Il Presidente del Consiglio non ha poteri

“Il Presidente del Consiglio non ha poteri”: frase pronunciata dal Premier Berlusconi che fa il paio con “governare tenendo conto della Costituzione è un inferno”. In altre parole,  il rifiuto di regole, di leggi e perfino della Costituzione, in un crescendo di populismo, incultura istituzionale ed insofferenza ai contrappesi – siano essi il Quirinale, il potere giudiziario, l’opposizione in Parlamento, la libertà di stampa – che sono l’essenza di uno stato di diritto e di una democrazia. Un premier “impotente” che, all’occorrenza, riesce a far passare le leggi come lettere alla posta quando si tratta di difendere i suoi interessi personali.  Il disfacimento istituzionale nel nostro paese viene da lontano ma Berlusconi, il suo governo e la sua maggioranza, ne sono un formidabile agente acceleratore.

9 commenti

  • Pingback: Lessico del populismo e della volgarità | Libertà e Giustizia

  • Molto interessante e degno di attenta riflessione questo “pezzo”, come del resto gli altri che lo hanno preceduto.
    Complimenti e buon lavoro

  • Non posso che essere d’accordo con questo opost , è indimenticabile il concetto tipico da viagra parademocratico, espresso e riespresso ,fra cui ultimamente davanti alla “potenza” economica del paese di confindustria,l’utilizzatore finale con_duce e dice:
    “non ho poteri, sono come benito”

    qui freud , jung, lacan e tanti altri, farebbero trattati di questo caco clinico dell’apologia del potere,peccato non essere come pasolini o gadda per analizzare in modo letterato come sapevano fare loro, tutto tutto della neolingua

    pasolinante scrive:
    15 giugno 2010 alle 20:58

    ….soffro in modo galoppante per questo annata da 1984 perpetuamente eterno orwell, perciò ho bisogno di nutrirmi di persone, incontri, testi, PAROLE CHE ABBIANO SENSO !, come lo avevano !.

    è vero che i sovrani che ci hanno sgovernato, non ci hanno sgovernato così bene , altrimenti “quello là” non sarebbe mai arrivato ad essere messo in campo , però diamine! qui abbiamo superato il limite oltre il superamento del limite!

    anzi a livello temporale , vista la data costituzionale di quella vendemmia , il monarca anarchico è andato oltre!..

    anche qui da segnalare l’ambiinguità ambivalente:

    è il migliore statista degli ultimi 150 anni,giusto? ( ha detto anche questa)
    dunque sorge una domanda spontanea:

    come mai “consente” a quelli del governo delle pance ( da un certo punto , guarda caso, ben alleati a lui) , quelli che sputano su ogni simbolo della nazione ma anche della nazionale( ricordare a memoria perpetua la radiocronaca della partita da radiopadania, condotta pro-paraguay) di sfasciare l’occasione importante, per queste condizioni del paese fatto a pezzi come uno spezzatino(gastronomia padana), dei festeggiamenti dei 150 anni dell’unità d’italia?

    mi consenta presidente , ma lei è un utilizzatore finale, senza poteri e impotente, anche del numero 150?
    —————————–
    pasolinante scrive:
    15 giugno 2010 alle 17:11
    ………..dei lacci della costituzione per una democrazia moderna , chi ha parlato?
    i sudditi o il napoleone faraone di arcore?

    “non ho poteri (ndr aridanghetè) sono come benito”
    chi l’ha detto in fine maggio davanti ai “capitani” d’impresa?

    e chi l’ha ripetuto due giorni fa in bulgaria?
    ” non ho poteri, ma sono insostituibile”

    non avere poteri , ma essere insostituibili
    ma che frase è?

    certo,per uno che è stato addormentato( e sono milioni) , che effetti “bomba” possono produrre?
    quanta scuola bisognerebbe fare per poterli mettere di fronte alla neolingua?
    ——————
    l’ultima poi smetto:

    “la crisi? non esiste”
    ( circa per piu di un anno)

    da due mesi :

    ” la crisi? non posso fare nulla, non ho poteri”

    ” la costituzione è datata, governare è un inferno”

  • Ho idea che purtroppo la discesa in campo abbia avuto come obiettivo proprio la conquista del potere, mentre chi assume la Presidenza del Consiglio dovrebbe essere al servizio del Paese. Nel Regno Unito quando un esponente del governo scrive a un cittadino firma “your obedient servant”. Proprio come qui.

  • Il vittimismo paga e lui lo sa bene, soprattutto nei confronti della platea di decerebrati e disinformati a cui si rivolge. Su questo tema, come negli attacchi alla magistratura, l’eversione del progetto berlusconiano è sempre stata evidentissima e scoperta e dovrei ristudiarmi bene tutti passaggi dell’escalation, per segnalare come ogni volta lui accusi la magistratura di cose che intende fare lui (vedi, per esempio la questione dei brogli elettorali e dei controlli delle schede!) insieme ai suoi scherani.
    Del resto cosa di meglio, di fronte all’evidente impossibilità di far passare le sue cosiddette “riforme” tutte anticostituzionali ed eversive, che pronunciare il famoso “non mi lasciano lavorare…”? E cosa di meglio del “non avere potere….” (lui che si fa una legge al giorno per restare impunito!) per presentare una legge liberticida definitiva che instauri una dittatura presidenziale, retta proprio da lui?

  • Berlusconi si lamenta che non ha poteri; inoltre ci ha informati del fatto che la stessa cosa diceva di sè Mussolini.
    Da ciò si deduce che:
    1) Mussolini non aveva alcun potere (ma su questo gli storici, anche quelli di destra, sembra non concordino).
    2) Che Berlusconi ha tanto potere quanto ne aveva Mussolini (e allora, meno male che al posto di Vittorio Emanuele, c’è Giorgio Napolitano !)

  • Ma siamo così sicuri che Napolitano (Morfeo) alias il Quirinale, sia un contrappeso o non sia un peso e ponderoso, quando firma senza battere ciglio leggi inique, al limite della costituzionalità, o quando non intervenga con “suggerimenti”, senza esercitare uno dei suoi poteri, quello, cioé, di rinviare alle Camere ciò che non “ritenga” (ma quando mai?) corretto?

  • La democrazia è un’imperfetta forma di rappresentanza politica, ma ancora non se ne è trovata una migliore. L’imperfezione è propria della natura umana e la democrazia come metodo moderno di amministrare una civiltà riflette tutte le contraddizioni dei comportamenti umani, ma essa è istruttiva perchè permette di sciogliere i nodi gordiani dei conflitti sociali attraverso il dialogo e la ricerca delle ragionevoli soluzioni.
    Il Presidente del Consiglio, nonostante provi a nascondere le sue reali intenzioni manipolando abilmente gli elettori e creando un consenso politico intorno alla sua persona, è intrinsecamente refrattario alla democrazia di cui farebbe volentieri a meno. Ma non può perchè c’è la Costituzione della Repubblica Italiana: capace come un organismo vivente di produrre gli anticorpi contro forme di governo “aliene” rispetto al pensiero politico del mondo cosiddetto occidentale. Tutti gli organismi viventi sani reagiscono agli antigeni che vogliono disgregarli attraverso il proprio sistema immunitario. Il nostro Paese è ancora sano democraticamente, ma autorevoli personalità cominciano a denunciare rischi enormemente pericolosi per la sua integrità istituzionale. Perchè il pericolo più grande per una democrazia è che possa intervenire una mutazione nel suo patrimonio genetico capace di produrre degli enzimi, cioè degli agenti acceleratori, in grado di scomporre ed inattivare i suoi anticorpi naturali contro le derive populistiche ed autoritarie. Le estenuanti trattative politiche della Prima Repubblica, metodo di governo talvolta utile, ma che degenerarono quando forse divennero il paravento per i loschi traffici all’ombra del potere, hanno fatto nascere nel senso comune il virus del populismo decisionista, della scelta di campo, del leaderismo carismatico, che per sua natura rafforza le sacche di privilegio e di parassistismo sociale.

  • Parole sante, ma mi viene un groppo allo stomaco se penso che gli italiani, da almeno 15 anni, glielo lasciano fare! Anche affermazioni gravissime ed eversive (peraltro poi smentite, proprio come se “gli italiani fossero così cretini da non capire” e da non ricordare), passano ormai quasi sotto silenzio e nessuno più si indigna e soprattutto nessuna opposizione usa gli strumenti legali e costituzionali predisposti per contrastare queste dichiarazioni e queste azioni.
    All’estero, da un lato mi vergogno ad essere accomunato a questi individui, ma dall’altro sperimento tutta la solidarietà e la comprensione che riceve chi si “chiama fuori” da questa “casta” di delinquenti.

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