Primarie Milano: vince Renzi, perde la città

08 Feb 2016

E così Majorino, il presunto candidato della supersinistra, è riuscito a far vincere Sala, il candidato appoggiato dal governo, che si è mobilitato per sostenerlo in spregio al rispetto per la natura locale delle primarie comunali. Se si guarda ai voti ottenuti dai tre candidati, circa il 60% dei votanti alle primarie del centrosinistra ha scelto Balzani o Majorino, esprimendo una netta preferenza per la continuità con la giunta Pisapia e comunque un orientamento di sinistra.

Ma la provvidenziale testardaggine di Majorino nel voler ignorare che – non essendo previsto  ballottaggio – la sua permanenza in gara, prevedibilmente minoritaria (come è stato),  sarebbe stata tuttavia essenziale, frammentando i voti di sinistra,  per far vincere Sala, ha avuto appunto l’effetto voluto. Majorino ha reso a Sala un ottimo servizio, e ne sarà verosimilmente ricompensato dal suo partito.

Certamente però questo effetto non era voluto dagli elettori di Majorino che, trascinati da pugni chiusi e declamazioni sul reddito di cittadinanza, si ritrovano oggi con un candidato del centrosinistra assai lontano dalle loro aspettative. E qui sta il secondo effetto perverso di queste primarie: Sala è un candidato di minoranza, in realtà. Un candidato scelto da poco più del 40 per cento dei votanti alle primarie (nonostante alcuni afflussi sospetti): reggerà la sua candidatura al confronto elettorale con il candidato della destra? O vedremo una replica della triste vicenda della candidata Paita alle regionali liguri, imposta dal PD e rovinosamente perdente?

E’ prevedibile che nei prossimi mesi verranno fuori ulteriori aspetti problematici di Expo, dai conti reali alle tante partite aperte; che Sala, come ha detto, farà una lista civica; che si avvicinerà sempre più a CL e agli ex di Forza Italia; che marcherà sempre più la sua distanza dall’esperienza della giunta Pisapia, alla quale è culturalmente estraneo, benchè abbia imbarcato una serie di assessori in cerca di poltrone per il futuro.

In realtà, Sala è una scelta miope e rivolta al passato, che non comunica nulla ai giovani e alle loro aspettative di rinnovamento della politica e di attenzione per le grandi problematiche della disuguaglianza, dell’ambiente, dei diritti civili. E dunque non li porterà a votare, come non porterà a votare chi non apprezza le opacità nella gestione di Expo e i conflitti che caratterizzerebbero inevitabilmente il doppio ruolo di Sala responsabile della passata gestione di Expo e, se sindaco, controllore della medesima.

Una prospettiva elettoralmente incerta, dunque, e non voluta dalla netta maggioranza dei votanti alle primarie.

 

* Rappresentante Consiglio di Presidenza di LeG

 

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