Non si salva nessuno. E’ sicuramente la sensazione che coglie chiunque non abbia voglia e tempo di approfondire e cercare di distinguere fra questi e quelli, fra chi è più corrotto e chi lo è meno, chi ha rubato di più e chi forse ha solo assistito senza muovere un dito mentre altri rubavano. E ora? Da dove può ripartire questo disgraziato paese se nemmeno le elezioni con questa legge rappresentano il normale sbocco democratico? “Un doveroso atto di umiltà e sottomissione” chiede Leg nel documento sulla legge elettorale. Ma sappiamo che non ci sarà.
Liste civiche per la legalità? Parliamone. Ma avendo chiare alcune cose: non saranno liste di Leg, che per statuto non è né deve apparire un partito. Certo, è possibile che aiutererebbero i partiti a cui fossero collegate , ma non aiuteranno quegli stessi partiti a rinnovarsi, a dire qualcosa di nuovo. Anzi, semmai il contrario: la vecchia casta potrebbe chiudersi a riccio, tanto la società civile avrebbe le sue liste.
Però la casa brucia e non si salva nessuno. E allora, chissà… se non si salva nessuno, tutti possono servire, soprattutto quelli che della legalità hanno fatto da sempre la loro ragione di vita.
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La tenuta della democrazia in Italia dopo il referendum e prima del voto

