può aspettare quando lo stesso ministro Tremonti paga in NERO l’affitto o parte dell’affitto della sua casa?