Tiriamo a cambiare

Alé! E ora tiriamo a cambiare, è questa la nostra parola magica, la definizione del vento dal basso che tira dallo scorso febbraio e dalle piazze del 2011.

Cambiare, prima di tutto, il Cavaliere che ammorba l’aria da 17 lunghi e drammatici anni. “Dimettiti”, “Resignation” chiedemmo il 5 febbraio a Palasharp perché l’Italia ritrovasse l’onore perduto.

Cambiare la politica per lo sviluppo: no ai soldi come valore, obiettivo della vita, agli speculatori eroi del nostro tempo. La ricchezza privata non legittima il potere politico. Sì ai fondi per l’istruzione pubblica e la ricerca. Sì ad una politica per il lavoro che tuteli la dignità dei giovani e delle donne.

Cambiare i partiti, secondo l’articolo 49 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere CON METODO DEMOCRATICO a determinare la politica nazionale”. Sì al rinnovamento dei dirigenti. Sì all’ascolto dei cittadini sulle grandi scelte e i progetti di riforma. No alle liti interne, insopportabile causa di tanta disaffezione della società civile (è proprio necessario che il Pd di Milano contesti la scelta di Tabacci assessore al bilancio e gli chieda in nome di non si sa quale legittimità morale di lasciare il Parlamento?).

Cambiare l’informazione: l’ostruzionismo della RAI ai referendum deve essere denunciata e punita. Così come il danno economico al servizio pubblico derivante dalla cacciata delle trasmissioni più importanti e popolari.

Nuova legge elettorale e legge sul conflitto di interessi (non è mai troppo tardi).

Basta attacchi e offese alla magistratura, Sì a una buona legge che aiuti il lavoro degli inquirenti e dia loro mezzi sufficienti a individuare e colpire la corruzione dilagante.

Tiriamo a cambiare: mai più equiparare la lotta partigiana a Salò. Mai più chiedere l’abolizione del 25 Aprile e del Primo maggio.

Mai più politica dei respingimenti.

Il vento del cambiamento ci ha portato fin qua. Esso è affidato nelle mani di una società civile vigile, impegnata, decisa a partecipare attraverso il web e la piazza e le strade. La politica se ne renda conto, finalmente.

TIRIAMO A CAMBIARE e facciamo crescere il nostro Paese. NO ALLA FIDUCIA AL GOVERNO BERLUSCONI: DIMISSIONI; DIMISSIONI; DIMISSIONI

16 commenti

  • Propongo di farne un MANIFESTO PROGRAMMATICO per la prossima campagna elettorale e per il prossimo governo,preannunciandolo alla manifestazione di stasera a Roma presso la “Bocca della Verità” e intanto… “STRINGIAMOCI A COORTE …” !.

  • Come dicevo,”Stringiamoci a coorte …”,giacchè vedo l’altro pericoloso quasi mezzo bicchiere contenente quasi il 40 % di votanti (venti milioni circa) – compresa una bella e qualificata fetta di appartenenti al PD – che ha preferito andarsene al mare e che è pronta a soccorrere colui ” CHE AMMORBA L’ARIA DA 17 LUNGHI E DRAMMATICI ANNI” !.

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    …. NO AI SOLDI COME VALORE….. SI AI FONDI PER L’ISTRUZIONE PUBBLICA…… SI AL RINNOVAMENTO DEI DIRIGENTI……. NO AL CONFLITTO……
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    Spettabile Redazione,

    condivido appieno – con qualche fisiologica riserva qui’ e là – tutti i SI e tutti i NO che il Vostro intervento contiene. E penso – se é vero che il buon giorno si vede dal mattino – che condividerei i molti altri SI e NO rimasti fuori dal Vostro scritto.

    C’é tuttavia un SI di particolare importanza che non vedo. E questo mi turba molto in quanto esso rappresenta – se non “il” problema da cui si scatena l’intera problematica sociale – rappresenta, dicevo, di certo l’elemento mancante che sta molto vicino al problema originario.

    Mi sto riferendo al SI alla realizzazione della COSCIENZA CIVICA degli Italiani. Non sto parlando, ovviamente, di Educazione Civica che é solo cosmetica intellettuale, ma dell’acquisizione di quella COSCIENZA che permette ad ognuno di noi di vedersi con chiarezza in relazione agli “altri”, vale a dire, in relazione alla Società.

    Noi crediamo al presente – condizionati da lunghi secoli di sudditanza a varie dominazioni straniere, ma condizionati anche dalla prevalente visione evoluzionistica – che il benessere dell’individuo sia antagonistico al benessere della Società. Vediamo, cioé, la Società come una sorta di zona di caccia dove andiamo quotidianamente a predare, correndo il rischio di essere predati nel processo. Una giungla animale, per intenderci.

    Per nostra grande fortuna, pero’, la nostra realtà Umana non fu mai intesa per la dinamica della giungla. La nostra felicità individuale é solo realizzabile, non a spese della felicità degli altri, ma a supporto della loro. Il senso della vita di ognuno di noi, la sua funzione, il suo stesso scopo sono inesorabilmente connessi e dipendenti alla vita della Società. Non c’é conflittualità di sorta tra l’individuo e gli altri membri della Società, ma solo una vitale esigenza di simbiosi nel cui seno la felicità di tutti viene quasi miracolosamente realizzata. In sintesi, la Legge che ha plasmato noi Umani ci vuole in una relazione armonica in cui siamo tutti felici. Fuori di essa, la ricerca della nostra felicità individuale é patetica utopia.

    Tempo e spazio sono limitati. É bene che lo siano perché anche la Vostra pazienza d’ascolto é limitata. Concludo quindi con l’evidenziare il vitale e prioritario SI ad una Rivoluzione Culturale che formi una nuova Coscienza Civica negli Italiani e nel Mondo. La chiamerei la Coscienza dell’armonia Universale destinata a distruggere, – per la prima volta nella Storia – quella gabbia in cui ci siamo noi stessi imprigionati un brutto giorno molto lontano, e fra le cui sbarre abbiamo fatto – contro il tiranno di turno – innumerevoli, inutili rivoluzioni.

    SI alla Rivoluzione Culturale contro la gabbia della nostra cecità mentale!

    Grazie per il Vostro paziente ascolto,

    jb Mirabile-caruso.

  • La grande vittoria dei referendum, come quella delle amministrative, è innanzitutto un successo della tenacia con cui si è portata avanti un’idea diversa dell’Italia, nei freddi giorni in cui si sentiva intorno indifferenza e rassegnazione alla legge del più forte. Dopo il faticoso tempo della semina, si comincia finalmente a raccogliere. Ma ora bisogna completare l’opera. Il primo passo, certamente, è favorire – con iniziative che facciano emergere in Parlamento le lacerazioni della maggioranza – la fine del governo Berlusconi e di tutto quello che questa esperienza rappresenta. Si potrà avere così una maggiore serenità per unire le forze migliori del Paese e costruire un progetto alternativo di governo e di protezione delle istituzioni democratiche e della Costituzione (per metterle al riparo da qualsiasi avventuriero che sogni “riforme epocali”).

  • La “Politica morale” secondo la quale: gli accordi stipulati con gli elettori DEVONO ESSERE RISPETTATI! E Pisapia aveva promesso che, puntando ad un vero cambiamento, non sarebbero stati contemplati doppi incarichi. Non è che la morale, all’italiota, può valere solo per gli “altri”. Non è che in Italia si possa continuare con un Senso Civico, un rispetto della Cosa Pubblica a “intermittenza”!

  • Legittimità Morale che dovrebbe essere la norma NON SOLO per un Politico MA per ogni “Galantuomo” quella legittimità morale, fortemente in disuso in Italia, che prevede di “tener fede alla parola data” e questo NON SOLO per quanto riguarda Pisapia MA ANCHE Tabacci che ha accettato di entrare in una Giunta nata da un chiaro impegno preso con i propri elettorio , in merito al NO al doppio incarico

  • Ma possibile che non riusciate a pensare a cosa avremmo potuto fare, a quale rivoluzione riformatrice avremmo potuto portare a casa con l’ “USO ESTREMO DELL’ARTICOLO 71″ e la volontà partecipativa della Società Civile? 28 milioni di volontà popolare sovrana per cancellare 4 fottutissime leggi, invece di proporre e imporre un decalogo o più di leggi di riforma? Quale spreco democratico, quale bestemmia all’intelligenza e alla ragione!

  • Un passo dopo l’altro gli stiamo col fiato sul collo e lo sanno anche loro che è finita… game over b.
    Roma non ha pietà per i traditori della Patria.

  • un capo di governo che ha baciato la mano di un dittatore criminale per
    tanto ha la qualica di omm e merda (come dicono a napoli) deve essere
    epurato DEVE ANDARSENE IMMEDIATAMENTE

  • é ora! è ora di svegliarsi, liberarsi, respirare, pensare ai nostri figli, ritrovare noi stessi e ritrovare gli altri. Fuori, fuori, tutti insieme è ora di dir fuori, dirlo continuamente, in maniera ossessiva per chi ci ha ossessionato.

  • Ha ragione l’ECONOMIST! Ci ha fregato per diciassette anni. Ora basta! Visto che è attaccato al cadreghino con l’attack dobbiamo mandarl a casa noi e questo si può fare creando le condizioni politiche perchè ci sia una reale alternativa. Questa è possibile solo con un PROGRAMMA IN POCHI PUNTI E CONDIVISO!!! chi ci sta ci sta e lo dica con chiarezza senza i bizantinismi della prima Repubblica.

  • Sono cresciuta con questo “Governo” e, dall’ età di 4anni avrei urlato a B. di dimettersi. Ho vissuto personalmente per 17 anni i veri disagi che quest ‘uomo pazzo, irrazionale e ingordo di potere a causato alla nostra società. mi stupisce che gl ‘italiani sene siano accorti solo ora della merda che da troppi anni calpestiamo. Diciamo Basta a questo governo alla quale abbiamo dato un dito e c’ ha preso l’ intera esistenza; Basta a tutti i politici ladri alle nostre spalle; Basta…
    MI FIDO SOLO DEL MIO CANE…

  • L’unico modo per liberarci di questo omuncolo è che il padreterno se lo porti via presto, assieme a l’altro paralitico in camicia verde, perche loro per difendere i propri interessi e non andare in galera, non si dimetteran no mai.

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